\\ Home Page : Pubblicazioni
Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 18/01/2026
Di Alex (pubblicato @ 18:00:00 in Sistemi Operativi, letto 65 volte)
La bilancia Xiaomi Mi Body Composition Scale su un pavimento moderno in marmo
La Xiaomi Mi Body Composition Scale non è una semplice bilancia, ma un assistente personale per il benessere quotidiano. Attraverso algoritmi avanzati e una serie di sensori di precisione, questo strumento offre una panoramica completa sulla composizione corporea. Un design minimale che nasconde un'anima tecnologica pronta a guidarti verso una vita più sana. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
SOTTO 28€
🛒 Compralo ora su
|
Dieci parametri fondamentali in una sola analisi
Oltre al peso corporeo, la bilancia Xiaomi analizza massa muscolare, indice di massa grassa, metabolismo basale e livello di acqua. Questa visione olistica permette di comprendere realmente come il corpo risponde all'allenamento o ai cambiamenti della dieta, andando ben oltre il dato superficiale del peso complessivo.
Sincronizzazione impeccabile con lo smartphone
Grazie alla tecnologia bluetooth, ogni dato viene trasmesso istantaneamente all'applicazione dedicata. Qui è possibile visualizzare grafici temporali dei propri progressi, impostare obiettivi personali e condividere i risultati con i propri familiari, poiché la bilancia riconosce automaticamente fino a sedici diversi profili utente.
Design in vetro temperato e massima precisione
La superficie in vetro temperato ultra bianco dona un tocco di eleganza suntuosa a qualsiasi ambiente. I quattro elettrodi in acciaio inossidabile sono integrati in modo armonioso, garantendo al contempo una conduzione ottimale per le misurazioni biometriche.
Il monitoraggio costante è il primo passo verso il cambiamento; la Xiaomi Mi Body Composition Scale rende questo processo semplice, estetico e incredibilmente preciso.
Di Alex (pubblicato @ 13:40:00 in Tecnologia, letto 85 volte)
L'enorme obelisco incompiuto ancora parzialmente attaccato alla roccia madre nella cava di Assuan
Nelle cave di granito di Assuan giace abbandonato da oltre tremila anni un monolito che non ha mai visto la luce del giorno: l'obelisco incompiuto. Con le sue milleduecento tonnellate, sarebbe stato il più grande mai realizzato. Una crepa fatale interruppe il lavoro, ma ci regalò qualcosa di inestimabile: la prova definitiva di come gli antichi egizi estraevano la pietra dalla roccia. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Il gigante tradito dalla sua stessa ambizione
L'obelisco incompiuto di Assuan rappresenta uno dei reperti più preziosi per comprendere le tecniche costruttive dell'antico Egitto. Con i suoi quasi quarantadue metri di lunghezza e un peso stimato in milleduecento tonnellate, avrebbe superato di gran lunga qualsiasi altro obelisco mai eretto. Gli archeologi ritengono che fosse destinato al complesso templare di Karnak, probabilmente commissionato dalla regina Hatshepsut nel quindicesimo secolo avanti Cristo.
Durante la fase finale dell'estrazione, quando ormai il monolito era quasi completamente separato dalla roccia madre, apparve una crepa nella parte centrale. Per gli antichi scalpellini fu un disastro: mesi di lavoro incessante vanificati da un difetto nella struttura geologica del granito. La decisione di abbandonare il progetto fu probabilmente immediata. Il rischio che l'obelisco si spezzasse durante il trasporto o l'erezione era troppo alto, e il prestigio del faraone non poteva essere compromesso da un fallimento così visibile.
Quello che per gli egizi fu una tragedia, per noi è una fortuna straordinaria. L'obelisco abbandonato nella cava è diventato una sorta di museo a cielo aperto, dove le tecniche di lavorazione sono rimaste congelate nel tempo, leggibili ancora oggi con chiarezza sorprendente.
Dolerite contro granito: la battaglia della pietra
Le tracce lasciate sulla superficie dell'obelisco incompiuto hanno risolto uno dei dibattiti più accesi dell'archeologia: come facevano gli egizi a lavorare il granito senza utensili di ferro? La risposta si trova nelle impronte lasciate dalle sfere di dolerite, una roccia vulcanica più dura del granito stesso.
Gli scalpellini tenevano in mano queste sfere, del peso di cinque o sei chilogrammi, e le usavano come martelli per colpire ripetutamente la superficie del granito. Il granito è composto principalmente da quarzo, feldspato e mica. Sotto i colpi della dolerite, questi cristalli si frantumavano e si polverizzavano, permettendo agli operai di scavare gradualmente la roccia. Era un processo estremamente lento e faticoso: gli esperimenti moderni hanno dimostrato che un operaio esperto poteva rimuovere al massimo cinque centimetri cubi di granito all'ora.
