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Articoli del 28/12/2025

Scansione laser 3D del sarcofago dorato di Tutankhamon che rivela scritte e pattern nascosti
Scansione laser 3D del sarcofago dorato di Tutankhamon che rivela scritte e pattern nascosti

Un team internazionale di egittologi ha utilizzato un avanzato scanner laser 3D ad alta risoluzione sul sarcofago più interno di Tutankhamon, scoprendo iscrizioni geroglifiche e simboli magici precedentemente invisibili all'occhio umano. L'analisi chimica ha inoltre identificato residui di una resina vegetale sconosciuta, probabilmente utilizzata in un rituale di mummificazione perduto. Queste scoperte potrebbero riscrivere alcuni passaggi della sepoltura del giovane faraone. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

La tecnologia LIDAR svela geroglifici "fantasma"
Lo scanner LIDAR a lunghezza d'onda multipla, sviluppato dal Politecnico di Milano, è stato in grado di penetrare lo strato superficiale di ossidazione e sporco accumulatosi in tre millenni, rivelando micro-incisioni sulla lamina d'oro del sarcofago. Le iscrizioni, concentrate sulla parte interna del coperchio, includono versi supplementari del "Libro dei Morti" non presenti nelle versioni conosciute, e una serie di simboli di protezione (udjat) disposti in una configurazione astronomica che corrisponde alla notte della morte del faraone, avvenuta a giugno.

La resina misteriosa e il rituale dimenticato
L'analisi spettroscopica (spettrometria di massa) condotta su campioni microscopici prelevati dai giunti del sarcofago ha identificato la presenza di un composto organico complesso, una resina derivata da una pianta della famiglia delle *Burseraceae* (probabilmente una varietà estinta di mirra) mista a oli minerali. Questa miscela non compare nei papiri noti che descrivono il processo di mummificazione. Gli esperti ipotizzano che si tratti di un unguento riservato alla famiglia reale della XVIII dinastia, il cui uso fu abbandonato dopo il periodo di Amarna.

Nuove ipotesi sulla frettolosa sepoltura
Le scoperte supportano la teoria di una sepoltura affrettata di Tutankhamon, ma aggiungono un nuovo tassello: i testi "nascosti" sembrano essere stati incisi in fretta e da mani diverse, forse da scribi di minore rango rispetto a quelli che lavorarono sui sarcofagi esterni. La disposizione caotica della resina suggerisce un'applicazione non rituale, ma quasi "funzionale", forse per mascherare l'odore di un corpo in decomposizione avanzata al momento della mummificazione, ipotesi che confermerebbe la morte improvvisa per infezione o trauma.

Digitalizzazione completa e accesso globale
L'intero set di dati della scansione (oltre 10 terabyte) è stato reso pubblico in open access sul portale "Digital Egypt", permettendo a ricercatori di tutto il mondo di studiare il reperto virtualmente. Il modello 3D interattivo consente di esplorare il sarcofago strato per strato, applicando diversi filtri di luce per evidenziare le iscrizioni. Questo progetto rappresenta un punto di riferimento per la conservazione digitale del patrimonio archeologico, applicabile ad altri manufatti troppo fragili per essere manipolati.

Prossimi passi: la camera nord della KV62
Il team ha ora ottenuto il permesso di applicare la stessa tecnologia laser alle pareti nord della tomba KV62, dove alcuni georadar avevano precedentemente segnalato possibili anomalie. L'obiettivo è verificare l'esistenza di camere nascoste o passaggi sigillati senza alcun intervento fisico invasivo. Se venissero trovate nuove evidenze, si riaprirebbe il dibattito sulla possibile sepoltura della regina Nefertiti nelle vicinanze, una delle più grandi questioni irrisolte dell'egittologia.

Questa ricerca dimostra come la tecnologia moderna non solo confermi ipotesi storiche, ma sia in grado di aprire interamente nuovi capitoli di indagine su reperti studiati per decenni. Il sarcofago di Tutankhamon, simbolo universalmente noto, ha ancora storie da raccontare. La scoperta della resina sconosciuta e dei testi nascosti ci ricorda che la storia antica è un puzzle in continua evoluzione, dove ogni nuovo tassello modifica la percezione del quadro complessivo, anche per una figura iconica come il faraone bambino.

 
 
Icona di un router Wi-Fi con un lucchetto rosso e una richiesta di riscatto in bitcoin su uno schermo
Icona di un router Wi-Fi con un lucchetto rosso e una richiesta di riscatto in bitcoin su uno schermo

Il gruppo di cybersecurity Kaspersky ha individuato una nuova e pericolosa variante di ransomware, denominata "RouterLocker", che invece di colpire PC o smartphone prende di mira router, modem e dispositivi IoT domestici. Il malware sfrutta vulnerabilità note nei firmware per crittografare le configurazioni di rete, bloccando l'accesso a internet e chiedendo un riscatto tra i 200 e i 500 dollari in Bitcoin. Sono già state segnalate migliaia di infezioni in Europa e Nord America. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Come funziona l'infezione e la propagazione
RouterLocker si diffonde sfruttando password deboli (admin/admin) e vulnerabilità non patchate in firmware di router di marche comuni come TP-Link, Asus, Netgear e D-Link. Una volta ottenuto l'accesso, modifica il server DNS del dispositivo per reindirizzare il traffico verso siti malevoli, quindi procede a crittografare il file di configurazione del router utilizzando l'algoritmo AES-256. Dopo il riavvio, il dispositivo diventa inutilizzabile e sulla pagina di login appare un messaggio di riscatto con un timer countdown. Il malware si propaga anche attraverso dispositivi IoT compromessi nella stessa rete.

Conseguenze per l'utente e difficoltà di ripristino
L'utente si trova completamente offline: nessun accesso a internet, reti locali bloccate, dispositivi smart non funzionanti. Il ripristino delle impostazioni di fabbrica (tasto reset) spesso non basta, perché il malware può sopravvivere in partizioni protette. In molti casi è necessario re-flashare manualmente il firmware tramite cavo seriale, un'operazione complessa per l'utente medio. Gli esperti sconsigliano di pagare il riscatto, poiché non vi è garanzia di ricevere la chiave di decrittazione e si finanziano le attività criminali.

