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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

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La Basilica di San Pietro rappresenta il cuore della cristianità e uno dei capolavori architettonici più straordinari al mondo. Visitarla significa immergersi in secoli di storia, arte e spiritualità, ammirando opere di geni come Michelangelo, Bernini e Bramante. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

🎧 Ascolta questo articolo

Storia e architettura della Basilica
La Basilica di San Pietro sorge sul luogo dove, secondo la tradizione, fu sepolto l'apostolo Pietro dopo il suo martirio nel 64 d.C. La costruzione della basilica attuale iniziò nel 1506 sotto Papa Giulio II, sostituendo l'antica basilica costantiniana del IV secolo.

Il progetto coinvolse i più grandi architetti del Rinascimento. Bramante concepì la pianta centrale, Michelangelo progettò la maestosa cupola che domina il profilo di Roma, e Carlo Maderno realizzò la navata e la facciata monumentale. Gian Lorenzo Bernini completò l'opera con il colonnato che abbraccia Piazza San Pietro.

La basilica è la chiesa più grande del mondo, con una superficie di 15.160 metri quadrati e una capacità di oltre 60.000 persone. La cupola raggiunge i 136 metri di altezza, dominando lo skyline romano e offrendo una vista panoramica mozzafiato sulla città.

Orari di apertura e giorni di chiusura
La Basilica di San Pietro è aperta tutti i giorni con orari che variano a seconda della stagione. Nel periodo estivo, dal 1° aprile al 30 settembre, l'apertura è dalle 7:00 alle 19:10. Nel periodo invernale, dal 1° ottobre al 31 marzo, l'orario di chiusura anticipato è alle 18:30.

È importante considerare che gli orari possono subire variazioni durante le festività religiose e nel corso dell'Anno Giubilare. Durante le celebrazioni papali principali come Natale e Pasqua, l'accesso può essere limitato per la partecipazione alle funzioni liturgiche.

Le Sante Messe si tengono quotidianamente nei giorni feriali alle 7:00, 7:30, 8:00, 8:30, 9:00, 10:00, 11:00, 12:00 e 17:00. La domenica e i giorni festivi, l'accesso turistico può essere ristretto per consentire lo svolgimento delle celebrazioni religiose.

Ingresso gratuito e prenotazione consigliata
L'ingresso alla Basilica di San Pietro è completamente gratuito. Non è obbligatorio prenotare per visitare la basilica, ma la prenotazione online è fortemente consigliata, specialmente durante l'alta stagione turistica da aprile a settembre.

Senza prenotazione, i visitatori devono affrontare code che possono durare da una a due ore, soprattutto in estate e nei fine settimana. I controlli di sicurezza sono obbligatori per tutti i visitatori e costituiscono il principale motivo di attesa.

La prenotazione online tramite il sito ufficiale www.basilicasanpietro.va permette di scegliere un orario specifico di ingresso e include l'audioguida digitale. Il costo della prenotazione copre il servizio di ingresso prioritario e l'audioguida, ma non l'ingresso stesso che rimane gratuito.

Come acquistare i biglietti e le prenotazioni
Per prenotare l'ingresso alla Basilica di San Pietro, il sito ufficiale è www.basilicasanpietro.va dove è possibile selezionare data e orario preferiti. La prenotazione online include automaticamente l'audioguida digitale disponibile in 11 lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo, giapponese, coreano, polacco, portoghese e cinese.

I visitatori che desiderano salire sulla cupola devono acquistare un biglietto separato. Il costo è di circa 10 euro per l'accesso con ascensore fino alla terrazza (seguiti da 320 gradini) oppure 8 euro per la salita completa tramite 551 gradini. I biglietti per la cupola tendono ad esaurirsi con settimane di anticipo nei periodi di punta.

Le visite guidate con le guide ufficiali della Fabbrica di San Pietro possono essere prenotate presso il Desk Visite situato nell'Area Accoglienza della Basilica. Queste visite si effettuano dal lunedì al sabato dalle 9:30 alle 17:30, e la domenica dalle 13:30 alle 15:30.

