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Articoli del 15/11/2025

Ritratto del matematico persiano Al-Khwarizmi e le equazioni
Ritratto del matematico persiano Al-Khwarizmi e le equazioni

Muhammad ibn Musa al-Khwarizmi (circa 780-850 d.C.) è stato uno dei matematici e astronomi più importanti dell'epoca d'oro islamica, attivo presso la "Casa della Saggezza" di Baghdad. Il suo impatto sul mondo moderno è così profondo che due parole che usiamo ogni giorno derivano dal suo nome e dalle sue opere: "Algebra" e "Algoritmo". ARTICOLO COMPLETO


L'Invenzione dell'Algebra
La sua opera più importante è "Il libro conciso sul calcolo per completamento e bilanciamento" (circa 820 d.C.). Il titolo arabo conteneva la parola **"al-jabr"**, che significa "completamento" o "ripristino" (l'atto di spostare un termine negativo da un lato all'altro di un'equazione, cambiandogli segno). Da "al-jabr" deriva la nostra parola **Algebra**.

Il suo libro non era una semplice raccolta di formule, ma il primo trattato sistematico su come risolvere equazioni lineari e quadratiche (come trovare la "x"). Era un manuale pratico per risolvere problemi di eredità, commercio e misurazione dei terreni.

L'Uomo che portò lo "Zero" in Occidente
Il secondo contributo fondamentale di Al-Khwarizmi fu un libro sull'uso del sistema numerico indo-arabo. Questo sistema, che usava solo 10 simboli (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e, fondamentale, lo **0**), era infinitamente superiore ai goffi numeri romani (IV, X, L) per fare i calcoli. La traduzione latina del suo libro introdusse questo sistema in Europa.

La Nascita dell'"Algoritmo"
La versione latina del suo libro iniziava con "Dixit Algorismi..." ("Così disse Al-Khwarizmi..."). Il suo stesso nome, latinizzato in "Algorismi", divenne sinonimo del metodo di calcolo con i numeri arabi. Col tempo, la parola **Algoritmo** ha finito per significare qualsiasi procedura o sequenza di passaggi definita per risolvere un problema, il concetto alla base di tutta l'informatica moderna.



 
 
Di Alex (pubblicato @ 11:00:00 in Tecnologia, letto 262 volte)
Ritratto di Alan Turing e la Macchina di Turing
Ritratto di Alan Turing e la Macchina di Turing

Alan Turing (1912-1954) è il padre fondatore dell'informatica (computer science) e dell'Intelligenza Artificiale. Il suo lavoro teorico (la Macchina di Turing) definì il concetto di "computer universale" prima che ne esistesse uno, e il suo lavoro pratico (decifrare Enigma) fu cruciale per la vittoria alleata nella Seconda Guerra Mondiale. ARTICOLO COMPLETO


La Macchina di Turing (1936)
Prima di Turing, i "computer" erano macchine che facevano una sola cosa (come la macchina di Babbage). Nel 1936, Turing descrisse (su carta) la **Macchina di Turing**: un modello teorico di un computer "universale". Era una macchina semplice (un nastro, una testina, un set di istruzioni) che, con il software (istruzioni) giusto, poteva simulare *qualsiasi* altra macchina. È il concetto alla base di ogni PC, smartphone o console moderna: un unico hardware che esegue infiniti software (programmi).

Decifrare "Enigma" (Bletchley Park)
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Turing fu il leader scientifico a Bletchley Park, il centro di crittoanalisi britannico. Il suo compito era decifrare i codici "inviolabili" della macchina Enigma, usata dai Nazisti. Turing non provò a forzare il codice a mano, ma progettò una macchina elettromeccanica (la "Bomba") per trovare le impostazioni giornaliere di Enigma. Il suo lavoro (rimasto segreto per decenni) fu decisivo per la Battaglia dell'Atlantico e, secondo molti storici, accorciò la guerra di anni.

Il Test di Turing (IA)
Dopo la guerra, Turing si dedicò all'Intelligenza Artificiale. Nel suo articolo del 1950, pose la domanda: "Le macchine possono pensare?". Per rispondere, propose il "Gioco dell'Imitazione", oggi noto come **Test di Turing**: un interrogatore umano chatta (via testo) con due entità nascoste, un umano e una macchina. Se l'interrogatore non riesce a distinguere la macchina dall'umano, la macchina ha superato il test. È il test che stiamo ancora cercando di superare oggi.

