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Articoli del 17/03/2026
Di Alex (pubblicato @ 08:00:00 in Storia Medioevo, letto 9 volte)
Veduta del Castello Angioino-Aragonese di Gaeta affacciato sul mare tirreno
Il Castello Angioino-Aragonese di Gaeta è una delle fortezze costiere più stratificate d'Italia. Costruito tra il XIII e il XV secolo, fonde il gotico militare francese angioino con le successive cortine aragonesi, progettate per resistere alle nuove armi da fuoco. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Gaeta: una posizione strategica nel Medioevo
Gaeta sorge su un promontorio che si protende nel Mar Tirreno, al confine tra il Lazio e la Campania. La sua posizione la rese fin dall'antichità un nodo militare e commerciale di primo piano. Nel corso del Medioevo il controllo del golfo di Gaeta era conteso tra le grandi potenze del Meridione: normanni, svevi, angioini e aragonesi si succedettero lasciando ciascuno tracce visibili nel tessuto urbano e nelle mura del castello.
La componente angioina: il gotico militare francese
La parte più antica del castello risale al XIII secolo e rispecchia fedelmente il gotico militare francese introdotto dagli Angioini nel Meridione d'Italia. Le torri cilindriche, le cortine alte e sottili, le caditoie e la pianta pensata per la difesa con archi e balestre sono tutti elementi tipici di quella tradizione costruttiva. Carlo I d'Angiò e i suoi successori rafforzarono significativamente il sistema difensivo costiero del regno, e Gaeta ne fu uno dei capisaldi principali.
La trasformazione aragonese: adeguarsi alla polvere da sparo
Con l'arrivo degli Aragonesi nel XV secolo il castello subì una profonda trasformazione strutturale. La diffusione delle armi da fuoco aveva reso obsoleti i sistemi difensivi medievali: le mura alte e verticali erano bersagli ideali per i cannoni. Gli ingegneri militari aragonesi abbassarono e ispessirono le cortine, aggiunsero bastioni angolari a forma di freccia per deviare i proiettili e crearono spazi interni destinati a ospitare l'artiglieria. Questo tipo di intervento anticipò la cosiddetta architettura alla moderna che avrebbe dominato la poliorcética europea nel XVI secolo.
La stratificazione come documento storico
La coesistenza delle due fasi costruttive rende il Castello di Gaeta un documento architettonico di eccezionale valore storico. Leggendo le murature è possibile distinguere chiaramente i filari di pietra angioini, più sottili e verticali, dalle masse murarie aragonesi più basse e massicce. Alcune torri mostrano addirittura le tracce dei rimaneggiamenti eseguiti su strutture preesistenti, con giunture visibili che testimoniano i successivi ampliamenti in risposta alle mutate esigenze belliche.
Il castello oggi: tra valorizzazione e memoria
Oggi il Castello Angioino-Aragonese di Gaeta è sede di strutture della Marina Militare Italiana e ospita spazi espositivi aperti al pubblico in occasione di eventi culturali. Il suo profilo inconfondibile, che domina il golfo dall'alto della rupe calcarea, è il simbolo visivo della città. Numerosi studi universitari e soprintendenze ne hanno documentato la stratigrafia architettonica, evidenziando l'eccezionale continuità difensiva di un sito che fu presidio militare per oltre sette secoli.
Il Castello di Gaeta non è solo una fortezza: è un trattato di storia militare scritto in pietra. Ogni torre, ogni bastione e ogni cortina racconta un'epoca e una risposta diversa alla guerra, rendendo questo monumento uno dei più eloquenti testimoni dell'evoluzione dell'arte difensiva nel Mediterraneo medievale e rinascimentale.
Fotografie del 17/03/2026
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