\\ Home Page : Articolo
HANNO SUPPORTATO DIGITAL WORLDS INVIANDO PRODOTTI DA RECENSIRE
![]() |
![]() |
|
![]() |
|
Artemis III: SpaceX supera il test chiave, la Luna è più vicina
Di Alex (del 04/09/2025 @ 11:45:00, in Scienza e Spazio, letto 596 volte)
Rappresentazione artistica della Starship HLS di SpaceX, uno dei due lander che la NASA metterà alla prova con Artemis III.
Il ritorno degli astronauti verso la Luna richiederà un passo intermedio. La NASA ha trasformato Artemis III in un collaudo in orbita terrestre bassa nel 2027, con Orion agganciata ai prototipi di SpaceX e Blue Origin. Il vero sbarco slitta ad Artemis IV nel 2028. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
Bonus Video
Dall'allunaggio al collaudo: che cosa è cambiato
Fino all'inizio del 2026 Artemis III era la missione che avrebbe riportato due astronauti sulla Luna dopo l'ultima missione Apollo, nel 1972. Il 27 febbraio 2026 l'amministratore della NASA, Jared Isaacman, ha ribaltato il piano: Artemis III diventa un volo con equipaggio in orbita terrestre bassa, a circa 430 chilometri di quota, in cui la capsula Orion proverà a incontrarsi e ad attraccare con i prototipi dei lander lunari commerciali. Il primo vero sbarco passa ad Artemis IV, previsto all'inizio del 2028, mentre Artemis V, con un secondo allunaggio, potrebbe seguire a fine anno. Dopo che a gennaio si era parlato di uno slittamento al 2028, l'annuncio ha riportato il volo con equipaggio al 2027, a condizione di rinunciare alla discesa sul suolo lunare. La scelta è prudente: prima di far scendere degli astronauti sulla Luna conviene verificare in orbita terrestre, dove un'emergenza si può gestire rientrando in poche ore, le operazioni più delicate, cioè l'incontro, l'attracco e il lavoro a bordo dei lander. Ha anche un vantaggio tecnico: la missione non ha bisogno dell'ICPS, lo stadio superiore dell'SLS, e l'ultimo esemplare disponibile viene tenuto per Artemis IV.
Il programma resta però in ritardo. In un memo interno, trapelato alla stampa nel settembre 2026, Isaacman ha scritto che Artemis III accumula circa 90 giorni di ritardo sulla tabella di marcia, ma che ci sono ancora molte decisioni da prendere e occasioni per recuperare, e che la NASA non lancerà finché non sarà pronta; la situazione, ha aggiunto, è comunque molto migliore di quanto molti immaginassero solo pochi mesi fa. Il volo resta possibile nell'estate del 2027, ma potrebbe slittare all'autunno, e un ritardo ulteriore rischierebbe di ridurre a un solo allunaggio i due previsti nel 2028, spostando il secondo al 2029. Sullo sfondo c'è la corsa con la Cina, che secondo le previsioni riportate dalla stampa specializzata punta a far scendere i propri astronauti sulla Luna tra il 2029 e il 2030.
L'equipaggio: dopo Artemis II, tocca a tre americani e a un italiano
Prima di Artemis III c'è stata Artemis II, il primo volo con equipaggio della capsula Orion e del razzo SLS. È partita il 1° aprile 2026 e in dieci giorni di missione ha portato Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, dell'agenzia spaziale canadese, in un sorvolo della Luna senza allunaggio. Il 6 aprile l'equipaggio ha stabilito il record di distanza dalla Terra, 252.756 miglia, pari a circa 406.800 chilometri, superando di circa 4.100 miglia il primato di Apollo 13 del 1970, e ha osservato regioni della faccia nascosta mai viste direttamente da occhi umani e un'eclissi totale di Sole. Il 10 aprile la capsula, battezzata Integrity, è rientrata a una velocità di circa 32 volte quella del suono e ha ammarato nell'Oceano Pacifico al largo di San Diego, superando la prova dello scudo termico, che nel volo senza equipaggio del 2022 aveva subìto un'erosione superiore alle attese; per ridurre il rischio, i tecnici avevano modificato la traiettoria di rientro. Con quella missione Glover, Koch e Hansen sono stati il primo astronauta di colore, la prima donna e il primo non statunitense a partecipare a un volo lunare.