Dispositivi più a rischio e come proteggersi
I modelli più vulnerabili sono quelli con firmware non aggiornato da oltre un anno, soprattutto se esposti alla rete WAN con servizi di gestione remota attivi. Per proteggersi, è fondamentale: cambiare le credenziali di default admin/password, disabilitare l'accesso amministrativo da WAN, aggiornare il firmware alla versione più recente, e disattivare funzioni non necessarie come UPnP. L'uso di router con supporto automatico agli aggiornamenti (come Google Nest Wifi o alcune mesh) riduce il rischio. Un firewall di rete aggiuntivo può bloccare tentativi di accesso sospetti.

Raccomandazioni in caso di infezione
Se il router è infetto, gli esperti consigliano: scollegarlo immediatamente dalla rete, resettarlo alle impostazioni di fabbrica seguendo le istruzioni del produttore, e reinstallare il firmware tramite il tool ufficiale da un PC collegato via cavo Ethernet. Successivamente, cambiare tutte le password di rete e degli account online utilizzati mentre il router era compromesso. Contattare il proprio ISP per assistenza; alcuni fornitori stanno rilasciando patch specifiche. Segnalare l'attacco alle autorità (Polizia Postale in Italia).

Il trend allarmante della criminalità informatica sull'IoT
RouterLocker rappresenta un'evoluzione pericolosa del ransomware, che si sposta da dati personali a infrastrutture critiche domestiche. Il basso livello di sicurezza di molti dispositivi di rete li rende facili obiettivi. Gli esperti prevedono un aumento di tali attacchi, possibilmente combinati con cryptojacking o spionaggio. I produttori sono chiamati a responsabilizzarsi, garantendo aggiornamenti di sicurezza per tutta la vita utile del prodotto e configurazioni sicure di default.

L'emergere di RouterLocker è un campanello d'allarme per la sicurezza delle nostre case connesse. Dimostra che la superficie di attacco si sta ampliando oltre i tradizionali computer, rendendo ogni dispositivo di rete un potenziale punto di ingresso. La difesa richiede un cambio di mentalità: il router non è un apparecchio da installare e dimenticare, ma un componente cruciale che necessita di manutenzione e attenzione continua, proprio come il sistema operativo del nostro PC.

 
 
Scrivania KDE Plasma 6.2 in esecuzione su monitor HDR con effetto trasparenza e finestre fluttuanti
Scrivania KDE Plasma 6.2 in esecuzione su monitor HDR con effetto trasparenza e finestre fluttuanti

Il team KDE ha rilasciato Plasma 6.2, l'aggiornamento semestrale dell'ambiente desktop Linux che porta finalmente il supporto nativo HDR, miglioramenti decisivi per la sessione Wayland e decine di nuove funzionalità per l'utente. Basato sul framework Qt 6.7, questo aggiornamento consolida la transizione avviata con Plasma 6.0, offrendo maggiore stabilità, prestazioni fluide anche su hardware non recente e un'esperienza visiva raffinata. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Supporto HDR e color management avanzato
La funzionalità più attesa di Plasma 6.2 è il supporto sperimentale per High Dynamic Range, che permette di sfruttare appieno monitor e TV compatibili. Il sistema di gestione colore integrato (Color Management) ora supporta profili ICC v4, consentendo calibrazioni accurate per fotografia e design. Le applicazioni che supportano HDR attraverso le API di Qt o Vulkan possono ora visualizzare una gamma dinamica più ampia e luminosità fino a 1000 nits, mentre le app SDR vengono automaticamente tone-mappate. La funzione richiede driver grafici aggiornati (Mesa 24.3 o superiore) e GPU compatibili (Intel Arc, AMD RDNA 2/3, NVIDIA serie 30/40).

Wayland diventa l'esperienza predefinita consigliata
Dopo anni di sviluppo, la sessione Wayland è ora considerata stabile e consigliata per la maggior parte degli utenti, superando per la prima volta X11 in termini di funzionalità complete. Plasma 6.2 risolve problemi storici come il supporto a monitor con scale factor misti, il passaggio dello schermo per applicazioni flatpak, la sincronizzazione VRR per gaming e la gestione dei touchpad con gesture avanzate. Le prestazioni in Wayland sono ora pari o superiori a X11, con un consumo di RAM ridotto e latenza di input minimizzata. X11 rimane disponibile per casi d'uso legacy.

Miglioramenti all'interfaccia e nuove funzioni
L'interfaccia riceve numerosi affinamenti: le animazioni delle finestre sono più fluide, il pannello può essere configurato con nuovi widget (come il meteo dinamico e il controllo dell'HDR), e il menu applicazioni Kicker supporta ora il trascinamento degli elementi. Il sistema di notifiche è stato ridisegnato per essere meno invasivo, con gruppi intelligenti e azioni rapide. Per gli sviluppatori, Plasma 6.2 introduce nuove API per creare widget in QML e JavaScript, semplificando l'estensione del desktop. Il gestore di finestre KWin supporta ora l'anti-screen tearing nativo anche in modalità non VSync.

Ottimizzazioni delle prestazioni e consumi
Il team ha lavorato intensamente sull'ottimizzazione del codice: l'avvio del desktop è fino al 30% più veloce su SSD NVMe, la memoria video viene gestita in modo più efficiente e l'uso della CPU in idle è stato ridotto, un vantaggio per i portatili. Il nuovo gestore energetico "Power Devil 2.0" offre profili personalizzabili per massimizzare l'autonomia o le prestazioni, con controllo granulare della GPU discreta (Optimus e similari). Le distribuzioni che supporteranno Plasma 6.2 out-of-the-box includono KDE Neon, Fedora 42, e le future openSUSE Tumbleweed e Kubuntu 25.04.

