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Articoli del 13/02/2026

Di Alex (pubblicato @ 08:00:00 in Natura, letto 9 volte)
Auyán-tepui: la montagna da tavola e la cascata più alta del mondo
Il Salto Angel precipita dall'Auyán-tepui
Il Salto Angel precipita dall'Auyán-tepui

L'Auyán-tepui è una montagna-tavola di 700 chilometri quadrati nel cuore della foresta amazzonica venezuelana. Dal suo bordo precipita il Salto Angel, la cascata più alta del mondo con 979 metri di caduta ininterrotta. Un luogo talmente isolato che nuove specie vengono scoperte ogni anno. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

🎧 Ascolta questo articolo

Le montagne di arenaria più antiche della Terra
I tepui sono formazioni geologiche uniche concentrate nello Scudo della Guiana, un massiccio di rocce metamorfiche e sedimentarie che attraversa Venezuela, Guyana, Suriname e Brasile settentrionale. La parola tepui significa "casa degli dei" in lingua Pemón, il popolo indigeno che abita la regione da millenni. Queste montagne-tavola sono resti di un altopiano di arenaria precambriana che si è eroso nel corso di centinaia di milioni di anni.

L'Auyán-tepui è il più vasto tepui della regione, coprendo circa 700 chilometri quadrati di superficie sommitale. Le sue pareti verticali si innalzano per oltre 1000 metri dalla foresta circostante, creando barriere geologiche insormontabili. La sommità si trova a circa 2400 metri di altitudine, immersa nelle nuvole per gran parte dell'anno. L'isolamento è talmente totale che l'evoluzione ha seguito percorsi indipendenti per milioni di anni.

Il Salto Angel: acqua che diventa nebbia
La cascata che i Pemón chiamano Kerepakupai Merú precipita da una fenditura nel bordo occidentale dell'Auyán-tepui. Con 979 metri di caduta ininterrotta e un'altezza totale di 1054 metri considerando i salti inferiori, è quasi venti volte più alta delle Cascate del Niagara. L'acqua proviene da un fiume che scorre sulla sommità del tepui e plunge nel vuoto dal Canyon del Diavolo.

La caratteristica più spettacolare del Salto Angel è che l'acqua si polverizza completamente prima di raggiungere il fondo. La caduta è talmente lunga e l'aria tropicale talmente calda che l'acqua evapora e si disperde in una nebbia fine che viene trasportata dal vento per chilometri. Durante la stagione secca, il volume d'acqua si riduce così tanto che la cascata sembra scomparire, lasciando solo un velo di umidità sulle pareti rocciose.

La scoperta di Jimmie Angel
Sebbene i Pemón conoscessero l'esistenza del Salto Angel da sempre, il mondo occidentale ne venne a conoscenza solo nel 1933 grazie al pilota americano Jimmie Angel. Volando in cerca di giacimenti d'oro, Angel avvistò la cascata gigantesca e tentò di atterrare sulla sommità del tepui nel 1937. Il suo aereo si insabbiò nel terreno paludoso e Angel, sua moglie e due compagni dovettero scendere a piedi, impiegando 11 giorni per raggiungere la civiltà.

L'aereo di Angel rimase sulla sommità del tepui per 33 anni, arrugginendosi sotto le piogge torrenziali, prima di essere recuperato con elicotteri militari nel 1970. Oggi è esposto all'aeroporto di Ciudad Bolívar. La cascata fu chiamata "Salto Angel" in onore del pilota, anche se il governo venezuelano usa ufficialmente il nome Pemón Kerepakupai Merú dal 2009.

Un ecosistema alieno
La sommità dell'Auyán-tepui è un mondo perduto nel senso letterale. L'isolamento di milioni di anni ha prodotto tassi di endemismo superiori al 50 percento: metà delle specie che vivono lassù non esistono da nessun'altra parte sulla Terra. L'ambiente è estremo: suolo quasi inesistente composto da sabbia e humus, piogge torrenziali per otto mesi all'anno, nebbie persistenti, temperature che oscillano violentemente tra giorno e notte.

Le piante hanno sviluppato adattamenti straordinari. Molte sono carnivore, compensando la povertà del suolo intrappolando insetti. Le Heliamphora, piante a orcio endemiche dei tepui, catturano artropodi in foglie modificate piene d'acqua. Orchidee nane crescono direttamente sulla roccia nuda, traendo nutrimento dalle alghe e dal detrito organico portato dal vento. Felci arboree primitive sopravvivono come relitti di flore giurassiche.

