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Lancio del razzo spaziale cinese Lunga Marcia 10B: nuove immagini e video del rientro del booster
Il razzo Lunga Marcia 10B decolla dal centro spaziale di Hainan
Bonus Video
Un lancio storico per il programma spaziale cinese
Alle 6:15 del mattino ora italiana, il razzo Lunga Marcia 10B (noto anche come Chang Zheng 10B o CZ-10B) è decollato dal Pad 2 dello Hainan International Commercial Aerospace Launch Center, situato sull'isola tropicale di Hainan, nel sud della Cina. Si tratta di una struttura moderna, progettata appositamente per ospitare lanci commerciali e governativi, con una posizione favorevole perchè vicina all'equatore, il che consente di sfruttare al meglio la rotazione terrestre per dare maggiore spinta ai vettori. La missione di ieri non era solo un test: il carico utile principale era il satellite CX-26, un apparato di osservazione terrestre destinato a monitorare le risorse idriche e le coltivazioni agricole, che è stato correttamente rilasciato nell'orbita prevista. Il successo dell'intera operazione è stato confermato dal centro di controllo poco dopo il distacco dell'ultimo stadio. Ma ciò che ha entusiasmato gli esperti di tutto il mondo è stato il rientro e l'atterraggio controllato del primo stadio del razzo, avvenuto con una precisione millimetrica sulla nave drone Ling Hang Zhe, ancorata nell'Oceano Pacifico. Questo risultato segna un passo da gigante per la Cina, che fino a pochi anni fa non possedeva alcuna tecnologia per il recupero dei booster, e che ora si candida a diventare il secondo paese al mondo, dopo gli Stati Uniti, a padroneggiare questa complessa tecnica.
Le varianti della famiglia Lunga Marcia 10
Per comprendere l'importanza del CZ-10B, bisogna inquadrarlo nella famiglia dei razzi Lunga Marcia 10, un progetto che i cinesi hanno sviluppato per coprire una vasta gamma di missioni. Il modello base, chiamato semplicemente CZ-10, è un lanciatore pesante non riutilizzabile, pensato per mettere in orbita carichi molto pesanti verso la Luna o Marte. È caratterizzato da tre booster laterali che lo rendono estremamente potente, ma anche costoso. La variante CZ-10A, invece, ha un primo stadio e un secondo stadio che bruciano entrambi RP-1 (un cherosene altamente raffinato) e ossigeno liquido, e prevede già un sistema di recupero del primo stadio tramite uncino, simile a quello che vedremo poi nel CZ-10B. Il CZ-10B, protagonista di ieri, si distingue per un secondo stadio completamente nuovo: invece del cherosene, utilizza metano e ossigeno liquidi, una combinazione più efficiente e pulita, che garantisce maggiore spinta e minori residui di combustione. Il primo stadio, invece, rimane identico a quello del CZ-10A, con motori alimentati a RP-1 e ossigeno liquido. Infine, il CZ-10C è una variante futura che adotterà il metano anche per il primo stadio, rendendo l'intero razzo più ecologico e più facile da riutilizzare. Questa diversificazione dimostra come la Cina stia sperimentando più soluzioni contemporaneamente, per trovare il miglior compromesso tra potenza, costo e sostenibilità.
| Variante | Primo stadio | Secondo stadio | Riutilizzabile | Destinazione |
| CZ-10 | RP-1 + ossigeno liquido | RP-1 + ossigeno liquido | No | Luna, Marte |
| CZ-10A | RP-1 + ossigeno liquido | RP-1 + ossigeno liquido | Sì (primo stadio) | Orbita bassa, stazione spaziale |
| CZ-10B | RP-1 + ossigeno liquido | Metano + ossigeno liquido | Sì (primo stadio) | Orbita bassa, Luna |
| CZ-10C | Metano + ossigeno liquido | Metano + ossigeno liquido | Sì (previsto) | Missioni interplanetarie |
Il sistema di recupero: uncino e cavi, non una copia ma un'invenzione multipla
Il sistema di recupero utilizzato dal CZ-10B è uno degli aspetti più discussi tra gli appassionati di astronautica. Invece di utilizzare le classiche gambe di atterraggio come quelle dei razzi Falcon 9 di SpaceX, i cinesi hanno optato per un meccanismo basato su un uncino posizionato sulla sommità del primo stadio. Durante la discesa, il booster si avvicina alla nave drone e, tramite un sistema di cavi e paranchi, viene agganciato e trainato fino al ponte di atterraggio. Questa tecnica, che può sembrare strana, era già stata brevettata da Blue Origin molti anni fa, ma non era mai stata messa in pratica. Anche SpaceX aveva valutato una soluzione simile per le prime versioni di Starship, ma poi ha scelto il sistema Mechazilla, un braccio meccanico che cattura il razzo al volo. In Cina, un brevetto per un sistema di recupero via cavi era stato depositato già nel 2018, ma solo oggi è stato testato con successo su un volo orbitale. Gli esperti sottolineano che non si tratta di un plagio, ma di un classico caso di invenzione multipla: quando una tecnologia diventa matura, più gruppi di ricerca arrivano indipendentemente a soluzioni simili. La vera novità è che il CZ-10B ha dimostrato che il sistema funziona perfettamente, atterrando con un margine di errore inferiore al metro, nonostante le condizioni meteorologiche non ideali.
