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Tragedia aerea nelle Ande: i 72 giorni che sconvolsero il mondo
Di Alex (del 17/06/2026 @ 17:00:00, in Storia Contemporanea, letto 368 volte)
Aereo schiantato montagne Ande sopravvissuti neve e gelo
Bonus Video
La lotta per la sopravvivenza a 3.600 metri
L'aereo, un Fairchild FH-227D turboelica, era decollato da Montevideo diretto a Santiago del Cile, ma le cattive condizioni meteorologiche e un errore di navigazione indussero il pilota a iniziare la discesa troppo presto, schiantandosi contro una cima a circa 3.600 metri di quota. Delle 45 persone a bordo, 12 morirono nell'impatto o nelle ore successive, mentre i feriti iniziarono una lotta contro le temperature che scendevano a -30 gradi centigradi. La fusoliera, squarciata e parzialmente sepolta nella neve, divenne un rifugio di fortuna dove i superstiti si ammassavano per proteggersi dal gelo, utilizzando i sedili come barelle e i bagagli per chiudere le falle. Le ricerche aeree, condotte da Cile, Argentina e Uruguay, vennero sospese dopo otto giorni, poiché il velivolo bianco si confondeva con il manto nevoso e la zona era vastissima. L'ottavo giorno, una valanga travolse la fusoliera uccidendo altre otto persone, compreso il capitano della squadra di rugby. Rimasti senza scorte alimentari, i sopravvissuti presero la drammatica decisione di cibarsi dei corpi dei compagni deceduti, conservati nella neve, un gesto estremo che fu poi compreso dall'opinione pubblica e dalla Chiesa come un atto di necessità per preservare la vita. Dopo settimane di stenti, due dei giovani più forti, Fernando Parrado e Roberto Canessa, decisero di tentare una sortita attraverso le montagne. Il 12 dicembre 1972 partirono senza attrezzatura alpinistica, con scarponi da rugby e sacchi a pelo cuciti alla meglio, scalando picchi di oltre 4.000 metri per dieci giorni, finché non incontrarono un pastore cileno, Sergio Catalán, sulle rive di un torrente. L'uomo avvisò le autorità e il 22 dicembre due elicotteri raggiunsero i superstiti, portando in salvo i sedici che ancora erano vivi. La vicenda scosse il mondo e diede origine a libri e film, tra cui "Alive", che raccontano una storia di resilienza umana spinta ai limiti. La tragedia delle Ande rimane una delle più straordinarie testimonianze di sopravvivenza e solidarietà in condizioni impossibili.
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