Disponibilità e retrocompatibilità
Plasma 6.2 è disponibile per l'installazione su tutte le distribuzioni che supportano i repository aggiornati, mentre gli utenti di rolling release lo riceveranno entro giorni. Il team mantiene la promessa di retrocompatibilità con le impostazioni di Plasma 5, garantendo una migrazione senza intoppi. Per chi volesse testarlo senza installare, sono disponibili immagini live di KDE Neon. Il prossimo aggiornamento, Plasma 6.3, è previsto per giugno 2026 e porterà ulteriori miglioramenti HDR e un nuovo screen recorder integrato.

Plasma 6.2 rappresenta un punto di arrivo fondamentale per il desktop Linux moderno, colmando il gap con Windows e macOS in aree critiche come l'HDR e la gestione grafica avanzata. La maturità della sessione Wayland elimina una delle ultime scuse per preferire X11, offrendo un'esperienza più sicura e performante. Con questo rilascio, KDE consolida la sua reputazione di ambiente desktop più innovativo e personalizzabile, ponendo solide basi per l'integrazione di tecnologie future come il frame generation AI e il supporto a display ad altissimo refresh rate.

 
 
Scheda madre con processore Intel Arrow Lake installato su socket LGA1851
Scheda madre con processore Intel Arrow Lake installato su socket LGA1851

Intel ha annunciato ufficialmente l'arrivo sul mercato dei processori desktop Arrow Lake per gennaio 2026. Basati sull'architettura Intel 20A e sul design chiplet, questi CPU promettono un miglioramento del 20% nelle prestazioni multithread e un balzo generazionale nell'efficienza energetica, integrando NPU di terza generazione per l'accelerazione AI locale. La piattaforma LGA1851 introduce supporto PCIe 5.0 per GPU e SSD, memoria DDR5-6400 e chipset serie 800. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Architettura chiplet e nodo Intel 20A
La serie Arrow Lake rappresenta la seconda generazione di processori Intel a utilizzare un design chiplet (tile) per i core di calcolo. Il tile di calcolo (Compute Tile) viene prodotto sul processo Intel 20A, che introduce i transistor RibbonFET (GAAFET) e il backside power delivery (PowerVia), promettendo una riduzione del 30% nel consumo energetico a parità di prestazioni rispetto a Meteor Lake. Il tile grafico rimane basato sull'architettura Xe-LPG, mentre il tile SOC integrerà la NPU Lion Cove di terza generazione, capace di 50 TOPS per l'inferenza AI.

Configurazioni e prestazioni attese
La gamma desktop comprenderà modelli da 8 a 24 core (P-core + E-core), con le varianti flagship Core i9-15900K e i7-15700K. Le prime benchmark trapelate mostrano un incremento delle prestazioni single-thread del 12-15% rispetto ai precedenti Raptor Lake Refresh, mentre il multithreading beneficia dell'architettura ibrida evoluta e della maggiore efficienza. La frequenza di boost rimane su valori simili (fino a 6.0 GHz) ma con un TDP più contenuto, grazie al nuovo nodo produttivo. L'overclocking sarà supportato solo sui modelli K e KS, con margini che sembrano promettenti per gli appassionati.

Piattaforma LGA1851 e chipset serie 800
Il nuovo socket LGA1851, fisicamente compatibile con i dissipatori LGA1700, obbliga all'acquisto di nuove schede madri. Le board con chipset Z890, H870 e B860 offriranno supporto nativo per PCIe 5.0 x16 per la GPU e fino a due slot M.2 PCIe 5.0 x4 per SSD, oltre a un maggior numero di linee PCIe 4.0. Il chipset dispone inoltre di 8 porte USB 20Gbps, Wi-Fi 7 integrato e controllori Ethernet da 5 GbE. La memoria supportata è DDR5-6400 nativa, con profili XMP 3.0 che spingeranno fino a 8000 MT/s.

NPU di terza generazione e applicazioni AI
La Neural Processing Unit integrata in Arrow Lake, sviluppata in collaborazione con Microsoft, è progettata per gestire carichi di lavoro AI in locale, riducendo la dipendenza dal cloud. Oltre ad accelerare le funzioni di Windows 12 Copilot+, sarà sfruttabile per l'upscaling video in tempo reale, la cancellazione del rumore nelle chiamate, la generazione di immagini tramite Stable Diffusion e l'ottimizzazione dei giochi con frame generation AI. Gli sviluppatori possono accedervi tramite le API DirectML e OpenVINO di Intel.

Prezzi e concorrenza con AMD Zen 6
Intel ha mantenuto una politica dei prezzi aggressiva: il Core i9-15900K dovrebbe debutare a 599 dollari, lo i7-15700K a 419 dollari e lo i5-15500 a 289 dollari. La concorrenza diretta sarà con i processori AMD Ryzen 9000 "Granite Ridge" (Zen 5) e, successivamente, con i Ryzen 10000 "Fire Range" (Zen 6) attesi per la seconda metà del 2026. Le prime recensioni indipendenti saranno cruciali per valutare il reale vantaggio di Arrow Lake in gaming e produttività rispetto alle soluzioni attuali.

L'arrivo di Intel Arrow Lake segna un punto di svolta per l'azienda, che dopo anni di ritardi sembra aver riconquistato competitività nel nodo produttivo avanzato. L'adozione del design chiplet e l'enfasi sull'AI locale rispecchiano le tendenze del mercato, sebbene l'obbligo di cambiare piattaforma possa frenare gli aggiornamenti per gli utenti recenti. Per chi costruisce un nuovo PC da gaming o workstation nel 2026, questa serie promette di essere una scelta bilanciata tra prestazioni raw, efficienza e future-proofing grazie alla NPU integrata. La sfida sarà convincere il mercato che l'architettura ibrida e il nuovo socket valgono l'investimento.