Intorno all'obelisco sono state rinvenute migliaia di sfere di dolerite abbandonate, molte delle quali mostrano segni evidenti di usura. Alcune si erano addirittura fratturate a causa dell'intensità del lavoro. Gli archeologi stimano che per estrarre completamente l'obelisco incompiuto siano state necessarie almeno centomila ore di lavoro, distribuite su mesi se non anni di attività continua.
Organizzazione del cantiere e divisione del lavoro
Le cave di Assuan erano veri e propri complessi industriali organizzati con precisione militare. Gli scalpellini lavoravano in squadre coordinate, ciascuna responsabile di una sezione specifica dell'obelisco. Le tracce mostrano che il lavoro procedeva su più livelli simultaneamente: mentre alcuni operai scavavano la parte superiore, altri si occupavano dei lati e del fondo.
La tecnica prevedeva di creare prima una trincea profonda intorno al perimetro dell'obelisco, lasciandolo ancora attaccato alla roccia madre nella parte inferiore. Una volta raggiunta la profondità desiderata, gli operai scavavano dei tunnel sotto il monolito, inserendo supporti di legno per evitare che il peso causasse fratture premature. Solo quando l'obelisco era completamente libero su tutti i lati tranne quello inferiore, procedevano al distacco finale.
L'acqua giocava un ruolo cruciale. Gli egizi versavano continuamente acqua sulla superficie lavorata per ridurre il calore generato dall'attrito e per eliminare la polvere di granito, che altrimenti avrebbe reso il lavoro impossibile. Canali e cisterne garantivano un rifornimento costante d'acqua alle squadre di scalpellini.
Il sito fornisce anche evidenze dell'uso di cunei di legno inseriti in fessure naturali della roccia. Questi cunei venivano bagnati ripetutamente: il legno, gonfiandosi, esercitava una pressione crescente sulla roccia fino a provocarne la frattura lungo linee prestabilite. Era un metodo complementare alla percussione con le sfere di dolerite, usato soprattutto per il distacco iniziale dei grandi blocchi.
La lezione dell'imperfezione
L'obelisco incompiuto ci insegna che anche le civiltà più avanzate dovevano confrontarsi con i limiti imposti dalla natura e dalla tecnologia disponibile. Gli egizi non erano infallibili: commettevano errori, affrontavano fallimenti, dovevano adattare i loro piani alla realtà del materiale con cui lavoravano.
La crepa che condannò l'obelisco all'abbandono potrebbe essere stata causata da diversi fattori: una fessura microscopica già presente nella roccia, le vibrazioni causate dal lavoro stesso, o semplicemente la sfortuna. Gli egizi conoscevano bene i rischi: prima di iniziare l'estrazione di un grande monolito, gli ingegneri ispezionavano attentamente la roccia madre cercando segni di debolezza. Ma anche la loro esperienza non poteva garantire l'assenza di difetti nascosti all'interno della massa di granito.
Oggi l'obelisco incompiuto è uno dei siti archeologici più visitati di Assuan. Camminare intorno a questo gigante di pietra, osservare i segni del lavoro umano impressi nella sua superficie, toccare le stesse rocce che tremila anni fa toccavano gli scalpellini egizi, è un'esperienza che connette direttamente con il passato. Non è necessario immaginare come lavorassero: le prove sono tutte lì, cristallizzate nella pietra.
L'obelisco incompiuto ci ricorda che la grandezza di una civiltà non risiede solo nei suoi successi, ma anche nella capacità di affrontare il fallimento con dignità. Gli egizi abbandonarono il loro sogno di erigere il più grande obelisco mai costruito, ma ci lasciarono qualcosa di ancora più prezioso: la testimonianza autentica del loro genio ingegneristico, preservata nella roccia di Assuan per le generazioni future.
Di Alex (pubblicato @ 12:00:00 in Tecnologia, letto 83 volte)
Il controller cablato PowerA per Xbox in una visione ravvicinata che ne mostra l'ergonomia
Il controller cablato PowerA per Xbox rappresenta la sintesi ideale tra precisione e affidabilità per ogni videogiocatore. Grazie a un design ergonomico collaudato e a una connessione stabile senza latenza, questo accessorio permette di affrontare le sfide competitive più intense con la massima sicurezza. Scopriamo insieme le caratteristiche tecniche che lo rendono unico. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
SOTTO 35€
🛒 Compralo ora su
|
Precisione millimetrica e personalizzazione
Il cuore del controller PowerA risiede nella sua capacità di adattarsi allo stile di ogni giocatore. La presenza di tasti mappabili sul retro consente di eseguire azioni complesse senza mai staccare i pollici dalle levette analogiche, garantendo un vantaggio tattico notevole nei titoli sparatutto o d'azione.