Tragicamente, Turing fu perseguitato per la sua omosessualità (all'epoca reato nel Regno Unito) e morì suicida (o per avvelenamento accidentale) a 41 anni. Fu graziato postumo dalla Regina Elisabetta II solo nel 2013.

 
 
I migliori sintetizzatori (synth) per principianti del 2025
I migliori sintetizzatori (synth) per principianti del 2025

I sintetizzatori non sono più strumenti da migliaia di euro. Il 2025 offre "mini-synth" (sia analogici che digitali) potentissimi, divertenti e accessibili. Sono "giocattoli" elettronici per adulti, perfetti per imparare la sintesi sonora, creare suoni "lo-fi" o aggiungere un tocco analogico alle proprie produzioni. Ecco i migliori per iniziare, tutti su Amazon. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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1. Il "Re" dei Micro-Synth: Arturia MicroFreak
L'Arturia MicroFreak è un fenomeno. È un sintetizzatore digitale "ibrido" con un corpo macchina bizzarro: ha una tastiera "piatta" PCB (senza tasti mobili) che rileva la pressione. La sua forza è la versatilità: ha 14 tipi di oscillatori diversi (da quelli analogici virtuali a quelli "wavetable" e "speech") e un filtro analogico (CEM) che gli dà un suono caldo. È lo strumento perfetto per sperimentare.

2. Il Puro Analogico: Korg Minilogue (o Monologue)
Per chi vuole il "vero" suono analogico (VCO, VCF). Il Korg Minilogue è un synth polifonico (suona più note insieme) con un'interfaccia piena di manopole (zero menu) e un piccolo oscilloscopio che mostra la forma d'onda. È uno strumento "educativo" fantastico. Se il budget è più basso, il **Korg Monologue** (monofonico) è la sua versione "mini", perfetta per linee di basso potenti.

3. I "Cloni" (Budget): Behringer
Behringer ha una strategia aggressiva: clona sintetizzatori vintage leggendari (come il Model D, clone del Minimoog) e li vende a prezzi stracciati (spesso sotto i 300€ su Amazon). La qualità costruttiva è "onesta", ma il suono è incredibilmente vicino agli originali da migliaia di euro. Per chi sogna un suono "vintage" senza spendere una fortuna, sono un affare.

4. Il "Giocattolo" (ma potente): Korg Volca Series
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Di Alex (pubblicato @ 09:00:00 in Tecnologia, letto 257 volte)
I migliori Starter Kit per Raspberry Pi 5 (2025) su Amazon
I migliori Starter Kit per Raspberry Pi 5 (2025) su Amazon

Il Raspberry Pi 5 [cite: 853, 855] è un mini-computer incredibilmente potente, ma comprarlo "nudo" (solo la scheda) non basta. Per farlo funzionare servono accessori essenziali: un alimentatore (potente, USB-C da 5A), un case, un dissipatore (ora fondamentale) e cavi micro-HDMI. Il modo migliore per iniziare è uno "Starter Kit" (molto venduti su Amazon), che include tutto il necessario. ARTICOLO COMPLETO LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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1. Il Kit Ufficiale (Qualità garantita)
La Fondazione Raspberry Pi offre un suo kit ufficiale. Include:
  • Raspberry Pi 5 (versione 4GB o 8GB).
  • Il Case Ufficiale Rosso/Bianco (con ventola e dissipatore integrati).
  • L'Alimentatore Ufficiale da 27W (5.1V/5A), l'unico che garantisce di non avere "undervoltage".
  • Cavi Micro-HDMI e una scheda SD con Raspberry Pi OS.
Non è il più economico, ma è l'unico che garantisce compatibilità e performance al 100%.

2. Il Kit "Gaming" (Retropie): Vilros / CanaKit
Brand come Vilros o CanaKit (popolarissimi su Amazon) creano kit a tema. Il loro "Retro Gaming Kit" include, oltre alla scheda e all'alimentatore, un case che replica un NES o SNES, due controller USB (stile retro) e una scheda SD pre-configurata con RetroPie. È la soluzione "chiavi in mano" per costruire la console retro definitiva.

3. Il Kit "Desktop": Argon ONE V3 (M.2 NVMe)
Per chi vuole usare il Pi 5 come un vero PC desktop[cite: 853, 855], il case Argon ONE è la scelta "Pro". È un case interamente in alluminio che funge da enorme dissipatore passivo (silenzio totale). La versione V3 M.2 (disponibile su Amazon) aggiunge uno slot M.2 NVMe sul fondo, permettendo di avviare il sistema da un velocissimo SSD NVMe [cite: 857] invece che dalla lenta microSD. Trasforma il Pi 5 in un Mini PC [cite: 852] serio.



