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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 22/11/2025
Di Alex (pubblicato @ 22:00:00 in Tecnologia, letto 164 volte)

Recensione dello scanner 3D Creality CR-Scan Otter (2025)
Se il Creality Ferret ("") è lo scanner "budget", il nuovo **CR-Scan Otter** (2025) è il modello "prosumer" (disponibile su Amazon). È uno scanner 3D (luce strutturata IR + Laser) ad altissima precisione (0.02mm), capace di scansionare oggetti piccolissimi (una moneta) o grandi (un corpo umano), con texture a colori. È il "ponte" tra l'hobby e il lavoro. ARTICOLO COMPLETO
Doppia Lente (Doppio Laser)
La forza dell'Otter è la sua **doppia ottica**:
- Luce Strutturata (IR):** Per scansionare oggetti grandi (es. un viso, una sedia) e per il "face-mapping" (cattura il corpo umano in modo rapido).
- Laser Blu (Doppio):** Per scansionare oggetti piccolissimi (es. una vite, un gioiello) con una precisione "quasi-metrologica" di 0.02mm.
Tracking e Colore
Lo scanner è "plug-and-play" (via USB). Non servono "marker" (bollini) sull'oggetto: usa il "markerless tracking" (tracciamento visivo) per allineare le scansioni in tempo reale. La **telecamera RGB** (a colori) cattura le texture (le "foto" dell'oggetto) in alta definizione, per modelli 3D fotorealistici (pronti per AR/VR o videogiochi).
Verdetto: per "Pro" e "Maker"
È un prodotto "premium" (da puntare al Black Friday 2025). È l'ideale per:
- Ingegneria Inversa (Reverse Engineering): Scansionare un pezzo meccanico per modificarlo in CAD e stamparlo in 3D.
- Arte Digitale: Scansionare sculture o persone per l'animazione 3D.
- Archiviazione: Scansionare reperti archeologici o arte.
Di Alex (pubblicato @ 19:48:00 in Tecnologia, letto 209 volte)

Richard Stallman, fondatore del movimento del software libero e del progetto GNU.
Richard Stallman non è solo un programmatore, è un filosofo e un attivista il cui lavoro ha plasmato l'etica digitale moderna. Il suo impegno per la libertà del codice, iniziato negli anni '80 con la creazione del Progetto GNU e della Free Software Foundation (FSF), ha posto le basi per l'intero ecosistema open source. La sua visione radicale definisce il software come un bene sociale da condividere, modificare e studiare senza restrizioni. Stallman continua ad essere una figura controversa ma influente. ARTICOLO COMPLETO
La nascita della libertà del codice
Nel 1983, Richard Stallman lanciò il Progetto GNU, un ambizioso sforzo per creare un sistema operativo completamente libero. Questo nacque dalla sua frustrazione per la crescente privatizzazione del software.
Il progetto GNU mirava a fornire un'alternativa etica al software proprietario, basata sulla collaborazione e sulla trasparenza. Questo obiettivo fu raggiunto, in gran parte, grazie al kernel sviluppato da Linus Torvalds.
Le quattro libertà essenziali
Stallman è il principale autore della GNU General Public License (GPL), la licenza che garantisce le quattro libertà essenziali per l'utente, pilastri del movimento:
- La libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo.
- La libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie esigenze.
- La libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo.
- La libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti.
La filosofia di Stallman va oltre l'aspetto tecnico; è un discorso politico e sociale sulla nostra indipendenza dagli enti che controllano il software. Anche se le sue posizioni sono spesso percepite come estreme, la sua influenza sui moderni standard di sviluppo, dall'Open Source all'AI, è innegabile e continua a guidare chi cerca il controllo sul proprio hardware.
Di Alex (pubblicato @ 18:48:00 in Tecnologia, letto 296 volte)

Linus Torvalds, il creatore e manutentore principale del kernel Linux, il cuore di Android e di molti server web.