Per i gruppi composti da più di 4 visitatori è obbligatoria la registrazione al costo di 1,50 euro per persona, che include una radioguida per ciascun partecipante. Il numero massimo consentito per i gruppi è di 30 visitatori più la guida.

Le opere d'arte imperdibili
La Pietà di Michelangelo, realizzata quando l'artista aveva solo 24 anni, è custodita nella prima cappella a destra dell'ingresso. Questa scultura in marmo rappresenta la Vergine Maria che tiene in grembo il corpo di Cristo ed è considerata uno dei massimi capolavori della storia dell'arte.

Il Baldacchino di San Pietro, opera monumentale di Gian Lorenzo Bernini, si erge al centro della basilica sopra l'altare papale. Alto 29 metri, questo capolavoro barocco in bronzo dorato segna il luogo tradizionale della tomba di San Pietro.

La Cattedra di San Pietro, anch'essa opera di Bernini, si trova nell'abside della basilica. Questa straordinaria composizione barocca in bronzo dorato, marmi policromi e stucchi rappresenta il trono dell'apostolo Pietro ed è illuminata dalla vetrata con la colomba dello Spirito Santo.

La cupola di Michelangelo rappresenta il culmine dell'architettura rinascimentale. I mosaici interni raffigurano Cristo, la Vergine, gli apostoli e i santi. La lanterna sommitale permette alla luce di filtrare creando effetti scenografici straordinari.

La salita alla cupola
Salire sulla cupola di San Pietro è un'esperienza imperdibile che offre una vista panoramica a 360 gradi su Roma. I visitatori possono scegliere se utilizzare l'ascensore per raggiungere la terrazza (e poi affrontare 320 gradini) oppure salire completamente a piedi percorrendo tutti i 551 gradini.

Durante la salita, i visitatori possono ammirare da vicino i mosaici interni della cupola e osservare l'interno della basilica dal livello superiore, un punto di vista privilegiato che permette di apprezzare le dimensioni monumentali dell'edificio.

Dalla sommità della cupola, a 136 metri di altezza, si gode una vista spettacolare su Piazza San Pietro, i Giardini Vaticani, Castel Sant'Angelo e i tetti del centro storico di Roma fino ai colli circostanti. Al livello della terrazza sono presenti un negozio di articoli religiosi e una caffetteria.

È importante considerare che la salita richiede un buono stato di forma fisica. La cupola non è accessibile alle sedie a rotelle e gli ultimi 320 gradini si sviluppano in spazi piuttosto angusti all'interno della struttura della cupola stessa.

Le Grotte Vaticane e la tomba di San Pietro
Le Grotte Vaticane si trovano sotto il pavimento della basilica, al livello dell'antica basilica costantiniana. Qui sono sepolti numerosi papi, tra cui Giovanni Paolo II (prima della beatificazione), Paolo VI, Giovanni Paolo I e Pio XII.

L'accesso alle Grotte è incluso nella visita standard della basilica e rappresenta un percorso storico e spirituale di grande suggestione. I visitatori camminano letteralmente tra le tombe papali, in un ambiente raccolto e reverenziale.

Ancora più profonda è la Necropoli degli Scavi, il cimitero romano del I-III secolo dove si trova la tomba attribuita a San Pietro. Questa area archeologica è visitabile solo con prenotazione speciale tramite l'Ufficio Scavi, con tour limitati a piccoli gruppi di massimo 12 persone.

Codice di abbigliamento e regole di comportamento
L'accesso alla Basilica di San Pietro è permesso solo ai visitatori con abbigliamento appropriato. È obbligatorio avere spalle e ginocchia coperte, quindi non sono ammessi pantaloncini, gonne corte o magliette senza maniche.

All'interno della basilica non è disponibile un servizio guardaroba, quindi è consigliabile viaggiare leggeri portando solo piccoli zaini o borse personali. I passeggini devono essere depositati nell'apposito deposito situato nel portico della basilica.

