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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 02/03/2026
Di Alex (pubblicato @ 09:00:00 in Meraviglie Naturali Recondite, letto 35 volte)
Baffin Island Parco Auyuittuq: Mount Thor e Mount Asgard nel Nunavut canadese
Il Parco Nazionale Auyuittuq, nel Nunavut canadese, protegge un paesaggio artico di rara bellezza: fiordi profondi, cime granitiche imponenti e il celebre Akshayuk Pass. Qui si ergono il Mount Thor, con la parete verticale più alta della Terra, e il Mount Asgard, simbolo della geologia estrema del Nord. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Auyuittuq: "la terra che non si scioglie mai"
Il nome Auyuittuq, nella lingua Inuktitut degli Inuit, significa "la terra che non si scioglie mai", un riferimento diretto ai ghiacciai perenni e al permafrost che caratterizzano questo angolo remoto del Nunavut, nel Canada artico. Istituito come parco nazionale nel 2001, Auyuittuq copre oltre 19.000 chilometri quadrati di paesaggio tra i più selvaggi e incontaminati del pianeta. Fiordi scolpiti dai ghiacciai durante le ere glaciali, altipiani di roccia granitica e vallate percorse da venti gelidi compongono un panorama di bellezza austera e commovente, frequentato da escursionisti esperti e amanti dell'avventura polare.
L'Akshayuk Pass: il corridoio naturale del parco
Il corridoio principale attraverso cui si esplora il parco è l'Akshayuk Pass, una valle glaciale che taglia il cuore di Baffin Island per oltre 100 chilometri. Percorrerlo a piedi, solitamente nel breve periodo estivo tra luglio e agosto, richiede esperienza alpinistica, equipaggiamento specifico e un'elevata capacità di autosufficienza. Il Pass costeggia formazioni rocciose iconiche, offre viste spettacolari sui ghiacciai e mette a dura prova i visitatori con condizioni meteorologiche imprevedibili, temperature rigide anche d'estate e la necessità di guadare fiumi alimentati dallo scioglimento stagionale delle nevi.
Mount Thor: la parete verticale più alta della Terra
Lungo l'Akshayuk Pass si erge il Mount Thor, celebre in tutto il mondo dell'alpinismo per possedere la parete verticale continua più alta della Terra. La sua faccia occidentale precipita per circa 1.250 metri di granito quasi perfettamente a piombo, con un'inclinazione media superiore ai 105 gradi che la rende strapiombante. Scalare il Mount Thor è impresa riservata a una ristretta élite di alpinisti d'alta quota, e ogni spedizione richiede mesi di preparazione logistica data la totale assenza di infrastrutture nella zona e l'estrema distanza dai centri abitati più vicini.
Mount Asgard: la sentinella bigemina del Nord
Non meno affascinante è il Mount Asgard, con le sue due cime gemelle cilindriche che si innalzano simmetriche per oltre 2.000 metri sul livello del mare, creando una silhouette inconfondibile che sembra uscita dalla mitologia norrena da cui prende il nome. Il Mount Asgard è diventato un'icona della cultura pop grazie alla sua apparizione nel film di James Bond "La spia che mi amava" del 1977, in cui un paracadutista scende dalla sua cima. La sua geologia, frutto di intrusioni magmatiche precambriane, racconta una storia della Terra vecchia di miliardi di anni.
Il Parco Auyuittuq è uno degli ultimi grandi spazi selvaggi del pianeta, un luogo dove la natura artica detta ancora le regole in modo assoluto. La sua tutela è fondamentale non solo per la biodiversità e la cultura Inuit che vi è profondamente legata, ma anche come sentinella preziosa dei cambiamenti climatici che minacciano i ghiacciai artici con una velocità senza precedenti.
Di Alex (pubblicato @ 08:00:00 in Mitologia e Cinema, letto 56 volte)
Baahubali di S.S. Rajamouli: epica tollywoodiana, Mahabharata e scenografia di Mahishmati
Il cinema di S.S. Rajamouli, con Baahubali e RRR, attinge al Mahabharata e al Ramayana per creare kolossal di impatto mondiale. L'estetica iperbole visiva, con eroi di forza sovrumana e scenografie monumentali, ha ridefinito il film mitologico restituendo al cinema quella meraviglia epica che l'Occidente sembrava aver perso. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
S.S. Rajamouli e la tradizione epica del cinema telugu
Tollywood, il cinema in lingua telugu prodotto a Hyderabad, vanta una tradizione di kolossal mitologici che affonda le radici nell'epica classica indiana. Al vertice di questa tradizione si colloca Subhaskhar Srinivas Rajamouli, regista che ha portato il cinema indiano su scala globale con Baahubali: The Beginning (2015) e Baahubali: The Conclusion (2017), seguiti dal fenomeno internazionale RRR (2022). I suoi film attingono a piene mani al Mahabharata e al Ramayana, i due grandi poemi epici della cultura indiana, rileggendoli attraverso il linguaggio del cinema spettacolare contemporaneo senza tradirne lo spirito originario.
L'estetica dell'iperbole: eroi divini e leggi della fisica violate
In Baahubali, l'iperbole visiva non è un difetto ma un principio estetico consapevole. I protagonisti posseggono una forza e un'agilità sovrumane che piegano le leggi della fisica in modo deliberato e spettacolare: un eroe solleva da solo una statua divina pesante tonnellate, un altro arresta con le proprie mani una cascata di fuoco. Questo linguaggio visivo iperbolico non è distanza dalla realtà, ma rispetto nei confronti della tradizione epica che celebra l'eroismo divino come qualcosa di ontologicamente diverso dall'umano. Rajamouli padroneggia la CGI come strumento al servizio di questa visione, non come fine in sé stesso.
Mahishmati: la scenografia di un regno immaginario
La scenografia del regno immaginario di Mahishmati è uno degli elementi più discussi e ammirati dei film di Baahubali. Statue colossali di divinità fiancheggiano i viali della capitale, cascate impossibili precipitano dalle mura del palazzo reale, eserciti di elefanti corazzati percorrono pianure sconfinate. Questa architettura filmica, elaborata nel dettaglio da una produzione che ha impiegato migliaia di artigiani e tecnici, crea un senso di meraviglia visiva che il cinema occidentale, ancorato spesso a un'estetica del realismo cinico e del grigiore post-apocalittico, ha in gran parte abbandonato. Mahishmati è un utopia visiva che celebra la grandiosità come valore estetico e morale.
Il successo globale e l'influenza sul cinema mondiale
Il successo di Baahubali oltre i confini del subcontinente indiano ha dimostrato che un cinema radicato in una tradizione culturale specifica può raggiungere un pubblico globale senza rinunciare alla propria identità. RRR ha vinto il premio Oscar per la migliore canzone originale nel 2023, portando il cinema telugu alla ribalta internazionale. Questo riconoscimento ha aperto un dibattito importante sull'eurocentrismo dell'industria cinematografica globale e sulla necessità di includere narrazioni provenienti da tradizioni epiche non occidentali nell'immaginario condiviso del cinema mondiale.
Baahubali e il cinema di Rajamouli non sono solo film: sono il manifesto di un'industria che ha ritrovato la propria voce epica e la proietta con orgoglio sul palcoscenico mondiale. Dimostrano che la mitologia, quando trattata con rispetto e visione artistica, può diventare universale senza perdere nulla della propria anima.
Fotografie del 02/03/2026
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