\\ Home Page : Pubblicazioni
Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 14/02/2026
Di Alex (pubblicato @ 08:00:00 in Meraviglie Naturali Recondite, letto 4 volte)
Il circo Concordia e la catena del Karakoram

Concordia, nel cuore del Karakoram pakistano, è il punto d'incontro tra i ghiacciai Baltoro e Godwin-Austen. Circondato da K2, Broad Peak e Gasherbrum, è la zona più glaciale della Terra fuori dai poli. Raggiungerlo richiede due settimane di trekking su ghiacciai in movimento, lontano da qualsiasi insediamento umano permanente.LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
🎧 Ascolta questo articolo
L'anfiteatro di ghiaccio del Karakoram
Concordia si trova a circa 4.600 metri di altitudine nel cuore del Karakoram pakistano, là dove il ghiacciaio Baltoro, uno dei più lunghi ghiacciai al di fuori delle regioni polari, confluisce con il ghiacciaio Godwin-Austen ai piedi del K2. Questo anfiteatro naturale è circondato da alcune delle cime più imponenti della Terra: il K2 con i suoi 8.611 metri di altitudine, il Broad Peak, il Gasherbrum I e il Gasherbrum II, e decine di altri seimila e settemila.
La densità di ghiaccio e roccia in questa regione è tale da renderla la più glacializzata della Terra al di fuori delle calotte polari. Il Karakoram ospita più ghiacciai di grandi dimensioni di qualsiasi altra catena montuosa temperata del pianeta, e questa concentrazione conferisce al paesaggio di Concordia una qualità quasi extraterrestre: torri di granito che emergono verticalmente dal ghiaccio, seracchi colossali, silenzi interrotti solo dal rombo lontano delle valanghe.
La Karakoram Anomaly
Mentre la maggior parte dei ghiacciai del mondo è in rapido ritiro a causa del riscaldamento globale, la regione del Karakoram mostra un comportamento anomalo e scientificamente intrigante. La cosiddetta Karakoram Anomaly descrive il fatto che molti ghiacciai della regione sono stabili o addirittura in espansione, in netta controtendenza rispetto alla norma globale che vede il ritiro glaciale come fenomeno generalizzato.
I ricercatori attribuiscono questo fenomeno ai regimi di precipitazione invernale dominati dai venti occidentali, che portano abbondanti nevicate ad alta quota sul Karakoram. Questa insolita abbondanza di neve alimenta i ghiacciai con un apporto sufficiente a compensare o superare la fusione estiva, creando un'anomalia climatica locale che permette ai ghiacciai di resistere alla tendenza globale. Il fenomeno è oggetto di studi intensivi per comprendere le dinamiche del bilancio di massa glaciale in condizioni climatiche mutevoli.
Il trekking verso Concordia
Raggiungere Concordia è considerato uno dei trekking più impegnativi e spettacolari al mondo. L'itinerario classico parte da Askole, l'ultimo villaggio prima del ghiacciaio, e richiede circa otto giorni di marcia su sentieri glaciali per raggiungere il campo base. Il percorso si snoda sul ghiacciaio Baltoro, con le sue superfici di ghiaccio irregolare, crepacci nascosti e morene caotiche che mettono alla prova anche gli escursionisti più esperti.
Concordia è uno di quei luoghi in cui la scala umana smette di funzionare come riferimento. Circondati da giganti di roccia e ghiaccio che raggiungono quote incomprensibili, ci si sente testimoni di una geologia ancora attiva, di un paesaggio che il tempo ha costruito con una lentezza incomparabile a qualsiasi esperienza umana. Arrivarci, con le proprie gambe, è uno dei privilegi più rari che il pianeta conceda a chi è disposto a guadagnarselo.

