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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di Alex (del 17/07/2026 @ 10:00:00, in Medicina e Tecnologia, letto 361 volte)
La nuova mano robotica di NEO con 25 gradi di libertà e sensori tattili
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Oltre le pinze: perchè la mano fa la differenza
Per un robot umanoide, la mano non è soltanto uno strumento per afferrare oggetti: è l'interfaccia principale con il mondo fisico. 1X Technologies ha capito che il vero limite dei robot attuali non sta più solo nei software di intelligenza artificiale, ma nella capacità fisica di compiere gesti quotidiani come svitare un tappo, raccogliere una moneta o allacciare una cerniera. La nuova mano di NEO è stata progettata come un sistema di percezione completo, non come un semplice attuatore. Dispone di 22 gradi di libertà completamente attuati tra dita e palmo, più altri 3 gradi di libertà nel polso. I gradi di libertà rappresentano il numero di movimenti indipendenti che una struttura può compiere: più sono, maggiore è la flessibilità e la somiglianza con la mano umana.
Tendini artificiali e trasparenza della forza
Tutti i movimenti sono azionati dal sistema proprietario 1X Tendon Drive, che utilizza trasmissioni con rapporti relativamente bassi, compresi tra circa 5:1 e 15:1. Questo dettaglio tecnico è cruciale: in molti robot industriali, i motori sono collegati alle articolazioni tramite riduttori con rapporti molto alti, anche di 100:1 o 200:1, che moltiplicano la forza ma rendono quasi impossibile "sentire" ciò che si sta toccando. La mano di NEO, invece, è completamente backdrivable: questo significa che una forza applicata dall'esterno, per esempio la pressione di un oggetto sulle dita, viene trasmessa direttamente ai motori attraverso lo stesso percorso meccanico usato per generare il movimento. Il risultato è quella che 1X chiama trasparenza della forza: il robot sa esattamente quanta pressione sta esercitando e può regolarla all'istante, proprio come farebbe una persona.
La pelle che sente lo scivolamento
Oltre al controllo della forza, ogni articolazione è dotata di un sistema continuo di propriocezione, cioè la capacità di conoscere la posizione delle proprie dita e del polso senza dover guardare. A questo si aggiunge una superficie tattile ad alta risoluzione distribuita sui polpastrelli e sulle aree di contatto, in grado di rilevare pressione, posizione del contatto e forze di taglio. Questi sensori permettono a NEO di accorgersi se un oggetto sta scivolando e di stringere leggermente la presa in pochi millisecondi, evitando di far cadere un bicchiere o di schiacciare un frutto maturo. La combinazione di sensibilità tattile, controllo della forza e movimenti fini consente operazioni delicate come raccogliere una vite, inserire una spina USB-C o persino comunicare con il linguaggio dei segni.
Prestazioni da record e sicurezza integrata
Sul fronte meccanico, la mano raggiunge una coppia massima di 3,5 newton per metro sull'articolazione del pollice, mentre le articolazioni principali delle dita arrivano fino a 2,6 newton per metro. La forza di flessione delle estremità delle dita può raggiungere i 45 newton, paragonabile alla forza che serve per sollevare un peso di circa 4,5 chilogrammi con la punta delle dita. Il polso sviluppa una coppia di 17,75 newton per metro, sufficiente per ruotare oggetti anche pesanti. La precisione di posizionamento dichiarata è di più o meno 0,2 millimetri, un valore pensato per attività che richiedono una manualità quasi artigianale. Inoltre, le mani sono certificate IP68 contro acqua e polvere, utilizzano materiali compatibili con il contatto alimentare e possono essere lavate sotto acqua corrente. La struttura a tendini e componenti a bassa inerzia permette alle dita di cedere in caso di urti, riducendo il rischio di danni a persone o oggetti.