Fauna endemica e scoperte continue
Ogni spedizione scientifica sull'Auyán-tepui scopre nuove specie. Rane delle dimensioni di un'unghia, colorate come caramelle, saltellano tra le bromelie. Lucertole che hanno perso la capacità di scendere dal tepui per mancanza di predatori. Ragni e scorpioni con adattamenti unici all'umidità costante. Piccoli mammiferi come opossum nani si sono evoluti in isolamento completo.

Gli uccelli includono specie uniche di colibrì, tanagari e rondoni che nidificano sulle pareti verticali. Il tepuí swift costruisce nidi nelle fessure delle cascate, volando attraverso la cortina d'acqua. Durante la stagione delle piogge, le pareti si trasformano in centinaia di cascate temporanee che creano microhabitat umidi dove muschi e licheni prosperano.

Raggiungere l'inaccessibile
L'Auyán-tepui rimane uno dei luoghi più difficili da raggiungere sul pianeta. Non esistono strade. L'unico modo per arrivare alla base è risalire il fiume Carrao in curiara, canoe motorizzate che impiegano 4-6 ore navigando contro corrente attraverso rapide e tronchi sommersi. Il viaggio è possibile solo durante la stagione delle piogge, quando il livello dell'acqua è sufficiente.

Le spedizioni scientifiche sulla sommità richiedono elicotteri militari venezuelani, autorizzazioni governative e settimane di preparazione. Il tempo è imprevedibile: le nuvole possono intrappolare gli elicotteri per giorni. Scalare le pareti verticali è tecnicamente possibile ma estremamente pericoloso: la roccia arenaria è friabile, le cascate improvvise rendono le pareti scivolose, e non esistono vie di arrampicata stabilite.

L'Auyán-tepui è una capsula del tempo geologica, un frammento di un mondo più antico isolato dalle leggi dell'evoluzione moderna. Ogni goccia del Salto Angel che evapora nell'aria è un messaggio da un ecosistema che esisteva prima che l'umanità camminasse sulla Terra.

 
 
Joseph Lister e l'antisepsi: quando la chirurgia smise di uccidere
Joseph Lister nebulizza acido fenico in sala operatoria
Joseph Lister nebulizza acido fenico in sala operatoria

Nel 1865, metà dei pazienti operati moriva di infezioni postoperatorie. Il chirurgo Joseph Lister intuì che le infezioni erano causate da germi, non da gas miasmatici. Iniziò a usare acido fenico per disinfettare ferite e strumenti, rivoluzionando la chirurgia e salvando milioni di vite. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

🎧 Ascolta questo articolo

La cancrena ospedaliera
Nella prima metà del diciannovesimo secolo, la chirurgia aveva fatto progressi straordinari. L'anestesia, introdotta negli anni quaranta con etere e cloroformio, aveva reso possibili operazioni complesse eliminando il dolore. I chirurghi potevano finalmente lavorare con calma e precisione invece di gareggiare per amputare un arto in 30 secondi mentre il paziente urlava.

Ma nonostante questi progressi, la mortalità postoperatoria rimaneva spaventosamente alta, spesso superiore al 50 percento. I pazienti sopravvivevano all'operazione solo per morire giorni dopo di infezioni devastanti. Le ferite suppuravano, si gonfiavano, diventavano nere. La cancrena ospedaliera, come veniva chiamata, trasformava gli ospedali in camere mortuarie più che in luoghi di cura.

Le corsie chirurgiche avevano un odore caratteristico di carne putrefatta. I chirurghi operavano con i camici sporchi di sangue e pus di decine di pazienti precedenti, considerando le macchie un segno di esperienza. Gli strumenti venivano puliti sommariamente tra un'operazione e l'altra. Nessuno si lavava le mani. La teoria dominante attribuiva le infezioni ai "miasmi", gas velenosi emanati dai tessuti morti.

L'intuizione di Lister
Joseph Lister, chirurgo scozzese al Glasgow Royal Infirmary, era ossessionato dal problema delle infezioni. Nel 1865 lesse i lavori di Louis Pasteur sulla fermentazione, dove il chimico francese dimostrava che la decomposizione organica era causata da microrganismi viventi, non da processi chimici spontanei. Lister fece una connessione rivoluzionaria: se la putrefazione del vino era causata da germi nell'aria, forse anche la suppurazione delle ferite aveva la stessa origine.