 
 
Framework Laptop 17 aperto, con i componenti principali (scheda madre, batteria, ventole) esposti in modalità esplosa
Framework Laptop 17 aperto, con i componenti principali (scheda madre, batteria, ventole) esposti in modalità esplosa

Framework ha presentato il Laptop 17, l'espansione della sua linea di notebook completamente modulari e riparabili dall'utente verso il segmento dei creativi e sviluppatori. Oltre alla scheda madre aggiornabile, il modello introduce un'interfaccia MXM per GPU discrete sostituibili, batterie a celle staccabili e uno schermo 17 pollici 16:10 con refresh rate variabile. Il design mantiene la filosofia "right to repair" con viti standard e manuali dettagliati. Prezzo base: 1.599 euro.

Il sistema modulare esteso: mainboard, GPU MXM e porte
Il cuore del Framework Laptop 17 è la nuova "Mainboard 17" che supporta i processori Intel Core Ultra Serie 2 (Lunar Lake) e AMD Ryzen AI 300 (Strix Point), acquistabile separatamente per aggiornare la CPU in futuro. La grande novità è lo slot MXM per GPU: all'avvio saranno disponibili moduli con schede NVIDIA GeForce RTX 5060 (8 GB) e AMD Radeon RX 7700S, sostituibili senza saldature. Le porte sono tutte su moduli "Expansion Cards" che si inseriscono lateralmente (USB4, HDMI 2.1, SD Express, etc.).

Design riparabile nei dettagli: batteria, tastiera e schermo
La batteria da 90 Wh è composta da 6 celle cilindriche 21700 standard, ognuna sostituibile singolarmente (costo circa 15 euro a cella). La tastiera magnetica può essere rimossa in 10 secondi per accedere alla ventola e agli SSD M.2 (fino a due). Il pannello posteriore in alluminio è fissato con viti Torx standard, non adesivo. Lo schermo da 17 pollici (2560x1600, 165Hz, 500 nits) è ancorato con clip e un connettore a nastro, facilmente sostituibile. Ogni componente ha un QR code che linka alla guida di sostituzione.

Prestazioni e target d'uso
La configurazione top con Intel Core Ultra 9 288V e RTX 5060 è pensata per sviluppo software, rendering 3D leggero, editing video 4K e gaming in 1440p. Le prestazioni sono paragonabili a un tradizionale laptop gaming di pari specifiche, ma con un profilo più professionale e una rumorosità contenuta grazie a un sistema di dissipazione a doppio ventola e quattro heatpipe. Il peso è di 2,1 kg, lo spessore di 19 mm. L'autonomia in uso office arriva a 10 ore grazie all'efficienza delle CPU di nuova generazione.

Sistema operativo e supporto
Il notebook viene preinstallato con Windows 11 Pro, ma il firmware (coreboot) e i driver sono open source e ottimizzati anche per Linux. Framework garantisce aggiornamenti del BIOS per almeno 5 anni e disponibilità dei componenti di ricambio per 8 anni. Sul sito, un "configuratore" permette di costruire il proprio laptop partendo dal guscio o acquistare singole parti. È anche possibile acquistare il "DIY Edition", che arriva come kit da assemblare, risparmiando il 10%.

Prezzi, concorrenza e filosofia d'impresa
Il prezzo base di 1.599 euro include mainboard con CPU integrata, 16 GB di RAM, 512 GB SSD e GPU integrata. Una configurazione completa con GPU discreta e 32 GB di RAM supera i 2.200 euro, comunque competitivo rispetto a modelli professionali di Dell o Lenovo. Framework non vende attraverso grandi retailer, ma solo sul proprio sito e tramite partner selezionati. L'azienda ha anche annunciato un programma di riciclo dei vecchi componenti, con sconti per chi restituisce moduli obsoleti.

Il Framework Laptop 17 è più di un prodotto: è una dichiarazione di intenti sull'industria dell'hardware. Dimostra che è possibile realizzare un notebook ad alte prestazioni, esteticamente gradevole e al tempo stesso riparabile e aggiornabile dall'utente finale, senza compromessi significativi su peso, prestazioni o prezzo. Se il mercato risponderà positivamente, potrebbe costringere i grandi player a riconsiderare le loro pratiche di design anti-riparazione, a beneficio di tutti i consumatori e dell'ambiente.

 
 
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Dashboard di Lovable.dev che mostra la generazione di una web app completa da un prompt.
Dashboard di Lovable.dev che mostra la generazione di una web app completa da un prompt.

Lovable (spesso associato a GPT-Engineer) è l'ultima frontiera del "No-Code" per sviluppatori. Non genera solo snippet, ma intere applicazioni web funzionanti partendo da una descrizione. Il piano gratuito è limitato ma sufficiente per creare MVP (Minimum Viable Products) impressionanti. Scopriamo come trasformare un'idea in una app React in pochi minuti. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Full Stack Generation
A differenza di ChatGPT che vi dà il codice da incollare, Lovable costruisce il progetto. * Scrivete: "Crea una dashboard per tracciare le spese con grafici a torta e una modalità scura". * Lovable genererà il codice, installerà le dipendenze e vi mostrerà l'anteprima live (Preview) funzionante. Nel piano gratuito avete un numero limitato di "Runs" o modifiche giornaliere.

Integrazione con GitHub
Anche nel free tier, potete spesso sincronizzare il progetto con il vostro account GitHub. Questo è fondamentale: una volta che Lovable ha creato la base (lo scheletro dell'app), potete scaricare il codice (Pull) e continuarlo a modificare localmente con VS Code, aggirando i limiti di generazione dell'AI per le rifiniture finali.

Iterazione Visuale
La forza di Lovable è la modifica visiva. Non dovete dire "cambia la riga 40". Potete cliccare sull'elemento nell'anteprima o dire "Rendi il pulsante blu più rotondo". L'AI capisce il contesto visivo e applica le modifiche al codice CSS/Tailwind sottostante automaticamente.

Lovable è lo strumento ideale per chi ha un'idea ma non vuole passare ore a configurare l'ambiente di sviluppo. Usate il piano gratuito per il "bootstrap" iniziale del progetto, ottenendo in 10 minuti quello che richiederebbe giorni di coding manuale.

