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L'evoluzione clinica dell'emiparesi perinatale nell'adulto
Di Alex (del 23/02/2026 @ 10:00:00, in Salute e benessere, letto 58 volte)
Riabilitazione neuromotoria nell'emiparesi perinatale dell'adulto: neuroplasticità e recupero funzionale
L'emiparesi perinatale deriva da un danno cerebrovascolare avvenuto tra la ventesima settimana di gestazione e i primi 28 giorni di vita. Sebbene la lesione sia statica, le sue manifestazioni evolvono nel tempo e possono peggiorare con l'invecchiamento, richiedendo un approccio riabilitativo moderno basato sulla neuroplasticità.LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Definizione e cause: quando il danno avviene prima della nascita
L'emiparesi perinatale è causata da una lesione cerebrovascolare focale che si verifica in una finestra temporale precisa: dalla ventesima settimana di gestazione ai primi ventotto giorni di vita neonatale. Le cause più frequenti sono l'ischemia da occlusione di un'arteria cerebrale, l'emorragia intraventricolare e le lesioni della sostanza bianca periventricolare. L'emisfero sinistro è interessato circa il doppio dell'emisfero destro, probabilmente per ragioni anatomiche legate alla vascolarizzazione fetale durante lo sviluppo.
Una lesione statica, un quadro clinico dinamico
Il paradosso dell'emiparesi perinatale è che la lesione cerebrale non progredisce, ma le sue conseguenze funzionali sì. Durante l'infanzia e l'adolescenza, la richiesta funzionale crescente può portare alla comparsa di nuovi deficit prima mascherati dalla neuroplasticità del cervello in sviluppo. Con l'invecchiamento, soprattutto dopo i cinquant'anni, molti pazienti riferiscono un peggioramento della forza, della destrezza e dell'equilibrio, in assenza di nuove lesioni cerebrali documentabili alla risonanza magnetica.
La neuroplasticità: una finestra che non si chiude del tutto
La riabilitazione moderna dell'emiparesi perinatale nell'adulto si fonda su evidenze crescenti di neuroplasticità latente anche nella sesta e settima decade di vita. Tecniche come la terapia di induzione e movimento vincolato (CIMT), che immobilizza l'arto sano per stimolare il recupero di quello paretico, hanno mostrato risultati clinicamente significativi anche in pazienti adulti con lesioni datate decenni. La stimolazione magnetica transcranica (TMS) può inoltre essere utilizzata per modulare l'eccitabilità corticale e potenziare gli effetti riabilitativi.
Verso un approccio riabilitativo integrato nell'adulto
Il trattamento contemporaneo richiede un approccio multidisciplinare che integri fisioterapia, terapia occupazionale, neuropsicologia e, quando indicata, neurofarmacologia. La valutazione deve includere non solo le funzioni motorie, ma anche il profilo cognitivo, la fatica neurogena e la qualità di vita, spesso compromessa anche in pazienti con deficit motori apparentemente lievi ma con importanti ripercussioni sulla vita lavorativa e sociale. L'obiettivo non è più la sola compensazione, ma il recupero funzionale attivo.
L'emiparesi perinatale nell'adulto ci insegna che il cervello, anche dopo una vita intera di compensazioni e adattamenti, conserva una capacità di cambiamento che sfida i limiti attribuitigli dalla medicina tradizionale: una lezione che ridisegna il confine tra riabilitazione e speranza per milioni di persone.
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