Dai test alla produzione di massa
1X Technologies ha sottoposto i componenti a milioni di cicli di test. Le articolazioni del polso sono state validate oltre i due milioni di cicli anche in condizioni di carico elevato. L'azienda dichiara una capacità produttiva delle mani fino a 10.000 unità nel corso dell'anno, segno che la robotica umanoide sta uscendo dai laboratori per entrare in una fase di produzione su scala industriale. Le applicazioni mostrate spaziano dall'assemblaggio di costruzioni LEGO alla raccolta di monete, dall'installazione di lampadine all'uso di un cacciavite. In un video, NEO riesce persino a versare una bevanda in un bicchiere e a chiudere una cerniera, gesti che fino a pochi anni fa erano fantascienza per un robot. Con questa mano, il divario tra capacità umane e robotiche si assottiglia sempre di più.
La nuova mano di NEO ridefinisce i confini della manipolazione robotica, unendo precisione, sensibilità e sicurezza in un design che guarda dritto al futuro della convivenza tra esseri umani e macchine.
Di Alex (del 12/07/2026 @ 14:00:00, in Medicina e Tecnologia, letto 332 volte)
Schema del circuito ippocampale e degli elettrodi per la stimolazione della memoria
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L'ippocampo, centro della memoria
L'ippocampo è una struttura del cervello a forma di cavalluccio marino, fondamentale per la formazione di nuovi ricordi. In pazienti con epilessia, i medici impiantano elettrodi per monitorare le crisi, ma questi stessi elettrodi hanno permesso ai ricercatori di studiare l'attività neuronale durante compiti di memoria. Il gruppo di Dong Song alla USC ha sviluppato un modello matematico in grado di prevedere come i neuroni dell'area CA3 (che codificano il ricordo) stimolano l'area CA1 (che lo consolida). Applicando una stimolazione elettrica in sincronia con l'attività spontanea, i ricercatori sono riusciti a migliorare le prestazioni dei pazienti in test di memoria visiva, con incrementi che vanno dall'11% fino al 54%. Questo significa che, per la prima volta, si è in grado di "scrivere" artificialmente un ricordo nel cervello.
Stimolazione cerebrale profonda per la demenza
La DBS è già usata per il morbo di Parkinson, ma nuovi studi stanno valutando il suo impiego nella malattia di Alzheimer in fase iniziale. In particolare, la stimolazione del fornice (un fascio di fibre nervose che collega l'ippocampo ad altre aree) ha mostrato di rallentare il declino cognitivo in alcuni pazienti. Combinando la DBS con il modello di trasduzione ippocampale, si potrebbe creare un sistema a circuito chiuso che rileva i segnali di memoria compromessi e li corregge con stimoli mirati, agendo come un "pacemaker" per la mente.
Le sfide aperte
Nonostante i risultati promettenti, la neuro-protesi della memoria è ancora in fase sperimentale. La stimolazione deve essere personalizzata per ogni paziente, poichè la struttura dell'ippocampo varia da individuo a individuo. Inoltre, gli effetti a lungo termine sulla plasticità cerebrale non sono ancora noti: un sovraccarico di stimoli potrebbe alterare il normale funzionamento della memoria. Tuttavia, i prossimi anni vedranno il passaggio da modelli matematici a dispositivi impiantabili miniaturizzati, che potranno operare in modo autonomo per anni.
Tabella: miglioramenti della memoria con stimolazione
La tabella riassume i risultati degli studi più recenti sulla stimolazione ippocampale, confrontando i punteggi medi dei test di memoria prima e dopo il trattamento.
| Studio | Numero pazienti | Miglioramento medio | Tipologia di memoria |
| USC 2024 | 15 | +32% | Visiva a breve termine |
| Stanford 2025 | 10 | +18% | Episodica autobiografica |
| UCLA 2026 | 20 | +45% | Spaziale |
La stimolazione cerebrale profonda sta superando i confini tradizionali del trattamento neurologico. Se i prossimi studi confermeranno l'efficacia e la sicurezza di queste neuro-protesi cognitive, potremmo assistere a una vera e propria rivoluzione nella cura delle demenze e dei disturbi della memoria.




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