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Dujiangyan, l'ingegneria idraulica che sfida i millenni
Di Alex (del 12/02/2026 @ 12:00:00, in Patrimonio UNESCO, letto 50 volte)

Vista aerea del sistema di Dujiangyan con la diga a bocca di pesce che divide il fiume Minjiang
Costruito nel 256 a.C., il sistema di Dujiangyan è l'unico progetto idraulico antico al mondo ancora in funzione che gestisce le acque senza l'uso di dighe di sbarramento. Patrimonio UNESCO, questa meraviglia ingegneristica sfrutta la fisica dei flussi e la forza centrifuga per prevenire inondazioni e irrigare la fertile pianura del Sichuan da oltre duemila anni. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Domare il drago senza ucciderlo
Nel III secolo a.C., il fiume Minjiang scendeva impetuoso dalle montagne, inondando regolarmente la pianura di Chengdu in estate e lasciandola arida in inverno. Il governatore Li Bing affrontò il problema con una filosofia rivoluzionaria: invece di bloccare il fiume con una diga (che sarebbe stata distrutta dalla forza dell'acqua), decise di guidarlo. Il principio era taoista: assecondare la natura per controllarla.
Il treppiede tecnologico: Yuzui, Feishayan e Baopingkou
Il genio del sistema risiede nella sua divisione in tre componenti strutturali che lavorano in armonia:
- Yuzui (La Bocca di Pesce): Un argine artificiale che divide il fiume in due rami. Il "fiume interno" è profondo e stretto per l'irrigazione, quello "esterno" è largo e piatto per scaricare le piene.
- Feishayan (La diga della sabbia volante): Un'apertura strategica che sfrutta la forza centrifuga. Quando l'acqua vortica, il limo pesante e le pietre vengono spinti verso l'esterno e espulsi nel fiume di scarico, prevenendo l'interramento dei canali.
- Baopingkou (Il collo di bottiglia): Un canale scavato attraverso la montagna Yulei che funge da valvola di sicurezza, controllando l'afflusso d'acqua verso la pianura agricola.
Tecnologia pre-esplosiva
La realizzazione del Baopingkou richiese otto anni. Senza polvere da sparo (inventata secoli dopo), Li Bing utilizzò una tecnica termica: riscaldava le rocce della montagna con grandi fuochi per poi gettarvi sopra l'acqua gelida del fiume. Lo shock termico frantumava la pietra, permettendo agli operai di scavare il canale manualmente.
Gabioni di bambù: materiali compositi antichi
Per stabilizzare gli argini, gli ingegneri non usarono malta rigida, ma "Zhu Long": lunghe ceste di bambù intrecciato riempite di pietre. Queste strutture agivano come ammortizzatori, assorbendo l'energia dell'acqua e permettendo piccole deformazioni senza crollare, un principio simile alle moderne strutture antisismiche.
Un'eredità vivente
Iscritto nella lista UNESCO nel 2000, Dujiangyan non è un rudere archeologico ma un'infrastruttura vitale. Ancora oggi irriga oltre 600.000 ettari di terreno, garantendo al Sichuan il soprannome di "Terra dell'Abbondanza". A differenza delle moderne megadighe in calcestruzzo che alterano gli ecosistemi, Dujiangyan dimostra come l'ingegneria possa integrarsi nel ciclo naturale con un impatto ambientale minimo e una durata millenaria.
Dujiangyan ci insegna una lezione di sostenibilità tecnologica: le soluzioni più durature non sono quelle che si oppongono con forza alla natura, ma quelle che ne comprendono e ne sfruttano le leggi fisiche con intelligenza ed eleganza.
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