 
 
Di Alex (pubblicato @ 08:00:00 in Tecnologia, letto 372 volte)
I migliori caricatori GaN USB-C di Anker e UGREEN
I migliori caricatori GaN USB-C di Anker e UGREEN

I caricatori inclusi nella confezione sono un ricordo (grazie Apple e Samsung), e quelli vecchi sono lenti. La soluzione è un caricatore GaN. Il "GaN" (Nitrururo di Gallio) è un materiale che sostituisce il silicio, permettendo di creare caricatori potentissimi, multi-porta e incredibilmente compatti, senza surriscaldarsi. Sono un accessorio essenziale, e Amazon è il posto migliore per trovarli. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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1. Il migliore "tuttofare" (100W): UGREEN Nexode 100W
UGREEN è diventata leader in questa categoria. Questo caricatore è il perfetto "hub" da scrivania o da viaggio. Ha 4 porte (3 USB-C e 1 USB-A) e eroga 100W totali. Può caricare contemporaneamente un MacBook Pro (a piena potenza), un iPad e uno smartphone. È compatto, non scalda e ha un prezzo su Amazon molto aggressivo per la potenza che offre.

2. Il più compatto e potente (140W+): Anker 747 (Prime)
Anker è il marchio premium. La sua linea "Prime" usa la tecnologia GaN più avanzata. Questo modello da 140W (o superiori) è pensato per chi ha laptop da gaming o i MacBook Pro 16" che richiedono la massima potenza. È incredibilmente piccolo per quello che fa, ha 3-4 porte e un sistema di sicurezza "ActiveShield 2.0" che monitora la temperatura milioni di volte al giorno. Costa di più, ma è il top.

3. Il "mini" caricatore (45-65W): Anker 735 (Nano 3)
Per chi viaggia leggero e deve caricare solo lo smartphone (come un Samsung S25) e magari un tablet o uno smartwatch. I caricatori della serie "Nano" di Anker sono minuscoli, spesso più piccoli del vecchio caricatore da 5W di Apple, ma erogano 45W o 65W. Questo modello da 65W (Anker 735) ha 3 porte ed è il compagno da viaggio perfetto.

4. La ciabatta GaN: UGREEN DigiNest Pro 100W
Una soluzione geniale per la scrivania o il comodino. È una "ciabatta" che integra un caricatore GaN da 100W. Offre 3 prese Schuko (per monitor, stampante, ecc.) e 4 porte USB (2 Type-C, 2 Type-A) sul frontale. Permette di eliminare tutti gli alimentatori e i caricabatterie sparsi, gestendo tutto (laptop, telefono, lampada) da un unico, elegante blocco.



 
 
Di Alex (pubblicato @ 07:00:00 in Storia Informatica, letto 253 volte)
Lo storico computer Sinclair ZX81 su una scrivania, collegato a un televisore e a un registratore a cassette.
Lo storico computer Sinclair ZX81 su una scrivania, collegato a un televisore e a un registratore a cassette.

Sinclair ZX81, lanciato nel marzo 1981, è un capitolo affascinante della storia dell'informatica. Successore dello ZX80, questo piccolo computer britannico rese il computing accessibile alle masse grazie a un prezzo straordinariamente basso. Con un costo di soli 69,95 sterline in kit, lo ZX81 portò l'informatica nelle case di milioni di persone in tutto il mondo.[ARTICOLO COMPLETO]

Le origini e il contesto storico
Clive Sinclair, ingegnere e imprenditore britannico, aveva già fatto storia con lo ZX80, il primo computer personale disponibile nel Regno Unito per meno di 100 sterline. Tuttavia, lo ZX80 presentava diverse limitazioni tecniche e un'affidabilità non sempre ottimale. Il team di Sinclair Research, guidato dal brillante progettista Jim Westwood, si mise al lavoro per creare un successore migliorato che mantenesse il prezzo accessibile ma offrisse maggiore stabilità e funzionalità.

Il periodo era quello della nascente rivoluzione informatica domestica. Mentre negli Stati Uniti dominavano computer come l'Apple II e il Commodore VIC-20, in Europa c'era spazio per una macchina ancora più economica che potesse aprire le porte del computing a studenti, hobbisti e famiglie con budget limitato.