Linus Torvalds è l'ingegnere che ha trasformato il mondo del software con un approccio pragmatico e basato sulla collaborazione di massa. Tutto è iniziato nel 1991, quando annunciò su un newsgroup il suo progetto di un "nuovo sistema operativo" nato per puro divertimento. Quel piccolo progetto è diventato il kernel Linux, il software che oggi alimenta miliardi di dispositivi, dai server cloud ai telefoni Android. La sua creazione successiva, Git, ha rivoluzionato il modo in cui il codice viene gestito e sviluppato globalmente. ARTICOLO COMPLETO
L'origine del kernel
A differenza di Stallman, che aveva una visione filosofica, Torvalds è sempre stato un pragmatico. Il kernel Linux fu inizialmente scritto per pura necessità: Torvalds voleva un sistema operativo di tipo UNIX che girasse sul suo PC di casa e che fosse accessibile a tutti.
Il successo di Linux è dovuto alla sua architettura modulare e alla licenza GPL, che ha attratto migliaia di sviluppatori in tutto il mondo per migliorarlo e adattarlo a ogni tipo di hardware (come abbiamo appena fatto noi con il Ryzen!).
L'impatto di Git
Il secondo contributo fondamentale di Torvalds al mondo tech è stato Git, il sistema di controllo versione più diffuso al mondo. Stanco di usare strumenti inefficienti per gestire il codice di migliaia di sviluppatori del kernel, Torvalds creò Git in pochi giorni nel 2005.
Git ha permesso una collaborazione distribuita senza precedenti, rendendo praticabile e veloce lo sviluppo di software complessi con team internazionali. Questo strumento è essenziale per qualsiasi progetto moderno, inclusi i kext e i bootloader che usiamo per il nostro Hackintosh.
Un approccio puramente ingegneristico
Nonostante il suo lavoro sia il pilastro del movimento Open Source, Torvalds è noto per la sua visione schietta e puramente ingegneristica. Per lui, "funziona" è la metrica più importante, e la filosofia viene dopo. Questo approccio ha garantito che Linux rimanesse snello, veloce e focalizzato sulle prestazioni.
Dalla creazione del kernel più influente al mondo fino all'invenzione di Git, Linus Torvalds ha fornito gli strumenti fondamentali per la libertà digitale moderna. La sua eredità è un mondo dove anche un Mini PC Ryzen può essere trasformato in una macchina per l'innovazione, grazie a un software progettato per l'adattabilità e la resilienza.
Di Alex (pubblicato @ 16:00:00 in Tecnologia, letto 252 volte)

Un'illustrazione che combina elementi visivi di Google Wave (interfaccia collaborativa e fluttuante) e Orkut (vecchio stile social network con profili e community).
Prima del fallimento di Google+, il gigante di Mountain View aveva già tentato (e spesso fallito) di entrare nel mondo dei social network. Google Wave e Orkut sono due esempi notevoli di questi esperimenti. Orkut, popolare in Brasile e India, fu un successo regionale ma non globale, mentre Google Wave fu un progetto ambizioso ma troppo complesso per il suo tempo. Le loro storie offrono preziose lezioni sulle sfide della competizione in un mercato dominato e sull'importanza di un caso d'uso chiaro per l'utente.
La costante ambizione di Google nel social networking
Nonostante la sua posizione dominante nella ricerca e in altri servizi internet, Google ha sempre nutrito una forte ambizione di competere nel settore dei social network, considerandola una componente cruciale dell'esperienza online. Prima del più noto (e fallimentare) tentativo con Google+, l'azienda ha lanciato diversi altri prodotti, tra cui Orkut e Google Wave, ognuno con le proprie peculiarità e destini.
Orkut (2004-2014): il successo regionale di un social globale
Lanciato nel gennaio 2004 da Orkut Büyükkökten, un ingegnere turco di Google, Orkut fu uno dei primi tentativi di Google nel campo dei social network, quasi contemporaneo a Facebook. Permetteva agli utenti di creare profili, aggiungere amici, partecipare a "community" e inviare "testimonials". A differenza di Facebook, che si diffuse inizialmente negli Stati Uniti, Orkut trovò un'enorme popolarità in Brasile e in India, dove divenne il social network dominante per anni. Nonostante questo successo regionale, Google non riuscì a replicare la sua crescita altrove, e la piattaforma faticò a innovare e a competere con la rapida ascesa di Facebook. Google chiuse Orkut nel settembre 2014, riconoscendo l'inevitabile.
