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Ingegneria dell'effimero: analisi tecnica delle naumachie nell'antica Roma
Di Alex (del 26/01/2026 @ 09:00:00, in Capolavori dell'antichità, letto 66 volte)

Ricostruzione artistica di una battaglia navale nel Colosseo
Il fenomeno delle naumachie rappresenta una delle manifestazioni più estreme e tecnicamente complesse della cultura dello spettacolo nell'Antica Roma. Il termine, derivato dal greco naumachía, indicava sia lo scontro simulato tra flotte contrapposte, sia il bacino artificiale deputato a ospitarlo. Queste esibizioni non erano semplici parate, ma autentici scontri militari che fondevano arte della guerra e ingegneria idraulica. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Evoluzione Storica e Topografia dei Bacini Artificiali
La genesi della naumachia come spettacolo pubblico è indissolubilmente legata alla figura di Giulio Cesare. Nel 46 a.C., per celebrare il suo quadruplice trionfo, il dittatore ordinò lo scavo di un bacino temporaneo nel Campo Marzio, identificato con la depressione della Palus Caprae. Questa prima iniziativa fu una dimostrazione di forza senza precedenti: l'allagamento di un'area urbana richiedeva la deviazione di flussi idrici dal Tevere e la gestione di migliaia di figuranti, tra cui 2.000 combattenti e 4.000 rematori prigionieri di guerra.
Il consolidamento del modello imperiale portò Augusto a edificare, nel 2 a.C., la prima struttura permanente dedicata: la Naumachia Augusti nella Regio XIV Transtiberim. Questa monumentale opera, situata nell'attuale quartiere di Trastevere, misurava circa 533 x 355 metri, un'area vasta a sufficienza per ospitare 30 grandi navi dotate di rostro. L'impatto urbanistico fu tale che l'orientamento di alcune strade moderne e la topografia dell'area di San Cosimato conservano ancora oggi tracce del sedime di questo immenso invaso.
| Struttura | Imperatore | Dimensioni | Approvvigionamento | Capacità |
|---|---|---|---|---|
| Naumachia Caesaris | Cesare | Sconosciute | Tevere | Biremi, Triremi |
| Naumachia Augusti | Augusto | 533 x 355 m | Aqua Alsietina | 30 vascelli |
| Naumachia Vaticana | Domiziano | ~1/6 Augustea | Aqua Traiana | Riproduzioni |
| Lago Fucino | Claudio | Naturale | Idrografia locale | 100 navi |
Ingegneria Idraulica e Sistemi di Allagamento
La possibilità di allagare l'arena di un anfiteatro, come il Colosseo, rappresenta una delle sfide ingegneristiche più discusse. Secondo le testimonianze, Tito inaugurò l'Anfiteatro Flavio nell'80 d.C. con una naumachia. Questo "miracolo" era reso possibile da un'articolata rete di infrastrutture idrauliche che sfruttavano la pendenza naturale del sito, originariamente occupato dallo stagnum della Domus Aurea.
Le ricerche del 2022 hanno mappato i collettori fognari del Colosseo. Per riempire l'arena fino a 1,5 metri, necessaria al galleggiamento di navi a fondo piatto, occorrevano circa 4.241 metri cubi d'acqua. Il sistema comprendeva circa 30 condotti verticali di caduta sotto le gradinate e grandi collettori fognari dotati di paratoie mobili per il drenaggio rapido.
Logistica della Battaglia e Scenografie
La naumachia non era una semplice rappresentazione teatrale, ma un munus estremamente cruento. I combattenti, chiamati naumachiarii, erano reclutati tra i condannati a morte o i prigionieri di guerra. Nelle naumachie urbane, la limitatezza degli spazi imponeva l'uso di navi costruite appositamente, spesso riproduzioni in scala o strutture sceniche su chiglie a basso pescaggio. Solo nei grandi bacini naturali, come il Lago Fucino, fu possibile impiegare 100 navi reali.
L'aspetto spettacolare era arricchito da scenografie mobili che emergevano dall'acqua. Marziale descrive la meraviglia del pubblico nel vedere carri lanciati a folle velocità sulla superficie liquida e divinità marine che "camminavano" sull'acqua, effetti ottenuti probabilmente mediante piattaforme lignee appena sommerse.
Aspetti Economici e Significato Politico
Organizzare una naumachia era l'investimento più oneroso che un imperatore potesse affrontare. Oltre all'acquisto dei combattenti e alla costruzione dei vascelli, la gestione dell'acqua richiedeva una manutenzione costante degli acquedotti. Attraverso la naumachia, l'imperatore si presentava come il dominus degli elementi, colui che poteva trasformare la terra in mare a proprio piacimento, un controllo simbolico fondamentale per mantenere il consenso della plebe urbana.
La Metamorfosi del Colosseo e l'Ipogeo
Un punto di svolta tecnologico si verificò sotto Domiziano. Gli scavi indicano che l'imperatore fece costruire la rete definitiva di muri e gallerie in muratura nota come ipogeo. Questa infrastruttura permanente, necessaria per i montacarichi e le gabbie delle belve, occupò interamente lo spazio della camera d'allagamento, rendendo impossibile la tenuta stagna dell'arena. Le naumachie furono così confinate a bacini esterni specializzati, segnando la fine delle battaglie navali all'interno dell'Anfiteatro Flavio.
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