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Saiga, l'antilope dal naso proboscide delle steppe
Di Alex (del 14/07/2026 @ 16:00:00, in Animali rari e particolari, letto 322 volte)
Antilope saiga con il caratteristico naso a proboscide
Bonus Video
Due sottospecie per un viaggiatore instancabile
Saiga tatarica è suddivisa in due sottospecie: Saiga tatarica tatarica, diffusa in Russia e Kazakistan, e Saiga tatarica mongolica, endemica della Mongolia occidentale. Quest'ultima è più piccola: pesa 26-32 kg, ha una lunghezza testa-corpo di 110-116 cm e corna maschili che non superano i 22 cm, contro i 28-38 cm della sottospecie nominale. Le corna, traslucide e color ambra, presentano da 12 a 20 anelli in rilievo e contengono una fitta rete di vasi sanguigni che aiutano la termoregolazione durante le corse e i combattimenti.
Il naso che vale un condizionatore
La caratteristica più vistosa della saiga è l'enorme vestibolo nasale, una proboscide flessibile con narici ovali rivolte in basso. Sostenuta da modifiche del cranio – riduzione e arretramento delle ossa nasali, ricollocazione dei muscoli maxillolabiali – questa camera vestibolare è rivestita da una mucosa spessa e ghiandolare, e contiene ampi sacchi vestibolari laterali e un recesso unico tra i bovidi. Il setto nasale è membranoso e ricco di tessuto cavernoso, che funge da deflettore dinamico dell'aria. Durante le migrazioni, quando le mandrie sollevano enormi nuvole di polvere, il passaggio dell'aria rallentato e le secrezioni intrappolano i particolati, proteggendo le vie respiratorie. In inverno, la vascolarizzazione riscalda l'aria gelida; in estate contribuisce a raffreddare il sangue diretto all'encefalo. Il mantello segue un dimorfismo stagionale: in estate è corto e giallo-rossiccio (18-30 mm), in inverno diventa folto, lanoso e grigio-pallido (40-70 mm), con una criniera golare lunga fino a 15 cm.
Ruggiti d'amore e inganni acustici
La proboscide non è solo un filtro climatico, ma anche uno strumento di seduzione. Durante il corteggiamento, i maschi estendono e flettono dorsalmente il vestibolo nasale, allungando temporaneamente il tratto vocale del 20%. Questo permette loro di emettere ruggiti nasali a bassa frequenza, con formanti che suggeriscono una taglia corporea maggiore di quella reale. In questo modo scoraggiano i rivali senza dover ingaggiare combattimenti rischiosi. Quando invece esplorano gli odori delle femmine, ritraggono la proboscide in una configurazione concava (flehmen) per convogliare i feromoni verso l'organo vomeronasale.
Erbivori resistenti e corridori instancabili
Le saighe possono consumare piante tossiche per altri ungulati, come alcune Artemisia, e i loro zoccoli larghi e ammortizzati consentono di correre velocemente sui terreni soffici delle steppe senza sprofondare. Le mandrie migrano per centinaia di chilometri seguendo le piogge e la disponibilità di pascoli, ma oggi sono minacciate dalla perdita di habitat, dal bracconaggio per le corna e da epidemie.
L'antilope saiga è un esempio commovente di come la natura abbia plasmato un animale per resistere agli estremi, unendo termoregolazione, comunicazione e sopravvivenza in un unico, incredibile naso.
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