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Baahubali e l'epica tollywoodiana: quando la mitologia indiana ridefinisce il kolossal
Di Alex (del 02/03/2026 @ 08:00:00, in Mitologia e Cinema, letto 60 volte)
Baahubali di S.S. Rajamouli: epica tollywoodiana, Mahabharata e scenografia di Mahishmati
Il cinema di S.S. Rajamouli, con Baahubali e RRR, attinge al Mahabharata e al Ramayana per creare kolossal di impatto mondiale. L'estetica iperbole visiva, con eroi di forza sovrumana e scenografie monumentali, ha ridefinito il film mitologico restituendo al cinema quella meraviglia epica che l'Occidente sembrava aver perso. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
S.S. Rajamouli e la tradizione epica del cinema telugu
Tollywood, il cinema in lingua telugu prodotto a Hyderabad, vanta una tradizione di kolossal mitologici che affonda le radici nell'epica classica indiana. Al vertice di questa tradizione si colloca Subhaskhar Srinivas Rajamouli, regista che ha portato il cinema indiano su scala globale con Baahubali: The Beginning (2015) e Baahubali: The Conclusion (2017), seguiti dal fenomeno internazionale RRR (2022). I suoi film attingono a piene mani al Mahabharata e al Ramayana, i due grandi poemi epici della cultura indiana, rileggendoli attraverso il linguaggio del cinema spettacolare contemporaneo senza tradirne lo spirito originario.
L'estetica dell'iperbole: eroi divini e leggi della fisica violate
In Baahubali, l'iperbole visiva non è un difetto ma un principio estetico consapevole. I protagonisti posseggono una forza e un'agilità sovrumane che piegano le leggi della fisica in modo deliberato e spettacolare: un eroe solleva da solo una statua divina pesante tonnellate, un altro arresta con le proprie mani una cascata di fuoco. Questo linguaggio visivo iperbolico non è distanza dalla realtà, ma rispetto nei confronti della tradizione epica che celebra l'eroismo divino come qualcosa di ontologicamente diverso dall'umano. Rajamouli padroneggia la CGI come strumento al servizio di questa visione, non come fine in sé stesso.
Mahishmati: la scenografia di un regno immaginario
La scenografia del regno immaginario di Mahishmati è uno degli elementi più discussi e ammirati dei film di Baahubali. Statue colossali di divinità fiancheggiano i viali della capitale, cascate impossibili precipitano dalle mura del palazzo reale, eserciti di elefanti corazzati percorrono pianure sconfinate. Questa architettura filmica, elaborata nel dettaglio da una produzione che ha impiegato migliaia di artigiani e tecnici, crea un senso di meraviglia visiva che il cinema occidentale, ancorato spesso a un'estetica del realismo cinico e del grigiore post-apocalittico, ha in gran parte abbandonato. Mahishmati è un utopia visiva che celebra la grandiosità come valore estetico e morale.
Il successo globale e l'influenza sul cinema mondiale
Il successo di Baahubali oltre i confini del subcontinente indiano ha dimostrato che un cinema radicato in una tradizione culturale specifica può raggiungere un pubblico globale senza rinunciare alla propria identità. RRR ha vinto il premio Oscar per la migliore canzone originale nel 2023, portando il cinema telugu alla ribalta internazionale. Questo riconoscimento ha aperto un dibattito importante sull'eurocentrismo dell'industria cinematografica globale e sulla necessità di includere narrazioni provenienti da tradizioni epiche non occidentali nell'immaginario condiviso del cinema mondiale.
Baahubali e il cinema di Rajamouli non sono solo film: sono il manifesto di un'industria che ha ritrovato la propria voce epica e la proietta con orgoglio sul palcoscenico mondiale. Dimostrano che la mitologia, quando trattata con rispetto e visione artistica, può diventare universale senza perdere nulla della propria anima.
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