Specifiche tecniche


Il processore e la memoria
Lo ZX81 era equipaggiato con un processore Zilog Z80A funzionante a 3,25 MHz, lo stesso chip utilizzato in molti computer dell'epoca. La configurazione base includeva appena 1 KB di RAM, una quantità incredibilmente ridotta anche per gli standard del tempo. Tuttavia, il sistema era espandibile fino a 16 KB tramite moduli di espansione esterni, con il più popolare che era il "RAM pack" da 16 KB prodotto dalla stessa Sinclair.

La ROM conteneva 8 KB e includeva il BASIC Sinclair, un interprete del linguaggio di programmazione BASIC ottimizzato per funzionare con risorse limitate. Questo BASIC era una versione modificata sviluppata da Nine Tiles Networks, adattata specificamente per le caratteristiche hardware dello ZX81.

Il sistema video
Una delle caratteristiche più innovative (e controverse) dello ZX81 era il suo sistema di gestione video. Il computer utilizzava una soluzione estremamente economica: invece di avere chip dedicati per la grafica, il processore Z80 generava il segnale video direttamente via software. Questo approccio, sebbene geniale dal punto di vista del risparmio economico, aveva un costo significativo in termini di prestazioni.

La risoluzione era di 32×24 caratteri in modalità testo, utilizzando un set di caratteri semi-grafici che permetteva di creare semplici elementi visivi. Non c'era un vero supporto per la grafica bitmap, ma i caratteri speciali potevano essere combinati per creare forme e disegni rudimentali. Il display era rigorosamente monocromatico (bianco e nero).

Una peculiarità notevole era la modalità FAST e SLOW. In modalità SLOW, il normale funzionamento, lo schermo veniva continuamente aggiornato e il processore doveva dedicare circa il 75% del suo tempo alla generazione del segnale video, rallentando enormemente l'esecuzione dei programmi. In modalità FAST, lo schermo si spegneva durante i calcoli intensivi, permettendo al processore di lavorare a piena velocità.

Il case e la tastiera
Il case dello ZX81 era realizzato in plastica ABS di colore bianco o grigio chiaro, con dimensioni estremamente compatte (175 × 40,5 × 173,5 mm). Il design era minimalista ed essenziale, in linea con la filosofia di riduzione dei costi.

La tastiera a membrana era probabilmente l'aspetto più criticato del computer. Invece di tasti meccanici, utilizzava una superficie piana di plastica con contatti sottostanti. Digitare su questa tastiera richiedeva un periodo di adattamento e non offriva alcun feedback tattile soddisfacente. Tuttavia, questa soluzione era economica e, sorprendentemente, relativamente affidabile.

Una caratteristica unica della tastiera era il sistema di "keyword entry". Ogni tasto aveva stampate più funzioni in diversi colori, e premendo un tasto in diverse modalità si potevano inserire comandi BASIC completi con una singola pressione. Per esempio, premendo il tasto "P" si inseriva l'intera parola chiave "PRINT". Questo sistema accelerava la programmazione ma richiedeva di memorizzare la disposizione delle funzioni.

Connettività e espansioni
Lo ZX81 offriva diverse opzioni di connessione:


  • Uscita video RF: Il computer si collegava a un televisore standard tramite un modulatore RF, utilizzando il canale VHF
  • Registratore a cassette: I programmi venivano salvati e caricati tramite normali registratori audio, utilizzando segnali modulati a circa 250 baud
  • Porta di espansione: Un connettore edge sul retro permetteva di collegare moduli di RAM aggiuntiva e altre periferiche
  • Stampante: Sinclair produceva una piccola stampante termica dedicata, lo ZX Printer, che utilizzava carta speciale argentata


Il software e la programmazione


Il BASIC Sinclair
Il linguaggio di programmazione incluso nello ZX81 era una variante del BASIC, ma con alcune peculiarità. Era un BASIC interpretato, relativamente lento ma accessibile anche ai principianti. Include le strutture di controllo standard (IF/THEN, FOR/NEXT, GOTO, GOSUB) e supportava operazioni matematiche di base, gestione di stringhe e grafica rudimentale.

Una caratteristica interessante era la gestione delle variabili. Il BASIC Sinclair non richiedeva dichiarazioni di tipo esplicite e supportava variabili numeriche e stringhe. I nomi delle variabili potevano essere lunghi quanto si voleva, ma solo le prime lettere erano significative.

