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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 15/07/2026
Di Alex (pubblicato @ 09:00:00 in Sviluppo sostenibile, letto 31 volte)
Materiali riciclati pronti per una nuova vita produttiva
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Dal modello lineare a quello circolare
Per oltre un secolo l'economia industriale ha funzionato secondo un modello chiamato lineare, riassumibile in tre semplici parole: estrarre, produrre e smaltire, un ciclo in cui le materie prime vengono cavate dalla terra, trasformate in prodotti destinati al consumo e infine gettate via una volta esaurita la loro utilità, finendo in discarica o in inceneritore senza alcuna possibilità di essere recuperate e riutilizzate all'interno del sistema produttivo.
Il modello circolare ribalta completamente questa logica, ispirandosi ai cicli naturali in cui non esiste il concetto di rifiuto, perchè ogni scarto di un organismo diventa nutrimento per un altro: in un'economia circolare, i prodotti vengono progettati fin dall'inizio per essere riparati, smontati e riciclati facilmente, i materiali vengono recuperati e reimmessi nel ciclo produttivo il maggior numero di volte possibile, e il valore economico dei beni viene mantenuto il più a lungo possibile invece di essere distrutto dopo un solo utilizzo.
Esempi concreti già in funzione oggi
Nei Paesi Bassi, alcune aziende tessili hanno sviluppato tecnologie capaci di scomporre chimicamente vecchi indumenti di cotone in fibre di qualità sufficiente a produrre nuovi tessuti, chiudendo il cerchio di un settore, quello della moda, tradizionalmente considerato tra i più inquinanti e sprecatori al mondo, mentre in Danimarca alcune imprese hanno costruito veri e propri parchi industriali dove lo scarto di calore o di materiale di una fabbrica diventa direttamente la materia prima di quella accanto, riducendo drasticamente i trasporti e gli sprechi lungo l'intera filiera produttiva.
Anche il settore edile sta sperimentando questi principi con crescente convinzione, recuperando calcestruzzo, mattoni e materiali di demolizione da vecchi edifici destinati all'abbattimento per riutilizzarli direttamente in nuove costruzioni, una pratica chiamata urban mining, letteralmente estrazione mineraria urbana, che considera le nostre città come vere e proprie miniere di materiali già estratti e lavorati, pronti per essere recuperati invece di scavare nuove cave e miniere per ottenere risorse vergini dal sottosuolo.
Le nuove leggi europee sul diritto alla riparazione
L'Unione Europea ha approvato negli ultimi anni normative sempre più stringenti che obbligano i produttori di elettrodomestici ed elettronica a garantire la disponibilità dei pezzi di ricambio per un numero minimo di anni dopo l'acquisto e a progettare i propri prodotti in modo che possano essere riparati con strumenti comuni, contrastando così il fenomeno dell'obsolescenza programmata, ovvero la pratica di progettare deliberatamente prodotti destinati a rompersi o diventare obsoleti dopo un periodo relativamente breve per stimolare nuovi acquisti.
Questi provvedimenti si accompagnano a incentivi economici per le aziende che adottano modelli di business circolari, come il leasing di prodotti invece della vendita diretta, in cui il produttore mantiene la proprietà del bene e si occupa direttamente della sua manutenzione, riparazione e infine del suo smontaggio a fine vita, un approccio che responsabilizza l'azienda a progettare fin dall'inizio prodotti più durevoli e facilmente riciclabili, invece che semplicemente destinati a essere sostituiti il più rapidamente possibile.
L'economia circolare non è soltanto una tecnica di gestione dei rifiuti, ma un cambio di paradigma culturale che ci chiede di ripensare il valore stesso degli oggetti che utilizziamo ogni giorno, immaginandoli non come beni da consumare e buttare ma come risorse da far viaggiare il più a lungo possibile.
