\\ Home Page : Storico (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Alex (del 08/06/2026 @ 13:00:00, in Microsoft Windows, letto 124 volte)
Interfaccia di Notepad++ con codice sorgente e pannello plugin.
Bonus Video
Architettura e performance
Notepad++ nacque nel 2003 dalla penna di Don Ho, un ingegnere informatico francese che voleva creare un sostituto del Blocco Note di Windows capace di gestire codice sorgente senza appesantire il sistema. Scritto interamente in C++ e basato sul componente di editing Scintilla, il programma fu progettato per sfruttare le API Win32 in modo diretto, evitando i framework pesanti che all’epoca stavano prendendo piede e puntando su una gestione manuale della memoria e delle finestre. Questa scelta architetturale si traduce in un consumo di RAM sorprendentemente basso: anche con decine di file aperti e diverse centinaia di megabyte di testo, l’impronta rimane spesso al di sotto dei cento megabyte, un risultato che fa impallidire editor basati su Electron o su runtime interpretati. Il cuore del programma è un sistema a schede che consente di passare rapidamente da un documento all’altro, con la possibilità di dividere la finestra in due pannelli affiancati per confrontare versioni diverse del codice. L’evidenziazione della sintassi, supportata per oltre ottanta linguaggi di programmazione e di markup, è gestita da un motore di parsing basato su espressioni regolari ottimizzate, che colora parole chiave, stringhe e commenti in tempo reale senza rallentare la digitazione nemmeno su file di grandi dimensioni. La gestione degli undo e redo è multi-livello e non distruttiva, nel senso che una salva temporanea su disco assicura la sopravvivenza della cronologia anche dopo la chiusura dell’applicazione, una caratteristica che ha salvato generazioni di programmatori da perdite accidentali di lavoro. Notepad++ supporta nativamente la codifica UTF-8 e il riconoscimento automatico del set di caratteri, e gestisce i ritorni a capo in stile Windows, Unix e Macintosh, permettendo di condividere file tra piattaforme diverse senza introdurre artefatti. La funzione di ricerca e sostituzione testuale è una delle più potenti disponibili in un editor gratuito: supporta espressioni regolari estese, la ricerca su più file con filtri per estensione o cartella, e la possibilità di marcare tutte le occorrenze con un segnalibro virtuale. I segnalibri stessi possono essere navigati con scorciatoie da tastiera, e l’editor offre la modalità macro, che registra una sequenza di operazioni e la riproduce a comando, automatizzando attività ripetitive come la riformattazione di file di log o di CSV. Grazie all’uso oculato di thread per le operazioni lunghe, come la ricerca su disco o il caricamento di file molto grandi, l’interfaccia rimane sempre reattiva, e l’applicazione si avvia in una frazione di secondo anche su macchine datate, un vantaggio che molti sviluppatori apprezzano quando hanno bisogno di aprire rapidamente un file di configurazione o uno script senza attendere il caricamento di un IDE pesante. Funzionalità per sviluppatori e utenti comuni
Sebbene Notepad++ sia conosciuto principalmente come strumento per programmatori, la sua versatilità lo rende adatto a una platea molto più ampia, che include scrittori, amministratori di sistema, data analyst e chiunque abbia bisogno di manipolare file di testo con precisione. Per i programmatori, l’editor offre il completamento automatico basato sul contesto, che suggerisce parole chiave del linguaggio corrente mentre si digita, riducendo gli errori di battitura e accelerando la scrittura di blocchi di codice ripetitivi. La funzione di folding del codice consente di collassare blocchi di funzioni, loop o sezioni di commenti, migliorando la leggibilità di file sorgente lunghi migliaia