La gestione della memoria era trasparente all'utente, con il sistema che allocava automaticamente lo spazio per variabili e programmi. Con solo 1 KB di RAM nella configurazione base, era necessario scrivere programmi estremamente compatti ed efficienti.

L'ecosistema del software
Nonostante le limitazioni hardware, si sviluppò rapidamente un ecosistema software intorno allo ZX81. Migliaia di programmi furono pubblicati su riviste specializzate, che i lettori potevano digitare manualmente. Questo era un'esperienza formativa comune dell'epoca: trascorrere ore a digitare listing di programmi, debuggando inevitabili errori di battitura.

Furono pubblicati anche software commerciali, principalmente giochi, distribuiti su cassette. Classici come "3D Monster Maze" (uno dei primi giochi con grafica 3D in prima persona su un home computer), "Mazogs", e numerosi cloni di giochi arcade dimostravano cosa fosse possibile ottenere anche con risorse così limitate.

Esistevano anche programmi educativi, applicazioni per la gestione domestica, database semplici e persino rudimentali word processor, sebbene la limitata memoria e la scomoda tastiera rendessero quest'ultima categoria piuttosto impratica.

Programmazione in linguaggio macchina
I programmatori più esperti potevano scrivere codice in linguaggio macchina Z80, ottenendo prestazioni molto superiori. Questo richiedeva però conoscenze tecniche avanzate e la capacità di lavorare direttamente con la memoria del computer. Alcune riviste pubblicavano routine in linguaggio macchina che potevano essere caricate con comandi POKE dal BASIC per estendere le capacità del sistema.

L'impatto culturale e commerciale


Il successo di vendite
Lo ZX81 fu un successo commerciale straordinario. Nel Regno Unito vendette oltre 1,5 milioni di unità, rendendolo uno dei computer più venduti dell'epoca. La distribuzione avveniva non solo attraverso negozi specializzati, ma anche per corrispondenza e attraverso catene di grande distribuzione, ampliando enormemente il mercato potenziale.

Negli Stati Uniti, il computer fu commercializzato da Timex Corporation con il nome di Timex Sinclair 1000 (TS1000), con alcune piccole modifiche per adattarlo agli standard locali. Anche in questo mercato ottenne un discreto successo, sebbene dovesse competere con macchine tecnicamente superiori.

L'influenza sulla generazione dei programmatori
Lo ZX81 ebbe un impatto profondo su un'intera generazione di futuri programmatori e ingegneri informatici. La semplicità della macchina e l'accesso immediato al linguaggio di programmazione al momento dell'accensione incoraggiavano la sperimentazione. Non c'era un sistema operativo complesso da navigare: si accendeva il computer e si poteva subito iniziare a programmare.

Molti professionisti dell'informatica che sono attivi oggi hanno iniziato la loro carriera su uno ZX81, imparando i fondamenti della programmazione, della gestione della memoria e dell'ottimizzazione del codice necessarie per far funzionare qualcosa di significativo su una macchina così limitata.

Il fenomeno editoriale
Lo ZX81 generò un intero settore editoriale. Riviste come "Sinclair User", "Your Sinclair" e innumerevoli altre pubblicazioni offrivano recensioni, listing di programmi, tutorial e consigli. Libri dedicati alla programmazione sullo ZX81 riempivano gli scaffali delle librerie, coprendo argomenti dal BASIC per principianti alla programmazione in linguaggio macchina avanzata.

Limitazioni e critiche
Nonostante il suo successo, lo ZX81 aveva evidenti limitazioni:


  • La RAM insufficiente: 1 KB era estremamente limitante, e anche con l'espansione a 16 KB, la memoria rimaneva scarsa per programmi complessi
  • La tastiera: La tastiera a membrana era fonte di frustrazione per molti utenti
  • L'affidabilità del RAM pack: I moduli di espansione della RAM erano notoriamente instabili, e un piccolo movimento poteva causare il crash del sistema con perdita di tutto il lavoro non salvato
  • L'assenza di sonoro: Non c'era alcun supporto audio, limitando le possibilità nei giochi
  • La velocità: In modalità SLOW, il sistema era estremamente lento per molte applicazioni
  • Il sistema di salvataggio: Caricare e salvare su cassetta era lento e non sempre affidabile


L'eredità tecnologica


Il ponte verso il Sinclair Spectrum

Lo ZX81 preparò la strada per quello che sarebbe diventato il computer britannico più iconico dell'era dell'informatica domestica: il Sinclair ZX Spectrum. Lanciato nel 1982, lo Spectrum manteneva la filosofia di accessibilità dello ZX81 ma aggiungeva grafica a colori, più memoria e capacità sonore, diventando un fenomeno culturale ancora più grande.