I misteri del fumo nero e i cavi danneggiati
Durante la discesa del primo stadio, le telecamere hanno ripreso un insolito pennacchio di fumo nero che ha destato curiosità e qualche preoccupazione. Secondo le prime analisi, il fumo potrebbe essere stato prodotto da un sistema di correzione dell'assetto a propellente monocomponente, utilizzato per stabilizzare il booster durante la fase di rientro. Tuttavia, durante il lancio suborbitale del CZ-10A dello scorso anno, lo stesso sistema non aveva generato fumo visibile. Una delle ipotesi più accreditate è che sia stato attivato un rilascio controllato di pressione (venting) per evitare che i serbatoi si danneggiassero a causa dell'aumento di temperatura. Un'altra possibilità è che si sia verificato un piccolo inconveniente tecnico, ma nulla di preoccupante. Le immagini ad alta risoluzione mostrano anche alcuni cavi elettrici esterni che sembrano aver subito danni causati dal calore o dalle vibrazioni. La struttura del razzo, però, non ha riportato danni strutturali, e la nave drone Ling Hang Zhe è stata solo leggermente sollecitata. In futuro, i tecnici potrebbero aggiungere strati protettivi supplementari per aumentare la durata dei componenti e ridurre i tempi di manutenzione tra un lancio e l'altro.
Confronto con i tentativi falliti dei mesi precedenti
Il successo del CZ-10B arriva dopo una serie di tentativi falliti da parte di altri vettori cinesi. Negli ultimi sei mesi, almeno due razzi di diversa concezione avevano provato a recuperare il proprio primo stadio, ma entrambi erano finiti in mare o si erano schiantati a terra a causa di problemi nei sistemi di frenata o di navigazione. Questi insuccessi avevano alimentato scetticismo sulla capacità della Cina di competere con SpaceX, che ormai recupera booster da anni con una routine quasi banale. Il successo di ieri ribalta parzialmente il quadro: sebbene la Cina sia ancora indietro (SpaceX ha recuperato oltre 300 booster, mentre la Cina è al suo primo successo), il balzo in avanti è impressionante. Basti pensare che nel 2020 i cinesi non avevano nemmeno un razzo riutilizzabile in fase di test, e oggi ne hanno già uno operativo. Questo progresso è frutto di investimenti massicci e di una volontà politica fortissima, che punta a rendere la Cina una superpotenza spaziale a tutto tondo, con basi sulla Luna e missioni con equipaggio già nel prossimo decennio.
Le prospettive future: verso la Luna e oltre
Il programma Lunga Marcia 10 è strettamente legato al programma lunare cinese. La capsula Mengzhou, già testata in volo suborbitale, è progettata per trasportare astronauti verso la stazione spaziale Tiangong e, in futuro, verso la superficie lunare. Il primo sbarco di un equipaggio cinese sulla Luna è atteso entro il 2029, una scadenza ambiziosa che richiede la piena operatività del CZ-10 nella sua configurazione più potente. Il CZ-10B, con il suo secondo stadio a metano, rappresenta un banco di prova per i motori che verranno utilizzati anche nei moduli di atterraggio lunare. Inoltre, il recupero del primo stadio abbatterà drasticamente i costi di lancio, rendendo economicamente sostenibili missioni frequenti. Con il satellite CX-26 già in orbita, la Cina ha dimostrato di saper gestire l'intera filiera, dal lancio al recupero, fino al rilascio del carico utile. Nei prossimi mesi assisteremo a nuovi test, e non è escluso che il CZ-10C, con il metano su entrambi gli stadi, possa fare il suo debutto già nel 2027. L'era del riutilizzo spaziale è finalmente iniziata anche in Asia, e il mondo intero osserva con interesse. In conclusione, il lancio del Lunga Marcia 10B rappresenta una pietra miliare per l'astronautica cinese. Il primo recupero di un primo stadio in orbita, seppur con qualche piccolo inconveniente tecnico, dimostra che la Cina ha acquisito competenze chiave per competere con i migliori. Le prossime missioni ci diranno se questo sistema diventerà una routine o resterà un esperimento isolato, ma una cosa è certa: la corsa allo spazio è più viva che mai.
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