di righe. L’integrazione con il compilatore non è nativa, ma tramite il pannello di esecuzione e i comandi personalizzati è possibile lanciare script di build, make, eseguibili o compilatori, visualizzando l’output direttamente in una finestra secondaria dell’editor, un approccio minimale che evita la complessità degli IDE tradizionali e si adatta bene a progetti di dimensioni contenute o a chi preferisce tool a riga di comando. Per l’elaborazione di dati tabulari, Notepad++ dispone di modalità di selezione a colonna, attivabile tenendo premuto Alt mentre si trascina il mouse, che consente di modificare simultaneamente più righe nella stessa posizione verticale, una manna per sistemare file CSV disallineati o per commentare intere sezioni di codice con un solo gesto. Gli utenti che lavorano con file di log sfruttano la colorazione automatica delle parole chiave, come ERROR o WARNING, configurando regole personalizzate attraverso il pannello delle preferenze. La funzione di stampa, spesso trascurata in altri editor, è curata con opzioni per l’intestazione, il piè di pagina e l’evidenziazione del testo stampato, caratteristica apprezzata da chi deve ancora produrre documentazione cartacea. La conversione di codifica, il cambio di maiuscole/minuscole, la rimozione di righe duplicate e il trim degli spazi sono accessibili tramite menu o combinazioni rapide, e il pannello degli appunti avanzato mantiene una cronologia degli ultimi dieci copia-incolla, agevolando il riutilizzo di frammenti di testo senza dover ricorrere a programmi esterni. Anche funzioni apparentemente banali come il contatore di parole e caratteri, o il salvataggio della sessione corrente con tutti i file aperti, concorrono a rendere l’esperienza d’uso fluida e professionale, senza mai eccedere in fronzoli grafici che distrarrebbero dal contenuto. L’interfaccia, basata su toolbar personalizzabili e su un menu contestuale ricco, può essere ulteriormente semplificata nascondendo elementi non utilizzati, adattandosi sia ai gusti minimalisti di chi vuole uno schermo sgombro sia alle esigenze di chi desidera avere sotto mano decine di funzioni con un solo clic. L’ecosistema dei plugin e la personalizzazione
Uno dei punti di forza che hanno decretato il successo di Notepad++ è l’architettura aperta ai plugin, piccoli moduli dinamici che estendono le funzionalità del programma senza modificarne il nucleo. Il Plugin Manager, integrato a partire dalle versioni più datate e oggi sostituito da un’interfaccia di amministrazione più moderna, permette di sfogliare un catalogo di decine di estensioni approvate dalla comunità, che coprono esigenze che vanno dal confronto visuale di file (con plugin come Compare) all’integrazione con client FTP, fino a completamenti specifici per linguaggi come Python o Rust. Il plugin NppFTP, per esempio, trasforma l’editor in un client SFTP/FTP a tutti gli effetti, con un albero delle directory remoto navigabile all’interno del pannello laterale e la possibilità di modificare direttamente i file sul server senza bisogno di software aggiuntivi. Per chi lavora con sistemi di controllo versione, plugin come GitSCM o NppGit aggiungono icone di stato e comandi rapidi per commit, diff e push, sebbene con un livello di integrazione inferiore a quello di editor nati per Git. L’estendibilità non si limita ai plugin: il file di configurazione in formato XML, accessibile manualmente, permette di ridefinire colori, stili e schemi di sintassi, e molti utenti condividono online temi scuri o a basso contrasto che riducono l’affaticamento visivo durante le lunghe sessioni notturne. La possibilità di importare ed esportare i profili di sintassi consente di aggiungere il supporto per linguaggi proprietari o dialetti aziendali, una flessibilità che rende Notepad++ uno strumento