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Joseph Lister e l'antisepsi: quando la chirurgia smise di uccidere
Di Alex (del 13/02/2026 @ 07:00:00, in Medicina e Tecnologia, letto 12 volte)
Joseph Lister e l'antisepsi: quando la chirurgia smise di uccidere
Joseph Lister nebulizza acido fenico in sala operatoria
Joseph Lister nebulizza acido fenico in sala operatoria

Nel 1865, metà dei pazienti operati moriva di infezioni postoperatorie. Il chirurgo Joseph Lister intuì che le infezioni erano causate da germi, non da gas miasmatici. Iniziò a usare acido fenico per disinfettare ferite e strumenti, rivoluzionando la chirurgia e salvando milioni di vite. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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La cancrena ospedaliera
Nella prima metà del diciannovesimo secolo, la chirurgia aveva fatto progressi straordinari. L'anestesia, introdotta negli anni quaranta con etere e cloroformio, aveva reso possibili operazioni complesse eliminando il dolore. I chirurghi potevano finalmente lavorare con calma e precisione invece di gareggiare per amputare un arto in 30 secondi mentre il paziente urlava.

Ma nonostante questi progressi, la mortalità postoperatoria rimaneva spaventosamente alta, spesso superiore al 50 percento. I pazienti sopravvivevano all'operazione solo per morire giorni dopo di infezioni devastanti. Le ferite suppuravano, si gonfiavano, diventavano nere. La cancrena ospedaliera, come veniva chiamata, trasformava gli ospedali in camere mortuarie più che in luoghi di cura.

Le corsie chirurgiche avevano un odore caratteristico di carne putrefatta. I chirurghi operavano con i camici sporchi di sangue e pus di decine di pazienti precedenti, considerando le macchie un segno di esperienza. Gli strumenti venivano puliti sommariamente tra un'operazione e l'altra. Nessuno si lavava le mani. La teoria dominante attribuiva le infezioni ai "miasmi", gas velenosi emanati dai tessuti morti.

L'intuizione di Lister
Joseph Lister, chirurgo scozzese al Glasgow Royal Infirmary, era ossessionato dal problema delle infezioni. Nel 1865 lesse i lavori di Louis Pasteur sulla fermentazione, dove il chimico francese dimostrava che la decomposizione organica era causata da microrganismi viventi, non da processi chimici spontanei. Lister fece una connessione rivoluzionaria: se la putrefazione del vino era causata da germi nell'aria, forse anche la suppurazione delle ferite aveva la stessa origine.

Se i germi erano la causa, allora serviva un modo per ucciderli. Lister conosceva l'uso dell'acido fenico (fenolo) per deodorare le fogne di Carlisle, dove aveva ridotto drasticamente le malattie tra i lavoratori. Il fenolo era un potente antisettico, tossico per i microrganismi. Lister ipotizzò che applicato alle ferite e agli strumenti chirurgici potesse prevenire le infezioni.

Il primo successo
L'11 agosto 1865, Lister trattò il suo primo paziente con il nuovo metodo. James Greenlees, un bambino di undici anni, aveva subito una frattura esposta della tibia dopo essere stato investito da un carro. Le fratture esposte avevano una mortalità superiore al 60 percento, di solito richiedevano l'amputazione per prevenire la cancrena.

Invece di amputare, Lister pulì accuratamente la ferita, applicò una compressa di garza imbevuta di acido fenico diluito e fasciò la gamba. Nei giorni successivi cambiò regolarmente le medicazioni usando sempre fenolo fresco. La ferita non suppurò. Non ci fu febbre. Nessun odore di decomposizione. Dopo sei settimane, James Greenlees camminava di nuovo, con la gamba perfettamente guarita.

Il sistema Lister completo
Incoraggiato dal successo, Lister sviluppò un protocollo antiseptico completo. Prima di ogni operazione, gli strumenti venivano immersi in soluzione di fenolo al 5 percento. Il tavolo operatorio veniva pulito con fenolo. Il chirurgo si lavava le mani con sapone al fenolo. Durante l'operazione, un assistente nebulizzava continuamente acido fenico nell'aria usando uno spray azionato a mano, creando una nebbia disinfettante che avvolgeva il campo operatorio.

Le ferite venivano lavate con fenolo diluito prima della sutura. Le medicazioni erano garze imbevute di fenolo coperte da fogli di gommalacca per creare un sigillo ermetico. Lister introdusse anche i fili di sutura al catgut trattati con fenolo, che si dissolvevano naturalmente senza dover essere rimossi, riducendo ulteriori rischi infettivi.

La resistenza della comunità medica
Nonostante i risultati evidenti, molti chirurghi rifiutarono il metodo Lister per anni. Il fenolo era irritante, bruciava le mani, causava eczemi. Lo spray era scomodo e ingombrava la sala operatoria. Ma soprattutto, l'idea che creature invisibili causassero malattie sembrava assurda a medici formati secondo la teoria miasmatica.

Famosi chirurghi scozzesi e inglesi attaccarono pubblicamente Lister, accusandolo di complicare inutilmente la chirurgia. Solo quando Lister pubblicò statistiche inconfutabili la resistenza crollò: nei cinque anni prima dell'antisepsi, il 45 percento dei suoi pazienti amputati moriva di infezione; nei cinque anni successivi, la mortalità era scesa al 15 percento. La differenza era troppo grande per essere ignorata.

Dall'antisepsi all'asepsi
Il metodo Lister fu gradualmente perfezionato. Il chirurgo tedesco Ernst von Bergmann introdusse nel 1886 l'asepsi: invece di uccidere i germi presenti, prevenirli completamente sterilizzando tutto con calore. Autoclavi a vapore ad alta pressione sterilizzavano strumenti e bendaggi. Sale operatorie dedicate con pareti lavabili sostituirono le corsie aperte. Camici, guanti e mascherine divennero obbligatori.

Questa evoluzione dall'antisepsi all'asepsi ridusse ulteriormente le infezioni e permise operazioni sempre più complesse. La chirurgia addominale, cardiaca e cerebrale, impensabili prima di Lister perché inevitabilmente letali per infezione, divennero routine. L'aspettativa di vita dopo un intervento chirurgico si moltiplicò.

L'eredità di Lister
Joseph Lister fu il primo chirurgo elevato alla Camera dei Lord britannica, riconoscimento del suo contributo straordinario. Morì nel 1912, venerato come il salvatore di milioni di vite. La società di prodotti disinfettanti Listerine prese il nome da lui. Generazioni di studenti di medicina impararono i principi dell'antisepsi come fondamento della pratica chirurgica.

Prima di Lister, la chirurgia era una condanna a morte a rate: sopravvivevi al coltello solo per morire di infezione. Dopo Lister, operare divenne salvare vite. L'antisepsi ha reso possibile tutta la medicina moderna: trapianti, bypass, neurochirurgia. Tutto inizia con un'idea semplice: uccidi i germi prima che uccidano il paziente.