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Il dormiglione di Woody Allen tra satira futuristica e comicità slapstick
Di Alex (del 01/01/2026 @ 11:04:17, in Fantascienza e rigore scientifico, letto 70 volte)
Woody Allen nei panni di Miles Monroe nel film Il dormiglione del 1973
Risvegliato nel 2173 dopo due secoli di ibernazione criogenica, il clarinettista Miles Monroe si ritrova catapultato in una distopia totalitaria grottesca. Con Il dormiglione, Woody Allen fonde la slapstick comica dei fratelli Marx e di Buster Keaton con una satira spietata delle utopie tecnocratiche, firmando uno dei capolavori più originali della commedia fantascientifica. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
Bonus Video
Un clarinetto catapultato nella megalopoli asettica del 2173
Distribuito nelle sale nel dicembre 1973 e scritto a quattro mani con Marshall Brickman, Il dormiglione (titolo originale Sleeper) rappresenta una pietra miliare nella cinematografia di Woody Allen, segnando la transizione stilistica dalle commedie slapstick degli esordi verso la riflessione filosofica e sociologica più strutturata. Il protagonista della vicenda è Miles Monroe, un modesto clarinettista jazz e proprietario di un negozio di alimenti biologici nel Greenwich Village newyorkese chiamato Happy Carrot. Entrato al Saint Nicholas Hospital nel 1973 per sottoporsi a una banale operazione chirurgica per un'ulcera peptica, Miles viene ibernato illegalmente a causa di un improvviso arresto cardiaco provocato dall'anestesia. Duecento anni più tardi, nel 2173, un manipolo di scienziati cospiratori appartenenti alla resistenza clandestina decide di scongelarlo all'interno di un laboratorio segreto avvolto in fogli di alluminio. Il risveglio proietta il nevrotico musicista in una società totalitaria dominata da un misterioso dittatore noto semplicemente come il Leader, dove il pensiero critico è stato estirpato, la burocrazia ha assunto connotati orwelliani e la popolazione vive in uno stato di costante torpore conformista.
Orgasmatron, vegetali titanici e la parodia delle utopie alimentari
Il film si distingue per una ricchezza visiva e concettuale che parodia con chirurgica precisione i capisaldi della fantascienza distopica, da 1984 di George Orwell a Il mondo nuovo di Aldous Huxley, fino a 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick e Arancia meccanica di Anthony Burgess. Nel futuro allucinato immaginato da Allen, l'intimità biologica è stata completamente soppiantata dall'Orgasmatron, una cabina cilindrica argentata che eroga scariche elettrostatiche per raggiungere il piacere istantaneo senza contatto fisico, mentre le interazioni sociali sono mediate dalla sfera della beatitudine, una palla metallica riflettente che provoca euforia artificiale al solo tocco. Insuperabile è la sequenza in cui Miles, costretto a travestirsi da maggiordomo robotico per sfuggire alla polizia segreta, finisce impiegato nella villa di Luna Schlosser, una poetessa fatua e aristocratica interpretata da un'ispiratissima Diane Keaton. Memorabile rimane anche la satira delle manie alimentari degli anni Settanta: i medici del futuro scoprono con stupore scientifico che il germe di grano, la soia e le alghe bio erano alimenti deleteri per l'organismo umano, mentre cibi ricchi di grassi saturi, bistecche di manzo, panna montata e cioccolato fondente rappresentano il vero segreto della longevità. Questa trovata culmina visivamente nella fuga attraverso i campi idroponici coltivati con ortaggi titanici geneticamente modificati, dove Miles scivola rovinosamente su una buccia di banana gigante alta due metri, citando la gag più classica del cinema comico muto.
L'omaggio al cinema muto, le location futuriste e la musica dixieland
La grandezza di Sleeper risiede nella capacità di fondere il genere fantascientifico con la comicità fisica dei grandi maestri del muto. Woody Allen studiò meticolosamente le comiche di Buster Keaton, l'atletismo acrobatico di Harold Lloyd e l'anarchia surreale dei fratelli Marx, traducendoli in sequenze di puro ritmo visivo, come la celebre scena della catena di montaggio o il duello acrobatico a suon di specchi e vestiti di plastica trasparente. La produzione scelse come scenografie reali alcuni dei capolavori dell'architettura modernista e decostruzionista situati in Colorado, in particolare la spettacolare Sculptured House progettata dall'architetto Charles Deaton a Genesee Park e l'imponente complesso del National Center for Atmospheric Research a Boulder, opera monumentale firmata da Ieoh Ming Pei. Un elemento di geniale rottura riguarda la colonna sonora: in netto contrasto con le composizioni elettroniche o orchestrali magniloquenti dell'epoca, Allen decise di accompagnare le fughe tra androidi e veicoli sferici con le ritmiche sincopate del jazz dixieland e del ragtime di New Orleans, suonate dalla Preservation Hall Jazz Band e dalla New Orleans Funeral and Ragtime Orchestra, con lo stesso cineasta impegnato ad eseguire gli assoli al clarinetto.
L'ironia dissacrante sul Leader e l'immutabile natura umana
Nel terzo atto del racconto, Miles e Luna vengono incaricati dai ribelli di sabotare il Progetto Aires, che si rivela essere il disperato tentativo dei gerarchi di regime di clonare il dittatore defunto a partire dall'unico residuo biologico sopravvissuto a un attentato dinamitardo: il suo naso. Travestiti da eminenti chirurghi plastici, i due protagonisti sequestrano l'organo per poi schiacciarlo sotto un rullo compressore stradale, infliggendo il colpo di grazia al regime. Il finale si chiude con uno dei dialoghi più celebri ed emblematici del cinema di Woody Allen: quando Luna gli domanda se alla fine creda nei valori della rivoluzione o nella scienza, Miles risponde proclamando la sua assoluta sfiducia nelle ideologie politiche e nelle religioni, affermando di credere unicamente in due cose concrete: la morte e il sesso. La prima perchè capita una volta sola nella vita, e il secondo perchè ci si augura possa capitare decisamente più spesso.
Il dormiglione conserva a mezzo secolo dal debutto una freschezza satirica formidabile, ricordandoci con arguzia che ogni tentativo utopico di razionalizzare e sterilizzare la società è destinato a naufragare di fronte all'incrollabile, nevrotica e caotica imperfezione dell'animo umano.
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