Il campo base di Concordia nel Karakoram pakistano con il K2 e i ghiacciai Baltoro e Godwin-Austen sullo sfondo
Concordia, nel cuore del Karakoram pakistano, è il punto d'incontro tra i ghiacciai Baltoro e Godwin-Austen. Circondato da K2, Broad Peak e Gasherbrum, è la zona più glaciale della Terra fuori dai poli. Raggiungerlo richiede due settimane di trekking su ghiacciai in movimento, lontano da qualsiasi insediamento umano permanente.LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
L'anfiteatro di ghiaccio del Karakoram
Concordia si trova a circa 4.600 metri di altitudine nel cuore del Karakoram pakistano, là dove il ghiacciaio Baltoro, uno dei più lunghi ghiacciai al di fuori delle regioni polari, confluisce con il ghiacciaio Godwin-Austen ai piedi del K2. Questo anfiteatro naturale è circondato da alcune delle cime più imponenti della Terra: il K2 con i suoi 8.611 metri di altitudine, il Broad Peak, il Gasherbrum I e il Gasherbrum II, e decine di altri seimila e settemila.
La densità di ghiaccio e roccia in questa regione è tale da renderla la più glacializzata della Terra al di fuori delle calotte polari. Il Karakoram ospita più ghiacciai di grandi dimensioni di qualsiasi altra catena montuosa temperata del pianeta, e questa concentrazione conferisce al paesaggio di Concordia una qualità quasi extraterrestre: torri di granito che emergono verticalmente dal ghiaccio, seracchi colossali, silenzi interrotti solo dal rombo lontano delle valanghe.
La Karakoram Anomaly
Mentre la maggior parte dei ghiacciai del mondo è in rapido ritiro a causa del riscaldamento globale, la regione del Karakoram mostra un comportamento anomalo e scientificamente intrigante. La cosiddetta Karakoram Anomaly descrive il fatto che molti ghiacciai della regione sono stabili o addirittura in espansione, in netta controtendenza rispetto alla norma globale che vede il ritiro glaciale come fenomeno generalizzato.
I ricercatori attribuiscono questo fenomeno ai regimi di precipitazione invernale dominati dai venti occidentali, che portano abbondanti nevicate ad alta quota sul Karakoram. Questa insolita abbondanza di neve alimenta i ghiacciai con un apporto sufficiente a compensare o superare la fusione estiva, creando un'anomalia climatica locale che permette ai ghiacciai di resistere alla tendenza globale. Il fenomeno è oggetto di studi intensivi per comprendere le dinamiche del bilancio di massa glaciale in condizioni climatiche mutevoli.
Il trekking verso Concordia
Raggiungere Concordia è considerato uno dei trekking più impegnativi e spettacolari al mondo. L'itinerario classico parte da Askole, l'ultimo villaggio prima del ghiacciaio, e richiede circa otto giorni di marcia su sentieri glaciali per raggiungere il campo base. Il percorso si snoda sul ghiacciaio Baltoro, con le sue superfici di ghiaccio irregolare, crepacci nascosti e morene caotiche che mettono alla prova anche gli escursionisti più esperti.
Concordia è uno di quei luoghi in cui la scala umana smette di funzionare come riferimento. Circondati da giganti di roccia e ghiaccio che raggiungono quote incomprensibili, ci si sente testimoni di una geologia ancora attiva, di un paesaggio che il tempo ha costruito con una lentezza incomparabile a qualsiasi esperienza umana. Arrivarci, con le proprie gambe, è uno dei privilegi più rari che il pianeta conceda a chi è disposto a guadagnarselo.
Di Alex (pubblicato @ 07:00:00 in Medicina e Tecnologia, letto 13 volte)
L'antitossina difterica e la sieroterapia (1891)

Alla fine del XIX secolo, la difterite uccideva i bambini per soffocamento. Il 25 dicembre 1891, Emil von Behring somministrò per la prima volta l'antitossina difterica, aprendo l'era dell'immunizzazione passiva. Questa scoperta, premiata con il primo Nobel per la Medicina nel 1901, salvò migliaia di vite e rivoluzionò la medicina infettivologica.LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
🎧 Ascolta questo articolo
La difterite come flagello infantile
Alla fine del XIX secolo, la difterite era una delle più temute malattie infettive dell'infanzia. Causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae, la malattia produce una tossina proteica che provoca la formazione di pseudomembrane fibrinose nella laringe e nella faringe, ostruendo progressivamente le vie respiratorie e causando la morte per soffocamento in molti casi. La mortalità nei bambini era devastante, e i medici dell'epoca non disponevano di alcun trattamento efficace.
La comprensione del meccanismo patogenico era tuttavia già avanzata per l'epoca. Friedrich Loeffler aveva isolato il bacillo difterico nel 1883, e Pierre Paul Émile Roux e Alexandre Yersin avevano dimostrato nel 1888 che la malattia era causata non dal batterio stesso, ma dalla sua tossina metabolica. Questa distinzione fondamentale apriva una nuova prospettiva terapeutica: se la malattia era causata da una molecola, forse era possibile neutralizzarla con un'altra molecola.
La scoperta di von Behring e Kitasato
Emil von Behring e Shibasaburo Kitasato, lavorando insieme nel laboratorio di Robert Koch a Berlino, scoprirono che il siero di animali immunizzati con dosi subletali di tossina difterica conteneva una sostanza capace di neutralizzare la tossina stessa in altri individui. Chiamarono questa sostanza antitossina. La loro pubblicazione fondamentale uscì nel 1890, ma fu solo la notte di Natale del 1891 che l'antitossina fu somministrata per la prima volta a esseri umani, con risultati salvavita straordinari.
Questo approccio, l'immunizzazione passiva, era concettualmente rivoluzionario: invece di stimolare il sistema immunitario del paziente a produrre anticorpi propri, come avviene con la vaccinazione, si trasferivano direttamente anticorpi già formati da un altro organismo. Il trattamento era immediato ed efficace nelle fasi acute della malattia, aprendo la strada alla sieroterapia come disciplina medica autonoma.
La nascita dell'immunizzazione passiva e il Nobel
La sieroterapia di von Behring si diffuse rapidamente in Europa e negli Stati Uniti, salvando migliaia di bambini nei decenni successivi. La ricerca dimostrò che era possibile combattere le malattie infettive agendo non sul microrganismo, ma sulle sue tossine metaboliche, aprendo un intero campo della medicina molecolare che oggi include anticorpi monoclonali, immunoglobuline e terapie biologiche avanzate.
Il Nobel per la Medicina del 1901 assegnato a Emil von Behring riconobbe non solo una scoperta scientifica, ma l'apertura di un nuovo paradigma medico: la malattia non è solo il batterio che la causa, ma la catena molecolare delle sue conseguenze. Comprendere e interrompere quella catena è il principio su cui si fonda ancora oggi buona parte della medicina immunologica moderna.

