\\ Home Page : Articolo
HANNO SUPPORTATO DIGITAL WORLDS INVIANDO PRODOTTI DA RECENSIRE
![]() |
![]() |
|
![]() |
|
Deluge il film del 1933 che ha inventato il cinema apocalittico moderno
Di Alex (del 25/02/2026 @ 07:00:00, in Sci-Fi e Rigore Scientifico, letto 408 volte)
Scena di distruzione della città di New York nel film Deluge del 1933
Ben prima dei moderni blockbuster digitali, il cinema delle origini ha affrontato il tema della fine del mondo con audacia e sorprendenti effetti speciali. Scopriamo Deluge, la pellicola pre-Code che ha devastato New York con un'onda anomala diciannove anni prima di Quando i mondi si scontrano, stabilendo i canoni visivi e narrativi del genere disaster movie. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
Bonus Video
Un'apocalisse dimenticata e poi risorta
Nel panorama cinematografico degli anni Trenta, mentre il mondo intero era morsa dalla Grande Depressione, la RKO Radio Pictures decise di finanziare un progetto ambizioso e terrificante: mostrare la distruzione totale della civiltà moderna. Prodotto dalla minuscola The Samuel Bischoff Productions e distribuito dalla RKO, Deluge (Il Diluvio) uscì nelle sale nell'agosto del diciannovesiccentotrentatre. Tratto liberamente dall'omonimo romanzo di fantapolitica dello scrittore britannico S. Fowler Wright, pubblicato nel diciannovesiccentoventisette, il film rappresenta un unicum per l'epoca. Per decenni si è creduto che la pellicola fosse andata irrimediabilmente perduta, una vittima del tempo e della negligenza nella conservazione dei nitrati infiammabili. Soltanto nel diciannovesiccentottantuno, grazie al ritrovamento di una copia a trentacinque millimetri con sonoro italiano negli archivi della Cineteca Italiana a Milano, il mondo ha potuto riscoprire questa perla del cinema pre-Code. Successivamente è stata rinvenuta una copia con il sonoro originale inglese, permettendo un restauro completo che ci restituisce oggi tutta la potenza visiva di un'opera che ha anticipato di decenni le ossessioni del cinema catastrofico moderno.
Gli effetti speciali rivoluzionari di Ned Mann
Il vero cuore pulsante di Deluge, e il motivo principale della sua importanza storica, risiede nell'incredibile sequenza della distruzione di New York, che occupa la parte centrale del primo atto. La responsabilità di tradurre in immagini l'apocalisse fu affidata a Ned Mann, un genio degli effetti speciali visivi che avrebbe poi lavorato a capolavori come La vita futura di H.G. Wells nel diciannovesiccentotrentasei. Mann non si limitò a mostrare modellini che cadevano; creò un sistema complesso di miniature in scala ridotta, sovrapposizioni ottiche e proiezioni posteriori che resero la devastazione spaventosamente realistica per gli spettatori dell'epoca. L'onda anomala che travolge i grattacieli di Manhattan è stata realizzata utilizzando enormi vasche d'acqua e modellini dettagliati degli edifici più iconici, inclusi l'Empire State Building e il Chrysler Building, completati da poco. La caduta dei palazzi non è un semplice crollo verticale, ma una lenta e dolorosa frantumazione sotto la spinta idrodinamica, con l'acqua che esplode dalle finestre e travolge le strade sottostanti piene di comparse miniaturizzate e veicoli. Questa sequenza è così potente e tecnicamente avanzata che fu riutilizzata come stock footage in innumerevoli pellicole e serial successivi della Republic Pictures e di altri studi minori per oltre vent'anni, ogni volta che la sceneggiatura richiedeva un cataclisma urbano. Ned Mann riuscì a dare volume e consistenza alla distruzione, creando un canone visivo che registi come Roland Emmerich avrebbero solo digitalizzato decenni dopo.
Audacia narrativa nell'era pre-Code
Deluge è un film pre-Code, ovvero prodotto prima che il rigido Codice di Produzione Hays venisse applicato severamente nel luglio del diciannovesiccentotrentaquattro. Questa libertà si riflette non solo nella violenza esplicita delle scene di massa, dove si vedono persone annegare e cadere dai palazzi, ma soprattutto nella gestione delle relazioni umane nel post-apocalisse. La storia segue Martin Webster, un padre di famiglia che crede di aver perduto moglie e figli nel disastro. Nel mondo devastato e tornato allo stato di natura, Martin incontra Claire Arlington, una nuotatrice professionista sopravvissuta all'onda anomala che ha cancellato la costa. Tra i due nasce una relazione matura e necessaria per la sopravvivenza, priva dei moralismi che avrebbero zavorrato i film successivi. Claire stessa è una figura femminile forte, indipendente e atletica, molto lontana dallo stereotipo della damigella in pericolo. La tensione narrativa tocca il culmine quando si scopre che la famiglia di Martin è invece sopravvissuta, creando un triangolo amoroso tragico e irrisolvibile che il film affronta con sorprendente onestà psicologica, senza ricorrere a facili soluzioni moralistiche o punitive per i personaggi coinvolti. La pellicola osa mostrare una società civile che crolla istantaneamente, sostituita dalla legge del più forte e da bande di sciacalli, un tema che diventerà centrale in tutta la narrativa post-apocalittica successiva, da Mad Max a The Walking Dead.
L'eredità duratura e il legame con la realtà
L'uscita di Deluge nell'agosto del diciannovesiccentotrentatre non fu casuale. Il mondo era appena uscito da una serie di catastrofi reali: la Prima Guerra Mondiale, l'epidemia di influenza spagnola e, soprattutto, il crollo di Wall Street del diciannovesiccentoventinove con la conseguente Grande Depressione. Il pubblico era psicologicamente pronto, e forse addirittura desideroso, di vedere materializzate sul grande schermo le proprie paure più profonde di collasso sociale ed economico. La distruzione di New York, simbolo del capitalismo e del progresso tecnologico, assumeva un significato simbolico potente. L'eredità di Deluge è immensa: ha stabilito la struttura narrativa del disaster movie (minaccia imminente, scetticismo delle autorità, cataclisma visivo, lotta per la sopravvivenza in un mondo mutato) che è rimasta pressoché invariata fino ad oggi. Film come L'ultima guerra (diciannovesiccentocinquantuno), Quando i mondi si scontrano (diciannovesiccentocinquantuno), fino ai moderni The Day After Tomorrow (duemilaquattro) e Duemiladodici (duemilaove), devono tutti qualcosa all'audacia e all'innovazione tecnica di questa piccola pellicola del diciannovesiccentotrentatre. La riscoperta di Deluge ci permette di apprezzare l'ingegno dei pionieri del cinema e di riflettere su come le paure collettive dell'umanità rimangano, purtroppo, costanti nel tempo, cambiando solo la tecnologia con cui le rappresentiamo.
Il film Deluge del diciannovesiccentotrentatre rimane una pietra miliare fondamentale, un ponte tra il cinema muto e il sonoro che ha saputo utilizzare la tecnologia per esplorare le paure più profonde dell'umanità. La sua riscoperta è un atto dovuto per chiunque voglia comprendere l'evoluzione del linguaggio cinematografico e la storia del genere fantascientifico.
Nessun commento trovato.
Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.




Microsmeta Podcast
Feed Atom 0.3
Visite guidate a Roma











Articolo
Storico
Stampa