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La buona terra: la storia di Wang Lung e O-Lan
La buona terra di Pearl S. Buck, capolavoro che valse il Premio Pulitzer 1932 e il Nobel 1938
Pubblicato nel 1931, La buona terra di Pearl S. Buck vinse il Premio Pulitzer nel 1932 e contribuì al Premio Nobel per la Letteratura nel 1938. Narra l'ascesa e la caduta di Wang Lung, contadino della provincia cinese di Anhui, e di O-Lan, sua moglie, simbolo di forza silenziosa e dedizione assoluta. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
La terra come radice di ogni cosa
La storia inizia il giorno delle nozze di Wang Lung con O-Lan, una schiava dalla grande casa degli Hwang, descritta come poco attraente, dai piedi non fasciati, ma dotata di una forza e di una dedizione al lavoro fuori dal comune. Insieme i due lavorano la terra con abnegazione totale. O-Lan partorisce i figli quasi da sola nei campi e torna subito a lavorare, accumulando risparmi che permettono a Wang Lung di acquistare i primi appezzamenti di terra dalla decadente famiglia Hwang. La terra, per loro, non è solo sostentamento: è la radice della famiglia, la garanzia del futuro, l'unico bene veramente sacro.
La carestia e la forza silenziosa di O-Lan
Quando una terribile carestia colpisce la regione, la famiglia è costretta a fuggire verso una città del sud per sopravvivere. Wang Lung tira un risciò mentre O-Lan e i bambini mendicano per le strade. È in questo periodo di miseria assoluta che O-Lan, con la sua tipica determinazione silenziosa, trova durante un saccheggio un tesoro nascosto: una manciata di gemme preziose. Con quel capitale, la famiglia può tornare alla propria terra, comprare nuovo bestiame e iniziare a prosperare. Il romanzo trasforma questo gesto in uno dei momenti più potenti della letteratura del Novecento.
Il tradimento e il prezzo della ricchezza
Con la ricchezza, però, arrivano anche i germi della corruzione. Wang Lung, ormai agiato, prende una concubina, la bella e vanesia Lotus. Nel tentativo di conquistarla, commette un atto di crudeltà inaudita verso O-Lan: le sottrae le sue uniche due perle, quelle che lei aveva tenuto per sé come unico piccolo trofeo di una vita di sacrifici, per farne degli orecchini per l'amante. È in quel momento che O-Lan, già provata nel corpo e nello spirito, inizia il suo declino irreversibile. Il romanzo ci conduce fino alla morte di O-Lan e alla vecchiaia di Wang Lung, che solo allora comprende appieno cosa abbia perduto.
Ascoltando i propri figli progettare di vendere la terra, quella buona terra a cui aveva dedicato l'intera esistenza, Wang Lung sperimenta una perdita che va ben oltre il lutto personale. È la perdita del senso stesso della propria vita. La conclusione del romanzo di Pearl S. Buck è amara e potentissima: un monito universale sull'importanza delle radici e sulla caducità dei valori in un mondo che cambia, capace di parlare ancora con forza straordinaria ai lettori di ogni epoca.
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