Design suntuoso e comfort prolungato
La struttura esterna è studiata per ridurre l'affaticamento durante le lunghe sessioni di gioco. La trama antiscivolo garantisce una presa sicura anche nei momenti di maggiore tensione, mentre il cavo rimovibile da tre metri offre tutta la libertà di movimento necessaria senza i compromessi legati alle batterie ricaricabili.
Audio integrato e immersione totale
Non manca il jack da tre virgola cinque millimetri per collegare le proprie cuffie preferite direttamente al pad. Il controllo del volume e la funzione mute sono accessibili istantaneamente, permettendo di gestire la comunicazione nel team senza interrompere il flusso dell'azione.
In conclusione, scegliere il controller PowerA significa investire in un prodotto solido e performante che eleva lo standard del gioco cablato verso nuovi orizzonti di eccellenza.
Di Alex (pubblicato @ 09:00:00 in Nuove Tecnologie, letto 105 volte)
Illustrazione scientifica di una doppia elica di DNA che contiene dati digitali codificati nelle sequenze di basi nucleotidiche
Il DNA non è solo il codice della vita, ma potrebbe diventare il supporto di archiviazione definitivo. Con una densità informativa straordinaria e stabilità millenaria, questa molecola potrebbe contenere tutti i dati digitali del mondo in pochi chilogrammi di materia biologica. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
La densità informativa della natura
Il DNA è la soluzione che la natura ha sviluppato in miliardi di anni per archiviare informazioni biologiche con una densità ed efficienza straordinarie. Ogni cellula umana contiene circa due metri di DNA compattati in un nucleo di pochi micrometri di diametro, memorizzando l'intero genoma di 3 miliardi di coppie di basi.
Quando parliamo di archiviazione dati in DNA, stiamo parlando di numeri quasi incomprensibili. Un singolo grammo di DNA può teoricamente contenere circa 215 petabyte di dati, ovvero 215 milioni di gigabyte. Per mettere questo in prospettiva, tutti i dati prodotti dall'umanità fino ad oggi potrebbero essere archiviati in pochi chilogrammi di DNA.
Questa densità è milioni di volte superiore a qualsiasi supporto di archiviazione elettronico esistente. Un data center che occupa migliaia di metri quadrati potrebbe essere rimpiazzato, in teoria, da un contenitore delle dimensioni di una zolletta di zucchero. La densità volumetrica del DNA come supporto di archiviazione è semplicemente senza paragoni nel mondo della tecnologia umana.
Stabilità millenaria: l'archivio eterno
Il secondo vantaggio cruciale del DNA è la sua stabilità nel tempo. Mentre gli hard disk magnetici degenerano in pochi anni e i supporti ottici diventano illeggibili in decenni, il DNA può preservare informazioni per migliaia di anni se conservato in condizioni appropriate.
Gli scienziati hanno estratto e sequenziato DNA da fossili di Neanderthal vecchi di oltre 40.000 anni. Mammut congelati nel permafrost hanno rivelato DNA ancora leggibile dopo decine di migliaia di anni. Questa longevità intrinseca rende il DNA il candidato ideale per l'archiviazione a lunghissimo termine di informazioni critiche per la civiltà.
In condizioni controllate, con temperatura bassa e assenza di umidità, il DNA sintetico progettato per l'archiviazione dati potrebbe rimanere stabile per centinaia di migliaia di anni. Nessun'altra tecnologia di archiviazione si avvicina a questa durata. Organizzazioni come il Svalbard Global Seed Vault in Norvegia stanno già considerando il DNA per archiviare il patrimonio culturale e scientifico dell'umanità.
Come funziona la scrittura su DNA
La tecnologia di sintesi del DNA ha fatto progressi enormi negli ultimi anni. Il processo per codificare dati digitali in DNA inizia convertendo i bit binari in sequenze di nucleotidi. I quattro nucleotidi del DNA, adenina, timina, citosina e guanina, possono rappresentare informazioni in base 4 invece che in base 2 come i computer tradizionali.
Esistono vari schemi di codifica. Un approccio semplice assegna A e C allo 0 e G e T all'1, ma schemi più sofisticati utilizzano triplette di nucleotidi per rappresentare byte, incorporando anche meccanismi di correzione degli errori ispirati ai codici Reed-Solomon usati nei CD e DVD.
Una volta progettata la sequenza, sintetizzatori di DNA automatizzati assemblano le molecole nucleotide per nucleotide. Le tecnologie moderne come la sintesi su microarray possono produrre milioni di filamenti di DNA in parallelo. Aziende come Twist Bioscience e Catalog Technologies stanno sviluppando piattaforme commerciali di sintesi di DNA specificamente per l'archiviazione dati.