Visualizzazione di una batteria allo stato solido con un aereo elettrico in volo sullo sfondo
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Le batterie agli ioni di litio, attualmente utilizzate in quasi tutti i dispositivi elettronici e nei veicoli elettrici, stanno raggiungendo i loro limiti fisici in termini di densità energetica. Per immagazzinare più energia in meno spazio e con meno peso, è necessario un salto tecnologico. Le batterie allo stato solido (ASSB) rappresentano questa innovazione: al posto dell'elettrolita liquido utilizzato nelle batterie tradizionali, utilizzano un elettrolita solido, che offre numerosi vantaggi. La densità energetica delle celle allo stato solido può raggiungere i 400-500 Wh/kg, rispetto ai 250-300 Wh/kg delle migliori batterie agli ioni di litio attuali. Questo significa che a parità di peso, una batteria allo stato solido può immagazzinare quasi il doppio dell'energia, consentendo ai velivoli elettrici di avere un'autonomia molto maggiore. Inoltre, le batterie allo stato solido sono intrinsecamente più sicure, in quanto l'elettrolita solido è incombustibile e non presenta il rischio di perdite o di esplosioni che caratterizzano le batterie liquide.
Il passaggio dalle batterie liquide a quelle solide comporta una serie di vantaggi operativi significativi per l'aviazione. Innanzitutto, la maggiore densità energetica consente di aumentare l'autonomia dei velivoli elettrici, rendendoli competitivi con quelli a combustione per un numero maggiore di rotte. In secondo luogo, le batterie allo stato solido hanno un ciclo di vita molto più lungo, fino a 3.000-5.000 cicli di ricarica, rispetto ai 1.000-2.000 cicli delle batterie agli ioni di litio. Questo significa che le batterie durano di più e richiedono sostituzioni meno frequenti, riducendo i costi di gestione e l'impatto ambientale. In terzo luogo, la maggiore sicurezza delle batterie allo stato solido riduce i rischi di incidenti legati agli incendi o alle esplosioni delle batterie, un fattore particolarmente critico per l'aviazione.
L'industria automobilistica sta investendo massicciamente nello sviluppo delle batterie allo stato solido, e i primi modelli di auto con queste batterie potrebbero apparire sul mercato entro la fine del decennio. Questo sviluppo sta accelerando la ricerca e la produzione di queste tecnologie, con ricadute positive anche per l'aviazione. Le batterie allo stato solido per applicazioni aeronautiche dovranno soddisfare requisiti ancora più stringenti in termini di sicurezza, affidabilità e prestazioni, ma i progressi fatti nel settore automobilistico stanno creando le basi per lo sviluppo di batterie specifiche per il volo. Aziende come Airbus, Boeing e le startup del settore stanno collaborando con i produttori di batterie per sviluppare soluzioni su misura per i loro velivoli.
Un'evoluzione ancora più radicale è rappresentata dalle batterie strutturali, che combinano la funzione di accumulo di energia con quella di elemento portante della struttura dell'aereo. In questo modo, le batterie non sono solo un componente aggiuntivo, ma diventano parte integrante della cellula dell'aereo, contribuendo a ridurre il peso complessivo e a migliorare l'efficienza strutturale. Le batterie strutturali utilizzano elettroliti solidi e materiali compositi avanzati, che offrono sia la rigidità necessaria per le strutture aeronautiche che le prestazioni elettrochimiche per l'accumulo di energia. Questa tecnologia è ancora in fase sperimentale, ma potrebbe rappresentare il futuro dell'aviazione elettrica, consentendo di costruire aerei sempre più leggeri ed efficienti.
La transizione verso le batterie allo stato solido non sarà immediata e richiederà tempo e investimenti significativi. La produzione di batterie allo stato solido è attualmente costosa e complessa, e la loro diffusione su larga scala richiederà la creazione di nuove catene di fornitura e di nuovi processi produttivi. Inoltre, le batterie allo stato solido devono ancora dimostrare la loro affidabilità in condizioni operative reali, come le variazioni di temperatura e le vibrazioni tipiche del volo. Tuttavia, il potenziale di questa tecnologia è enorme e potrebbe rivoluzionare non solo l'aviazione, ma anche molti altri settori, rendendo l'energia pulita più accessibile e sostenibile.
Le batterie allo stato solido rappresentano una delle innovazioni più promettenti per il futuro dell'aviazione elettrica. La loro maggiore densità energetica, la loro sicurezza e la loro lunga durata potrebbero superare i limiti attuali dei velivoli elettrici, aprendo la strada a un trasporto aereo a zero emissioni su rotte sempre più lunghe. La strada è ancora lunga, ma i progressi compiuti finora sono incoraggianti.
Fotografie del 15/07/2026
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