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L'esercito delle dodici scimmie il capolavoro distopico di Terry Gilliam tra tempo e follia
Di Alex (del 30/10/2026 @ 21:00:00, in Fantascienza e Rigore Scientifico, letto 36 volte)
Scena iconica del film L'esercito delle 12 scimmie diretto da Terry Gilliam
Ispirato al capolavoro La Jetee di Chris Marker, il film di Terry Gilliam ha segnato la fantascienza degli anni novanta. Tra viaggi nel tempo disperati, allucinazioni cliniche e una spietata critica al controllo sociale, riscopriamo la grandezza visionaria di un'opera immortale con Bruce Willis e Brad Pitt. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
Bonus Video
Un viaggio circolare tra catastrofe virologica e memoria traumatica
Uscito nelle sale cinematografiche nel 1995 per la regia visionaria dell'ex Monty Python Terry Gilliam, L'esercito delle dodici scimmie rappresenta una delle vette insuperate del cinema sci-fi post-apocalittico. Ambientato in un 2035 in cui un virus letale diffuso nel 1996 ha spazzato via cinque miliardi di esseri umani costringendo i sopravvissuti a rintanarsi nei sotterranei, il racconto segue le peripezie del detenuto James Cole, interpretato da un monumentale Bruce Willis. Reclutato controvoglia per viaggiare nel passato e prelevare un campione puro dell'agente patogeno prima della sua mutazione letale, Cole si ritrova scaraventato in un labirinto di errori temporali, internato in un ospedale psichiatrico e perseguitato dal frammento di un ricordo d'infanzia in aeroporto.
La regia visionaria di Terry Gilliam e le interpretazioni memorabili
Gilliam orchestra una messa in scena barocca, sporca e asfissiante, dove il futuro appare dominato da macchinari steampunk arrugginiti e scienziati grotteschi asserragliati sopra trespoli meccanici. Accanto alla dolente vulnerabilita espressa da Bruce Willis, a brillare con straordinaria intensita e un giovane Brad Pitt nei panni dello squilibrato ed ecologista radicale Jeffrey Goines, un'interpretazione febbrile e carica di tic nevrotici che gli valse il Golden Globe e una meritata candidatura agli Oscar. La psichiatra Kathryn Railly, incarnata da Madeleine Stowe, diventa la bussola razionale destinata a vacillare progressivamente di fronte all'avverarsi inesorabile delle profezie di Cole.
Il paradosso della predestinazione e la critica alla razionalità moderna
Il vero nucleo tematico dell'opera risiede nel rifiuto del dogma hollywoodiano secondo cui il passato puo essere riscritto per salvare il presente. Gilliam abbraccia una struttura rigidamente circolare e tragica: ogni tentativo di sventare il contagio finisce paradossalmente per renderlo possibile, confermando la condanna della razza umana. L'esercito delle dodici scimmie si rivela un falso colpevole, un gruppo di animalisti che libera le bestie dello zoo senza spargere alcun morbo, mentre il vero untore agisce indisturbato all'ombra dei laboratori governativi, chiudendo il cerchio fatale della predestinazione in un aeroporto affollato.
L'esercito delle dodici scimmie rimane una riflessione lucida e inquietante sulla fragilita della nostra civilta e sull'illusione di poter controllare la linea del tempo. La follia non risiede in chi ricorda la verita, bensi in un mondo che precipita ciecamente verso la propria distruzione annunciata.
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