\\ Home Page : Articolo
HANNO SUPPORTATO DIGITAL WORLDS INVIANDO PRODOTTI DA RECENSIRE
![]() |
![]() |
|
![]() |
|
Gattaca (1997) e il determinismo genomico: la fantascienza più plausibile di tutti i tempi
Di Alex (del 25/02/2026 @ 10:00:00, in Sci-Fi e Rigore Scientifico, letto 40 volte)
Scena retrofuturista di Gattaca (1997): corridoi asetici e analisi del DNA biometrico
La NASA lo considera il film di fantascienza più plausibile mai realizzato. Gattaca (1997) di Andrew Niccol esplora un futuro prossimo in cui l'eugenetica liberale e la discriminazione genetica plasmano ogni aspetto della vita sociale, anticipando con precisione biologica tecnologie oggi pienamente reali. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
La plausibilità scientifica come scelta estetica
Gattaca non è un film di astronavi o alieni: è un film su scale di marmo, uffici silenziosi e burocrazie biometriche. Andrew Niccol ambientò la propria storia in un futuro che assomiglia sorprendentemente al presente, scegliendo edifici degli anni Trenta e Cinquanta del Novecento come location principali. Questa scelta non fu casuale: comunicava che la rivoluzione genetica non avrebbe richiesto un mondo fantascientificamente alieno, ma si sarebbe innestata nell'ordinario.
La NASA, interpellata dopo l'uscita del film, riconobbe pubblicamente Gattaca come la rappresentazione cinematografica più accurata delle implicazioni future della biologia molecolare. La ragione è semplice: i concetti al cuore della narrativa — sequenziamento rapido del DNA, selezione degli embrioni prima dell'impianto, profilazione biometrica continua — erano già tecnologicamente possibili nel 1997 e sono oggi pratiche cliniche consolidate o strumenti di sorveglianza diffusi.
L'eugenetica liberale e la discriminazione genoista
Il termine "genoismo" — la discriminazione basata sul patrimonio genetico — è l'invenzione concettuale centrale del film. In Gattaca, chi nasce per concepimento naturale è un "Invalid" o "De-gene-rate": escluso dai lavori qualificati, sottoposto a screening genetici obbligatori al momento delle assunzioni, destinato a mansioni subalterne. Chi è stato selezionato geneticamente prima dell'impianto è un "Valid": con aspettativa di vita calcolata, quoziente intellettivo previsto e rischio di malattia dichiarato come fosse un documento d'identità.
Il meccanismo narrativo che rende il film così potente è l'inversione di questa logica attraverso il personaggio di Vincent Freeman (Ethan Hawke), un "Invalid" con cuore difettoso che riesce a infiltrarsi nel programma spaziale impersonando Jerome Morrow (Jude Law), un "Valid" fisicamente perfetto ma emotivamente distrutto. Niccol suggerisce che la predizione genetica misura la probabilità, non il destino: la volontà umana rimane una variabile che nessun sequenziamento può ancora quantificare.
La biologia del film: cosa era corretto nel 1997 e cosa è realtà oggi
Nel 1997, il Progetto Genoma Umano era ancora in corso e il sequenziamento completo di un genoma richiedeva anni di lavoro e centinaia di milioni di dollari. Eppure Niccol immaginò correttamente che nel giro di qualche decennio sarebbe diventato rapido, economico e ubiquitario. Oggi, il sequenziamento dell'intero genoma umano costa meno di cento dollari e richiede poche ore: Vincent avrebbe potuto essere identificato in minuti.
La diagnosi genetica preimpianto (PGT-A), mostrata nel film come procedura ordinaria per selezionare embrioni sani prima della fecondazione in vitro, è oggi pratica clinica standard in molti paesi. Il confine tra selezione terapeutica — eliminare geni responsabili di malattie devastanti — e selezione migliorativa — scegliere caratteristiche come intelligenza o predisposizione atletica — è esattamente il dibattito bioetico che il film anticipò con precisione inquietante.
Il design retrofuturista: estetica del determinismo
La direzione artistica di Jan Roelfs costruì un mondo visivo in cui la perfezione formale degli spazi architettonici rispecchia la perfezione biologica degli individui che li abitano. Gli interni di Gattaca sono dominati da simmetrie rigide, materiali freddi e una palette cromatica che oscilla tra l'ambra e il grigio acciaio. I "Valid" si muovono in questi ambienti con disinvoltura; i "Invalid" vi si insinuano come corpi estranei.
La scena di apertura — un primo piano di unghie e capelli di Vincent che cadono sul pavimento prima che si rechi al lavoro, nell'ossessivo tentativo di non lasciare tracce del proprio DNA reale — è forse la più eloquente del film: il corpo diventa evidenza criminale, e la biologia diventa sorveglianza. In un'epoca di riconoscimento facciale ubiquitario e database genetici governativi, questa sequenza ha smesso di essere metafora.
Gattaca rimane, a quasi trent'anni dalla sua uscita, il film che ha pensato più a fondo alle conseguenze umane della rivoluzione genomica. Non perché abbia immaginato tecnologie impossibili, ma perché ha immaginato con fredda lucidità quelle possibilissime, chiedendo al pubblico: quando la scienza ci darà il potere di leggere il destino nel DNA, avremo anche la saggezza per non farlo diventare una condanna?
Nessun commento trovato.
Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.











Microsmeta Podcast
Feed Atom 0.3



Articolo
Storico
Stampa