Google Wave (2009-2012): l'esperimento troppo avanti sui tempi
Google Wave, lanciato nel 2009 da Lars e Jens Rasmussen (gli stessi creatori di Google Maps), fu uno dei progetti più ambiziosi e visionari di Google, ma anche uno dei più fraintesi. Concepito come un'evoluzione dell'email, combinava in un'unica piattaforma messaggistica istantanea, email, wiki e collaborazione in tempo reale. Le "wave" erano conversazioni dinamiche in cui più persone potevano partecipare, modificare documenti, condividere media e chattare contemporaneamente. L'idea era rivoluzionaria, mirava a reinventare la comunicazione digitale.
La complessità come ostacolo: un caso d'uso confuso
Il problema principale di Google Wave fu che era troppo complesso e avanti rispetto ai suoi tempi. Gli utenti non riuscivano a capire come usarlo, né quale fosse il suo scopo preciso. Mancava un caso d'uso chiaro e l'interfaccia era spesso confusa. Nonostante l'hype iniziale e il sistema di inviti esclusivi, l'adozione rimase limitata e l'engagement basso. Google annunciò la chiusura di Wave nell'agosto 2010, appena un anno dopo il lancio pubblico, e cessò definitivamente il servizio nel 2012. Molte delle sue idee innovative sulla collaborazione in tempo reale, tuttavia, sopravvivono in prodotti come Google Docs e altre piattaforme di produttività moderne.
La storia di Orkut e Google Wave è istruttiva per qualsiasi azienda che tenti di innovare nel campo dei social network. Orkut dimostra che il successo può essere regionale ma non globale, e che la localizzazione è fondamentale. Wave, d'altra parte, è un monito che un'innovazione tecnologica straordinaria non è sufficiente se non è accompagnata da un'interfaccia intuitiva e un caso d'uso chiaramente comprensibile per l'utente. Entrambi i progetti hanno contribuito a plasmare la strategia di Google nel social networking, culminata nel tentativo (fallito) di Google+.
Di Alex (pubblicato @ 13:00:00 in Tecnologia, letto 198 volte)

Edward Jenner mentre inocula il vaccino contro il vaiolo
Edward Jenner (1749-1823) è stato un medico di campagna inglese che ha salvato più vite di qualsiasi altra persona nella storia. Osservando la saggezza popolare, sviluppò e rese scientifica la pratica della **vaccinazione**, l'invenzione che ha portato all'eradicazione del vaiolo, una delle malattie più letali dell'umanità. ARTICOLO COMPLETO
L'Osservazione: Mungitrici e Vaiolo Bovino
Il vaiolo era un flagello che uccideva milioni di persone. Jenner, nel suo villaggio, notò una credenza popolare: le donne che mungevano le mucche (le "milkmaid") spesso contraevano il **vaiolo bovino** (cowpox), una malattia lieve che causava solo qualche pustola sulle mani, ma che sembrava renderle immuni al mortale vaiolo umano.
L'Esperimento Rischioso (1796)
Jenner decise di testare questa ipotesi scientificamente. Nel 1796, prese del pus dalle pustole di vaiolo bovino di una mungitrice (Sarah Nelmes) e lo inoculò nel braccio di un bambino sano di 8 anni, James Phipps (il figlio del suo giardiniere). Il bambino sviluppò una lieve febbre e qualche pustola, ma guarì rapidamente.
Poche settimane dopo, Jenner compì il passo eticamente terrificante (ma decisivo): inoculò nel bambino il *vaiolo umano*. Il bambino non si ammalò. Era immune.
La "Vaccinazione" e l'Eredità
Jenner chiamò questa procedura **"vaccinazione"**, dalla parola latina "vacca" (mucca), in onore del vaiolo bovino. La sua scoperta (pubblicata nel 1798) si diffuse rapidamente in tutto il mondo, nonostante lo scetticismo iniziale.