trasversale, utilizzato tanto nelle scuole di informatica quanto nei reparti IT di grandi aziende. I plugin sono scritti in C++ e si interfacciano con l’API esposta da Scintilla e da Notepad++ stesso, una documentazione ben curata e una comunità attiva sul forum ufficiale riducono la barriera d’ingresso per chiunque voglia contribuire allo sviluppo di nuove estensioni. La natura open-source del progetto, rilasciato sotto licenza GPL, garantisce che il codice sorgente sia sempre disponibile per audit di sicurezza, e il processo di build, basato su Visual Studio, è trasparente e riproducibile. Periodicamente vengono organizzati hackathon virtuali per il miglioramento del core, e Don Ho stesso mantiene un rapporto diretto con gli utenti, valutando le richieste di nuove funzionalità e intervenendo tempestivamente in caso di bug critici. Questa relazione simbiotica tra sviluppatore e comunità ha permesso a Notepad++ di sopravvivere a mode e cicli tecnologici, rimanendo uno degli editor più raccomandati nei corsi di programmazione introduttivi e negli ambienti professionali. Confronto con alternative e comunità open-source
Nel panorama affollato degli editor di testo, Notepad++ compete con giganti come Visual Studio Code, Sublime Text e Atom, ma si differenzia per il suo legame indissolubile con l’ecosistema Windows e per un consumo di risorse che lo rende adatto anche a macchine virtuali, server terminalizzati o vecchi portatili riciclati. A differenza di Visual Studio Code, che è costruito su Electron e richiede un intero motore Chromium in background, Notepad++ sfrutta chiamate native GDI e DirectWrite per il rendering del testo, garantendo una nitidezza e una velocità di scroll che ancora oggi molti utenti giudicano superiori. La mancanza di un terminale integrato, di un debugger visuale o di un marketplace centralizzato può essere vista come una limitazione, ma è anche la chiave della sua leggerezza: non essendo un ambiente di sviluppo completo, obbliga l’utente a comporre un toolset su misura, usando la riga di comando del sistema operativo e gli script di automazione preferiti. La comunità di Notepad++ è tra le più longeve dell’open-source: il forum ufficiale conta centinaia di migliaia di discussioni, e i canali IRC e Reddit vedono una partecipazione costante, con utenti veterani che assistono i neofiti nella risoluzione di problemi di configurazione. Il programma è stato tradotto in decine di lingue grazie al contributo di volontari, e il sito ufficiale ospita un blog che tiene traccia degli aggiornamenti di versione, delle correzioni di sicurezza e delle campagne di sensibilizzazione contro le versioni contraffatte cariche di malware, un fenomeno che ha colpito occasionalmente gli utenti che scaricano installer da fonti non ufficiali. La trasparenza del progetto si estende alla gestione delle donazioni, con cui viene finanziato il mantenimento dei server e l’acquisto di certificati di firma digitale, senza mai ricorrere a pubblicità invasiva o a raccolte forzose. In un’epoca in cui la maggior parte degli strumenti di sviluppo si sta spostando su modelli cloud o su abbonamenti, Notepad++ rappresenta una roccaforte del software libero e locale, un piccolo monumento alla filosofia che ha guidato i pionieri del personal computing: mettere a disposizione di tutti, senza barriere economiche, un utensile solido e affidabile che risponde ai comandi dell’utente senza mai tradirlo. Notepad++ dimostra che la qualità del software non si misura in megabyte di memoria occupata, ma nell’efficienza del codice e nella fedeltà di una comunità che da due decenni lo sceglie come compagno quotidiano di lavoro.
Di Alex (del 08/06/2026 @ 12:00:00, in Storia Personal Computer, letto 127 volte)
Mary Allen Wilkes programma il LINC nel suo salotto nel 1965.
