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Puma Punku: la precisione geometrica di Tiwanaku
Di Alex (del 14/02/2026 @ 14:00:00, in Capolavori dell'Antichità, letto 16 volte)
I blocchi ad H di Puma Punku, Bolivia, con la loro straordinaria precisione geometrica precolombiana
I blocchi ad H di Puma Punku, Bolivia, con la loro straordinaria precisione geometrica precolombiana

Puma Punku, parte del sito di Tiwanaku in Bolivia, stupisce per la sua precisione geometrica. I suoi blocchi di andesite e arenaria, lavorati con angoli interni perfetti, erano uniti da graffe metalliche colate in situ. Un livello tecnico straordinario per una civiltà precolombiana che non conosceva la ruota né la scrittura.LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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I blocchi ad H e la precisione geometrica
Puma Punku, parte del complesso di Tiwanaku sull'altopiano andino boliviano, è uno dei siti archeologici più enigmatici del Sud America. La sua caratteristica principale sono i cosiddetti blocchi ad H: elementi in andesite e arenaria di forma identica, lavorati con angoli interni perfettamente retti. L'andesite è una delle rocce più dure che esistano, con una durezza paragonabile al granito, il che rende la precisione degli intagli ancora più sorprendente.

L'assenza di evidenti segni di scalpello tradizionale ha alimentato per decenni teorie fantastiche. Tuttavia, le ipotesi tecnologiche più accreditate suggeriscono l'uso di martelli di pietra durissima combinati con abrasivi fini, in un processo lungo e meticoloso. La regolarità dei blocchi indica una forma di prefabbricazione modulare: ogni pezzo era prodotto seguendo uno schema preciso e poi trasportato sul sito per l'assemblaggio finale.

La metallurgia avanzata delle graffe
Un elemento spesso trascurato di Puma Punku è la sofisticata tecnologia metallurgica impiegata per unire i blocchi. Le graffe metalliche, rinvenute nelle scanalature tra un blocco e l'altro, sono composte da leghe di rame, arsenico e nichel, fuse e colate direttamente in situ. Questa tecnica garantiva una tenuta strutturale superiore a qualsiasi incastro meccanico, e presuppone una conoscenza approfondita delle proprietà dei metalli.

La composizione delle leghe rivela una vera e propria ingegneria dei materiali, praticata con strumenti e conoscenze che anticipano di secoli le tecniche metallurgiche europee medievali. Non si trattava di semplice fusione del rame nativo, ma di una produzione controllata di leghe con proprietà meccaniche precise, adatte alle sollecitazioni strutturali cui erano destinate le graffe.

Un mistero che resiste alle teorie
Nonostante le ricerche, molti aspetti di Puma Punku rimangono irrisolti. Non sappiamo con certezza come venissero trasportati blocchi del peso di decine di tonnellate ad altitudini superiori ai 3.800 metri sul livello del mare, né in che modo venisse organizzata la forza lavoro per un cantiere così complesso. Il sito fu probabilmente distrutto da un evento catastrofico, e i blocchi oggi giacciono sparsi e capovolti.

Puma Punku non smette di sfidare la nostra comprensione della preistoria andina. Ogni blocco ad H è un documento silenzioso di una civiltà che aveva sviluppato soluzioni ingegneristiche di straordinaria raffinatezza, molto prima che il contatto con il mondo esterno portasse nuove tecnologie sull'altopiano boliviano.