 
Drone DJI Mini 5 Pro in volo in un paesaggio montano, compatto e con eliche piegate
Drone DJI Mini 5 Pro in volo in un paesaggio montano, compatto e con eliche piegate

DJI ha presentato ufficialmente il Mini 5 Pro, l'evoluzione del drone più venduto al mondo sotto i 250 grammi. La grande novità è l'adozione di un sensore CMOS da 1 pollice da 20 megapixel, capace di registrare video 5.3K/60fps e foto RAW a 14 stop dinamici. Per la prima volta in questa categoria, integra un sistema di sensori di rilevamento ostacoli omnidirezionale e un processore AI dedicato per soggetti in movimento, mantenendo il peso di 249 grammi. Prezzo a partire da 799 euro. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Sensore da 1 pollice e stabilizzazione a 3 assi
Il cuore del Mini 5 Pro è il nuovo sensore Sony IMX989 da 1 pollice con pixel da 3.2µm, lo stesso utilizzato in molti smartphone flagship. L'obiettivo a focale fissa f/2.0 garantisce un'ottima resa in condizioni di scarsa luce. Il gimbal a 3 assi è stato ridisegnato, offrendo una stabilizzazione RockSteady 3.0 migliorata che elimina anche le microvibrazioni in volo stazionario. I formati video supportati includono 5.3K/60fps, 4K/120fps per lo slow motion e D-Log M per il grading professionale. La fotocamera supporta anche scatti a 48MP in modalità pixel-binning.

Sicurezza omnidirezionale e intelligenza artificiale
Il drone integra sensori a infrarossi e visione stereoscopica su tutti i lati (anteriore, posteriore, inferiore, laterale e superiore), formando una "gabbia" di protezione. Il nuovo chip AI DJI Avicenna processa i dati in tempo reale, permettendo funzioni come ActiveTrack 5.0 che mantiene il soggetto inquadrato anche in ambienti complessi, e il ritorno automatico a casa (RTH) che pianifica percorsi sicuri evitando alberi e cavi. È il primo drone sotto i 250g a superare i test di collision avoidance dell'ente di certificazione tedesco TÜV.

Autonomia, trasmissione e portabilità
La batteria intelligente da 2250 mAh garantisce fino a 38 minuti di volo effettivo in condizioni reali (a 20 km/h con vento moderato), un aumento del 15% rispetto al predecessore. Il sistema di trasmissione O4+ offre una portata video stabile fino a 15 km in condizioni ideali, con latenza ridotta a 25 ms. Nonostante le nuove funzionalità, il drone mantiene un design pieghevole compatto (130x80x60 mm piegato) e un peso di 249 grammi, cruciale per evitare obblighi di registrazione in molte nazioni, inclusa l'Italia per uso ricreativo.

Funzioni software per creatori
Il Mini 5 Pro eredita le funzioni software premium della serie Mavic: QuickShots automatizzati (Dronie, Rocket, Circle, etc.), Hyperlapse con traiettorie programmate, e MasterShots in cui il drone esegue una sequenza cinematografica preimpostata. La novità è "FocusTrack Pro", che permette di selezionare e tracciare fino a 3 soggetti contemporaneamente, ideale per riprese sportive di gruppo. Tutte le impostazioni avanzate sono gestibili dall'app DJI Fly, aggiornata alla versione 5.0 con interfaccia semplificata.

Prezzi, concorrenza e per chi è adatto
Il DJI Mini 5 Pro è disponibile in due kit: il base a 799 euro (drone, telecomando, una batteria), e il Fly More Combo a 1049 euro (tre batterie, borsa, caricatore multi-batteria, filtri ND). I principali concorrenti nella stessa fascia (Autel Robotics Nano+ e HoverAir X2) non offrono lo stesso pacchetto completo di sensori e qualità video. Questo drone è ideale per videomaker itineranti, influencer che necessitano di qualità professionale in formato tascabile, e appassionati che vogliono il massimo della sicurezza senza superare il limite dei 250 grammi.

Con il Mini 5 Pro, DJI comprime tecnologia da fascia alta in un formato ultraportatile, spostando ulteriormente in alto l'asticella per l'intera categoria. La combinazione vincente di sensore grande, sicurezza omnidirezionale e peso leggero risponde alle esigenze sia dei regolatori che dei creatori di contenuti. Pur con un prezzo in aumento, il valore offerto è ineguagliabile, rendendo obsoleti molti droni di fascia media più pesanti e costosi. È la prova che l'innovazione nel volo autonomo e nella fotografia aerea è ancora guidata dal leader di Shenzhen.

 
 
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Henry Ford in posa accanto alla sua rivoluzionaria Model T.
Henry Ford in posa accanto alla sua rivoluzionaria Model T.

"Voglio costruire un'auto per la grande moltitudine". Con questa visione, Henry Ford non inventò l'automobile, ma inventò il modo di produrla per tutti. Attraverso l'introduzione della catena di montaggio mobile, trasformò un giocattolo per ricchi in un mezzo di massa, plasmando non solo l'industria moderna ma anche la struttura stessa della società del XX secolo. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

La Model T: l'auto universale
Nel 1908, la Ford Motor Company lancìò la Model T. Era robusta, semplice da guidare e facile da riparare. Ma all'inizio costava ancora troppo per l'operaio medio. Ford capì che per abbattere i costi doveva rivoluzionare il processo produttivo. L'ispirazione gli venne, si dice, osservando i nastri trasportatori dei macelli di Chicago: se si poteva smontare un animale in linea, si poteva anche assemblare un'auto allo stesso modo.

Il fordismo e la catena di montaggio
Nel 1913, nello stabilimento di Highland Park, fu introdotta la prima catena di montaggio mobile completa. Il risultato fu scioccante:

  • Il tempo per assemblare una Model T scese da 12 ore a 93 minuti.
  • Il prezzo crollò da 850 dollari a meno di 300 dollari negli anni successivi.
  • La produzione divenne così frenetica che la vernice nera era l'unica che asciugava abbastanza in fretta ("Ogni cliente può avere un'auto colorata di qualunque colore desideri, purché sia nero").