L'invenzione di Jenner ha salvato miliardi di vite. Il vaiolo è oggi l'unica malattia umana ad essere stata completamente eradicata dal pianeta (nel 1980), grazie a una campagna di vaccinazione globale basata sul metodo di Jenner. Il suo lavoro ha aperto la porta a Louis Pasteur e all'immunologia moderna.
Di Alex (pubblicato @ 12:00:00 in Tecnologia, letto 226 volte)

Recensione del giradischi Audio-Technica AT-LP120XUSB
Se il Pro-Ject ("") è l'elegante giradischi "Hi-Fi", l'Audio-Technica AT-LP120XUSB è il "carro armato" da DJ. È l'erede spirituale (e clone) del leggendario Technics SL-1200. È un giradischi a trazione diretta (direct-drive), robustissimo, con funzioni da DJ e, soprattutto, un'uscita USB per digitalizzare i vinili. È un best-seller su Amazon. ARTICOLO COMPLETO
Trazione Diretta (Direct-Drive) vs. Cinghia
A differenza dei giradischi a cinghia (belt-drive) come il Pro-Ject, il "direct-drive" ha il motore collegato direttamente al piatto. Questo significa avvio istantaneo, coppia motrice elevata e controllo del "pitch" (velocità) tramite uno slider. È fondamentale per i DJ (per il "beatmatching"), ma è ottimo anche per l'ascolto, garantendo una velocità perfetta.
Funzioni: Pre-ampli e USB
L'AT-LP120XUSB è "plug-and-play". Ha un **pre-amplificatore phono integrato**: basta premere un pulsante e lo si può collegare a qualsiasi ingresso "AUX" di uno stereo o di casse attive (non serve l'ingresso "PHONO"). Inoltre, l'**uscita USB** permette di collegarlo al PC (con software gratuito come Audacity) per registrare i propri vinili e convertirli in MP3.
Verdetto: il "tuttofare"
Con una buona testina inclusa (AT-VM95E), braccio a S, luce stroboscopica e costruzione solida, questo Audio-Technica è il giradischi "tuttofare" perfetto. È amato dai DJ principianti, dagli audiofili che cercano un look "Technics" e da chiunque voglia digitalizzare la propria collezione di dischi.
Di Alex (pubblicato @ 11:30:00 in Storia console videogiochi, letto 199 volte)

La seconda generazione di console (1976-1992) è stata un periodo di innovazione, dominato dall'introduzione delle cartucce intercambiabili. Nonostante il successo di console iconiche come l'Atari 2600, questa era si concluse con il drammatico crash del mercato videoludico del 1983, che lasciò un segno indelebile sull'industria.
Fairchild Channel F (1976): La Prima a Cartucce
Lanciata nell'agosto 1976, la Fairchild Channel F segnò un punto di svolta tecnologico cruciale: fu la prima console a utilizzare cartucce intercambiabili, liberando i giocatori dai giochi preinstallati. Alimentata da una CPU Fairchild F8 a 8-bit, offriva 26 giochi su cartuccia e controller con joystick integrato, oltre alla novità della funzione di pausa nel gioco. Nonostante la sua innovazione, non ottenne un grande successo commerciale, ma aprì la strada a tutti i sistemi futuri basati su cartucce.
Atari 2600 (1977-1992): L'Icona di un'Era
Inizialmente lanciata come Atari Video Computer System (VCS) nel settembre 1977 e successivamente rinominata Atari 2600, questa console divenne il simbolo indiscusso della seconda generazione. Con oltre 30 milioni di unità vendute e circa 550 giochi prodotti, la sua longevità fu straordinaria, con una produzione continuata fino al 1992. Caratteristiche tecniche includevano una CPU MOS Technology 6507 a 1.19 MHz e 128 byte di RAM, con una risoluzione di 160 × 192 pixel e 128 colori disponibili. Giochi iconici come *Space Invaders* (1980), *Pac-Man* (1982) e *Pitfall!* (1982) furono determinanti per il suo successo. Tuttavia, il famigerato *E.T. the Extra-Terrestrial* (1982) è spesso citato come un fattore che contribuì alla crisi successiva.