È richiesto un comportamento rispettoso e silenzioso, considerando che la basilica è innanzitutto un luogo di culto. Le fotografie sono consentite senza flash, ma durante le celebrazioni liturgiche è richiesto di astenersi dallo scattare foto.

Riduzioni e ingressi gratuiti
I visitatori disabili con invalidità certificata superiore al 74% hanno diritto all'ingresso gratuito, con la gratuità estesa a un accompagnatore in caso di non autosufficienza. È necessario presentare la documentazione che attesta il grado di invalidità o la Carta Europea di Disabilità.

I bambini sotto i 6 anni entrano gratuitamente senza necessità di prenotazione. Per i giovani tra 6 e 18 anni sono previste riduzioni sul costo della prenotazione online e dei biglietti per la cupola.

Giornalisti muniti di tessera professionale e membri ICOM (International Council of Museums) possono accedere gratuitamente presentando la documentazione appropriata.

Quando visitare: i momenti migliori
Il momento migliore per visitare la Basilica di San Pietro è la mattina presto, all'apertura delle porte alle 7:00, fino alle 9:00. In questa fascia oraria la basilica è molto meno affollata e l'esperienza risulta più intima e contemplativa.

Il martedì è generalmente il giorno meno affollato della settimana. Il mercoledì mattina può essere un buon momento perché molti turisti si radunano in Piazza San Pietro per l'udienza papale, lasciando la basilica più libera.

I fine settimana, specialmente il sabato, sono i giorni più affollati. La domenica è leggermente meno congestionata del sabato, ma le celebrazioni liturgiche possono limitare l'accesso turistico in alcuni orari.

Da novembre a marzo è la bassa stagione turistica, con meno visitatori e prezzi degli alloggi più convenienti. Tuttavia, la basilica rimane affascinante e accessibile tutto l'anno.

Come raggiungere la Basilica di San Pietro
Il modo più semplice per raggiungere la Basilica di San Pietro è utilizzare la Linea A della metropolitana di Roma, scendendo alla fermata Ottaviano-San Pietro. Da qui, una piacevole passeggiata di circa 10 minuti attraverso Via Ottaviano e Via di Porta Angelica conduce a Piazza San Pietro.

In alternativa, numerose linee di autobus servono la zona del Vaticano: le linee 64, 40 e 62 fermano in prossimità di Piazza San Pietro. Per chi preferisce il tram, la linea 19 ferma a Piazza del Risorgimento.

Chi arriva in taxi può farsi lasciare in Via della Conciliazione, il maestoso viale che conduce direttamente alla piazza. Non è consigliabile raggiungere il Vaticano in auto privata a causa della difficoltà di trovare parcheggio nella zona.

Tour combinati e biglietti combo
Molti visitatori scelgono di combinare la visita alla Basilica di San Pietro con i Musei Vaticani e la Cappella Sistina. Alcuni tour guidati offrono un accesso privilegiato che permette di entrare nella basilica direttamente dalla Cappella Sistina attraverso un passaggio interno riservato.

Questo collegamento, conosciuto come Scala del Sacramento, fa risparmiare circa 20 minuti di cammino e permette di evitare le lunghe code all'ingresso principale della basilica. Tuttavia, questo passaggio rimane una concessione del Vaticano e può essere chiuso per decisioni della direzione o spostamenti del Santo Padre.

I biglietti combo che includono Basilica, Musei Vaticani, Cappella Sistina e talvolta anche Castel Sant'Angelo offrono un risparmio economico e organizzativo per chi desidera esplorare approfonditamente il patrimonio artistico vaticano.

Audioguide e visite guidate
L'audioguida digitale è inclusa nella prenotazione online tramite il sito ufficiale e copre 27 opere d'arte e punti di riferimento della basilica. È disponibile in 11 lingue e permette di esplorare al proprio ritmo, con spiegazioni dettagliate di ogni capolavoro.

Le audioguide possono anche essere noleggiate separatamente presso l'Area Accoglienza della Basilica per chi non ha effettuato la prenotazione online. Questo strumento è particolarmente utile per orientarsi nell'immenso spazio della basilica e non perdere le opere più significative.