Molte delle lezioni apprese con lo ZX81 - sia in termini di design hardware che di marketing - furono applicate allo Spectrum. L'approccio di Sinclair alla riduzione dei costi e alla massimizzazione dell'accessibilità influenzò l'intero settore.

L'influenza sul design dei computer
Le soluzioni innovative adottate nello ZX81, come l'uso del processore principale per la generazione video e l'estrema miniaturizzazione, influenzarono altri progetti. L'idea che un computer potesse essere estremamente economico pur rimanendo funzionale ispirò altri produttori a cercare soluzioni creative per ridurre i costi.

La comunità degli appassionati oggi
Decenni dopo la sua uscita di produzione, lo ZX81 mantiene una comunità attiva di appassionati. Emulatori permettono di far girare software ZX81 su computer moderni, e progetti hardware moderni ricreano l'esperienza originale con componenti contemporanei. Esistono anche progetti di espansione hardware che aggiungono capacità moderne come storage su SD card, mantenendo la compatibilità con il sistema originale.

Collezionisti cercano esemplari originali funzionanti, e il retrogaming ha riportato l'attenzione su molti dei giochi classici sviluppati per la piattaforma.

Aspetti tecnici approfonditi


La generazione del video
Il metodo di generazione video dello ZX81 merita un'analisi più dettagliata. Il sistema utilizzava quella che venne chiamata "sincronizzazione software". Durante ogni ciclo di refresh dello schermo, il processore Z80 doveva generare i segnali di sincronizzazione e i dati video al momento preciso richiesto dallo standard televisivo.

Questo veniva ottenuto tramite un ciclo software strettamente temporizzato che utilizzava istruzioni macchina specifiche per ottenere i timing necessari. Un'interrupt generata 50 (o 60) volte al secondo in Europa (o Nord America) sincronizzava questo processo. Il risultato era un sistema video funzionale che richiedeva solo un chip ULA (Uncommitted Logic Array) customizzato oltre al processore principale.

La gestione della memoria
Con la RAM minima di 1 KB, la gestione della memoria era critica. Il BASIC utilizzava una porzione per il sistema operativo, una per il programma, una per le variabili e una per il display. Con così poco spazio, ogni byte contava.

Il display occupava 793 byte in modalità normale, lasciando pochissimo spazio per programma e variabili in una configurazione base. Questo portò allo sviluppo di tecniche creative come programmi che si auto-modificavano o che riutilizzavano lo spazio del display per memorizzare dati quando non era visibile.

Il chip ULA
Il cuore dell'innovazione dello ZX81 era il chip ULA (Uncommitted Logic Array) progettato da Ferranti secondo le specifiche di Sinclair. Questo chip integrava diverse funzioni che altrimenti avrebbero richiesto molti componenti discreti: la logica di interfaccia della tastiera, la logica di generazione video, e parte della gestione del sistema.

L'utilizzo di un chip custom fu una scommessa rischiosa ma necessaria per raggiungere il target di prezzo. Permise di ridurre drasticamente il numero di componenti sulla scheda madre, riducendo costi di produzione e complessità.

Varianti e cloni


Il Timex Sinclair 1000
La versione americana prodotta da Timex presentava alcune differenze rispetto all'originale britannico. Il case era leggermente diverso, con modifiche estetiche minori. Il modulatore RF era adattato agli standard NTSC americani (60 Hz invece dei 50 Hz del PAL europeo). Il processore poteva funzionare a una frequenza leggermente diversa (3,58 MHz invece di 3,25 MHz) per adattarsi ai requisiti del sistema video americano.

Altri cloni e varianti
Lo ZX81 fu così popolare che apparvero numerosi cloni e computer compatibili, specialmente in paesi dove le leggi sulla proprietà intellettuale erano meno stringenti:


  • Lambda 8300: Clone jugoslavo/britannico
  • BASIC 2000 e BASIC 3000: Cloni tedeschi
  • Marathon 32K: Clone tedesco con più memoria
  • Diversos cloni brasiliani: In Brasile, dove le restrizioni all'importazione erano severe, apparvero vari cloni locali


Il Timex Sinclair 1500
Timex sviluppò anche una versione migliorata chiamata TS1500, che includeva 16 KB di RAM integrata e una tastiera leggermente migliorata, ma mantenne la compatibilità con lo ZX81.