Bonus Video
Il progetto LINC e la rivoluzione del personal computing
All’inizio degli anni Sessanta il concetto di “computer personale” apparteneva ancora alla fantascienza: i calcolatori erano enormi armadi a valvole, custoditi in centri di calcolo climatizzati e accessibili soltanto a una ristretta casta di programmatori. Fu in questo contesto che Wesley Clark, un ingegnere del MIT, concepì il LINC (Laboratory INstrument Computer), un calcolatore di dimensioni ridotte pensato per essere installato direttamente nei laboratori di ricerca biomedica, dove gli scienziati potessero interagire con i dati in tempo reale. Il LINC non era un terminale stupido, ma un vero e proprio sistema autonomo dotato di memoria a nuclei di ferrite, display a fosforo verde, un piccolo nastro magnetico e una tastiera, elementi che oggi riconosciamo come i precursori delle moderne postazioni di lavoro. Mary Allen Wilkes entrò a far parte del team di sviluppo del LINC nel 1961, dopo essersi laureata in filosofia e aver imparato a programmare quasi per caso, frequentando un corso serale di Fortran. La sua mente logica e la sua capacità di tradurre le esigenze degli utenti in codice la resero presto indispensabile: fu lei a scrivere gran parte del software di base che permetteva ai ricercatori di utilizzare il LINC senza dover padroneggiare il linguaggio macchina. Quando il progetto si trasferì alla Washington University di St. Louis, Wilkes seguì il gruppo e assunse la responsabilità di sviluppare un ambiente di programmazione interattivo, un compito che richiedeva di ripensare radicalmente il modo in cui l’utente dialogava con la macchina. Il risultato, LAP6, non era semplicemente un assemblatore o un editor, ma un sistema integrato che consentiva di scrivere, modificare, assemblare e lanciare programmi senza abbandonare mai l’interfaccia testuale, anticipando di decenni le IDE moderne. La particolarità di LAP6 stava nell’uso estensivo del nastro magnetico come supporto per la memorizzazione temporanea dei file sorgente, una scelta obbligata dalla scarsità di memoria centrale ma che richiese a Wilkes di progettare un sofisticato meccanismo di buffering e di indicizzazione per evitare che i continui riavvolgimenti rallentassero in modo intollerabile il flusso di lavoro. La documentazione originale di LAP6, conservata presso il Computer History Museum, rivela l’attenzione maniacale con cui l’autrice aveva curato ogni dettaglio: dalla gestione degli errori di sintassi, che venivano segnalati con messaggi chiari anziché con codici enigmatici, alla possibilità di sovrapporre più sessioni di editing, una funzionalità quasi inaudita per l’epoca. Mentre lavorava a LAP6, Wilkes compì un passo simbolico che l’avrebbe consegnata alla storia dell’informatica: per poter scrivere il codice senza l’assillo degli orari di laboratorio, chiese e ottenne di portare un LINC nella sua abitazione di St. Louis, trasformando il salotto di casa in un ufficio di programmazione. Era il 1965, e Mary Allen Wilkes divenne la prima persona al mondo a utilizzare un computer personale nel proprio domicilio, un gesto che oggi potremmo considerare banale ma che allora equivaleva a una dichiarazione di indipendenza tecnologica. La configurazione domestica comprendeva l’unità centrale, il display, una tastiera e un registratore a nastro, il tutto collegato alla normale rete elettrica e capace di funzionare senza bisogno di aria condizionata, un dettaglio che dimostrava la robustezza del progetto LINC. Lavorare da casa permise a Wilkes di collaudare il software in condizioni reali, scoprendo e correggendo bug che difficilmente sarebbero emersi nell’ambiente controllato del laboratorio. La sua esperienza dimostrò, per la prima volta, che il lavoro intellettuale ad alta tecnologia poteva essere svincolato dalla presenza fisica in un ufficio, un tema che sarebbe divenuto centrale solo decenni dopo. LAP6: un sistema operativo interattivo