Le visite guidate con guide esperte offrono un'esperienza più approfondita, con spiegazioni sul contesto storico, artistico e spirituale della basilica. Le guide ufficiali della Fabbrica di San Pietro sono formate specificamente per illustrare i tesori della basilica con competenza e professionalità.

Esperienze speciali: Pétros ení e il Museo del Tesoro
Pétros ení - Saint Peter's Digital Experience è una mostra multimediale immersiva situata nelle Sale Ottagone che intreccia spiritualità, arte e tecnologia. Questo percorso innovativo racconta la storia dell'apostolo Pietro e dell'evoluzione della Basilica attraverso installazioni interattive ed esperienze virtuali.

Il Museo del Tesoro della Basilica di San Pietro, recentemente rinnovato, espone opere sacre, arredi liturgici e tesori artistici di inestimabile valore. Il percorso museale valorizza ogni dettaglio offrendo un'esperienza storica e spirituale che completa la visita alla basilica.

Durante i mesi estivi, da aprile a ottobre, vengono organizzate visite speciali serali che permettono di vivere la basilica in un'atmosfera particolarmente suggestiva, con illuminazioni speciali che esaltano la bellezza architettonica e artistica.

Consigli pratici per la visita
Pianifica almeno 1-2 ore per una visita approfondita della basilica. Se desideri salire sulla cupola, aggiungi altri 45-60 minuti. Considera tempo extra per eventuali code ai controlli di sicurezza, specialmente nei periodi di alta affluenza.

Porta con te un documento d'identità, che potrebbe essere richiesto per l'accesso o per usufruire di riduzioni. Assicurati che il tuo smartphone o tablet sia carico se utilizzi l'audioguida digitale.

Indossa scarpe comode, considerando che la basilica è immensa e la salita alla cupola richiede un buon livello di forma fisica. Porta una bottiglia d'acqua, specialmente in estate, anche se all'interno della basilica sono presenti fontanelle.

Verifica sempre il calendario vaticano prima della visita per accertarti che non ci siano celebrazioni papali o eventi speciali che potrebbero modificare gli orari di accesso turistico o chiudere temporaneamente alcune aree.

Visitare la Basilica di San Pietro è un'esperienza che va oltre il semplice turismo: è un viaggio attraverso duemila anni di storia, fede e arte. Pianificando attentamente la visita, prenotando in anticipo e scegliendo i momenti meno affollati, potrai vivere appieno la grandiosità e la spiritualità di questo luogo straordinario, cuore pulsante della cristianità e patrimonio dell'umanità.

 
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Vista delle rovine della piramide di Hawara con il deserto circostante
Vista delle rovine della piramide di Hawara con il deserto circostante

La piramide di Amenemhet III a Hawara custodisce una delle più straordinarie realizzazioni ingegneristiche dell'antico Egitto: una camera sepolcrale monolitica in quarzite di 110 tonnellate. Questo capolavoro di scavo e trasporto doveva proteggere il sarcofago reale da infiltrazioni e ladri. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

🎧 Ascolta questo articolo

Amenemhet III e l'apogeo del Medio Regno
Amenemhet III, sesto sovrano della XII dinastia, regnò sull'Egitto per circa 45 anni tra il 1844 e il 1797 a.C., un periodo considerato l'apogeo del Medio Regno egizio. Figlio di Sesostri III, con il quale condivise una coreggenza di tre anni, Amenemhet III ereditò un regno stabile e prospero che governò con saggezza portandolo al massimo splendore.

Il suo regno fu caratterizzato da pace e straordinario sviluppo commerciale, con scambi documentati con Biblo e Ugarit nel Levante e probabili contatti con Creta minoica. Le iscrizioni nelle cave di pietra testimoniano l'intensa attività estrattiva che alimentò il grandioso programma edilizio del sovrano.