Programmi e giochi memorabili


3D Monster Maze
Probabilmente il gioco più iconico per ZX81, questo titolo del 1981 creava un labirinto tridimensionale in cui il giocatore doveva sfuggire a un T-Rex. Utilizzando grafica pseudo-3D composta da caratteri ASCII e semi-grafici, il gioco riusciva a creare un senso genuino di tensione e immersione nonostante le limitazioni tecniche. Era notevole per essere uno dei primissimi esempi di gioco con prospettiva in prima persona su un home computer.

Mazogs
Un gioco di labirinto in cui si doveva raccogliere tesori evitando i nemici (i Mazogs). Utilizzava efficacemente i caratteri semi-grafici dello ZX81 per creare un'esperienza di gioco coinvolgente.

Programmi educativi
Molti programmi educativi furono sviluppati per lo ZX81, coprendo matematica, lingue straniere, e altri argomenti. Questi programmi erano spesso semplici drill-and-practice, ma rappresentavano un primo assaggio di come i computer potessero essere utilizzati nell'educazione.

Considerazioni finali
Lo Sinclair ZX81 fu molto più di un semplice computer economico. Fu un fenomeno culturale che giocò un ruolo cruciale nella democratizzazione dell'informatica. Mentre oggi le sue specifiche appaiono risibilmente limitate, nel contesto del 1981 rappresentava un miracolo di ingegneria e visione commerciale.

Il computer insegnò a milioni di persone che la programmazione non era una scienza oscura riservata a specialisti in camici bianchi, ma qualcosa che chiunque poteva apprendere. Impose vincoli così severi che programmarlo divenne un esercizio di creatività e ottimizzazione, insegnando lezioni che rimangono valide anche nell'era dell'abbondanza di risorse computazionali.

L'eredità dello ZX81 vive non solo negli emulatori e nelle collezioni dei nostalgici, ma nella cultura informatica che aiutò a creare. Quel piccolo computer bianco con la sua impossibile tastiera a membrana aprì la porta del futuro digitale a una generazione intera, e per questo merita un posto d'onore nella storia della tecnologia.

Lo spirito dello ZX81 - rendere la tecnologia accessibile, sfidare le limitazioni creative, e credere che l'informatica dovesse essere per tutti - continua a ispirare designer e ingegneri. In un'epoca in cui il potere computazionale è dato per scontato, guardare indietro a ciò che fu ottenuto con 1 KB di RAM e un processore a 3 MHz può essere sia umiliante che stimolante. Lo ZX81 non fu perfetto, ma fu rivoluzionario, ed è questa combinazione di ambizione, compromessi e successo improbabile che lo rende così affascinante ancora oggi.

 
 
Di Alex (pubblicato @ 06:00:00 in Tecnologia, letto 252 volte)
I migliori droni giocattolo per bambini sotto i 100 euro
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Regalare un drone è il sogno di ogni bambino (e di molti adulti). Ma iniziare con un modello professionale è un errore: sono costosi e difficili. Il mercato dei droni giocattolo sotto i 100 euro è perfetto per imparare: sono robusti, hanno protezioni per le eliche e funzioni automatiche che rendono il primo volo un successo e non un disastro. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Cosa cercare in un drone per bambini
  • Paraeliche: Fondamentali. Devono essere integrati o facilmente installabili per proteggere le eliche (e le dita!) dagli urti.
  • Mantenimento dell'altitudine (Altitude Hold): La funzione più importante. Permette al drone di rimanere fermo in aria da solo, senza che il bambino debba costantemente regolare l'acceleratore.
  • Decollo/Atterraggio automatico: Un singolo pulsante per far decollare e atterrare il drone in sicurezza.
  • Modalità Headless: Semplifica i controlli. Il drone si muoverà nella direzione della levetta, indipendentemente da dove sia rivolto il "muso".

1. Il migliore per iniziare: DJI (Ryze) Tello
Anche se ha qualche anno, il Tello (prodotto da Ryze in collaborazione con DJI e Intel) è ancora il miglior drone-scuola sul mercato. È incredibilmente stabile in volo (sembra un piccolo DJI Mini), si controlla via smartphone con un'app fatta benissimo e ha una piccola telecamera frontale per FPV e brevi video. Può anche essere programmato con Scratch. È il drone perfetto per imparare a pilotare sul serio. Si trova spesso su Amazon.

