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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 02/09/2026
Di Alex (pubblicato @ 11:00:00 in Animali rari e particolari, letto 30 volte)
Il gatto dorato del Borneo nella foresta pluviale
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Morfologia e caratteristiche di un felino misterioso
Il gatto dorato del Borneo, classificato scientificamente come Catopuma badia, rappresenta un vero e proprio enigma per la zoologia moderna. Per lunghissimo tempo questo felino è stato conosciuto esclusivamente attraverso uno scarso numero di pelli raccolte tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Si tratta di un animale di taglia media, lungo tra i cinquanta e i settanta centimetri, con una coda eccezionalmente lunga che può raggiungere i quaranta centimetri. Il mantello presenta due distinte varianti cromatiche: una tonalità rosso mattone brillante, particolarmente intensa sui fianchi e sul dorso, e una forma grigio scuro tendente al nerastro. La testa è arrotondata, caratterizzata da brevi orecchie posizionate in basso e da sottili striature scure che decorano le guance e la parte superiore del cranio.
L'habitat e il primo avvistamento con trappola fotocamera
Questo felino è rigorosamente endemico dell'isola del Borneo, dove risiede principalmente nelle foreste primarie pluviali, in aree collinari di difficile accesso e lungo i bacini fluviali interni. Per decenni la specie è stata considerata quasi un mito, priva di qualsiasi riscontro dal vivo in natura. La svolta storica per la conservazione e lo studio della specie è avvenuta soltanto nel 1998, quando ricercatori sul campo sono riusciti a scattare la prima fotografia in assoluto di un individuo vivo libero nel suo ambiente naturale mediante una trappola fotocamera ad infrarossi. Questa eccezionale registrazione visiva ha confermato la sopravvivenza della specie, ma ha anche rivelato la sua estrema densità abitativa ridotta e la frammentazione delle popolazioni residui nei settori malese e indonesiano dell'isola.
Minacce ambientali e rischio critico di estinzione
Attualmente l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura inserisce il Catopuma badia nella categoria In Pericolo (EN), oltre ad essere tutelato dall'Appendice II della convenzione CITES. La principale causa del drammatico declino demografico è la distruzione sistematica dell'habitat forestale primario, causata dalle concessioni per l'estrazione del legname e soprattutto dalla conversione di enormi superfici boschive in piantagioni monoculturali di palma da olio. I modelli ecologici prevedono una contrazione delle popolazioni superiori al venti per cento nei prossimi due decenni se il tasso di deforestazione non verrà bloccato. A questo si aggiunge la piaga del bracconaggio per il commercio illegale di pelli e animali esotici, favorito dalla rete stradale aperta per le attività minerarie e forestali.
La salvaguardia del gatto dorato del Borneo rappresenta una sfida cruciale per la biodiversità mondiale, richiedendo l'istituzione immediata di corridoi ecologici protetti.
Di Alex (pubblicato @ 10:00:00 in Salute e benessere, letto 54 volte)
Lattine e bicchieri di bevande gassate ricche di zucchero
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Sciroppo di mais ad alto fruttosio e formulazioni industriali
Le bevande gassate zuccherate prodotte su scala industriale impiegano in percentuale elevatissima lo sciroppo di mais ad alto fruttosio, noto internazionalmente con la sigla HFCS. Questo ingrediente dolce viene ottenuto mediante processi enzimatici che convertono il glucosio estratto dall'amido di mais in fruttosio libero. Rispetto allo zucchero da tavola tradizionale o saccarosio, lo sciroppo liquido costa notevolmente meno per i produttori e garantisce una maggiore intensità dolcificante. Tuttavia la presenza di fruttosio non legato chimicamente al glucosio altera radicalmente le dinamiche dell'assorbimento intestinale, immettendo nel circolo sanguigno portale quantitativi enormi di monosaccaridi che arrivano direttamente al fegato senza alcun tipo di ostacolo fisiologico.
Metabolismo epatico ed assenza di controllo allosterico
Il fruttosio assorbito a livello intestinale viene metabolizzato quasi esclusivamente dalle cellule del fegato, gli epatociti, attraverso l'enzima fruttochinasi C, conosciuto anche come fruttocianasi. A differenza del glucosio, il cui consumo cellulare è strettamente regolato dall'enzima phosphofructokinase mediante meccanismi di feedback energetico legati ai livelli di ATP, il fruttosio bypassa completamente questi punti di controllo fisiologici. La fruttochinasi C fosforila il fruttosio in modo incontrollato, provocando una rapidissima deplezione del fosfato intracellulare e delle riserve di ATP epatico. Questo cortocircuito biochimico innesca una massiccia produzione di triosi fosfato che alimentano direttamente la lipogenesi de novo, ovvero la sintesi ex novo di acidi grassi all'interno dell'epatocita.
Steatosi epatica non alcolica ed insulino-resistenza
L'accumulo continuativo di trigliceridi derivati dalla lipogenesi da fruttosio genera la steatosi epatica non alcolica, comunemente definita sindrome del fegato grasso. Il tessuto epatico sovraccaricato di gocce lipidiche va incontro a stress ossidativo, infiammazione cellulare e progressiva fibrosi. Allo stesso tempo, i metaboliti intermedi della lipogenesi alterano le cascate di segnalazione dell'insulina a livello del recettore epatico, bloccando la fosforilazione del substrato IRS-1. Ne consegue una marcata insulino-resistenza sistemica che costringe il pancreas ad un iperlavoro compensatorio per secernere quantità maggiori di ormone, accelerando la comparsa del diabete di tipo due e della sindrome metabolica.
Ridurre drasticamente la fruizione di bevande gassate dolcificate è la mossa preventiva essenziale per salvaguardare l'integrità del fegato e del sistema endocrino.
