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Arles (Arelate): la piccola Roma gallica e i suoi segreti sotterranei
Di Alex (del 17/02/2026 @ 09:00:00, in Impero Romano, letto 17 volte)
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L'anfiteatro romano di Arles, la piccola Roma gallica con i suoi monumenti antichi in Provenza
L'anfiteatro romano di Arles, la piccola Roma gallica con i suoi monumenti antichi in Provenza

Arles, l'antica Arelate romana, è la piccola Roma della Gallia. Anfiteatro ancora vivo, teatro antico e i misteriosi criptoportici sotterranei del Foro la rendono un museo a cielo aperto che racconta duemila anni di storia mediterranea. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

🎧 Ascolta questo articolo

Arelate: la città che Roma costruì sul Rodano
Arles, l'antica Arelate, fu fondata come colonia romana nel 46 avanti Cristo da Giulio Cesare dopo la vittoria su Marsiglia, che aveva appoggiato Pompeo nella guerra civile. La città sorse in un punto strategico del delta del Rodano, crocevia di traffici commerciali tra l'Italia, la Gallia e la Penisola Iberica. Sotto Costantino I, nei primi decenni del IV secolo dopo Cristo, Arles divenne una delle capitali di fatto dell'impero romano d'Occidente, residenza preferita dell'imperatore e sede di importanti concili cristiani. La sua prosperità era legata al porto fluviale, che la rendeva il principale nodo di redistribuzione delle merci tra il Mediterraneo e l'entroterra gallico. Ancora oggi il centro storico di Arles è Patrimonio dell'Umanità UNESCO, riconoscimento ricevuto nel 1981 per la straordinaria densità di monumenti romani conservati entro le sue mura.

L'anfiteatro: gladiatori ieri, corride oggi
L'anfiteatro di Arles, costruito intorno al 90 dopo Cristo, è uno dei più grandi e meglio conservati della Gallia romana. Con una capienza originaria di circa 20.000 spettatori, le sue dimensioni esterne di 136 metri per 107 ne fanno una struttura imponente, paragonabile per concezione al Colosseo di Roma. L'ellisse è sorretta da due ordini di 60 arcate ciascuno, con colonne corinzie al primo livello e colonne ioniche al secondo, in una progressione stilistica tipica dell'architettura romana del I secolo dopo Cristo. Nel Medioevo l'anfiteatro fu trasformato in fortezza: al suo interno sorsero oltre 200 abitazioni, due chiese e una piccola piazza, creando un quartiere autosufficiente che sopravvisse fino al XIX secolo. Solo le demolizioni ottocentesche restituirono al monumento la sua leggibilità architettonica. Oggi l'anfiteatro ospita corride tradizionali durante la Feria di Arles e spettacoli estivi, mantenendo la sua vocazione di spazio pubblico vivo come ai tempi di Roma.

Il teatro antico e il mistero delle Venere di Arles
Il teatro romano di Arles, costruito durante il regno di Augusto intorno al 12 avanti Cristo, fu uno dei primi teatri in pietra della Gallia. Con una cavea di circa 102 metri di diametro, poteva contenere tra i 7.000 e i 10.000 spettatori disposti sulle gradinate semicircolari. Il palcoscenico era decorato con statue di marmo di straordinaria qualità: nel 1651 fu scoperta nelle fondamenta del teatro la celebre Venere di Arles, un capolavoro della scultura ellenistica di influenza prassitelica, oggi esposta al Louvre di Parigi. La statua fu donata da Luigi XIV per il museo reale, privando la città della sua opera più preziosa e alimentando un rimpianto che ad Arles è ancora vivo. Nel corso del Medioevo il teatro fu smantellato progressivamente per ricavarne materiale da costruzione: sopravvivono due colonne corinzie del palcoscenico, che emergono dal terreno del sito come testimonial solitari di un passato glorioso.

I criptoportici: il ventre segreto del Foro romano
La scoperta più affascinante di Arles sono i criptoportici, un sistema di gallerie sotterranee a ferro di cavallo costruite tra il 30 e il 20 avanti Cristo direttamente sotto il Foro romano. Il complesso misura circa 100 per 60 metri e comprende tre gallerie parallele, ognuna alta quasi 5 metri, sostenute da archi a tutto sesto in pietra locale. Lo scopo originario dei criptoportici è ancora dibattuto dagli archeologi: l'ipotesi più accreditata li identifica come granai pubblici dell'annona militare, sfruttando la temperatura costante delle gallerie per la conservazione delle derrate. Altre interpretazioni li vedono come fondamenta artificiali necessarie per pareggiare il terreno su cui sorgeva il Foro, o come passaggi di servizio per le cerimonie religiose. Nel corso del Medioevo le gallerie furono usate come prigione e come rifugio durante le invasioni. Ancora oggi i criptoportici sono visitabili e conservano un'atmosfera di suggestione straordinaria, con le arcate che si perdono nell'oscurità e la pietra che trasuda l'umidità delle stagioni.

Arles e Van Gogh: la città che ispirò un genio
La storia moderna di Arles è indissolubilmente legata a Vincent van Gogh, che vi soggiornò dal febbraio 1888 al maggio 1889, producendo in quindici mesi oltre 200 dipinti e 100 disegni. Arles offrì al pittore olandese la luce del sud, i colori della Provenza e paesaggi che nessun altro pittore aveva ancora saputo vedere. Fu ad Arles che Van Gogh dipinse La camera da letto ad Arles, La notte stellata sul Rodano, il Caffè notturno e innumerevoli paesaggi dei dintorni. Fu anche ad Arles che avvenne la famosa lite con Paul Gauguin, ospite nella Casa Gialla, e che Van Gogh si recise il lobo dell'orecchio. La città di Arles ha saputo valorizzare questa eredità con la Fondazione Vincent van Gogh, aperta nel 2014 nel palazzo Reattu, che ospita mostre temporanee di arte contemporanea ispirate all'opera del pittore. Il dialogo tra la Arles romana e la Arles di Van Gogh rende questa città uno dei luoghi culturalmente più densi della Francia meridionale.

Les Alyscamps e la città dei morti romani
A poche centinaia di metri dalle mura della città si estendono i Campi Elisi di Arles, in latino Alyscamps (da Elysii Campi), una delle necropoli paleocristiane più importanti del mondo romano. L'area funeraria fu in uso dal III secolo avanti Cristo fino al XII secolo dopo Cristo, accumulando migliaia di sarcofagi in pietra lungo il percorso della via Aurelia. La posizione privilegiata sulla strada romana che portava in Spagna rendeva questo luogo ambito per la sepoltura: essere inumati lungo una grande via consentiva di ricevere le preghiere dei viandanti in transito. Nell'alto Medioevo gli Alyscamps divennero meta di pellegrinaggio cristiano, con la leggenda che i guerrieri caduti nella battaglia di Roncisvalle vi fossero stati trasportati miracolosamente per ricevere degna sepoltura. Nel XIX secolo, i sarcofagi più belli furono trasferiti ai musei cittadini o venduti a collezionisti europei: oggi il sito conserva un'atmosfera malinconica e grandiosa tra cipressi secolari e tombe aperte.

Arles è una città che vive in più epoche simultaneamente. Camminarvi significa muoversi tra il Foro romano e il café che ispirò Van Gogh, tra i gladiatori dell'anfiteatro e i toreri contemporanei, tra le gallerie sotterranee dei criptoportici e le sale della Fondazione d'Arte Moderna. Pochissimi luoghi al mondo riescono a tenere insieme con tanta grazia duemila anni di storia senza che nessuna epoca schiacchi le altre.

 
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