L'equipaggio di Artemis III è stato annunciato il 9 giugno 2026 al Johnson Space Center di Houston: Randy Bresnik comandante, l'astronauta italiano dell'ESA Luca Parmitano pilota, Frank Rubio e Andre Douglas specialisti di missione, con Bob Hines come sostituto. Bresnik e Parmitano affronteranno il loro terzo volo spaziale, Rubio il secondo e Douglas il primo. La presenza di Parmitano riconosce il contributo europeo al programma, a partire dal modulo di servizio di Orion costruito da Airbus. Nell'equipaggio non ci sono donne, una scelta che Isaacman ha riconosciuto aver suscitato reazioni che vanno dalla delusione all'indignazione, spiegando che sono stati scelti gli astronauti più adatti agli obiettivi della missione e che altri erano già assegnati a spedizioni sulla Stazione Spaziale Internazionale o ritenuti più adatti a missioni successive. Diversamente da quanto si pensava quando Artemis III era la missione dell'allunaggio, quindi, la prima donna e la prima persona di colore a mettere piede sulla Luna dovranno essere cercate negli equipaggi di Artemis IV e delle missioni successive.
La sfida più grande: la Starship di SpaceX e il Blue Moon di Blue Origin
Il problema più grosso resta lo sviluppo dei lander, i veicoli destinati a scendere sulla Luna, noti come HLS (Human Landing System). Per Artemis III la NASA ha deciso di mettere alla prova due prototipi, che chiama pathfinder, basati sui lander che SpaceX e Blue Origin stanno sviluppando ma privi di diversi sistemi indispensabili per l'allunaggio. Quello di Blue Origin segue l'architettura del lander Blue Moon Mark 2: ha la stessa cabina per l'equipaggio dei lander futuri e un sistema di supporto vitale funzionante, e fino a due astronauti di Artemis III apriranno il portello, entreranno nel veicolo e ne proveranno i sistemi, comprese le interfacce con le nuove tute Axiom AxEMU. Quello di SpaceX sarà una Starship di terza generazione, la versione V3, uscita dalla linea di produzione e dotata di un adattatore di aggancio, ma senza supporto vitale e senza cabina attrezzata: Orion resterà attraccata per circa un giorno e gli astronauti non entreranno nella Starship.
La sequenza prevede tre lanci. Per primo parte il razzo New Glenn di Blue Origin con il prototipo del lander, dal pad LC-36A di Cape Canaveral, che resterà in orbita per il tempo necessario a offrire più finestre di lancio a Orion. Poi l'SLS con Orion e i quattro astronauti decolla dal pad 39B del Kennedy Space Center e si aggancia al lander di Blue Origin per circa due giorni. Infine, quando le operazioni a bordo sono concluse e Orion si è staccata, parte la Starship dal complesso SLC-37, per un secondo attracco di circa un giorno. Dopo circa due settimane Orion rientrerà con uno scudo termico aggiornato e ammarerà nel Pacifico, al largo di San Diego.
Nessuno dei due veicoli ha ancora completato la certificazione della NASA per il volo umano, e entrambe le aziende hanno avuto incidenti con esplosioni nell'ultimo anno. Blue Origin ha dichiarato che la costruzione del lander procede, ma il razzo New Glenn dovrebbe tornare a volare, nella versione 7x2, solo verso la fine dell'anno, dopo la ricostruzione di una rampa danneggiata alcuni mesi fa. SpaceX, secondo la NASA, proverà non prima del 10 dicembre a recuperare il primo Super Heavy V3 e la prima Ship V3 e a compiere il primo lancio di Starship dalla Florida. Resta poi da dimostrare l'operazione più complicata, mai tentata su questa scala: il rifornimento di propellente da una nave all'altra in orbita terrestre, indispensabile per caricare un lander prima di mandarlo verso la Luna, che SpaceX prevede di dimostrare nel primo trimestre del 2027.