Di Alex (pubblicato @ 09:00:00 in Storia Antico Egitto, letto 63 volte)
I carri da guerra egizi in actione nella battaglia di Kadesh
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Manovre geopolitiche e l'inganno delle spie ittite
Nel quinto anno del suo regno, il giovane faraone Ramesses II mosse il suo esercito verso nord con l'obiettivo di strappare la strategica città fortificata di Kadesh, situata nell'attuale Siria lungo le sponde del fiume Oronte, al controllo dell'Impero Ittita guidato dal re Muwatalli II. Durante la marcia attraverso il deserto, le avanguardie egizie catturarono due nomadi Shasu che dichiararono che l'armata ittita si trovava ancora molto lontana, nei pressi di Aleppo. In realtà i due uomini erano spie inviate appositamente da Muwatalli per ingannare gli egizi. Convinto di avere via libera, Ramesses affrettò la marcia con la sola divisione di Amon, attraversando l'Oronte e posizionando il campo base a nord-ovest della città, rimanendo del tutto isolato dalle altre tre divisioni dell'esercito.
L'imboscata ittita e la riscossa della guardia reale
Mentre la seconda divisione egizia, intitolata al dio Ra, si stava ancora avvicinando al campo base senza alcuna formazione da combattimento, una forza d'urto di tremila carri da guerra ittiti sbucò all'improvviso dal lato orientale della città, guadando il fiume Oronte. L'impatto dei carri ittiti, più pesanti e capaci di trasportare tre guerrieri ciascuno, travolse e spezzò a metà la divisione di Ra, seminando il panico. I superstiti si rifugiarono all'interno del campo base di Amon, subito circondato dalle truppe nemica. In un momento di disperata emergenza, Ramesses II indossò l'armatura e si lanciò personalmente in battaglia con i suoi carri leggeri a due ruote, guidando contrattacchi mirati per contenere le truppe ittite che avevano iniziato a saccheggiare il campo.
L'arrivo dei Nearin ed il Trattato di pace di Kadesh
La sorte del faraone e della sua armata venne ribaltata dall'arrivo improvviso sul campo di battaglia dei Nearin, un contingente scelto di truppe d'èlite egizie che sopraggiunse lungo la costa siriana sferrando un attacco sul fianco esposto degli Ittiti. Muwatalli II fu costretto a ritirare i propri carri oltre il fiume, evitando la distruzione totale ma mantenendo il possesso della fortezza di Kadesh. Lo scontro si concluse con uno stallo tattico e grandissime perdite per entrambe le fazioni. Questa epica battaglia condusse, nel 1259 avanti Cristo, alla stipula del celebre Trattato di Kadesh tra Ramesses II e il nuovo re ittita Hattusili III, riconosciuto dagli storici come il primo trattato di pace internazionale formalmente documentato della storia.
La battaglia di Kadesh dimostra la complessa maturità strategica e diplomatica raggiunta dalle grandi civiltà dell'Età del Bronzo nel Vicino Oriente.
Rappresentazione concettuale di una sala operatoria e percezione visiva
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L'intervento cardiochirurgico e le condizioni operative
Nel 1988 un cittadino americano di cinquantacinque anni di nome Al Sullivan venne ricoverato d'urgenza in ospedale per essere sottoposto ad un complesso intervento di quadruplo bypass aorto-coronarico. L'operazione richiedeva l'induzione dell'anestesia generale profonda, l'arresto temporaneo del muscolo cardiaco e il raffreddamento del corpo del paziente. Durante l'intero svolgimento dell'atto chirurgico le palpebre di Sullivan vennero fissate con cerotti protettivi medici per evitare la secchezza oculare, mentre la sua testa era orientata in verso opposto rispetto al campo di incisione toracica. Dal punto di vista strettamente clinico e neurofisiologico, il paziente si trovava in uno stato di incoscienza totale e privo di qualunque input visivo diretto.
La descrizione visiva del gesto del chirurgo
Al suo risveglio nella terapia intensiva dopo la conclusione positiva dell'operazione, Sullivan raccontò al personale medico di aver vissuto un'esperienza di separazione dal proprio corpo fisico durante l'intervento. Il paziente sostenne di essersi trovato sospeso vicino al soffitto della stanza e di aver osservato dall'alto l'operato della squadra medica. L'elemento centrale e sconcertante del suo racconto riguardava una singolare abitudine del chirurgo primario: Sullivan descrisse accuratamente che il medico muoveva i gomiti piegati sbattendoli contro i propri fianchi in un modo insolito, che il paziente paragònò al gesto di tentare di volare con le ali piegate.
La verifica dello psichiatra Bruce Greyson
Il caso venne preso in esame dal dottor Bruce Greyson, uno dei massimi esperti internazionali nello studio delle esperienze di pre-morte e docente di psichiatria alla University of Virginia. Intervistando il cardiochirurgo che aveva operato Sullivan, Greyson ottenne una conferma sbalorditiva: il chirurgo ammise di avere l'abitudine del tutto personale di piegare i gomiti e toccarsi i fianchi con le braccia dopo essersi lavato e sterilizzato le mani. Questo gesto particolare gli permetteva di dare istruzioni agli assistenti senza rischiare di toccare superfici non sterili con i guanti prima di toccare il paziente. La precisione del dettaglio, riscontrata in un paziente con gli occhi chiusi ed anestetizzato, rende il caso Sullivan uno dei resoconti più documentati della letteratura scientifica sul tema.
Il caso di Al Sullivan continua a stimolare un vivo dibattito scientifico sulla natura della coscienza e sul rapporto tra attività cerebrale e percezione.
Fotografie del 02/09/2026
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