Home Archivio Microsmeta Home Galleria Forum Podcast Contatti
Cerca in Digital Worlds
 


Alex - Webmaster



Martina - Redazione


Vega AI
Vega - AI Host

EDIZIONE DEL 26 07 2026
🎧 Qui trovi
200 DAILY
podcast da
ascoltare!

AI AVATAR GUESTS
VALERIA
ADWOA
INAYA
SARITA
GEORGINA
AMELIA
ESMERALDA
SOFIA
COSMINA
MARIA
SARA
KIRA
CASSANDRA
CHLOE
HISTORY
DEMCHENKO

Ringrazio tutti i rispettivi autori (link originali sopra) attribuendo TUTTI I DIRITTI ai loro video ri-condivisi NON MODIFICATI nei miei articoli per contrubuire a diffonderli anche tramite Digital Worlds!

📊 SYSTEM STATUS
45
● LIVE ACCESS
Commenta su Telegram LASCIA UN
COMMENTO
TELEGRAM


Titolo
Accessori (48)
Animali rari e particolari (99)
Auricolari, cuffie, casse, mic (118)
Automotive (10)
Beni Arte e patrimonio UNESCO (48)
Bici Elettriche (4)
Capolavori tecnologici (14)
Cultura Geek (22)
Disastri ecosistemici (12)
Domotica (36)
Donne scienziate (18)
Droni (13)
E-commerce e Retail (11)
ENGLISH VERSION (1)
Futuro Aereonautica (7)
Futuro della Robotica (8)
Futuro della tecnologia (19)
Futuro dello Spazio (15)
Futuro device connessi (7)
Gadgets (120)
Gaming (71)
Geopolitica e tecnologia (59)
Green Tech (89)
Guide e Tutorial (50)
Hackintosh (3)
Hardware PC (104)
Indossabili (21)
Intelligenza Artificiale (159)
Intelligenza Artificiale e scacchi (5)
Internet e Social (90)
iPad (12)
iPhone (16)
Linux e Open Source (199)
Mac (10)
macOS (8)
Medicina e Tecnologia (51)
Meraviglie Naturali Recondite (27)
Microsoft Windows (97)
Misteri (101)
Mitologia e Cinema (17)
Mondo Android (25)
Mondo Apple (218)
Mondo Google (250)
Natura spettacolare (30)
Networking e connessioni (27)
Neurotecnologie (17)
Notebook (47)
Nuove Tecnologie (230)
Nuovi materiali (29)
Parchi tematici, Musei sci-tech (41)
PC Desktop (12)
Podcast e Blog (84)
Preistoria (31)
Razzismo USA spiega Trump (21)
Resort marini eco-sostenibili (9)
Robotica (146)
Salute e benessere (29)
Sapevatelo (44)
Schede Video (7)
Scienza e Ambiente (22)
Scienza e Spazio (239)
Scienza e Tecnologia (45)
Scienziati dimenticati (11)
Sci-Fi e Rigore Scientifico (44)
Sicurezza informatica (14)
Sistemi Operativi (21)
Smartphone (76)
SmartTV Monitor Proiettori (33)
Sociologia, Psicologia (6)
Software e Sicurezza (114)
Stampanti e scanner (10)
Storage (31)
Storia Antico Egitto (33)
Storia Aztechi, Maya e Inca (29)
Storia Cina, Hong Kong, Taiwan (23)
Storia console videogiochi (13)
Storia Contemporanea (34)
Storia degli scienziati (26)
Storia degli smarphone (72)
Storia dei Social Network (20)
Storia del Rinascimento (19)
Storia della Russia (7)
Storia delle invenzioni (93)
Storia delle scoperte mediche (20)
Storia Giappone, Coree e Asia (16)
Storia Grecia Antica (74)
Storia Impero Romano (189)
Storia Inghilterra Scozia Irlanda (12)
Storia Medioevo (74)
Storia meno nota e miti (14)
Storia Mesopotamia (6)
Storia Moderna (29)
Storia Personal Computer (26)
Sviluppo sostenibile (50)
Tablet ed e-Reader (16)
Version Francais (1)

Catalogati per mese:

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
E' necessario che il bluetooth...
25/07/2026 @ 19:43:54
Di Alex-Microsmeta
..Purtroppo piace pure ai ladr...
25/07/2026 @ 11:54:35
Di Gino
Un altro articolo interessante
17/05/2026 @ 08:57:21
Di Mirco
It should be nice if you could...
16/05/2026 @ 09:36:29
Di Dana
Nice blog!
22/03/2026 @ 08:56:22
Di Stupid spammer
Congratulations for this inter...
21/03/2026 @ 06:05:05
Di Danny
I like your posts on history
21/03/2026 @ 05:36:40
Di Jacklyn
How to hear your audio also in...
21/03/2026 @ 04:31:26
Di Cecil
Russian spammers are all IDIOT...
20/03/2026 @ 15:41:20
Di Berry
I still have my Zune HD!
20/03/2026 @ 14:37:40
Di Tyson

Think different!
Molla Apple e spendi 1/3!