Dove siamo oggi: il calendario aggiornato
Secondo il documento che la NASA ha diffuso intorno al 18 ottobre 2026, firmato dal responsabile del programma HLS Steve Creech, Artemis III è prevista non prima del terzo trimestre del 2027, senza date certe. Nel frattempo il razzo prende forma: il 18 ottobre la NASA ha annunciato che nell'edificio di assemblaggio del Kennedy Space Center è stato completato l'impilaggio dei due booster a propellente solido, mentre il core stage con i quattro motori RS-25 verrà integrato per formare la configurazione detta short stack, cioè senza stadio superiore, che servirà a un test di caricamento del propellente. Per la capsula è previsto un sistema di comunicazione basato su Starlink, che permetterà di trasmettere video ad alta risoluzione dall'orbita bassa.
Il calendario dei due partner prevede nel primo trimestre del 2027 il completamento del pad SLC-37 e la prima dimostrazione di trasferimento di propellente tra due navi Starship. Nel secondo trimestre sono attesi i test dell'hardware del prototipo Starship HLS, con il trasferimento in Florida via chiatta, e l'integrazione del prototipo Blue Moon con il razzo New Glenn. Nel terzo trimestre dovrebbero partire la missione e una Starship in versione cisterna. A Starbase, in Texas, è in completamento Cabin One, un modello in scala reale della cabina della Starship HLS per le prove con le tute di nuova generazione. La stampa specializzata sottolinea che questi tempi sono molto ottimistici e presuppongono che non ci siano altri problemi. Il 23 ottobre, alle 20:00 ora italiana, la NASA terrà la conferenza chiamata Artemis Acceleration, in cui è previsto un resoconto aggiornato dei progressi.
Obiettivi della missione
- Attracco ai lander: Provare incontro e aggancio di Orion con i prototipi di Blue Origin, per circa due giorni e con gli astronauti che entrano nel veicolo, e di SpaceX, per circa un giorno e senza accesso all'interno.
- Verifica dei sistemi: Collaudare propulsione, comunicazioni, supporto vitale e il nuovo scudo termico di Orion, oltre alla gestione dei veicoli agganciati e al rientro nel Pacifico dopo circa due settimane.
- Tecnologia: Verificare l'interfaccia fra le nuove tute Axiom AxEMU e almeno un lander, tappa necessaria per una presenza umana sostenibile sulla Luna.
- Ispirazione: Preparare Artemis IV, il primo allunaggio, previsto nel polo sud lunare, regione mai esplorata dall'uomo, dove nei crateri perennemente in ombra si cerca il ghiaccio d'acqua, e ispirare una nuova generazione (la "generazione Artemis") a intraprendere carriere scientifiche e tecnologiche.
Il cammino verso la Luna è complesso e costellato di sfide tecniche che richiedono tempo e cautela. Lo spostamento dell'allunaggio ad Artemis IV non è una battuta d'arresto, ma una scelta di prudenza: provare in orbita terrestre ciò che andrà fatto nello spazio profondo riduce i rischi, anche se costa tempo e mette sotto pressione un calendario già in ritardo di circa tre mesi. L'attesa non fa che aumentare il valore di un momento che, quando arriverà, sarà ricordato per sempre nella storia.
# FILE: prompt_immagini.txt artemis-iii-allunaggio-starship.jpg Cinematic shot of Orion spacecraft docked with Starship giant white spaceship hovering in low Earth orbit photorealistic view of planet Earth in background atmosphere dramatic sunlight reflecting on metallic hull and solar panels ultra wide angle cinematic lighting high science detail # FILE: fact_checking.txt Missione Artemis III: la Nasa conferma il 2027 per il ritorno sulla Luna (artemis-iii-allunaggio-starship.txt) Data di verifica: 2026-10-22 Ultima fonte usata: NASA Artemis Program Official Updates - https://www.nasa.gov/specials/artemis/ Caratteri introduzione: 364
Nessun commento trovato.
Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.





Microsmeta Podcast
Feed Atom 0.3
Visite guidate a Roma










Articolo
Storico
Stampa