2. Il più divertente e robusto: Potensic A20W
Potensic è un marchio specializzato in droni low-cost. L'A20W (o modelli simili) è il classico drone "da battaglia". Piccolo, con paraeliche completi, viene spesso venduto con 3 batterie incluse (l'autonomia è sempre il punto debole, circa 7-10 minuti a batteria). Ha tutte le funzioni automatiche (decollo, atterraggio, headless) e un piccolo telecomando fisico, che molti bambini preferiscono allo smartphone. È il drone "da urto" per eccellenza.

3. Il "drone UFO" (per i più piccoli): Holy Stone HS210 / HS450
Per i bambini più piccoli, un drone con telecomando può essere complesso. La soluzione migliore sono i droni "controllati a mano" come l'Holy Stone HS450. È un "UFO" con una gabbia protettiva totale. Si lancia in aria e fluttua da solo. Si controlla muovendo le mani vicino ai suoi sensori a infrarossi, senza nessun controller. È un giocattolo magico, sicuro al 100% e incredibilmente divertente alle feste.



 
 
Recensione Nothing Phone (3a) 2025
Recensione Nothing Phone (3a) 2025

Dopo aver consolidato la sua presenza nella fascia alta con il Phone (3), Nothing attacca finalmente la fascia media con il suo primo modello "a", il Phone (3a). L'obiettivo è chiaro: portare l'estetica unica, il software pulito e l'interfaccia Glyph a un pubblico più vasto, con un prezzo di lancio aggressivo di 349€. La domanda è una sola: è solo fumo e LED, o c'è sostanza sotto la scocca trasparente? LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Design e Interfaccia Glyph: non solo estetica
A prima vista, è inconfondibilmente un Nothing. Il retro trasparente (anche se in policarbonato di alta qualità invece che in vetro) e il telaio piatto in alluminio riciclato gli danno una sensazione premium che i concorrenti di plastica faticano a eguagliare. L'interfaccia Glyph è stata semplificata: ha meno zone LED rispetto al fratello maggiore, ma mantiene le funzioni essenziali. È ancora utile per le notifiche a colpo d'occhio, come timer o per l'arrivo del rider, ma è soprattutto un marchio di fabbrica.

Nothing OS: il vero punto di forza
Il vero motivo per comprare questo telefono non sono i LED, ma il software. Nothing OS 3.0 (basato su Android 16) gira su questo hardware con una fluidità impressionante. L'estetica "dot matrix" in bianco e nero è pulita, elegante e coerente. Non c'è un'app duplicata, non c'è bloatware, non ci sono pubblicità nascoste. È l'esperienza Android più vicina a quella di un Pixel, ma con più carattere.

Fotocamera e prestazioni: i giusti compromessi
A 349€, da qualche parte si doveva risparmiare. Il processore è uno Snapdragon 7s Gen 3, un chip di fascia media solido, che gestisce l'uso quotidiano (social, web, mappe) senza il minimo intoppo. Soffre solo nel gaming 3D molto spinto. La fotocamera principale da 50MP con OIS (stabilizzazione ottica) è eccellente per il prezzo: di giorno scatta foto nitide e con colori naturali. È presente anche una ultra-grandangolare, senza inutili sensori macro da 2MP. È un comparto fotografico onesto e senza fronzoli.

Nothing Phone (3a): Specifiche Tecniche
Caratteristica Specifiche
Display 6.5 pollici, AMOLED Flessibile, 120Hz, 10-bit
Processore Qualcomm Snapdragon 7s Gen 3
RAM 8GB LPDDR5
Archiviazione 128GB / 256GB UFS 3.1
Fotocamera Principale 50 MP (f/1.8) con OIS + 16 MP Ultra-wide
Fotocamera Frontale 32 MP
Batteria 4800 mAh
Ricarica 33W cablata (caricatore non incluso)
Sistema Operativo Nothing OS 3.0 (basato su Android 16)

Il verdetto: a chi è consigliato?
Il Nothing Phone (3a) è un successo. Non è il telefono con la scheda tecnica migliore a 349€ (il Redmi di turno avrà sempre più RAM o ricarica più veloce), ma è senza dubbio quello con l'esperienza d'uso migliore. È consigliato a chi è stanco di interfacce caotiche e piene di app inutili e a chi vuole un'esperienza Android pulita, fluida e curata, simile a un Pixel ma con più stile (e a un prezzo inferiore).



 
 

Fotografie del 15/11/2025

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