LAP6 (LINC Assembly Program 6) rappresentava molto più di un semplice tool per programmatori: era un vero e proprio sistema operativo interattivo che gestiva l’input da tastiera, l’output sul display e la comunicazione con le periferiche a nastro, fornendo all’utente un ambiente di sviluppo coerente e relativamente intuitivo. A differenza dei sistemi batch dell’epoca, in cui il programmatore doveva perforare le schede, consegnare il pacco all’operatore e attendere ore per un listato di errori, Wilkes concepì LAP6 per restituire un controllo immediato all’utente, permettendogli di vedere il codice sul monitor, modificarlo con comandi simili a quelli di un word processor e lanciare l’esecuzione premendo pochi tasti. La struttura del programma era modulare: un editor a schermo intero consentiva di inserire e cancellare righe di testo in modo visuale, un assemblatore traduceva il codice mnemonico in istruzioni binarie e un loader le caricava in memoria, il tutto orchestrato da un “supervisore” residente che intercettava i comandi digitati sulla console. Per superare i limiti della memoria centrale, che ammontava a soli 2048 word da 12 bit, Wilkes implementò un meccanismo di swapping su nastro magnetico: quando l’utente attivava l’assemblatore, l’editor veniva temporaneamente scaricato sul nastro e il sistema caricava l’assemblatore nella stessa area di memoria, ripristinando poi l’editor al termine della compilazione. Questa tecnica, oggi comune nei sistemi embedded, era all’avanguardia e richiedeva una progettazione attenta degli indirizzi relativi e dei vettori di interrupt, perché il minimo errore di rientro avrebbe corrotto l’intero spazio utente. Una delle innovazioni più significative di LAP6 fu l’introduzione di un buffer di comando che permetteva di digitare la riga successiva mentre quella precedente veniva ancora eseguita, una sorta di multitasking cooperativo che riduceva i tempi morti e rendeva l’esperienza complessiva più fluida. Wilkes documentò ogni funzione con diagrammi di flusso e tabelle degli stati del supervisore, materiali che in seguito servirono come base per i corsi di programmazione tenuti ai nuovi utenti LINC. La sua attenzione all’usabilità era sorprendente per l’epoca: ad esempio, LAP6 non si limitava a segnalare un errore di sintassi con un numero, ma mostrava esattamente la riga incriminata e ne evidenziava il punto sospetto, anticipando di vent’anni i moderni compilatori interattivi. Il codice sorgente di LAP6, oggi disponibile negli archivi del MIT, rivela uno stile di programmazione ordinato e ricco di commenti, in cui ogni routine è preceduta da una spiegazione dettagliata del suo scopo e delle precondizioni, una pratica che sarebbe poi diventata uno standard dell’ingegneria del software. La robustezza del sistema fu messa alla prova quando alcuni ricercatori iniziarono a utilizzare il LINC per esperimenti che duravano giorni interi, durante i quali LAP6 non poteva essere riavviato: Wilkes rispose con una serie di patch che miglioravano la gestione degli errori hardware e introducevano checkpoint automatici sul nastro, permettendo di recuperare la sessione di lavoro anche dopo un blocco della macchina. La sua capacità di scrivere codice direttamente in linguaggio macchina, senza disporre di nessuno degli strumenti moderni che diamo per scontati, resta una testimonianza di rara abilità tecnica e di una mentalità pionieristica che affrontava ogni problema come una sfida intellettuale appassionante. Vita domestica e programmazione pionieristica
Trasferire un LINC nella propria abitazione non era soltanto una comodità logistica, ma un esperimento sociale involontario che avrebbe ridefinito il confine tra sfera privata e lavoro tecnologico. L’appartamento di Wilkes a St. Louis, un normale bilocale, si trasformò in un laboratorio di ricerca dove il ronzio dei ventilatori del computer e il ticchettio del nastro magnetico accompagnavano le sue giornate di programmazione. Non esisteva ancora una “cultura del telelavoro”, e i vicini guardavano con curiosità e un po’ di diffidenza quella giovane donna che passava le serate davanti a uno schermo verde, digitando comandi misteriosi. Wilkes stessa raccontò