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Tarragona: la capitale romana della Hispania Citerior
Di Alex (del 21/02/2026 @ 15:00:00, in Storia Impero Romano, letto 214 volte)
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L'anfiteatro romano di Tarragona affacciato sul mare Mediterraneo
L'anfiteatro romano di Tarragona affacciato sul mare Mediterraneo

Tarragona, l'antica Tarraco romana, fu capitale della Hispania Citerior e uno dei più potenti centri urbani della penisola iberica. Il suo patrimonio — anfiteatro scavato nella roccia a picco sul mare, circo inglobato nel tessuto medievale e mura ciclopiche preromane — racconta duemila anni di storia stratificata. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

🎧 Ascolta questo articolo

La nascita di Tarraco: la prima base romana in Iberia
Tarraco nacque come campo militare romano durante la Seconda Guerra Punica, intorno al 218 avanti Cristo, quando i generali Gneo e Publio Cornelio Scipione vi stabilirono la propria base operativa contro Cartagine. La posizione era strategica: un promontorio naturale affacciato sul Mediterraneo, facilmente difendibile e dotato di un approdo naturale sicuro. Ben presto la città crebbe fino a diventare la capitale della provincia più vasta della penisola iberica, la Hispania Citerior, rinominata Hispania Tarraconensis sotto Augusto.

Augusto stesso soggiornò a Tarraco tra il 27 e il 25 avanti Cristo, trasformandola di fatto nella capitale amministrativa dell'Occidente romano per alcuni anni. La città ospitò il primo tempio imperiale dedicato ad Augusto in vita, atto di enorme rilevanza politica e religiosa. Con una popolazione stimata tra i 30.000 e i 40.000 abitanti al suo apice, Tarraco era paragonabile per importanza a Lugdunum (Lione) e a Carthago Nova come polo di irradiazione della romanità in Occidente.

L'anfiteatro sul mare: un monumento senza eguali
Tra tutti i monumenti di Tarragona, l'anfiteatro è forse il più suggestivo: costruito nel II secolo dopo Cristo, sfrutta una depressione naturale nella roccia calcarea affacciata direttamente sul mare, in una posizione panoramica senza eguali nel mondo romano. La struttura poteva contenere circa 14.000 spettatori e ospitava ludi gladiatori, cacce alle fiere e, in età tardoantica, esecuzioni di cristiani.

Proprio nell'arena dell'anfiteatro furono martirizzati, nel 259 dopo Cristo, il vescovo Fruttuoso e i suoi diaconi Augurio ed Eulogio, bruciati vivi per ordine dell'imperatore Valeriano. Nel VI secolo fu costruita una basilica visigota all'interno dell'arena, poi sostituita da una chiesa romanica dedicata a Santa Maria del Miracolo. Questa sovrapposizione di usi — arena pagana, basilica cristiana, chiesa medievale — rende l'anfiteatro un palinsesto architettonico di straordinaria complessità.

Il Circo Romano: un monumento nascosto sotto la città
Il Circo di Tarraco è uno dei meglio conservati del mondo romano, ma la sua particolarità risiede nel fatto di essere quasi invisibile: le sue strutture sono state progressivamente inglobate nelle abitazioni e nelle strade medievali della città moderna. Con una lunghezza di circa 325 metri, poteva accogliere fino a 30.000 spettatori per le gare di bighe.

Le volte e i sotterranei del circo, un tempo adibiti ai magazzini e ai meccanismi per l'ingresso dei carri, sono oggi visitabili attraverso un percorso museale sotterraneo che attraversa letteralmente le fondamenta del centro storico. Camminare nei cunicoli del Circo significa muoversi al di sotto del livello stradale attuale, in un labirinto di archi romani che sostengono inconsapevolmente le case soprastanti. La torre del Pretori, simbolo più riconoscibile della città medievale, dominava questo complesso forense.

Le mura ciclopiche: tre millenni in un solo muro
Le mura di Tarragona sono un unicum nel panorama architettonico europeo: conservano tre strati costruttivi sovrapposti appartenenti a epoche radicalmente diverse. La parte più antica, nella sezione settentrionale, mostra fondazioni in blocchi megalitici di pietra calcarea locale disposti senza malta, con dimensioni che raggiungono i 4-5 metri di lunghezza per oltre un metro di altezza. Questi blocchi appartengono a una costruzione preromana, probabilmente iberica, databile tra il IV e il III secolo avanti Cristo.

Su queste fondazioni ciclopiche i Romani sovrapposero l'opus quadratum, mattoni squadrati in filari regolari, per elevare e rinforzare il circuito murario. In epoca medievale, infine, torri e camminamenti vennero ulteriormente modificati e rialzati. Il risultato è un monumento che racconta tremila anni di storia costruttiva in modo visivamente immediato. Le mura sono oggi Patrimonio dell'Umanità UNESCO, riconoscimento ottenuto nel 2000 insieme ai principali monumenti romani della città.

Il foro provinciale e gli altri monumenti superstiti
Tarraco era organizzata attorno a un complesso forense monumentale su più terrazze digradanti verso il mare. Il Foro Provinciale, dedicato al culto imperiale e alle assemblee delle province iberiche, includeva il tempio di Augusto, del quale sopravvivono quattro colonne inglobate nella cattedrale medievale. Il Foro Coloniale era invece il cuore civico e commerciale della città nella parte bassa dell'abitato.

Oltre ai monumenti principali, Tarragona conserva la Torre dei Scipioni, torre funeraria tardoromana erroneamente attribuita per secoli ai fondatori della città, e la cosiddetta Pedrera del Mèdol, una cava di pietra a cielo aperto con un obelisco naturale alto 16 metri lasciato come testimonianza dello scavo. L'acquedotto romano, ancora in piedi per oltre 200 metri con i suoi archi a doppio ordine, completa il quadro di una delle più importanti città di archeologia romana fuori dall'Italia.

Tarragona è un caso straordinario di continuità urbana: una città viva che ha costruito il proprio presente sopra le fondamenta di un passato ancora palpabile sotto ogni angolo. Visitarla significa camminare su duemila anni di storia senza soluzione di continuità, in un dialogo costante tra il marmo antico e la pietra medievale, tra l'impero che fu e la Catalogna che è.

 
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