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Vallo di Adriano: il confine dell'impero
Di Alex (del 23/02/2026 @ 17:00:00, in Impero Romano, letto 47 volte)
Vallo di Adriano: il confine settentrionale dell'impero romano in Britannia
Costruito nel 122 dopo Cristo, il Vallo di Adriano si estende per 117 chilometri attraverso il nord della Britannia. Non era solo un muro: era una zona militarizzata con forti come Housesteads e Vindolanda, dove le tavolette lignee hanno restituito la voce autentica dei soldati romani.LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Un'opera d'ingegneria militare senza precedenti
Il Vallo di Adriano non era semplicemente un muro. La struttura originale, alta fino a sei metri e larga tre, era affiancata da un fossato sul lato nord chiamato Vallum e da una serie di torri di avvistamento distribuite ogni miglio romano. Lungo il percorso sorgevano diciassette forti permanenti in grado di ospitare coorti di 500-1000 soldati, trasformando l'intero sistema in una macchina bellica e amministrativa autonoma.
Housesteads e Vindolanda: le fortezze che parlano
Tra i forti meglio conservati spicca Housesteads, che svela la pianta ortogonale tipica dell'architettura militare romana, con caserme, granaio, ospedale e bagni pubblici. Ancora più straordinario è Vindolanda, dove condizioni di umidità eccezionale hanno preservato migliaia di tavolette di legno sottilissimo: i più antichi documenti scritti in lingua latina rinvenuti in Gran Bretagna, databili tra il 90 e il 130 dopo Cristo.
Le voci dei soldati: le tavolette di Vindolanda
Le tavolette di Vindolanda hanno rivoluzionato la comprensione della vita quotidiana nell'esercito romano. Vi si leggono richieste di calze e indumenti contro il freddo nordico, liste della spesa, rapporti di servizio e persino l'invito a una festa di compleanno scritto da una donna di nome Claudia Severa. Sono documenti umani di straordinaria immediatezza, capaci di restituire volti e nomi a uomini che la storia aveva ridotto a semplici statistiche militari.
Il declino e l'eredità moderna
Con il progressivo ritiro romano dalla Britannia, il Vallo fu abbandonato e in parte smantellato per recuperare materiali da costruzione. Le comunità medievali ne utilizzarono le pietre per edificare chiese e case rurali. Oggi il sito è Patrimonio dell'Umanità UNESCO e attira ogni anno centinaia di migliaia di visitatori che percorrono il Sentiero del Vallo lungo l'intero tracciato originale, tra pascoli ventosi e panorami di straordinaria bellezza.
Il Vallo di Adriano rimane uno dei più potenti simboli della capacità organizzativa romana: non solo un confine fisico, ma la cristallizzazione in pietra di un'idea di civiltà che definiva dove terminava l'ordine romano e dove iniziava l'ignoto.
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