in seguito che l’esperienza le aveva dato una libertà creativa senza precedenti: poteva lavorare fino a tarda notte, testare un’idea subito dopo averla concepita e interrompersi soltanto quando riteneva di aver raggiunto un risultato soddisfacente. La presenza del computer in casa le permise anche di esplorare applicazioni del LINC che andavano oltre le specifiche originali: scrisse piccoli programmi di utilità per gestire le spese domestiche, compilò un database delle sue letture e realizzò un rudimentale gioco di logica per i nipoti, dimostrando che il personal computer poteva servire anche per scopi non scientifici. Quelle prime sperimentazioni, sebbene ingenue, contenevano in nuce tutte le categorie di software che avrebbero popolato i PC domestici vent’anni dopo. Fotografie dell’epoca mostrano Mary seduta su una sedia di legno, con il LINC appoggiato su un tavolo da pranzo coperto da una tovaglia, un’immagine che contrasta vividamente con le sale asettiche dei centri di calcolo aziendali e che parla di un futuro in cui la tecnologia sarebbe entrata in ogni casa. La sua esperienza personale dimostrava anche che le barriere di genere potevano essere superate dalla competenza e dalla passione: in un ambiente accademico dominato dagli uomini, Wilkes non chiese mai permessi né favori, ma si impose con la qualità del suo lavoro, guadagnandosi il rispetto di colleghi come Wesley Clark e Charles Molnar. Il suo esempio ispirò altre giovani studentesse a intraprendere carriere nell’informatica, anche se il riconoscimento pubblico arrivò soltanto molto più tardi, quando la storiografia femminista iniziò a riscoprire le figure dimenticate della rivoluzione digitale. Il fatto che Mary Allen Wilkes avesse compiuto quell’impresa senza una laurea in ingegneria, ma soltanto con la sua intelligenza e la sua determinazione, rende la sua storia ancora più straordinaria e attuale, in un’epoca in cui la diversità dei percorsi formativi è finalmente considerata un valore. Eredità e riconoscimenti
Dopo aver completato LAP6, Wilkes lasciò il progetto LINC per dedicarsi alla giurisprudenza, laureandosi ad Harvard e diventando un’avvocata specializzata in diritto societario, un cambio di carriera che sorprese molti ma che lei spiegò con il desiderio di affrontare sfide intellettuali diverse. Il suo contributo al personal computing rimase a lungo ignorato dalle cronache ufficiali, oscurato dalla narrazione incentrata sulle grandi corporation della Silicon Valley e su figure maschili come Steve Jobs e Bill Gates. Soltanto negli ultimi vent’anni storici come Paul Ceruzzi e riviste come “IEEE Annals of the History of Computing” hanno ricostruito il ruolo cruciale di Wilkes, restituendole il posto che merita tra i pionieri dell’informatica. Nel 2010 il Computer History Museum le dedicò una sezione della mostra “Revolution: The First 2000 Years of Computing”, e nel 2015 il documentario “The Queen of Code” la incluse tra le figure esemplari della programmazione femminile. Il suo archivio personale, donato all’Università del Minnesota, contiene i nastri originali di LAP6 e una corrispondenza fitta con altri pionieri, testimonianza di una rete di relazioni professionali che attraversava l’Atlantico. Mary Allen Wilkes morì nel 2023, ma il suo lascito sopravvive in ogni computer portatile che portiamo in casa, in ogni software di sviluppo che permette a una sola persona di creare qualcosa di nuovo senza disporre di risorse immense, e nell’idea, oggi data per scontata, che il luogo di lavoro può coincidere con il luogo della vita privata. La sua storia ci ricorda che le rivoluzioni tecnologiche non sono mai opera di soli uomini in garage, ma nascono dalla collaborazione di menti diverse, spesso fuori dai riflettori, il cui unico motore è la curiosità e la voglia di risolvere i problemi. Mary Allen Wilkes ha incarnato la figura del pioniere silenzioso, capace di unire rigore tecnico, etica del lavoro e visione innovativa, anticipando di mezzo secolo il mondo del telelavoro e del computing domestico che oggi diamo per scontato.