Amenemhet III si fece costruire non una ma due piramidi, circostanza insolita che continua a interrogare gli egittologi. La prima a Dashur, soprannominata "Piramide Nera" per il basalto scuro del nucleo, fu abbandonata dopo quindici anni di costruzione a causa di problemi strutturali legati all'instabilità del terreno. La seconda a Hawara divenne la sua tomba definitiva.

La posizione strategica nel Fayyum
Hawara si trova nel Fayyum sudorientale, una regione particolarmente cara ad Amenemhet III che vi condusse importanti opere idrauliche per bonificare terre coltivabili. Il faraone probabilmente trasferì la propria residenza da Ity Tawy (el-Lisht) a Shedet, l'antica capitale del Fayyum, da dove esercitò il potere governativo.

La scelta di Hawara per la seconda piramide non fu casuale. Situata a soli 9 chilometri a sud-est della città di Fayyum, la posizione permetteva al sovrano di essere sepolto vicino alla regione che aveva contribuito a sviluppare e che rappresentava il culmine della sua opera civilizzatrice.

Il sito dista circa 60 chilometri a sud-ovest del Cairo e si trova in prossimità del canale Bahr Yusuf, le cui acque oggi allagano l'ingresso della piramide a una profondità di sei metri, rendendo impossibile l'accesso alle camere interne senza attrezzature specializzate per immersioni.

Architettura e costruzione della piramide
La piramide di Hawara fu costruita interamente in mattoni di fango, tecnica costruttiva che segnava un ritorno a materiali tradizionali dopo l'epoca delle grandi piramidi in pietra dell'Antico Regno. In origine misurava 58 metri di altezza con lati di circa 105 metri, dimensioni che la rendono l'ultima grande piramide costruita in Egitto.

Il nucleo di mattoni era originariamente rivestito con lastre di calcare bianco che conferivano alla struttura l'aspetto splendente tipico delle piramidi monumentali. Questo rivestimento fu quasi interamente asportato nel corso dei secoli, utilizzato come materiale da costruzione per edifici del periodo romano e islamico.

Oggi le rovine della piramide raggiungono a malapena i 20 metri di altezza, ridotte a un gigantesco cumulo di milioni di mattoni erosi dal tempo e dagli elementi. La degradazione è stata accelerata dalle infiltrazioni d'acqua provenienti dal vicino canale e dalle spoliazioni sistematiche che hanno privato la struttura dei suoi elementi protettivi.

Nonostante l'aspetto rovinato, la piramide testimonia l'ingegneria sofisticata del Medio Regno, particolarmente evidente nel complesso sistema di sicurezza interno progettato per scoraggiare i ladri di tombe.

La camera monolitica in quarzite: capolavoro ingegneristico
Il vero tesoro della piramide di Hawara risiede nella camera sepolcrale, un capolavoro assoluto di ingegneria egiziana. Questa camera fu scavata da un unico blocco monolitico di quarzite del peso stimato di 110 tonnellate secondo le misurazioni di William Flinders Petrie, l'archeologo britannico che esplorò la struttura nel 1889.

La quarzite è una pietra estremamente dura e difficile da lavorare, scelta specificamente per la sua resistenza alle infiltrazioni d'acqua e agli strumenti dei ladri. Scavare una camera all'interno di un blocco così massiccio richiese tecniche di precisione straordinarie, utilizzando probabilmente cunei di legno inumiditi che si espandevano fratturando la pietra lungo linee predeterminate, e abrasivi come sabbia di quarzo per levigare le superfici interne.

La camera monolitica doveva contenere il sarcofago reale, anch'esso realizzato in quarzite, offrendo una doppia protezione al corpo del faraone. Un corso di mattoni fu posto sopra la camera per innalzare il soffitto, quindi l'intera struttura venne coperta con tre enormi lastre di quarzite, ciascuna del peso stimato di 45 tonnellate.

Sopra queste lastre furono aggiunte due camere di soccorso, spazi vuoti progettati per assorbire e redistribuire il peso sovrastante proteggendo la camera sepolcrale dalla pressione. Il sistema fu completato con lastre di calcare da 50 tonnellate disposte a formare un tetto a doppio spiovente, sormontato da un enorme arco di mattoni spesso quasi un metro costruito per sostenere il nucleo della piramide.