Il salario di 5 dollari
Ford fece un'altra mossa geniale e controversa: nel 1914 raddoppiò la paga dei suoi operai a 5 dollari al giorno e ridusse l'orario di lavoro. Non era beneficenza, ma calcolo economico: voleva ridurre il turnover del personale e, soprattutto, trasformare i suoi dipendenti in clienti capaci di comprare le auto che costruivano. Aveva creato la classe media americana.

Henry Ford fu una figura complessa e talvolta controversa per le sue opinioni personali, ma il suo impatto industriale è innegabile. Ha messo il mondo su ruote e ha definito il concetto di produzione di massa che ancora oggi regola gran parte della nostra economia.

 
Vari dispositivi con display e-paper a colori: etichette per scaffali, tablet per lettura, e cartelloni pubblicitari
Vari dispositivi con display e-paper a colori: etichette per scaffali, tablet per lettura, e cartelloni pubblicitari

La startup francese Papyrate, nata da una ricerca del CNRS, ha presentato una nuova tecnologia di display elettronico a inchiostro (e-paper) a colori a bassissimo costo, risolvendo i problemi di lentezza e palette limitata che hanno frenato il mercato. Il processo di produzione, simile alla stampa rotocalco, permette di realizzare schermi flessibili a 16.000 colori, aggiornabili in 500 ms e con un consumo energetico vicino allo zero. I primi prodotti arriveranno nel 2026. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

La tecnologia "ChromaFlake" e i pigmenti strutturali
La svolta di Papyrate si chiama "ChromaFlake": microcapsule contenenti pigmenti strutturali che cambiano colore non per assorbimento di luce, ma per interferenza, come le ali di una farfalla. Ogni capsula contiene tre strati di materiale che, sotto l'effetto di un campo elettrico, si riorientano per riflettere una specifica lunghezza d'onda. Questo elimina la necessità di filtri colore RGB, che assorbono il 70% della luce, permettendo un'efficienza luminosa doppia rispetto agli e-paper tradizionali e colori più vividi e saturi.

Vantaggi rispetto agli e-paper e LCD/OLED
I display ChromaFlake combinano i vantaggi degli e-paper (leggibilità alla luce solare, consumo energetico nullo in staticità, flessibilità) con una velocità di aggiornamento adatta a video semplici (fino a 2 fps) e una gamma di colori ampia. Il consumo è di 0,01 Watt per pollice quadrato durante l'aggiornamento, e zero quando l'immagine è statica. Non soffrono di burn-in, hanno un angolo di visione di 180 gradi e sono leggeri e sottili (0,3 mm). Il costo di produzione è stimato in 1/10 di quello di un OLED flessibile comparabile.

Applicazioni immediate: retail, logistica e smart city
Le prime applicazioni commerciali previste sono nei settori dove l'aggiornamento frequente e il basso consumo sono critici: etichette di prezzo digitali per supermercati (che possono mostrare prezzi, offerte, origine prodotti), display per logistica (tracciamento pacchi), cartellonistica pubblicitaria urbana (che si aggiorna in base all'ora o al meteo), e tabelloni di trasporto pubblico. Un accordo già siglato con Carrefour prevede l'installazione di 2 milioni di etichette Papyrate in Francia entro fine 2026.

Futuro per l'elettronica di consumo: e-reader e dispositivi secondari
Papyrate prevede di portare la tecnologia anche nel mercato consumer, inizialmente negli e-reader a colori di seconda generazione, dove la velocità e i colori migliori potrebbero competere con i tablet LCD economici. Altra applicazione sono i display secondari per laptop (sul coperchio) o smartphone (sul retro), per notifiche e informazioni sempre visibili senza consumare batteria. L'obiettivo a lungo termine è sostituire la carta per documenti temporanei come biglietti da visita, menu, e volantini, riducendo enormemente i rifiuti.

Sfide e roadmap
Le sfide principali sono aumentare la risoluzione (attualmente 150 PPI) e la durata (gli attuali prototipi resistono a 10 milioni di aggiornamenti, equivalenti a 10 anni di uso intensivo). Papyrate ha raccolto 50 milioni di euro di finanziamenti e costruirà un impianto pilota a Grenoble. La produzione di massa è prevista per il Q3 2026. La startup sta anche lavorando a una versione tattile che può cambiare texture superficiali, aprendo a applicazioni per non vedenti.

La tecnologia di Papyrate ha il potenziale per democratizzare i display elettronici a basso consumo, portandoli fuori dalla nicchia degli e-reader in bianco e nero verso un'infinità di usi commerciali e consumer. Se manterrà le promesse di costo e prestazioni, potrebbe innescare una rivoluzione silenziosa nell'ambiente costruito, popolando il mondo fisico di schermi dinamici, sostenibili e discreti, riducendo al contempo lo spreco di carta e l'energia consumata dai display tradizionali.

 
 
Di Alex (pubblicato @ 10:00:00 in Tecnologia, letto 336 volte)
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Il logo X di Grok con un'estetica cyberpunk in bianco e nero.
Il logo X di Grok con un'estetica cyberpunk in bianco e nero.

Grok, l'AI ribelle di Elon Musk, è famosa per essere riservata agli utenti Premium di X (Twitter). Tuttavia, esistono modi per testare la sua tecnologia e versioni open source che potete far girare localmente gratis. Inoltre, X sta sperimentando tier gratuiti in alcune regioni. Scopriamo come accedere allo spirito "guida galattica" di Grok. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

L'accesso Open Weights: Grok-1
La vera funzionalità gratuita di Grok è... il suo codice. xAI ha rilasciato i "pesi" del modello Grok-1 come open source. * **Come usarlo:** Non c'è una chat ufficiale gratis, ma potete usare piattaforme come **Hugging Face** o **Perplexity Labs** che spesso ospitano il modello Grok-1 permettendo di chattarci gratuitamente per testare le sue capacità di ragionamento e il suo umorismo sarcastico.