La Crisi del 1983: Un Duro Colpo per l'Industria
Il mercato nordamericano dei videogiochi subì un collasso drammatico nel 1983. Le cause furono molteplici: saturazione del mercato con un'eccessiva quantità di giochi di bassa qualità, sovrapproduzione di console, forte competizione dai nascenti computer domestici e una conseguente perdita di fiducia da parte dei consumatori. Il valore del mercato videoludico crollò da 3,2 miliardi di dollari nel 1983 a soli 100 milioni nel 1985, un evento che costrinse l'industria a una profonda riflessione e riorganizzazione.
Altre Console di Seconda Generazione
Accanto all'Atari 2600, altre console significative hanno contribuito a plasmare questa generazione:
- Intellivision (1979): Prodotta da Mattel, si distingueva per una grafica superiore all'Atari 2600 e un innovativo controller con tastierino numerico, vendendo circa 3 milioni di unità.
- ColecoVision (1982): La console più potente della sua generazione, offriva grafica di qualità arcade e conversioni fedeli di giochi come *Donkey Kong*, vendendo 2 milioni di unità prima del crash del 1983.
Nonostante il suo tragico epilogo, la seconda generazione ha posto le basi per il modello a cartucce e ha mostrato il potenziale e le insidie di un mercato in rapida espansione, lasciando lezioni fondamentali per il futuro dell'industria.
Di Alex (pubblicato @ 11:00:00 in Tecnologia, letto 199 volte)

Ritratto di Charles Babbage e la sua Macchina Analitica
Charles Babbage (1791-1871) è stato un matematico e inventore britannico, considerato il "padre del computer". In piena epoca vittoriana, un secolo prima dell'elettronica, Babbage progettò computer meccanici a vapore di una complessità sbalorditiva, anticipando quasi ogni concetto dell'informatica moderna. ARTICOLO COMPLETO
La Macchina Differenziale (Difference Engine)
All'epoca, le tavole matematiche (per la navigazione, l'astronomia, l'ingegneria) venivano calcolate a mano ed erano piene di errori. Babbage progettò la **Macchina Differenziale** (1822), un'enorme calcolatrice meccanica a manovella (o a vapore) progettata per calcolare automaticamente funzioni polinomiali (come i logaritmi) e stamparne i risultati, eliminando l'errore umano. Riuscì a costruirne solo un prototipo parziale.
La Macchina Analitica (Analytical Engine)
Mentre lavorava alla prima macchina, Babbage ebbe un'idea ancora più rivoluzionaria: la **Macchina Analitica** (1837). Questo non era più un calcolatore, ma un **computer programmabile** nel senso moderno. Il progetto (solo su carta, troppo complesso per l'epoca) prevedeva:
- Un "Mulino" (Mill): L'unità di calcolo aritmetico, oggi la chiameremmo CPU (Central Processing Unit).
- Un "Magazzino" (Store): La memoria, dove i numeri venivano immagazzinati (oggi la RAM).
- Input/Output: Babbage intendeva usare le **schede perforate** (già usate nei telai Jacquard) per inserire le istruzioni (il software) e i dati.
L'eredità di Ada Lovelace
La sua collaboratrice, la matematica Ada Lovelace, capì la portata della Macchina Analitica. Traducendo gli appunti di Babbage, scrisse un algoritmo per calcolare i numeri di Bernoulli: è considerato il **primo programma informatico (software) della storia**. Babbage morì senza mai vedere le sue macchine complete, ma i suoi progetti furono la base teorica su cui Alan Turing e i pionieri del '900 costruirono l'era digitale.
Di Alex (pubblicato @ 10:00:00 in Tecnologia, letto 95 volte)

Recensione del controller 8BitDo Ultimate con Hall Effect
8BitDo è un'azienda "cult" che produce controller di altissima qualità, spesso ispirati ai classici Nintendo. L'Ultimate Controller è il loro modello di punta: un joypad "Pro" che sfida direttamente quelli di Xbox e Nintendo, ma con una tecnologia che loro non hanno ancora: gli stick analogici **Hall Effect** (a sensore magnetico), che non soffrono di "drifting". ARTICOLO COMPLETO
Stick Hall Effect: addio Drifting
Il "drifting" (il fenomeno per cui il personaggio si muove da solo) è la piaga dei controller moderni (specialmente Nintendo Switch e PS5). È causato dall'usura dei potenziometri. Gli stick "Hall Effect" usano sensori magnetici: non c'è contatto fisico, non c'è usura, non c'è drifting. Mai. È un vantaggio tecnologico enorme che rende il controller 8BitDo più durevole di tutti i suoi rivali.
