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Articoli del 18/01/2026
Di Alex (pubblicato @ 09:00:00 in Nuove Tecnologie, letto 10 volte)
Illustrazione scientifica di una doppia elica di DNA che contiene dati digitali codificati nelle sequenze di basi nucleotidiche
Il DNA non è solo il codice della vita, ma potrebbe diventare il supporto di archiviazione definitivo. Con una densità informativa straordinaria e stabilità millenaria, questa molecola potrebbe contenere tutti i dati digitali del mondo in pochi chilogrammi di materia biologica. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
La densità informativa della natura
Il DNA è la soluzione che la natura ha sviluppato in miliardi di anni per archiviare informazioni biologiche con una densità ed efficienza straordinarie. Ogni cellula umana contiene circa due metri di DNA compattati in un nucleo di pochi micrometri di diametro, memorizzando l'intero genoma di 3 miliardi di coppie di basi.
Quando parliamo di archiviazione dati in DNA, stiamo parlando di numeri quasi incomprensibili. Un singolo grammo di DNA può teoricamente contenere circa 215 petabyte di dati, ovvero 215 milioni di gigabyte. Per mettere questo in prospettiva, tutti i dati prodotti dall'umanità fino ad oggi potrebbero essere archiviati in pochi chilogrammi di DNA.
Questa densità è milioni di volte superiore a qualsiasi supporto di archiviazione elettronico esistente. Un data center che occupa migliaia di metri quadrati potrebbe essere rimpiazzato, in teoria, da un contenitore delle dimensioni di una zolletta di zucchero. La densità volumetrica del DNA come supporto di archiviazione è semplicemente senza paragoni nel mondo della tecnologia umana.
Stabilità millenaria: l'archivio eterno
Il secondo vantaggio cruciale del DNA è la sua stabilità nel tempo. Mentre gli hard disk magnetici degenerano in pochi anni e i supporti ottici diventano illeggibili in decenni, il DNA può preservare informazioni per migliaia di anni se conservato in condizioni appropriate.
Gli scienziati hanno estratto e sequenziato DNA da fossili di Neanderthal vecchi di oltre 40.000 anni. Mammut congelati nel permafrost hanno rivelato DNA ancora leggibile dopo decine di migliaia di anni. Questa longevità intrinseca rende il DNA il candidato ideale per l'archiviazione a lunghissimo termine di informazioni critiche per la civiltà.
In condizioni controllate, con temperatura bassa e assenza di umidità, il DNA sintetico progettato per l'archiviazione dati potrebbe rimanere stabile per centinaia di migliaia di anni. Nessun'altra tecnologia di archiviazione si avvicina a questa durata. Organizzazioni come il Svalbard Global Seed Vault in Norvegia stanno già considerando il DNA per archiviare il patrimonio culturale e scientifico dell'umanità.
Come funziona la scrittura su DNA
La tecnologia di sintesi del DNA ha fatto progressi enormi negli ultimi anni. Il processo per codificare dati digitali in DNA inizia convertendo i bit binari in sequenze di nucleotidi. I quattro nucleotidi del DNA, adenina, timina, citosina e guanina, possono rappresentare informazioni in base 4 invece che in base 2 come i computer tradizionali.
Esistono vari schemi di codifica. Un approccio semplice assegna A e C allo 0 e G e T all'1, ma schemi più sofisticati utilizzano triplette di nucleotidi per rappresentare byte, incorporando anche meccanismi di correzione degli errori ispirati ai codici Reed-Solomon usati nei CD e DVD.
Una volta progettata la sequenza, sintetizzatori di DNA automatizzati assemblano le molecole nucleotide per nucleotide. Le tecnologie moderne come la sintesi su microarray possono produrre milioni di filamenti di DNA in parallelo. Aziende come Twist Bioscience e Catalog Technologies stanno sviluppando piattaforme commerciali di sintesi di DNA specificamente per l'archiviazione dati.
Il DNA sintetizzato viene poi conservato in forma liofilizzata o in soluzione stabilizzata. Microsoft e l'Università di Washington hanno dimostrato la scrittura e lettura di 200 megabyte di dati, inclusi video e documenti, in DNA sintetico con successo completo.
Il sequenziamento: leggere i dati dal DNA
Per recuperare i dati, il DNA deve essere sequenziato, ovvero la sua sequenza di nucleotidi deve essere letta e convertita nuovamente in bit digitali. I progressi nel sequenziamento del DNA sono stati esplosivi: il costo del sequenziamento di un genoma umano è passato da oltre 100 milioni di dollari nel 2001 a meno di 1000 dollari oggi.
Tecnologie come il sequenziamento Illumina, basato su sintesi, e il nanopore sequencing di Oxford Nanopore permettono di leggere miliardi di basi in poche ore. Il nanopore sequencing è particolarmente promettente per l'archiviazione dati perché può leggere filamenti di DNA molto lunghi in tempo reale, passandoli attraverso pori proteici nanometrici.
Gli algoritmi bioinformatici riassemblano i frammenti sequenziati nella sequenza originale, correggono gli errori usando i codici ridondanti incorporati nella scrittura, e riconvertono le sequenze di nucleotidi in dati binari. Tutto questo processo, che una volta richiedeva settimane, può ora essere completato in ore o giorni.
Sfide tecniche ed economiche
Nonostante il potenziale rivoluzionario, l'archiviazione dati in DNA affronta ostacoli significativi prima di diventare pratica su larga scala. Il costo è il problema principale: attualmente scrivere un megabyte di dati in DNA costa migliaia di dollari, rendendo la tecnologia proibitivamente costosa per applicazioni commerciali di massa.
La velocità è un'altra limitazione. Sintetizzare e sequenziare DNA richiede tempo, rendendo questa tecnologia inadatta per applicazioni che richiedono accesso rapido ai dati. Il DNA storage è pensato per archiviazione cold, dati che devono essere preservati a lungo termine ma acceduti raramente, come archivi storici, backup di sicurezza o patrimoni culturali digitali.
Gli errori di sintesi e sequenziamento rimangono una preoccupazione, anche se i sistemi di correzione degli errori si sono dimostrati molto efficaci. La standardizzazione dei formati e dei protocolli di codifica è ancora in evoluzione, con varie organizzazioni e aziende che propongono approcci diversi.
Nonostante queste sfide, il DNA data storage sta rapidamente evolvendo da curiosità scientifica a tecnologia realistica. Aziende come Microsoft, Catalog e Twist investono pesantemente, e i costi di sintesi e sequenziamento continuano a diminuire esponenzialmente. Entro il prossimo decennio, potremmo vedere i primi archivi commerciali basati su DNA preservare il patrimonio digitale dell'umanità per i millenni a venire.
Fotografie del 18/01/2026
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