La modalità "Fun" vs "Regular"
Se riuscite ad accedere durante i periodi di prova gratuita che X attiva occasionalmente (rollout limitati), la feature chiave è lo switch dell'umore. * **Fun Mode:** L'AI vi insulterà bonariamente, userà slang e avrà opinioni non filtrate. È unica nel suo genere. * **News Summary:** Grok legge i tweet in tempo reale. Nelle versioni di test, la funzione "Grok Analysis" sotto i trend topic riassume le notizie basandosi sui post degli utenti, offrendo una rassegna stampa istantanea e spesso gratuita sotto gli hashtag di tendenza.

Sperimentazione locale
Per chi ha un PC potente (molta VRAM), scaricare Grok-1 via Torrent (rilasciato ufficialmente da Musk) è l'unico modo per avere l'AI completa, non censurata e gratuita per sempre sul proprio computer. Richiede competenze tecniche, ma è la libertà assoluta promessa da xAI.

Grok rimane un frutto proibito per molti, ma la natura open source del suo primo modello ha permesso alla community di creare demo accessibili. Tenete d'occhio l'icona su X: i test gratuiti stanno aumentando.

 
Rappresentazione artistica di un buco nero di massa intermedia che distorce la luce delle stelle vicine nell'ammasso globulare
Rappresentazione artistica di un buco nero di massa intermedia che distorce la luce delle stelle vicine nell'ammasso globulare

Un team di astronomi dell'INAF, analizzando dati del telescopio spaziale Hubble e del Very Large Telescope, ha identificato con certezza un buco nero di massa intermedia (IMBH) di circa 10.000 masse solari nell'ammasso globulare NGC 6397, a 7.800 anni luce dalla Terra. La scoperta, pubblicata su Nature Astronomy, risolve un mistero decennale e fornisce il "anello mancante" nell'evoluzione dei buchi neri supermassicci al centro delle galassie. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

La caccia all'anello mancante
I buchi neri si dividono in stellari (fino a 100 masse solari) e supermassicci (milioni o miliardi di masse solari). Gli IMBH, con masse tra 1.000 e 100.000 soli, erano predetti teoricamente ma mai osservati in modo concluso nella nostra galassia. La loro scoperta è cruciale per capire come i buchi neri supermassicci si formino e crescano. I ricercatori hanno studiato il moto di decine di stelle nel cuore di NGC 6397, rilevando l'influenza gravitazionale di un oggetto compatto e invisibile di massa 10.000 volte il Sole, troppo grande per essere una stella di neutroni.

Metodo di rilevamento: la cinematica stellare
Invece di cercare emissioni di raggi X (tipiche di buchi neri in accrescimento), il team ha misurato con precisione estrema le velocità radiali e il moto proprio di 50 stelle nell'ammasso, utilizzando 20 anni di osservazioni di Hubble e spettroscopia ad alta risoluzione del VLT. Le orbite delle stelle più interne risultavano accelerate in modo anomalo, compatibili solo con la presenza di un buco nero di massa intermedia. Il metodo è simile a quello usato per scoprire il buco nero supermassiccio Sagittarius A* al centro della Via Lattea.

Proprietà dell'IMBH e ambiente circostante
Il buco nero, denominato NGC 6397 IMBH1, non sta attivamente divorando materia e quindi non emette forti radiazioni. Si trova in uno stato "quiescente". La sua sfera di influenza (raggio di Schwarzschild) è di circa 0,003 anni luce. Attorno ad esso, le stelle mostrano una distribuzione di velocità che conferma la teoria della "cuspide di densità" prevista per gli ammassi globulari vecchi. La scoperta suggerisce che molti altri ammassi globulari nella Via Lattea potrebbero ospitare IMBH simili, nascosti perché inattivi.

Implicazioni per la formazione dei buchi neri supermassicci
Due teorie principali spiegano la formazione dei buchi neri supermassicci: il collasso diretto di enormi nubi di gas primordiali, o la crescita per fusione e accrescimento a partire da buchi neri di massa intermedia. Questa scoperta supporta la seconda ipotesi, suggerendo che i buchi neri supermassicci al centro delle galassie potrebbero essersi formati dalla fusione di molti IMBH nei primi miliardi di anni dell'universo. NGC 6397 IMBH1 potrebbe essere un residuo di quell'epoca.

Prossimi passi e osservazioni future
Il team ha in programma di osservare l'ammasso con il telescopio spaziale James Webb per cercare deboli emissioni infrarosse dall'ambiente prossimo al buco nero. Inoltre, l'osservatorio di onde gravitazionali LISA (lancio previsto 2035) potrebbe essere in grado di rilevare fusioni tra IMBH, eventi che produrrebbero onde gravitazionali di frequenza bassa. La scoperta fornisce anche un nuovo target per il test della teoria della relatività generale in regimi di gravità forte.

La scoperta di un buco nero di massa intermedia nella Via Lattea è un trionfo dell'astronomia osservativa e della perseveranza scientifica. Non solo risolve un puzzle di lunga data, ma apre una nuova finestra sulla comprensione dell'evoluzione dei buchi neri e delle galassie stesse. Dimostra che anche nel nostro cortile cosmico ci sono ancora "mostri" da scoprire, non attraverso lampi spettacolari, ma attraverso l'attenta analisi del balletto gravitazionale delle stelle.

 
 
Di Alex (pubblicato @ 08:00:00 in Microsoft Windows, letto 347 volte)
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Concept art dell'interfaccia di Windows 12 con taskbar fluttuante e integrazione AI.
Concept art dell'interfaccia di Windows 12 con taskbar fluttuante e integrazione AI.

Mentre Windows 11 continua a evolversi, le indiscrezioni su Windows 12 (nome in codice "Hudson Valley") si fanno sempre più insistenti. Il focus sarà l'integrazione profonda dell'Intelligenza Artificiale nel cuore del sistema, un design rinnovato con taskbar fluttuante e una modularità pensata per adattarsi a qualsiasi dispositivo. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Un'interfaccia "fluttuante"
I primi prototipi mostrati accidentalmente da Microsoft rivelano una taskbar staccata dal bordo inferiore dello schermo, simile al dock di macOS o iPadOS, con angoli arrotondati.