Pagine:
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646 647 648 649 650 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725 726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950 951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000 1001 1002 1003 1004 1005 1006 1007 1008 1009 1010 1011 1012 1013 1014 1015 1016 1017 1018 1019 1020 1021 1022 1023 1024 1025 1026 1027 1028 1029 1030 1031 1032 1033 1034 1035 1036 1037 1038 1039 1040 1041 1042 1043 1044 1045 1046 1047 1048 1049 1050 1051 1052 1053 1054 1055 1056 1057 1058 1059 1060 1061 1062 1063 1064 1065 1066 1067 1068 1069 1070 1071 1072 1073 1074 1075 1076 1077 1078 1079 1080 1081 1082 1083 1084 1085 1086 1087 1088 1089 1090 1091 1092 1093 1094 1095 1096 1097 1098 1099 1100 1101 1102 1103 1104 1105 1106 1107 1108 1109 1110 1111 1112 1113 1114 1115 1116 1117 1118 1119 1120 1121 1122 1123 1124 1125 1126 1127 1128 1129 1130 1131 1132 1133 1134 1135 1136 1137 1138 1139 1140 1141 1142 1143 1144 1145 1146 1147 1148 1149 1150 1151 1152 1153 1154 1155 1156 1157 1158 1159 1160 1161 1162 1163 1164 1165 1166 1167 1168 1169 1170 1171 1172 1173 1174 1175 1176 1177 1178 1179 1180 1181 1182 1183 1184 1185 1186 1187 1188 1189 1190 1191 1192 1193 1194 1195 1196 1197 1198 1199 1200 1201 1202 1203 1204 1205 1206 1207 1208 1209 1210 1211 1212 1213 1214 1215 1216 1217 1218 1219 1220 1221 1222 1223 1224 1225 1226 1227 1228 1229 1230 1231 1232 1233 1234 1235 1236 1237 1238 1239 1240 1241 1242 1243 1244 1245 1246 1247 1248 1249 1250 1251 1252 1253 1254 1255 1256 1257 1258 1259 1260 1261 1262 1263 1264 1265 1266 1267 1268 1269 1270 1271 1272 1273 1274 1275 1276 1277 1278 1279 1280 1281 1282 1283 1284 1285 1286 1287 1288 1289 1290 1291 1292 1293 1294 1295 1296 1297 1298 1299 1300 1301 1302 1303 1304 1305 1306 1307 1308 1309 1310 1311 1312 1313 1314 1315 1316 1317 1318 1319 1320 1321 1322 1323 1324 1325 1326 1327 1328 1329 1330 1331 1332 1333 1334 1335 1336 1337 1338 1339 1340 1341 1342 1343 1344 1345 1346 1347 1348 1349 1350 1351 1352 1353 1354 1355 1356 1357 1358 1359 1360 1361 1362 1363 1364 1365 1366 1367 1368 1369 1370 1371 1372 1373 1374 1375 1376 1377 1378 1379 1380 1381 1382 1383 1384 1385 1386 1387 1388 1389 1390 1391 1392 1393 1394 1395 1396 1397 1398 1399 1400 1401 1402 1403 1404 1405 1406 1407 1408 1409 1410 1411 1412 1413 1414 1415 1416 1417 1418 1419 1420 1421 1422 1423 1424 1425 1426 1427 1428 1429 1430 1431 1432 1433 1434 1435 1436 1437 1438 1439 1440 1441 1442 1443 1444 1445 1446 1447 1448 1449 1450 1451 1452 1453 1454 1455 1456 1457 1458 1459 1460 1461 1462 1463 1464 1465 1466 1467 1468 1469 1470 1471 1472 1473 1474 1475 1476 1477 1478 1479 1480 1481 1482 1483 1484 1485 1486 1487 1488 1489 1490 1491 1492 1493 1494 1495 1496 1497 1498 1499 1500 1501 1502 1503 1504 1505 1506 1507 1508 1509 1510 1511 1512 1513 1514 1515 1516 1517 1518 1519 