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Il tuatara: un rettile preistorico sopravvissuto al mesozoico
Di Alex (del 05/08/2026 @ 16:00:00, in Animali rari e particolari, letto 284 volte)
Rettile Tuatara con cresta dorsale e terzo occhio parietale sulla testa
Il Tuatara (Sphenodon punctatus) è un rettile unico al mondo, endemico della Nuova Zelanda, che rappresenta l'unico superstite dell'ordine dei Rincocefali, risalente al Mesozoico. Con il suo terzo occhio parietale e le sue caratteristiche primitive, questa specie è considerata un vero e proprio fossile vivente, sopravvissuto per oltre 200 milioni di anni. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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Le origini mesozoiche del tuatara
Il Tuatara è un abitante della Terra da più di 200 milioni di anni, essendo comparso nel periodo Triassico, quando i dinosauri dominavano il pianeta. Questa creatura appartiene all'ordine dei Rincocefali, un gruppo di rettili che era estremamente diffuso durante l'era mesozoica, ma che si è progressivamente estinto, lasciando il Tuatara come unico rappresentante. La sua storia evolutiva è strettamente legata a quella della Nuova Zelanda, che si è separata dall'Australia circa 80 milioni di anni fa, permettendo a questa specie di isolarsi e di sopravvivere indisturbata fino ai giorni nostri. Il Tuatara è considerato un "fossile vivente" per la sua morfologia pressochè immutata rispetto ai suoi antenati mesozoici.
Il terzo occhio parietale
Una delle caratteristiche più singolari del Tuatara è la presenza di un terzo occhio, chiamato occhio parietale, situato sulla parte superiore della testa. Questo occhio, che nei giovani esemplari è ben visibile attraverso una macchia chiara sulla pelle, è dotato di una rudimentale retina e di un cristallino, anche se non è in grado di formare immagini. La sua funzione principale è quella di rilevare le variazioni di luce e di ombra, aiutando il Tuatara a regolare i propri ritmi circadiani e stagionali. In particolare, l'occhio parietale è sensibile alla luce ultravioletta e viene utilizzato per sincronizzare il ciclo di attività dell'animale con le ore del giorno. Negli esemplari adulti, l'occhio tende a diventare meno evidente, ma rimane comunque funzionale.
L'anatomia e le caratteristiche fisiche
Il Tuatara ha un aspetto che ricorda quello di un'iguana, ma con alcune differenze sostanziali. Il corpo è tozzo e robusto, lungo fino a 80 centimetri, e può raggiungere un peso di oltre un chilogrammo. La testa è massiccia e allungata, con una bocca che termina a becco, adattata per catturare insetti e piccoli vertebrati. La caratteristica più evidente del Tuatara è la cresta dorsale, composta da spine triangolari che corrono lungo il dorso e la coda, più pronunciate nei maschi. Un'altra particolarità anatomica è la presenza di due file di denti sulla mascella superiore, che si incastrano con una fila sulla mascella inferiore, una struttura dentaria primitiva ereditata dai suoi antenati mesozoici.
Il metabolismo lento e la longevità eccezionale
Il Tuatara ha un metabolismo estremamente lento, che gli consente di sopravvivere con una quantità di cibo molto ridotta e di avere una vita molto lunga. La sua temperatura corporea è molto variabile, in quanto è un animale ectotermo, cioè dipende dalle fonti di calore esterne per regolare la sua temperatura. In media, la temperatura corporea del Tuatara è di circa 8-10 gradi centigradi, molto inferiore a quella dei rettili tropicali. Questa caratteristica gli permette di avere un tasso metabolico molto basso e una longevità eccezionale: alcuni esemplari in cattività hanno superato i 100 anni di età, e si ritiene che in natura possano vivere fino a 150 anni. Il Tuatara raggiunge la maturità sessuale solo intorno ai 15-20 anni, e le femmine depongono uova solo ogni 2-5 anni.
Le strategie riproduttive e la cura parentale
La riproduzione del Tuatara è strettamente legata alle condizioni ambientali, in particolare alla temperatura, che determina il sesso dei nascituri. Le femmine depongono le uova in nidi scavati nel terreno, dove la temperatura influisce sullo sviluppo degli embrioni: a temperature più basse nasceranno femmine, mentre a temperature più alte nasceranno maschi. Questo fenomeno, noto come determinazione sessuale dipendente dalla temperatura, è tipico di alcuni rettili e rende il Tuatara particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici. Dopo la deposizione, le femmine abbandonano il nido e non si prendono cura dei piccoli, che nascono dopo un periodo di incubazione che può durare fino a 15 mesi, uno dei più lunghi tra i rettili. I piccoli sono subito indipendenti e si nutrono di piccoli insetti e lombrichi.
Il Tuatara è un vero e proprio tesoro biologico che ci collega direttamente all'era dei dinosauri. La sua sopravvivenza fino ai giorni nostri è un miracolo evolutivo che merita di essere protetto e studiato con attenzione, per comprendere meglio i meccanismi dell'evoluzione e dell'adattamento alla vita sulla Terra.
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