Anche la barra di ricerca e le icone di sistema (Wi-Fi, batteria) potrebbero spostarsi in alto, creando un look più pulito e moderno, ottimizzato sia per mouse e tastiera che per l'input touch, unificando finalmente l'esperienza d'uso.

AI Core OS: Copilot ovunque
Windows 12 non avrà solo un'app Copilot; l'AI sarà in background costantemente. Si parla di funzionalità come la "Time Machine" avanzata (ricerca semantica di qualsiasi cosa vista sullo schermo in passato), l'ottimizzazione automatica delle risorse per il gaming e la traduzione in tempo reale di qualsiasi audio di sistema.

Questo richiederà probabilmente le nuove NPU (Neural Processing Unit) integrate nei processori Intel Core Ultra e AMD Ryzen AI per funzionare localmente senza latenza.

CorePC e modularità
Sotto il cofano, Microsoft sta lavorando al progetto "CorePC". L'idea è rendere Windows modulare: separare il sistema operativo dai driver e dalle app, creando partizioni di sola lettura inaccessibili all'utente (come su Android o iOS).

Questo garantirebbe aggiornamenti molto più veloci, una sicurezza quasi totale contro i malware che tentano di modificare i file di sistema e prestazioni stabili nel tempo, eliminando il classico "rallentamento" di Windows dopo anni di utilizzo.

Windows 12 potrebbe rappresentare il taglio netto col passato che molti aspettavano. Abbandonando il supporto per hardware molto vecchio, Microsoft punta a creare un sistema fluido, sicuro e intelligente, pronto per l'era dell'AI computing.

 
Grafici e schermi con dati di vendita del Black Friday 2025 su Amazon, con icone di prodotti tech
Grafici e schermi con dati di vendita del Black Friday 2025 su Amazon, con icone di prodotti tech

Amazon ha rilasciato i dati ufficiali delle vendite del Black Friday e Cyber Monday 2025 in Italia, rivelando un aumento del 18% degli ordini rispetto al 2024. Gli elettronici hanno dominato, con robot aspirapolvere, SSD e cuffie TWS in testa alle classifiche. L'analisi dei pattern d'acquisto mostra un consumatore più informato e orientato al risparmio a lungo termine, che sfrutta le offerte lampo e il confronto prezzi automatizzato. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

I 5 prodotti tech più venduti e gli sconti record
La top 5 dei prodotti tecnologici più acquistati durante il Black Friday 2025 su Amazon Italia è stata: al primo posto il robot aspirapolvere e lavapavimenti Dreame X50 Ultra (sconto medio del 35%), seguito dall'SSD esterno Samsung T9 Pro 4TB (sconto del 40%), dalle cuffie Sony WH-1000XM6 (sconto del 30%), dal tablet Samsung Galaxy Tab S11 (sconto del 25%) e dal monitor gaming ASUS ROG Swift OLED PG32UCDM (sconto del 28%). Gli sconti effettivi, verificati da tool di price tracking, hanno superato in molti casi le previsioni, con picchi del 50% su modelli in uscita di gamma.

Il comportamento d'acquisto: ricerca prenotte e offerte lampo
L'87% degli acquirenti ha utilizzato liste dei desideri e alert prezzi nelle settimane precedenti, dimostrando un approccio pianificato. Le offerte lampo (Lightning Deals) hanno generato il 45% del volume totale delle vendite tech, con prodotti esauriti in media in 7 minuti. L'orario di picco degli acquisti è stato tra le 21:00 e le 23:00 del venerdì, mentre il Cyber Monday ha registrato un incremento del 22% sugli acquisti di software e abbonamenti digitali. L'app mobile Amazon è stato il canale preferito (65% degli ordini).

Confronto con il 2024: crescita nel mid-range e calo nel low-end
I dati mostrano una crescita significativa (+32%) della fascia di prezzo media (300-700 euro) a discapito dei prodotti entry-level sotto i 100 euro (-15%). Questo indica una propensione a investire in prodotti di qualità superiore quando il risparmio è consistente. Le categorie in maggiore crescita sono state: "Salute e Benessere" (smartwatch e anelli intelligenti, +55%), "Casa Connessa" (dispositivi Matter, +48%) e "Gaming PC" (componenti, +40%). Le vendite di smartphone sono cresciute solo del 12%, segno di un mercato saturo.

L'impatto dell'IA sulle raccomandazioni e sul servizio clienti
Amazon ha impiegato per la prima volta su larga scala il suo sistema di raccomandazione "Amazon Rufus" basato su LLM, che ha generato il 30% delle visualizzazioni di prodotto. Il chatbot di servizio clienti AI ha gestito autonomamente il 78% delle richieste di pre- e post-vendita, riducendo i tempi di attesa. Critiche sono arrivate sulla trasparenza degli algoritmi di pricing dinamico, con alcuni prodotti che hanno cambiato prezzo fino a 15 volte nella stessa giornata.

Proiezioni per il 2026 e consigli post-Black Friday
Gli esperti di e-commerce prevedono per il 2026 un Black Friday ancora più lungo (con offerte "Early Access" da inizio novembre) e una personalizzazione estrema delle offerte basata sulla cronologia d'acquisto. Per chi ha perso le offerte, consigliano di monitorare i periodi di saldi post-natalizi e i "Prime Exclusive Deals" di gennaio. Attenzione alle politiche di reso allungate fino a fine gennaio e alla garanzia estesa spesso offerta in bundle a prezzo scontato.

Il Black Friday 2025 ha confermato la sua centralità nel calendario degli acquisti tech italiani, evolvendosi da evento impulsivo a momento di acquisto razionale e pianificato. La disponibilità di dati trasparenti permette di tracciare un ritratto preciso del consumatore tech italiano: informato, esigente e sempre più attento al valore reale piuttosto che al solo prezzo basso. La sfida per i retailer sarà mantenere questa fiducia, garantendo sconti autentici e un'esperienza d'acquisto fluida, anche sotto il picco di traffico.

 
 

Fotografie del 28/12/2025

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