Il trasporto delle masse di quarzite
Il trasporto di blocchi di quarzite di queste dimensioni rappresenta un'impresa logistica straordinaria che continua a stupire gli ingegneri moderni. La quarzite utilizzata per la camera sepolcrale proviene probabilmente dalle cave di Gebel el-Ahmar (Montagna Rossa) vicino al Cairo o da Assuan, distanti centinaia di chilometri da Hawara.

Il trasporto avveniva via fluviale durante l'inondazione annuale del Nilo, quando il livello dell'acqua permetteva di utilizzare chiatte di legno di dimensioni eccezionali capaci di sostenere carichi di oltre 100 tonnellate. Queste imbarcazioni erano trainate da squadre di rematori e da uomini che le tiravano dalla riva utilizzando funi.

Una volta raggiunto il cantiere, i blocchi dovevano essere trasportati via terra utilizzando slitte di legno lubrificate con acqua o olio, trascinate da centinaia di operai. Rampe inclinate permettevano di posizionare i massi all'altezza desiderata, dove venivano manovrati utilizzando leve, rulli e probabilmente sistemi di contrappesi.

La precisione con cui questi enormi blocchi furono posizionati dimostra una padronanza eccezionale della meccanica e della geometria. Gli architetti egizi dovevano calcolare con esattezza pesi, forze, angoli e resistenze dei materiali per evitare collassi durante e dopo la costruzione.

Il sistema di sicurezza labirintico
L'accesso alla camera sepolcrale era protetto da un sofisticato sistema di sicurezza progettato per ingannare e scoraggiare i ladri di tombe. Dall'ingresso principale situato sul lato sud della piramide, un passaggio inclinato con gradini scendeva verso una piccola stanza, seguita da un breve corridoio orizzontale.

Nel soffitto di questo corridoio era nascosta una botola scorrevole a scomparsa del peso di 20 tonnellate. Se un ladro fosse riuscito a trovarla e aprirla, si sarebbe trovato di fronte a due passaggi: uno vuoto ad angolo retto rispetto al passaggio sottostante chiuso da porte di legno, e uno parallelo accuratamente riempito di fango e blocchi di pietra.

Il ladro avrebbe naturalmente supposto che il passaggio riempito nascondesse l'ingresso alla camera funeraria e avrebbe perso tempo prezioso a rimuovere il riempimento, aumentando la probabilità di essere scoperto dai guardiani della piramide. In realtà, l'accesso corretto richiedeva una conoscenza segreta del percorso autentico attraverso il labirinto di corridoi falsi.

Nonostante queste elaborate precauzioni, i ladri riuscirono eventualmente a penetrare nella camera sepolcrale, probabilmente attraverso un'apertura praticata nel soffitto. Saccheggiarono il corredo funerario e bruciarono i mobili, lasciando vuoto il grande sarcofago di quarzite che Petrie trovò nel 1889.

Il leggendario Labirinto di Hawara
Adiacente alla piramide sorgeva un immenso tempio funerario che gli autori classici identificarono con il mitologico Labirinto egizio. Erodoto, che visitò l'Egitto nel V secolo a.C., descrisse questo complesso come superiore anche alle piramidi di Giza, con migliaia di stanze disposte su due livelli, metà sotterranee e metà in superficie.

Secondo Erodoto, il Labirinto conteneva dodici cortili coperti con porte rivolte una verso nord e una verso sud, circondati da un muro perimetrale continuo. Il complesso comprendeva circa 3.000 stanze: 1.500 sotterranee destinate alle sepolture e 1.500 in superficie per funzioni cerimoniali e amministrative.

Strabone e Plinio il Vecchio confermarono l'esistenza e la magnificenza di questo edificio, che Manetone attribuì esplicitamente ad Amenemhet III come propria tomba monumentale. Il tempio si estendeva su circa 28.000 metri quadrati, rendendolo uno dei più vasti complessi religiosi mai costruiti nell'antico Egitto.