Design e Caratteristiche "Pro"
Il controller (disponibile su Amazon) ha un layout simile a quello Xbox, è comodissimo e include una base di ricarica "premium". La versione "Ultimate" include:
- Connettività Tripla: Dongle 2.4Ghz (per PC, latenza zero), Bluetooth (per Nintendo Switch e mobile) e USB-C.
- Tasti Posteriori (Paddles): Due tasti "Pro" sul retro, completamente mappabili.
- Software di Personalizzazione: Per regolare la sensibilità di stick e grilletti.
Verdetto: il controller "definitivo" per PC e Switch
Con un D-Pad eccellente (ottimo per i retro game), stick magnetici immortali e funzioni Pro, l'8BitDo Ultimate è, per molti, il miglior controller di terze parti sul mercato. È il controller perfetto per chi gioca su PC (via dongle) e su Nintendo Switch (via Bluetooth). Un prodotto da 10 e lode e un'ottima idea regalo per il Black Friday.
Di Alex (pubblicato @ 08:00:00 in Tecnologia, letto 265 volte)

I migliori router Wi-Fi 7 del 2025 disponibili su Amazon
Il Wi-Fi 7 (802.11be) è finalmente qui, e non è un aggiornamento minore. Promette velocità teoriche fino a 4.8 volte superiori al Wi-Fi 6, latenze bassissime (cruciali per gaming e AR/VR) e una gestione del traffico molto più intelligente. Per chi ha una connessione Fibra a 2.5G (o superiore) e dispositivi compatibili (come i nuovi smartphone top di gamma), un router Wi-Fi 7 è il collo di bottiglia che scompare. ARTICOLO COMPLETO
Le novità chiave del Wi-Fi 7
- MLO (Multi-Link Operation): È la vera rivoluzione. Il tuo dispositivo (es. smartphone) può connettersi a due bande contemporaneamente (es. 5GHz e 6GHz). È come passare da una strada a una corsia a un'autostrada a due corsie: più velocità e zero lag.
- Canali a 320MHz: Canali larghi il doppio rispetto al Wi-Fi 6, che permettono di trasportare molti più dati.
- 4K QAM: Una modulazione più densa che "impacchetta" più dati nello stesso segnale.
1. Il top di gamma: TP-Link Archer BE800
Un mostro di potenza e design. È uno dei router Wi-Fi 7 più venduti su Amazon. Oltre a velocità assurde (BE19000), la sua caratteristica unica è un display LED frontale che mostra il meteo, la velocità della rete o animazioni. Ha porte 10G e 2.5G, perfette per connessioni Fibra ultra-veloci e per NAS. L'app Tether di TP-Link rende la configurazione semplice anche per i non esperti.
2. Il sistema Mesh Wi-Fi 7: Amazon eero Max 7
Per chi ha una casa grande e vuole una copertura perfetta (e semplice), i sistemi Mesh sono la soluzione. L'eero Max 7 di Amazon è il primo sistema mesh Wi-Fi 7 "per tutti". Facilissimo da configurare (fa tutto l'app), crea una rete unica potentissima. Supporta MLO e funge anche da hub smart home (Zigbee e Matter). Costa molto, ma un kit da 2 pezzi copre ville intere a velocità mai viste prima.
3. L'alternativa "Gaming": ASUS ROG Rapture GT-BE98
ASUS con la linea ROG punta ai gamer. Questo router ha un design aggressivo con 8 antenne e LED RGB, ma sotto il cofano è pura potenza. È un router quad-band (due bande 5GHz, una 6GHz, una 2.4GHz) per gestire un traffico enorme. Il suo software è il punto di forza: offre funzioni di "Gaming QoS" avanzate, che danno priorità assoluta ai pacchetti di gioco, e una porta 10G dedicata.
Fotografie del 22/11/2025
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