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Scotoplanes, il maiale di mare degli abissi
Di Alex (del 10/07/2026 @ 16:00:00, in Amici animali, letto 241 volte)
[🔍 CLICCA PER INGRANDIRE]
Scotoplanes maiale di mare su fondale marino fangoso
Scotoplanes maiale di mare su fondale marino fangoso
Negli abissi oceanici vive una creatura curiosa chiamata Scotoplanes, meglio noto come maiale di mare. Questo piccolo echinoderma si muove sui fondali fangosi con zampe tozze, in cerca di detriti organici. Scopriamo i segreti di questo abitante degli abissi. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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Bonus Video


Un echinoderma atipico
Il Scotoplanes appartiene al phylum degli Echinodermi, lo stesso di stelle marine, ricci di mare e cetrioli di mare. In particolare, è un oloturoide, cioè un cetriolo di mare, ma con caratteristiche molto particolari che lo distinguono dai suoi parenti piú superficiali. La specie piú nota è Scotoplanes globosa, descritta per la prima volta nel 1875 dal naturalista norvegese Danielssen, ma il genere comprende diverse specie distribuite in tutti gli oceani. Questo animale vive esclusivamente nelle profonditá oceaniche, tra i 1000 e i 5000 metri di profonditá, dove la pressione è centinaia di volte superiore a quella atmosferica e la luce solare non penetra mai. La sua sopravvivenza in questo ambiente estremo è resa possibile da una serie di adattamenti straordinari, che riguardano sia la struttura corporea sia il metabolismo. A differenza di molti altri echinodermi, Scotoplanes non ha un corpo rigido o protetto da placche calcaree; la sua parete è morbida e gelatinosa, il che gli permette di deformarsi e di assorbire le variazioni di pressione senza subire danni. Inoltre, la sua colorazione rosata o violacea è dovuta alla presenza di pigmenti carotenoidi, che probabilmente hanno una funzione protettiva contro i raggi ultravioletti residui che possono filtrare fino a quelle profonditá, anche se in quantitá minime.

Le zampe tozze e il movimento
La caratteristica piú evidente del maiale di mare sono i suoi piedi tubolari, modificati in strutture simili a corte zampe tozze, disposte lungo il ventre e ai lati del corpo. Queste zampe, che gli hanno valso il soprannome di maiale, non sono vere e proprie gambe, ma appendici idrauliche che si muovono grazie a un sistema di pressione interna regolato da un apparato acquifero. L'animale le utilizza per camminare lentamente sul fondo fangoso, sollevando la parte anteriore del corpo per sondare il terreno alla ricerca di cibo. Ogni zampa può estendersi e contrarsi indipendentemente, permettendo a Scotoplanes di muoversi in qualsiasi direzione, anche se la velocitá di spostamento è di pochi centimetri al minuto. Oltre alle zampe, l'animale possiede una bocca situata sulla parte inferiore del corpo, circondata da un anello di tentacoli retrattili che servono a convogliare le particelle alimentari verso l'apparato digerente. Questi tentacoli sono anch'essi idraulici e possono allungarsi fino a toccare il sedimento, raccogliendo i detriti e spingendoli verso la faringe. In alcune specie, le zampe posteriori sono piú lunghe e servono a mantenere l'equilibrio durante la locomozione, mentre quelle anteriori sono piú corte e specializzate per la manipolazione del cibo.

Alimentazione e ruolo ecologico
La dieta di Scotoplanes è costituita principalmente da detriti organici che cadono dalle acque superficiali, la cosiddetta 'neve marinà: resti di plancton, feci di pesci, frammenti di alghe e altri materiali in decomposizione. L'animale si nutre anche di carcasse di grandi animali, come balene o pesci, che affondano fino al fondale e costituiscono una fonte di cibo ricca e concentrata. Grazie al suo lento metabolismo, Scotoplanes riesce a sopravvivere con poche risorse, accumulando grasso e nutrienti nei tessuti corporei e riducendo al minimo il dispendio energetico. In questo modo, svolge un ruolo fondamentale nel ciclo dei nutrienti degli abissi, trasformando la materia organica morta in biomassa utilizzabile da altri organismi, come i batteri, i vermi marini e i crostacei. La sua attivitá di bioturbazione, cioè il mescolamento del sedimento durante la ricerca di cibo, favorisce l'ossigenazione degli strati superficiali del fango e stimola la crescita di batteri che decompono la sostanza organica. Inoltre, Scotoplanes è a sua volta preda di alcuni pesci abissali e di grandi invertebrati, come i granchi giganti, contribuendo cosí alla rete trofica degli abissi.