Se i germi erano la causa, allora serviva un modo per ucciderli. Lister conosceva l'uso dell'acido fenico (fenolo) per deodorare le fogne di Carlisle, dove aveva ridotto drasticamente le malattie tra i lavoratori. Il fenolo era un potente antisettico, tossico per i microrganismi. Lister ipotizzò che applicato alle ferite e agli strumenti chirurgici potesse prevenire le infezioni.

Il primo successo
L'11 agosto 1865, Lister trattò il suo primo paziente con il nuovo metodo. James Greenlees, un bambino di undici anni, aveva subito una frattura esposta della tibia dopo essere stato investito da un carro. Le fratture esposte avevano una mortalità superiore al 60 percento, di solito richiedevano l'amputazione per prevenire la cancrena.

Invece di amputare, Lister pulì accuratamente la ferita, applicò una compressa di garza imbevuta di acido fenico diluito e fasciò la gamba. Nei giorni successivi cambiò regolarmente le medicazioni usando sempre fenolo fresco. La ferita non suppurò. Non ci fu febbre. Nessun odore di decomposizione. Dopo sei settimane, James Greenlees camminava di nuovo, con la gamba perfettamente guarita.

Il sistema Lister completo
Incoraggiato dal successo, Lister sviluppò un protocollo antiseptico completo. Prima di ogni operazione, gli strumenti venivano immersi in soluzione di fenolo al 5 percento. Il tavolo operatorio veniva pulito con fenolo. Il chirurgo si lavava le mani con sapone al fenolo. Durante l'operazione, un assistente nebulizzava continuamente acido fenico nell'aria usando uno spray azionato a mano, creando una nebbia disinfettante che avvolgeva il campo operatorio.

Le ferite venivano lavate con fenolo diluito prima della sutura. Le medicazioni erano garze imbevute di fenolo coperte da fogli di gommalacca per creare un sigillo ermetico. Lister introdusse anche i fili di sutura al catgut trattati con fenolo, che si dissolvevano naturalmente senza dover essere rimossi, riducendo ulteriori rischi infettivi.

La resistenza della comunità medica
Nonostante i risultati evidenti, molti chirurghi rifiutarono il metodo Lister per anni. Il fenolo era irritante, bruciava le mani, causava eczemi. Lo spray era scomodo e ingombrava la sala operatoria. Ma soprattutto, l'idea che creature invisibili causassero malattie sembrava assurda a medici formati secondo la teoria miasmatica.

Famosi chirurghi scozzesi e inglesi attaccarono pubblicamente Lister, accusandolo di complicare inutilmente la chirurgia. Solo quando Lister pubblicò statistiche inconfutabili la resistenza crollò: nei cinque anni prima dell'antisepsi, il 45 percento dei suoi pazienti amputati moriva di infezione; nei cinque anni successivi, la mortalità era scesa al 15 percento. La differenza era troppo grande per essere ignorata.

Dall'antisepsi all'asepsi
Il metodo Lister fu gradualmente perfezionato. Il chirurgo tedesco Ernst von Bergmann introdusse nel 1886 l'asepsi: invece di uccidere i germi presenti, prevenirli completamente sterilizzando tutto con calore. Autoclavi a vapore ad alta pressione sterilizzavano strumenti e bendaggi. Sale operatorie dedicate con pareti lavabili sostituirono le corsie aperte. Camici, guanti e mascherine divennero obbligatori.

Questa evoluzione dall'antisepsi all'asepsi ridusse ulteriormente le infezioni e permise operazioni sempre più complesse. La chirurgia addominale, cardiaca e cerebrale, impensabili prima di Lister perché inevitabilmente letali per infezione, divennero routine. L'aspettativa di vita dopo un intervento chirurgico si moltiplicò.

L'eredità di Lister
Joseph Lister fu il primo chirurgo elevato alla Camera dei Lord britannica, riconoscimento del suo contributo straordinario. Morì nel 1912, venerato come il salvatore di milioni di vite. La società di prodotti disinfettanti Listerine prese il nome da lui. Generazioni di studenti di medicina impararono i principi dell'antisepsi come fondamento della pratica chirurgica.

Prima di Lister, la chirurgia era una condanna a morte a rate: sopravvivevi al coltello solo per morire di infezione. Dopo Lister, operare divenne salvare vite. L'antisepsi ha reso possibile tutta la medicina moderna: trapianti, bypass, neurochirurgia. Tutto inizia con un'idea semplice: uccidi i germi prima che uccidano il paziente.

 
 

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