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Neuroplasticità e sistemi specchio: le basi scientifiche del recupero motorio nell'emiparesi
Di Alex (del 25/02/2026 @ 13:00:00, in Salute e benessere, letto 50 volte)
Visualizzazione dei neuroni specchio e delle reti neurali residue nel recupero motorio da emiparesi
I neuroni specchio aprono una via inattesa al recupero motorio nell'emiparesi perinatale dell'adulto. L'Action Observation Therapy sfrutta la capacità del cervello di attivare reti neurali residue attraverso la sola osservazione del movimento, ridefinendo i confini della riabilitazione neurologica nei soggetti con lesione cerebrale precoce. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Il sistema dei neuroni specchio: basi neuroscientifiche
I neuroni specchio furono identificati per la prima volta negli anni Novanta dal gruppo di Giacomo Rizzolatti all'Università di Parma, inizialmente in primati non umani e successivamente inferiti nell'uomo attraverso studi di neuroimaging funzionale. Si tratta di neuroni che si attivano sia quando un individuo esegue un'azione motoria, sia quando osserva un altro individuo eseguire la stessa azione: creano quindi una forma di simulazione interna del movimento osservato, senza che il corpo si muova effettivamente.
Nell'uomo, il sistema dei neuroni specchio è distribuito principalmente nelle aree premotoria e parietale inferiore, con particolare densità nella corteccia frontale inferiore e nel giro sopramarginale. Questa distribuzione corticale lo colloca in una posizione strategica per integrare percezione visiva, pianificazione motoria e comprensione delle intenzioni altrui. La scoperta ha avuto implicazioni profonde non solo per la neuroriabilitazione, ma per la comprensione dell'empatia, dell'apprendimento per imitazione e del linguaggio.
L'Action Observation Therapy: guardare per muoversi
L'Action Observation Therapy (AOT) è un protocollo riabilitativo che si basa sulla capacità del sistema mirror di attivare le aree motorie residue attraverso l'osservazione sistematica di movimenti biologicamente significativi. In un tipico protocollo AOT, il paziente con emiparesi osserva video di movimenti delle mani eseguiti da un individuo sano — prendere un oggetto, aprire un barattolo, digitare su una tastiera — seguiti immediatamente dal tentativo di imitare il movimento con l'arto paretico.
Gli studi clinici randomizzati controllati degli ultimi dieci anni mostrano che l'AOT, combinata con la fisioterapia convenzionale, produce miglioramenti statisticamente significativi nella funzione motoria dell'arto superiore. I meccanismi proposti sono: il rinforzo delle connessioni cortico-spinali residue attraverso la stimolazione ripetuta delle aree premotorie durante l'osservazione, il potenziamento a lungo termine delle sinapsi nei circuiti motori integri e la riduzione dell'inibizione transcallosa dall'emisfero sano verso quello leso.
La disconnessione tra aree esecutive e riflessive nell'emiparesi perinatale
L'emiparesi perinatale — causata da lesione cerebrale nelle settimane intorno alla nascita — presenta caratteristiche neurofisiologiche diverse dall'emiparesi acquisita in età adulta. Nei soggetti con lesione precoce, le aree motorie primarie hanno avuto decenni per riorganizzarsi, sviluppando circuiti compensatori ipsilaterali e connessioni transemisferiche atipiche. Tuttavia, questa riorganizzazione crea spesso una dissociazione funzionale: il soggetto sa concettualmente come eseguire un movimento ma i circuiti esecutivi che dovrebbero tradurre l'intenzione in azione sono frammentati.
La ricerca recente ha evidenziato come in questi soggetti il sistema dei neuroni specchio possa rappresentare un canale di accesso privilegiato alle reti neurali residue, proprio perché bypassa parzialmente le vie cortico-spinali primarie danneggiate e attiva circuiti premotori e cerebellari che nelle lesioni perinatali tendono a conservare una buona funzionalità. L'AOT agisce quindi non semplicemente come esercizio, ma come protocollo di riconnessione funzionale tra sistemi cerebrali che hanno perso la propria coordinazione ordinaria.
Integrazione con la terapia a specchio e la realtà virtuale
La Mirror Therapy — in cui lo specchio crea l'illusione visiva che l'arto paretico si muova normalmente riflettendo il movimento dell'arto sano — è una tecnica correlata all'AOT che sfrutta lo stesso substrato neurale mirror. La combinazione delle due tecniche in protocolli integrati ha mostrato effetti sinergici, specialmente nella riduzione della spasticità e nel recupero della funzione di presa. L'integrazione con ambienti di realtà virtuale consente oggi di personalizzare lo stimolo visivo con precisione, calibrato in tempo reale sul livello di funzione del paziente.
Le interfacce cervello-computer di ultima generazione aprono una prospettiva ulteriore: sistemi che rilevano l'intento motorio attraverso elettroencefalografia e stimolano elettricamente il muscolo target dell'arto paretico nello stesso istante, creando un loop di neuromodulazione chiuso che potrebbe potenziare la plasticità corticale in modo esponenzialmente più efficace rispetto ai soli approcci comportamentali.
La neuroriabilitazione dell'emiparesi perinatale nell'adulto sta vivendo una trasformazione concettuale profonda: da pratica compensatoria a pratica di recupero attivo delle reti neurali residue. I neuroni specchio, i protocolli di osservazione attiva e le tecnologie di neurostimolazione stanno disegnando un futuro in cui la lesione cerebrale precoce non è necessariamente una condanna permanente, ma un punto di partenza per una riorganizzazione che la scienza impara ogni giorno a guidare con maggiore precisione.
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