Il DNA sintetizzato viene poi conservato in forma liofilizzata o in soluzione stabilizzata. Microsoft e l'Università di Washington hanno dimostrato la scrittura e lettura di 200 megabyte di dati, inclusi video e documenti, in DNA sintetico con successo completo.
Il sequenziamento: leggere i dati dal DNA
Per recuperare i dati, il DNA deve essere sequenziato, ovvero la sua sequenza di nucleotidi deve essere letta e convertita nuovamente in bit digitali. I progressi nel sequenziamento del DNA sono stati esplosivi: il costo del sequenziamento di un genoma umano è passato da oltre 100 milioni di dollari nel 2001 a meno di 1000 dollari oggi.
Tecnologie come il sequenziamento Illumina, basato su sintesi, e il nanopore sequencing di Oxford Nanopore permettono di leggere miliardi di basi in poche ore. Il nanopore sequencing è particolarmente promettente per l'archiviazione dati perché può leggere filamenti di DNA molto lunghi in tempo reale, passandoli attraverso pori proteici nanometrici.
Gli algoritmi bioinformatici riassemblano i frammenti sequenziati nella sequenza originale, correggono gli errori usando i codici ridondanti incorporati nella scrittura, e riconvertono le sequenze di nucleotidi in dati binari. Tutto questo processo, che una volta richiedeva settimane, può ora essere completato in ore o giorni.
Sfide tecniche ed economiche
Nonostante il potenziale rivoluzionario, l'archiviazione dati in DNA affronta ostacoli significativi prima di diventare pratica su larga scala. Il costo è il problema principale: attualmente scrivere un megabyte di dati in DNA costa migliaia di dollari, rendendo la tecnologia proibitivamente costosa per applicazioni commerciali di massa.
La velocità è un'altra limitazione. Sintetizzare e sequenziare DNA richiede tempo, rendendo questa tecnologia inadatta per applicazioni che richiedono accesso rapido ai dati. Il DNA storage è pensato per archiviazione cold, dati che devono essere preservati a lungo termine ma acceduti raramente, come archivi storici, backup di sicurezza o patrimoni culturali digitali.
Gli errori di sintesi e sequenziamento rimangono una preoccupazione, anche se i sistemi di correzione degli errori si sono dimostrati molto efficaci. La standardizzazione dei formati e dei protocolli di codifica è ancora in evoluzione, con varie organizzazioni e aziende che propongono approcci diversi.
Nonostante queste sfide, il DNA data storage sta rapidamente evolvendo da curiosità scientifica a tecnologia realistica. Aziende come Microsoft, Catalog e Twist investono pesantemente, e i costi di sintesi e sequenziamento continuano a diminuire esponenzialmente. Entro il prossimo decennio, potremmo vedere i primi archivi commerciali basati su DNA preservare il patrimonio digitale dell'umanità per i millenni a venire.
Di Alex (pubblicato @ 06:00:00 in Tecnologia, letto 69 volte)
La ring light da tavolo Neewer accesa durante una sessione di vlogging
La Neewer Ring Light da tavolo è il segreto per un aspetto professionale in ogni videochiamata o contenuto social. Studiata per chi cerca un'illuminazione uniforme e naturale, questa lampada anulare elimina le ombre dure e valorizza i tratti del volto. Uno strumento versatile che trasforma ogni scrivania in un set cinematografico in miniatura. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
SOTTO 37€
🛒 Compralo ora su
|
Controllo totale della temperatura colore
Uno dei punti di forza di questo modello è la possibilità di regolare la luce da calda a fredda con estrema semplicità. Che si tratti di un trucco minuzioso o di uno stream serale, la Neewer Ring Light offre la tonalità perfetta per bilanciare l'atmosfera circostante e garantire fedeltà cromatica assoluta.
Supporto stabile e rotazione completa
La base solida garantisce che la luce rimanga ferma anche durante le regolazioni più audaci. Grazie allo snodo flessibile, è possibile inclinare l'anello luminoso per trovare l'angolazione ideale, illuminando il volto in modo da nascondere le imperfezioni e mettere in risalto gli occhi con l'iconico riflesso circolare.
Alimentazione USB per la massima portabilità
Dimenticate i trasformatori ingombranti: questo modello si alimenta tramite una comune porta USB, permettendo di utilizzarlo ovunque ci sia un computer o una power bank. Una scelta pratica per chi deve allestire il proprio set in ambienti diversi con rapidità.
In un mondo che comunica attraverso le immagini, la Neewer Ring Light da tavolo è il pilastro su cui costruire la propria identità visiva con suntuosa eleganza.
Fotografie del 18/01/2026
Nessuna fotografia trovata.











Microsmeta Podcast
Feed Atom 0.3
(p)Link
Commenti
Storico
Stampa