Purtroppo del Labirinto oggi rimangono solo scarsissime tracce: frammenti di muri, porzioni di fregi in calcare e basamenti di colonne. La demolizione sistematica iniziò probabilmente già durante il regno di Tolomeo II, quando enormi quantità di pietre del Medio Regno furono rimosse da Hawara per alimentare il programma edilizio tolemaico nella vicina Arsinoë (Crocodilopolis, moderna Medinet el-Fayum).

Gli scavi di Petrie e le scoperte
I primi scavi scientifici ad Hawara furono condotti da Karl Lepsius nel 1843, ma fu William Flinders Petrie a esplorare sistematicamente il sito nel 1888-1889, entrando per primo nella camera sepolcrale della piramide e documentando la struttura interna.

Petrie scoprì che l'ingresso era completamente allagato dall'acqua del canale Bahr Yusuf, che scorre su due lati del sito passando a soli 30 metri dalla piramide. Questa condizione persiste tuttora, rendendo estremamente difficoltoso l'accesso e lo studio delle camere interne.

A nord della piramide, Petrie scoprì una vasta necropoli di epoca romano-egiziana dove rinvenne 146 ritratti funerari dipinti su tavole di legno applicate alle mummie: i celebri "ritratti del Fayyum", tra i pochissimi esempi sopravvissuti di ritratti dipinti dell'antichità classica, oggi conservati in musei di tutto il mondo.

Tra i reperti più significativi scoperti da Petrie figurano papiri del I e II secolo d.C., tra cui un grande rotolo contenente parti dei libri I e II dell'Iliade, noto come "Hawara Homer" e conservato nella Bodleian Library di Oxford. Questi ritrovamenti testimoniano la continuità di utilizzo del sito come necropoli per oltre duemila anni.

Il Pyramidion di Amenemhet III
Il pyramidion, la pietra piramidale che coronava la sommità della piramide di Dashur (non quella di Hawara), fu scoperto nel 1900 semisepolto dai detriti sul lato orientale della piramide abbandonata. Alto 1,3 metri e realizzato in diorite grigia finemente levigata, questo manufatto è oggi esposto al Museo Egizio del Cairo.

Il pyramidion è decorato con iscrizioni geroglifiche che invocano la protezione di Horus per la piramide e il suo occupante reale. Sebbene questo pyramidion appartenga alla piramide di Dashur piuttosto che a quella di Hawara, rappresenta l'unico esempio sopravvissuto che ci permette di immaginare come apparivano le sommità delle piramidi del Medio Regno.

Significato storico e eredità
La piramide di Hawara rappresenta l'ultimo grande monumento funerario dell'era faraonica classica. Dopo Amenemhet III, le piramidi costruite furono significativamente più piccole e di qualità costruttiva inferiore, segnando la fine di una tradizione millenaria di architettura monumentale.

Il complesso di Hawara dimostra il livello straordinario raggiunto dall'ingegneria egizia del Medio Regno nel lavorare materiali durissimi come la quarzite, nel trasportare masse enormi su grandi distanze e nel concepire sofisticati sistemi di sicurezza. La camera monolitica rimane uno dei massimi capolavori tecnici dell'antica civiltà egizia.

Il sito testimonia anche la continuità culturale dell'Egitto: utilizzato continuativamente come necropoli dall'epoca faraonica attraverso il periodo tolemaico fino all'era romana, Hawara documenta duemila anni di pratiche funerarie e credenze nell'aldilà che attraversano dinastie e conquiste straniere.

La piramide di Amenemhet III a Hawara, con la sua camera monolitica in quarzite di 110 tonnellate e il perduto Labirinto leggendario, rappresenta il culmine dell'ingegneria funeraria egizia. Nonostante oggi rimangano solo rovine erose e il sito sia parzialmente sommerso, Hawara continua a testimoniare l'audacia tecnica e la profonda spiritualità di una civiltà che sfidò i limiti del possibile per garantire l'immortalità ai propri sovrani.

 
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