No Apple Intelligence fino al 2027
su iPhone 18 Pro Max? Sono 1600
Euro buttati ...Davvero no grazie!

...Passato ad Android :-)







Scacchi, cibo per la mente!

Titolo
Bianco e nero (1)
Colore (12)

Le fotografie più cliccate

Titolo
Quale sistema operativo usi principalmente?

 Windows 11
 Windows 10
 Windows 7
 macOS Golden Gate
 macOS Tahoe
 macOS Sequoia
 macOS Sonoma
 Linux
 iOS
 Android

NETMARKETSHARE




Blogarama - Technology Blogs


Titolo
Listening
Musica legale e gratuita: Jamendo.com

Reading
Libri:
Gomorra di Roberto Saviano

Ragionevoli Dubbi di Gianrico Carofiglio
Se li conosci li eviti di Marco Travaglio

Watching
Film:
The Prestige
Lettere da Hiwo Jima
Masseria delle allodole
Le vite degli altri
Mio fratello è figlio unico
Déjà vu - Corsa contro il tempo
Ti amerò sempre
The millionaire | 8 Oscar






26/07/2026 @ 02:26:06
script eseguito in 279 ms


Progetto grafico e web design:
Arch. Andrea Morales
P.IVA 08256631006


Banner Studio Morales



\\ Home Page : Articolo

HANNO SUPPORTATO DIGITAL WORLDS INVIANDO PRODOTTI DA RECENSIRE




Bathochordaeus: il tunicato gigante che filtra gli abissi con una rete di muco
Di Alex (del 09/06/2026 @ 08:00:00, in Animali rari e particolari, letto 392 volte)
[🔍 CLICCA PER INGRANDIRE]
Il Bathochordaeus secerne una rete di muco grande un metro
Il Bathochordaeus secerne una rete di muco grande un metro
Il Bathochordaeus, un tunicato planctonico degli abissi, secerne una spettacolare casa di muco filtrante che può raggiungere un metro di diametro per catturare particelle organiche, svelando adattamenti unici della vita nelle profondità oceaniche. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


🎧 Ascolta questo articolo




Bonus Video



Morfologia e classificazione: un tunicato planctonico gigante
Bathochordaeus è un genere di appendicularie, un gruppo di tunicati planctonici appartenenti alla classe degli Appendicularia, noti per la loro straordinaria capacità di costruire elaborate strutture di filtraggio. Diversamente dalla maggior parte dei tunicati, che da adulti conducono vita sessile, gli appendicularie mantengono per tutta la vita la forma larvale, con una coda muscolosa che consente il nuoto e la generazione di correnti d'acqua. Il corpo è racchiuso in una tunica trasparente e gelatinosa, ma l'elemento più caratteristico è la casa di muco, una struttura esterna complessa che viene secreta continuamente da speciali ghiandole epidermiche. Nel caso di Bathochordaeus, questa casa può raggiungere dimensioni eccezionali, fino a un metro di diametro, rendendolo uno dei più grandi filtratori planctonici conosciuti. Il corpo dell'animale misura solo pochi centimetri, ma la rete di muco che lo circonda rappresenta un'estensione funzionale del suo apparato alimentare. Le appendicularie sono state a lungo studiate per il loro ruolo ecologico, ma Bathochordaeus, in particolare, ha attirato l'attenzione per le sue dimensioni e per la capacità di filtrare particelle submicrometriche, incluse cellule batteriche e detrito organico finissimo. La classificazione tassonomica lo colloca nella famiglia Oikopleuridae, ma presenta caratteristiche morfologiche uniche, come la complessa architettura dei canali interni della casa, che ne fanno un soggetto di studio privilegiato per comprendere l'evoluzione dei sistemi di alimentazione per sospensione negli oceani profondi.

La casa di muco: struttura, secrezione e meccanica di filtrazione
La casa di muco di Bathochordaeus non è un semplice involucro, ma una struttura altamente ingegnerizzata, composta da una matrice di glicoproteine e polisaccaridi. Al suo interno, una serie di filtri con maglie di diversa porosità convoglia l'acqua pompata dalla coda dell'animale attraverso un percorso a labirinto. L'acqua entra da aperture laterali, attraversa una prima rete a maglie larghe che blocca le particelle più grossolane, quindi passa attraverso un filtro fine con pori di circa 0,2-0,3 micrometri, capace di trattenere batteri e colloidi. Le particelle accumulate vengono convogliate verso la bocca tramite un sistema di canali mucosi ciliati, garantendo un'alimentazione continua. La casa viene prodotta in circa mezz'ora e, una volta intasata di materiale, viene abbandonata e sostituita; ciò avviene più volte al giorno, generando un flusso costante di detrito mucoso verso il fondo oceanico, un processo noto come neve marina. La meccanica di filtrazione è sorprendentemente efficiente: nonostante le dimensioni ridotte del corpo, il volume d'acqua processato in un giorno può raggiungere diversi litri, rendendo Bathochordaeus un ingranaggio chiave nella rimozione del carbonio organico dalla colonna d'acqua. Le tecniche di imaging in situ con ROV hanno rivelato la delicatezza delle strutture: la casa è talmente fragile che raramente sopravvive alla raccolta con reti tradizionali, ed è stata osservata nel suo ambiente naturale solo grazie a veicoli telecomandati dotati di telecamere ad alta definizione.

