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La Cina costruisce la sua base lunare: il piano del 2033-2037
Il super-vettore Long March 9 decolla per una missione di costruzione lunare
Bonus Video
Il Long March 9: un gigante riutilizzabile
Il 2033 segna una svolta tecnologica per la Cina con il primo volo orbitale del Long March 9. Abbandonato il progetto iniziale che prevedeva booster laterali simili a quelli dello Space Launch System americano, la CNSA ha optato per un design a due stadi completamente riutilizzabile, con un diametro di 10,6 metri e un peso al decollo di oltre 4.000 tonnellate. Il primo stadio è spinto da trenta motori a metano e ossigeno liquido YF-215, ciascuno in grado di erogare 2.000 kilonewton di spinta nel vuoto. Questa configurazione consente una capacità di carico di 150 tonnellate in orbita terrestre bassa e di 50 tonnellate verso l'orbita di trasferimento lunare. Con il Long March 9, la Cina dispone finalmente di un vettore paragonabile alla Starship di SpaceX, e lo utilizzerà per accelerare la costruzione della sua base lunare. Le missioni robotiche pesanti ILRS-1, 2, 3, 4 e 5 trasporteranno moduli abitativi, laboratori, rover e attrezzature per l'estrazione di risorse, creando un'infrastruttura integrata capace di operare autonomamente entro un raggio di 100 chilometri dal sito polare principale.
La centrale nucleare lunare automatizzata
Uno degli elementi più innovativi della base ILRS sarà la centrale nucleare automatizzata da un kilowatt, sviluppata in collaborazione con Roscosmos, l'agenzia spaziale russa. Questa centrale, compatta e progettata per funzionare senza intervento umano, fornirà energia costante ai sistemi di comunicazione, ai laboratori biologici e agli impianti di supporto vitale durante la lunga notte lunare. La collaborazione con la Russia in campo nucleare spaziale è un segnale geopolitico forte: mentre l'Occidente si affida a reattori sviluppati internamente o con partner selezionati, il blocco sino-russo costruisce una propria filiera tecnologica indipendente. La centrale nucleare renderà la base ILRS autosufficiente dal punto di vista energetico, permettendo di condurre esperimenti scientifici continuativi e di preparare il terreno per future missioni umane di lunga durata.
La competizione con la base americana Ignition
Il completamento della fase di costruzione dell'ILRS entro il 2035 mette la Cina in diretta competizione con gli Stati Uniti, che nello stesso periodo stanno consolidando la loro base Ignition. Entrambe le infrastrutture si trovano al Polo Sud lunare, a poche centinaia di chilometri di distanza, entrambe puntano a sfruttare le stesse risorse: ghiaccio d'acqua nei crateri in ombra e picchi di luce eterna per la generazione solare. La vicinanza fisica rende inevitabile un confronto diplomatico e operativo. Chi avrà il diritto di prelevare acqua da un determinato cratere? Come evitare che i detriti sollevati dai lander di una base danneggino le attrezzature dell'altra? Il Trattato sullo Spazio Esterno del 1967 non fornisce risposte chiare, e le due superpotenze dovranno negoziare accordi bilaterali per definire zone di sicurezza e prevenire incidenti. Le reti di comunicazione LunaNet e Moonlight, gestite da attori neutrali come l'ESA, diventeranno strumenti essenziali per coordinare il traffico lunare e scambiare informazioni di sicurezza.
Verso una presenza umana permanente
Con la base ILRS operativa, la Cina inizierà a inviare equipaggi per missioni di lunga durata, superando progressivamente la soglia dei 30 giorni consecutivi sulla superficie. I taikonauti condurranno esperimenti di biologia, fisica dei materiali e osservazione astronomica, sfruttando l'assenza di atmosfera e il basso livello di interferenze radio. La base sarà anche un banco di prova per le tecnologie di supporto vitale a ciclo chiuso, essenziali per le future missioni marziane. La Cina, che fino a pochi decenni prima era una comparsa marginale nello spazio, si sta trasformando in una potenza lunare a tutti gli effetti, capace di competere alla pari con gli Stati Uniti e di offrire ai propri partner internazionali una piattaforma credibile per la ricerca e lo sfruttamento delle risorse spaziali.
Tra il 2033 e il 2037 la Cina completa la transizione da esploratrice a costruttrice. La base ILRS non è più un progetto sulla carta, ma una realtà operativa, alimentata da energia nucleare e servita dal più potente razzo mai costruito in Asia. Pechino ha dimostrato che la competizione spaziale del XXI secolo non ha un solo protagonista, e che il Polo Sud lunare sarà un luogo affollato e conteso.
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