Adattamenti alla pressione e alla temperatura
Per resistere alle pressioni mostruose degli abissi, che possono superare le 500 atmosfere, il corpo di Scotoplanes è privo di strutture rigide e calcaree, che si romperebbero facilmente. La sua parete corporea è sottile e permeabile, e i liquidi interni sono in equilibrio osmotico con l'ambiente esterno, evitando che la pressione schiacci l'animale o provochi danni alle membrane cellulari. Inoltre, la temperatura dell'acqua a quelle profonditá è costantemente intorno ai 2-4 gradi Celsius, il che rallenta ulteriormente il metabolismo e riduce il consumo di ossigeno. Per muoversi, l'animale sfrutta la corrente di fondo e la sua bassa densitá, che gli permette di galleggiare leggermente sopra il sedimento, riducendo l'attrito con il fango. I suoi organi sensoriali sono poco sviluppati, perchè la mancanza di luce rende inutile la vista; invece, si affida a chemocettori e a meccanocettori distribuiti sulla superficie del corpo per percepire le variazioni chimiche e le vibrazioni dell'acqua, che gli segnalano la presenza di cibo o di predatori. La riproduzione avviene per via sessuale, con larve planctoniche che si disperdono nelle correnti profonde, ma le modalitá esatte sono ancora poco conosciute, a causa della difficoltá di osservare questi animali nel loro ambiente naturale.

Studi e osservazioni
Gli scienziati hanno studiato Scotoplanes principalmente attraverso veicoli telecomandati (ROV) e fotografie subacquee, poichè è estremamente difficile catturarlo vivo e mantenerlo in laboratorio a causa delle condizioni di pressione e temperatura. Le prime immagini dettagliate sono state ottenute negli anni Settanta dal sommergibile Alvin, che ha permesso di osservare il comportamento di questi animali per lunghi periodi. Le osservazioni hanno rivelato che Scotoplanes tende a radunarsi in gruppi, forse attratti dalla stessa fonte di cibo, e che la sua attivitá è stagionale, legata ai periodi di maggiore caduta di detriti dalle acque superficiali, come dopo la fioritura del plancton o dopo le tempeste. La ricerca ha anche evidenziato che Scotoplanes è sensibile ai cambiamenti ambientali, come l'inquinamento da microplastiche, che possono alterare la composizione del sedimento e ridurre la disponibilitá di cibo. Inoltre, lo studio di questi organismi fornisce informazioni preziose sulla biodiversitá degli abissi e sui processi di adattamento evolutivo in ambienti estremi, contribuendo a una migliore comprensione degli ecosistemi marini profondi, che rappresentano ancora il territorio meno esplorato del nostro pianeta.

ParametroValore
Profonditá1000 - 5000 metri
Pressione100 - 500 atmosfere
Temperatura2 - 4 °C
LuceAssente
OssigenoScarso ma sufficiente
NutrimentoNeve marina e carcasse


Scotoplanes, il maiale di mare, è solo uno dei tanti abitanti misteriosi delle profonditá oceaniche. La sua vita silenziosa e lenta ci ricorda quanto ancora abbiamo da scoprire sugli ecosistemi piú estremi del pianeta. Studiare questi animali non solo soddisfa la nostra curiositá, ma ci aiuta a comprendere l'impatto delle attivitá umane sugli ambienti marini e a sviluppare strategie di conservazione. Un piccolo echinoderma che, con le sue zampe tozze, cammina sul confine tra la vita e l'abisso.

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