Ecologia e ruolo nella pompa biologica del carbonio
Bathochordaeus abita le profondità oceaniche, tipicamente tra i 200 e i 1500 metri, nella zona mesopelagica e batipelagica, dove la luce solare è assente o molto attenuata. In queste regioni, il particolato organico proveniente dalla superficie è la principale fonte di nutrimento, e gli appendicularie giganti svolgono un ruolo cruciale nel trasferimento di carbonio verso gli abissi. Filtrando particelle minuscole che altrimenti rimarrebbero in sospensione, Bathochordaeus le aggrega in pacchetti fecali e case abbandonate che affondano rapidamente, accelerando il sequestro del carbonio nei sedimenti. Questo processo, noto come pompa biologica, contribuisce alla regolazione del clima su scale temporali geologiche. Studi recenti condotti nel Pacifico nord-orientale hanno dimostrato che durante le fioriture fitoplanctoniche, la densità di Bathochordaeus può aumentare in modo esponenziale, e le loro case di muco possono formare aggregati visibili anche dai sonar. La loro distribuzione sembra essere influenzata dalle correnti di confine e dalla presenza di canyon sottomarini, che concentrano il materiale organico. Inoltre, le case abbandonate fungono da microhabitat per batteri e altri microrganismi, creando hot spot di attività metabolica nella colonna d'acqua. La resilienza di questa specie a condizioni di basso ossigeno, tipiche di molte zone di minima ossigeno, la rende un indicatore ecologico prezioso per monitorare i cambiamenti degli ecosistemi profondi legati al riscaldamento globale.

Osservazioni in situ e tecnologie deep-sea
A causa della loro estrema fragilità, le strutture di Bathochordaeus sono rimaste a lungo un mistero per la scienza. Solo con l'avvento dei ROV e degli AUV dotati di sistemi di campionamento delicati e telecamere macro è stato possibile documentare la morfologia delle case e il comportamento dell'animale. Le prime osservazioni dirette risalgono alle spedizioni del Monterey Bay Aquarium Research Institute (MBARI) negli anni '90, che filmarono esemplari giganti al largo della California. Da allora, l'uso di laser scanner subacquei ha permesso di misurare con precisione le dimensioni delle case, confermando diametri superiori al metro. Tecniche di imaging a fluorescenza hanno rivelato come le particelle alimentari vengano trasportate all'interno dei canali mucosi. Più di recente, campionatori a siringa montati su ROV hanno prelevato case intatte per analisi biochimiche, dimostrando la presenza di specifici enzimi coinvolti nella digestione extracellulare. La genomica ambientale ha identificato sequenze di Bathochordaeus in campioni d'acqua di profondità, suggerendo una distribuzione cosmopolita nei grandi oceani. La sfida attuale è comprendere i fattori che innescano la produzione delle case e la loro sostituzione, nonchè le interazioni con i predatori, tra cui meduse e pesci lanterna, che sembrano essere attratti proprio da queste strutture effimere.

Curiosità evolutive e confronto con altri appendicularie
Sebbene tutti gli appendicularie producano case di muco, le dimensioni e la complessità raggiunte da Bathochordaeus sono eccezionali. Confronti filogenetici suggeriscono che il gigantismo in questo genere sia un adattamento alle basse concentrazioni di cibo tipiche delle profondità, dove un filtro più grande consente di processare volumi d'acqua maggiori con lo stesso dispendio energetico. La capacità di secernere case sempre più grandi potrebbe essere stata favorita dalla pressione selettiva in ambienti oligotrofici. Inoltre, la trasparenza e la consistenza gelatinosa offrono un'efficace difesa contro i predatori visivi, mimetizzando l'animale nell'oscurità. La ricerca futura potrebbe svelare composti biochimici unici nel muco, con potenziali applicazioni biotecnologiche, come materiali filtranti biodegradabili o adesivi biocompatibili. Bathochordaeus incarna un esempio straordinario di come l'evoluzione abbia plasmato soluzioni ingegnose per prosperare in uno degli ambienti più inospitali del pianeta.

Il Bathochordaeus, con la sua effimera cattedrale di muco, ci ricorda che gli abissi oceanici custodiscono ancora meraviglie biologiche capaci di ridefinire i limiti della vita e della filtrazione naturale.

 
Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa

 
Nessun commento trovato.

Antispam di Sicurezza:
Per favore, risolvi la seguente operazione matematica per confermare il commento:
Quanto fa 8 + 5?
Testo (max 1000 caratteri)
Nome
e-Mail / Link


Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.