Emil von Behring, padre della sieroterapia e primo premio Nobel per la Medicina nel 1901
Alla fine del XIX secolo, la difterite uccideva i bambini per soffocamento. Il 25 dicembre 1891, Emil von Behring somministrò per la prima volta l'antitossina difterica, aprendo l'era dell'immunizzazione passiva. Questa scoperta, premiata con il primo Nobel per la Medicina nel 1901, salvò migliaia di vite e rivoluzionò la medicina infettivologica.LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
La difterite come flagello infantile
Alla fine del XIX secolo, la difterite era una delle più temute malattie infettive dell'infanzia. Causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae, la malattia produce una tossina proteica che provoca la formazione di pseudomembrane fibrinose nella laringe e nella faringe, ostruendo progressivamente le vie respiratorie e causando la morte per soffocamento in molti casi. La mortalità nei bambini era devastante, e i medici dell'epoca non disponevano di alcun trattamento efficace.
La comprensione del meccanismo patogenico era tuttavia già avanzata per l'epoca. Friedrich Loeffler aveva isolato il bacillo difterico nel 1883, e Pierre Paul Émile Roux e Alexandre Yersin avevano dimostrato nel 1888 che la malattia era causata non dal batterio stesso, ma dalla sua tossina metabolica. Questa distinzione fondamentale apriva una nuova prospettiva terapeutica: se la malattia era causata da una molecola, forse era possibile neutralizzarla con un'altra molecola.
La scoperta di von Behring e Kitasato
Emil von Behring e Shibasaburo Kitasato, lavorando insieme nel laboratorio di Robert Koch a Berlino, scoprirono che il siero di animali immunizzati con dosi subletali di tossina difterica conteneva una sostanza capace di neutralizzare la tossina stessa in altri individui. Chiamarono questa sostanza antitossina. La loro pubblicazione fondamentale uscì nel 1890, ma fu solo la notte di Natale del 1891 che l'antitossina fu somministrata per la prima volta a esseri umani, con risultati salvavita straordinari.
Questo approccio, l'immunizzazione passiva, era concettualmente rivoluzionario: invece di stimolare il sistema immunitario del paziente a produrre anticorpi propri, come avviene con la vaccinazione, si trasferivano direttamente anticorpi già formati da un altro organismo. Il trattamento era immediato ed efficace nelle fasi acute della malattia, aprendo la strada alla sieroterapia come disciplina medica autonoma.
La nascita dell'immunizzazione passiva e il Nobel
La sieroterapia di von Behring si diffuse rapidamente in Europa e negli Stati Uniti, salvando migliaia di bambini nei decenni successivi. La ricerca dimostrò che era possibile combattere le malattie infettive agendo non sul microrganismo, ma sulle sue tossine metaboliche, aprendo un intero campo della medicina molecolare che oggi include anticorpi monoclonali, immunoglobuline e terapie biologiche avanzate.
Il Nobel per la Medicina del 1901 assegnato a Emil von Behring riconobbe non solo una scoperta scientifica, ma l'apertura di un nuovo paradigma medico: la malattia non è solo il batterio che la causa, ma la catena molecolare delle sue conseguenze. Comprendere e interrompere quella catena è il principio su cui si fonda ancora oggi buona parte della medicina immunologica moderna.
Fotografie del 14/02/2026
Nessuna fotografia trovata.











Microsmeta Podcast
Feed Atom 0.3
(p)Link
Commenti
Storico
Stampa