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Protoclon di Clone Robotics: il robot con muscoli, ossa e cuore artificiali
Protoclon di Clone Robotics: robot umanoide con muscoli artificiali di McKibben
Nel febbraio 2025 Clone Robotics ha presentato Protoclon, un robot umanoide senza volto appeso al soffitto, mosso da muscoli artificiali ispirati all'invenzione di Joseph McKibben, il fisico del Progetto Manhattan che creò il primo muscolo pneumatico per sua figlia disabile. La startup polacca vuole replicare il corpo umano. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
L'apparizione su X: un robot che sembra vivo
Nel febbraio 2025, un video pubblicato sull'account X di Clone Robotics diventò virale in poche ore. Mostrava un robot senza volto appeso al soffitto di un laboratorio che muoveva gli arti in modo spasmodico, quasi convulso, come se si fosse appena svegliato. Il robot si chiamava Protoclon. Ciò che colpì immediatamente gli osservatori non era solo il movimento — fluido e biologicamente realistico in modo inquietante — ma la descrizione della tecnologia sottostante: il robot era mosso da muscoli artificiali, aveva un sistema osseo sintetico e persino un cuore pulsante che pompava fluido idraulico attraverso il corpo. Non fantascienza, ma il risultato di anni di ricerca di una startup polacca poco conosciuta.
Il muscolo di McKibben: dalla bomba atomica alla disabilità
L'invenzione alla base di Protoclon risale a Joseph McKibben, un fisico americano che aveva lavorato al Progetto Manhattan durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo la guerra, McKibben si dedicò a un problema molto diverso: sua figlia aveva perso l'uso delle mani. Decise di dedicare la propria carriera alla creazione di un muscolo artificiale che le permettesse di riacquistare la funzionalità manuale. Il risultato, sviluppato negli anni Cinquanta del Novecento, era straordinariamente semplice nel principio: un tubo di gomma interno che, quando viene pressurizzato con aria o un fluido, si espande radialmente, avvolto da una guaina tessile intrecciata e inestensibile. L'espansione radiale viene trasformata in contrazione assiale, generando forza lungo un asse — esattamente come fa un muscolo scheletrico biologico.
Come funziona il muscolo pneumatico di McKibben
Il meccanismo del muscolo di McKibben è elegante nella sua semplicità. La guaina esterna in fibra intrecciata è inestensibile longitudinalmente ma permette variazioni di diametro. Quando il fluido pressurizza il tubo interno, il diametro aumenta ma la guaina impedisce l'estensione longitudinale: di conseguenza il muscolo si accorcia, esattamente come fa un bicipite biologico. Rilasciando la pressione, il muscolo si allunga e può essere esteso meccanicamente o da un muscolo antagonista. Clone Robotics ha sviluppato versioni idrauliche di questo principio — usando un fluido incomprimibile invece dell'aria — per ottenere forze e velocità molto maggiori. Protoclon ne usa diverse centinaia per replicare la muscolatura umana completa.
Protoclon: anatomia di un robot biologico
Protoclon non ha motori elettrici convenzionali. Il suo sistema motore è interamente basato su muscoli idraulici di McKibben disposti in coppie antagoniste, esattamente come nel corpo umano. Lo scheletro è realizzato in materiali compositi che simulano la rigidità e la distribuzione del peso delle ossa umane. Il sistema circolatorio artificiale trasporta il fluido idraulico attraverso l'intero corpo tramite un cuore meccanico pulsante. Questo approccio biomimetico integrale — invece di costruire robot con cinematiche articolari tradizionali — produce movimenti straordinariamente simili a quelli biologici, ma pone sfide ingegneristiche enormi in termini di controllo, durata e impermeabilità.
Clone Robotics e Protoclon rappresentano una delle direzioni più radicali della robotica contemporanea: invece di costruire macchine che fanno le stesse cose degli umani con meccanismi diversi, provare a replicare l'architettura biologica del corpo umano pezzo per pezzo. È un approccio rischioso, tecnicamente difficilissimo e probabilmente costoso. Ma se funzionasse, potrebbe produrre robot con una naturalezza di movimento e una capacità di adattamento a ambienti irregolari che i robot tradizionali non riescono ancora a raggiungere. McKibben voleva restituire l'uso delle mani a sua figlia. I suoi discendenti ingegneristici vogliono restituire un corpo intero a una macchina.
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