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Articoli del 07/03/2026
La buona terra di Pearl S. Buck, capolavoro che valse il Premio Pulitzer 1932 e il Nobel 1938
Pubblicato nel 1931, La buona terra di Pearl S. Buck vinse il Premio Pulitzer nel 1932 e contribuì al Premio Nobel per la Letteratura nel 1938. Narra l'ascesa e la caduta di Wang Lung, contadino della provincia cinese di Anhui, e di O-Lan, sua moglie, simbolo di forza silenziosa e dedizione assoluta. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
La terra come radice di ogni cosa
La storia inizia il giorno delle nozze di Wang Lung con O-Lan, una schiava dalla grande casa degli Hwang, descritta come poco attraente, dai piedi non fasciati, ma dotata di una forza e di una dedizione al lavoro fuori dal comune. Insieme i due lavorano la terra con abnegazione totale. O-Lan partorisce i figli quasi da sola nei campi e torna subito a lavorare, accumulando risparmi che permettono a Wang Lung di acquistare i primi appezzamenti di terra dalla decadente famiglia Hwang. La terra, per loro, non è solo sostentamento: è la radice della famiglia, la garanzia del futuro, l'unico bene veramente sacro.
La carestia e la forza silenziosa di O-Lan
Quando una terribile carestia colpisce la regione, la famiglia è costretta a fuggire verso una città del sud per sopravvivere. Wang Lung tira un risciò mentre O-Lan e i bambini mendicano per le strade. È in questo periodo di miseria assoluta che O-Lan, con la sua tipica determinazione silenziosa, trova durante un saccheggio un tesoro nascosto: una manciata di gemme preziose. Con quel capitale, la famiglia può tornare alla propria terra, comprare nuovo bestiame e iniziare a prosperare. Il romanzo trasforma questo gesto in uno dei momenti più potenti della letteratura del Novecento.
Il tradimento e il prezzo della ricchezza
Con la ricchezza, però, arrivano anche i germi della corruzione. Wang Lung, ormai agiato, prende una concubina, la bella e vanesia Lotus. Nel tentativo di conquistarla, commette un atto di crudeltà inaudita verso O-Lan: le sottrae le sue uniche due perle, quelle che lei aveva tenuto per sé come unico piccolo trofeo di una vita di sacrifici, per farne degli orecchini per l'amante. È in quel momento che O-Lan, già provata nel corpo e nello spirito, inizia il suo declino irreversibile. Il romanzo ci conduce fino alla morte di O-Lan e alla vecchiaia di Wang Lung, che solo allora comprende appieno cosa abbia perduto.
Ascoltando i propri figli progettare di vendere la terra, quella buona terra a cui aveva dedicato l'intera esistenza, Wang Lung sperimenta una perdita che va ben oltre il lutto personale. È la perdita del senso stesso della propria vita. La conclusione del romanzo di Pearl S. Buck è amara e potentissima: un monito universale sull'importanza delle radici e sulla caducità dei valori in un mondo che cambia, capace di parlare ancora con forza straordinaria ai lettori di ogni epoca.
Di Alex (pubblicato @ 08:00:00 in Sci-Fi e Rigore Scientifico, letto 41 volte)
Ad Astra, il film di James Gray con la consulenza di ingegneri NASA
Diretto da James Gray con la consulenza dell'ex ingegnere NASA Robert Yowell, Ad Astra ritrae un sistema solare colonizzato in modo industriale e burocratico. Lodato per la rappresentazione del silenzio nello spazio e per la fisica della microgravità, è tra i film di fantascienza più realistici mai realizzati. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
La consulenza NASA e l'accuratezza scientifica
Ad Astra si distingue dalla maggior parte dei blockbuster di fantascienza per il rigore scientifico perseguito durante la produzione. L'ex ingegnere NASA Robert Yowell ha lavorato direttamente sul set per garantire che le interfacce delle navi e i dialoghi tecnici fossero accurati. Il film ritrae un futuro prossimo in cui la Luna è diventata una colonia commerciale percorsa da rover militari e la stazione di Marte è un avamposto burocratico simile a un aeroporto internazionale. Questa visione disincantata della colonizzazione spaziale ha colpito la critica per la sua credibilità.
Gli effetti visivi e i dati del JPL
Il Jet Propulsion Laboratory ha fornito immagini reali utilizzate per mappare pianeti e ambienti spaziali. La rappresentazione di Nettuno è basata su dati spettrali autentici, conferendo alla sequenza finale del film una verosimiglianza straordinaria. La sequenza dell'inseguimento sui rover lunari è stata realizzata combinando riprese nel deserto con CGI calibrata per simulare correttamente la gravità lunare, pari a circa un sesto di quella terrestre. Il silenzio dello spazio, reso fedelmente senza effetti sonori nelle scene di vuoto assoluto, è stato particolarmente apprezzato dalla comunità scientifica.
Il viaggio interiore di Brad Pitt
Al di là del rigore scientifico, Ad Astra è prima di tutto un film sul rapporto tra padre e figlio, con Brad Pitt nei panni dell'astronauta Roy McBride, inviato in missione segreta ai confini del sistema solare per ritrovare il padre, interpretato da Tommy Lee Jones. La regia meditativa di James Gray trasforma il viaggio nello spazio in una discesa negli strati più profondi della psiche umana, evocando Cuore di Tenebra di Conrad e 2001: Odissea nello Spazio di Kubrick.
Ad Astra non è il film di fantascienza adrenalinico che il suo trailer potrebbe suggerire: è una riflessione profonda e visivamente poetica sulla solitudine, sul senso della missione e sul prezzo che l'ambizione impone alle relazioni umane. Il suo realismo, costruito con la collaborazione attiva di professionisti NASA, lo colloca in una categoria rara di opere cinematografiche capaci di onorare insieme la scienza e l'animo umano.
Fotografie del 07/03/2026
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