1520 1521 1522 1523 1524 1525 1526 1527 1528 1529 1530 1531 1532 1533 1534 1535 1536 1537 1538 1539 1540 1541 1542 1543 1544 1545 1546 1547 1548 1549 1550 1551 1552 1553 1554 1555 1556 1557 1558 1559 1560 1561 1562 1563 1564 1565 1566 1567 1568 1569 1570 1571 1572 1573 1574 1575 1576 1577 1578 1579 1580 1581 1582 1583 1584 1585 1586 1587 1588 1589 1590 1591 1592 1593 1594 1595 1596 1597 1598 1599 1600 1601 1602 1603 1604 1605 1606 1607 1608 1609 1610 1611 1612 1613 1614 1615 1616 1617 1618 1619 1620 1621 1622 1623 1624 1625 1626 1627 1628 1629 1630 1631 1632 1633 1634 1635 1636 1637 1638 1639 1640 1641 1642 1643 1644 1645 1646 1647 1648 1649 1650 1651 1652 1653 1654 1655 1656 1657 1658 1659 1660 1661 1662 1663 1664 1665 1666 1667 1668 1669 1670 1671 1672 1673 1674 1675 1676 1677 1678 1679 1680 1681 1682 1683 1684 1685 1686 1687 1688 1689 1690 1691 1692 1693 1694 1695 1696 1697 1698 1699 1700 1701 1702 1703 1704 1705 1706 1707 1708 1709 1710 1711 1712 1713 1714 1715 1716 1717 1718 1719 1720 1721 1722 1723 1724 1725 1726 1727 1728 1729 1730 1731 1732 1733 1734 1735 1736 1737 1738 1739 1740 1741 1742 1743 1744 1745 1746 1747 1748 1749 1750 1751 1752 1753 1754 1755 1756 1757 1758 1759 1760 1761 1762 1763 1764 1765 1766 1767 1768 1769 1770 1771 1772 1773 1774 1775 1776 1777 1778 1779 1780 1781 1782 1783 1784 1785 1786 1787 1788 1789 1790 1791 1792 1793 1794 1795 1796 1797 1798 1799 1800 1801 1802 1803 1804 1805 1806 1807 1808 1809 1810 1811 1812 1813 1814 1815 1816 1817 1818 1819 1820 1821 1822 1823 1824 1825 1826 1827 1828 1829 1830 1831 1832 1833 1834 1835 1836 1837 1838 1839 1840 1841 1842 1843 1844 1845 1846 1847 1848 1849 1850 1851 1852 1853 1854 1855 1856 1857 1858 1859 1860 1861 1862 1863 1864 1865 1866 1867 1868 1869 1870 1871 1872 1873 1874 1875 1876 1877 1878 1879 1880 1881 1882 1883 1884 1885 1886 1887 1888 1889 1890 1891 1892 1893 1894 1895 1896 1897 1898 1899 1900 1901 1902 1903 1904 1905 1906 1907 1908 1909 1910 1911 1912 1913 1914 1915 1916 1917 1918 1919 1920 1921 1922 1923 1924 1925 1926 1927 1928 1929 1930 1931 1932 1933 1934 1935 1936 1937 1938 1939 1940 1941 1942 1943 1944 1945 1946 1947 1948 1949 1950 1951 1952 1953 1954 1955 1956 1957 1958 1959 1960 1961 1962 1963 1964 1965 1966 1967 1968 1969 1970 1971 1972 1973 1974 1975 1976 1977 1978 1979 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 2025 2026 2027 2028 2029 2030 2031 2032 2033 2034 2035 2036 2037 2038 2039 2040 2041 2042 2043 2044 2045 2046 2047 2048 2049 2050 2051 2052 2053 2054 2055 2056 2057 2058 2059 2060 2061 2062 2063 2064 2065 2066 2067 2068 2069 2070 2071 2072 2073 2074 2075 2076 2077 2078 2079 2080 2081 2082 2083 2084 2085 2086 2087 2088 2089 2090 2091 2092 2093 2094 2095 2096 2097 2098 2099 2100 2101 2102 2103 2104 2105




Microsmeta Podcast
Feed Atom 0.3
Visite guidate a Roma








(p)Link
Commenti
Storico
Stampa