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Il gharial, il coccodrillo dal muso sottile che sta scomparendo
Di Alex (del 19/06/2026 @ 10:00:00, in Amici animali, letto 51 volte)
Esemplare di gharial con il caratteristico rostro allungato e sottile
Bonus Video
Un predatore specializzato minacciato dall'uomo
Il gharial è il rappresentante più specializzato dell'ordine dei coccodrilli. La sua anatomia è il risultato di un percorso evolutivo iniziato circa quaranta milioni di anni fa, che lo ha adattato a una dieta quasi esclusivamente piscivora. Il rostro, che nei maschi adulti può superare il metro di lunghezza, è armato di oltre cento denti aguzzi e sottili, ideali per afferrare pesci in rapido movimento senza opporre resistenza all'acqua. La mascella è relativamente debole rispetto a quella di altri coccodrilli, come il coccodrillo marino o l'alligatore, e il gharial non è in grado di attaccare prede di grandi dimensioni. Questa specializzazione estrema è anche la sua condanna: qualsiasi alterazione dell'habitat fluviale che riduca la disponibilità di pesce mette immediatamente a rischio la sopravvivenza della specie. I fiumi dove il gharial viveva un tempo, il Gange, il Brahmaputra, il Mahanadi e i loro affluenti, sono oggi tra i corsi d'acqua più sfruttati e inquinati del pianeta. La costruzione di dighe e sbarramenti ha frammentato l'habitat, isolando le popolazioni e impedendo gli spostamenti stagionali che il gharial compiva per la riproduzione. L'estrazione di sabbia e ghiaia dagli alvei fluviali, un'attività economica fiorente in India e Nepal, distrugge i banchi di sabbia dove le femmine depongono le uova. Le reti da pesca in nylon, economiche e praticamente indistruttibili, sono una trappola mortale: i gharial vi rimangono impigliati e muoiono per annegamento o per le ferite riportate nel tentativo di liberarsi. Si stima che ogni anno centinaia di esemplari muoiano in questo modo. A questi fattori si aggiunge l'inquinamento delle acque da pesticidi, metalli pesanti e scarichi industriali, che altera l'ecosistema fluviale e riduce la disponibilità di prede. La popolazione mondiale di gharial è scesa da circa diecimila esemplari negli anni Quaranta a meno di duecento individui adulti oggi, concentrati in poche aree protette come il National Chambal Sanctuary e il Katarniaghat Wildlife Sanctuary. I programmi di conservazione, coordinati dalla IUCN e dalle autorità indiane, prevedono l'allevamento in cattività e la reintroduzione in natura, il monitoraggio dei nidi e la protezione degli habitat critici. I risultati sono contrastanti: alcune reintroduzioni hanno avuto successo, ma la sopravvivenza a lungo termine degli esemplari rilasciati è compromessa dalla persistenza delle minacce antropiche. Il gharial è protetto dalla legge indiana dal 1972, ma l'applicazione delle norme è spesso carente, soprattutto nelle aree rurali dove la sussistenza delle comunità locali dipende dalle stesse risorse fluviali che il gharial condivide. La sopravvivenza di questa specie straordinaria dipenderà dalla capacità di conciliare le esigenze di conservazione con lo sviluppo economico di una delle regioni più popolose del mondo. Il gharial è un testimone vivente di un'epoca geologica remota, un fossile vivente che rischia di scomparire per sempre sotto i colpi della modernità. Salvarlo è una responsabilità che riguarda tutti noi.
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