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Il rinoceronte bianco, il gigante erbivoro che sfida l'estinzione
Di Alex (del 31/07/2026 @ 16:00:00, in Animali rari e particolari, letto 272 volte)
Rinoceronte bianco al pascolo nella savana
Bonus Video
Un gigante dalla bocca quadra
Il rinoceronte bianco (Ceratotherium simum) si distingue dall'altra specie africana, il rinoceronte nero, per il labbro superiore largo e piatto, adattato al pascolo: si nutre principalmente di erbe basse, che strappa con un movimento laterale della testa. È anche di dimensioni maggiori: i maschi pesano tra 2 e 2,5 tonnellate (esemplari eccezionali superano le 3 tonnellate), con un'altezza al garrese di 1,5-1,8 metri, e possono raggiungere i 4 metri di lunghezza. Ha due corna, la più grande anteriore può superare i 60 centimetri, ma in alcuni esemplari arriva a 1,5 metri. La pelle è grigio-brunastra, spessa e coriacea, con pieghe evidenti. Vive in branchi di femmine e piccoli, mentre i maschi sono solitari o formano gruppi di scapoli. È un animale relativamente calmo e poco aggressivo, ma quando si sente minacciato può caricare a una velocità di 40-50 km/h. La sua aspettativa di vita in natura è di 40-50 anni.
Due sottospecie, destini diversi
Il rinoceronte bianco si divide in due sottospecie: il rinoceronte bianco settentrionale (Ceratotherium simum cottoni) e il rinoceronte bianco meridionale (Ceratotherium simum simum). Il primo è estremamente minacciato: esistono solo due femmine in cattività, in Kenya, e i tentativi di riproduzione assistita non hanno finora dato frutti. Il secondo, invece, ha una popolazione più robusta, circa 18.000 esemplari, concentrati in Sudafrica, Namibia, Zimbabwe e Botswana, grazie a programmi di conservazione e alle riserve naturali. La differenza tra le due sottospecie è sottile, ma genetica e morfologica: il settentrionale ha orecchie più piccole e una fronte meno convessa. La sopravvivenza del settentrionale è ormai affidata alla scienza: si stanno sviluppando tecniche di fecondazione in vitro con ovuli prelevati dalle due femmine e seme conservato di maschi deceduti, con l'obiettivo di impiantare gli embrioni in femmine di sottospecie meridionale. Un'impresa difficile, che solleva questioni etiche e tecniche.
Minacce e sforzi di conservazione
La principale minaccia per il rinoceronte bianco è il bracconaggio per il corno, che in alcuni mercati asiatici è considerato un afrodisiaco o un rimedio per malattie, nonostante non abbia alcuna proprietà terapeutica provata. Nonostante la CITES ne vieti il commercio, il bracconaggio è in aumento, alimentato dalla povertà e dalla domanda internazionale. Negli ultimi 10 anni, oltre 1.000 rinoceronti sono stati uccisi ogni anno in Sudafrica. Le autorità hanno adottato misure di sicurezza estrema: pattugliamenti armati, droni, telecamere termiche, e persino la rimozione preventiva del corno (che ricresce) per rendere l'animale meno appetibile. Inoltre, si stanno sperimentando nuove tecniche di tracciamento GPS e di analisi del DNA per tracciare le corna illegali. La conservazione dei rinoceronti è un impegno internazionale, che coinvolge governi, ONG e comunità locali, con progetti di educazione e di sviluppo alternativo per ridurre la povertà. Il futuro del rinoceronte bianco dipende dalla capacità di combattere il bracconaggio e di proteggere gli habitat naturali.
Il rinoceronte bianco è uno degli animali più iconici dell'Africa, un sopravvissuto di epoche passate. La sua lotta per la sopravvivenza ci ricorda che la biodiversità è un bene prezioso che va difeso con determinazione.
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