\\ Home Page : Pubblicazioni
Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 27/02/2026
Di Alex (pubblicato @ 12:00:00 in Nuove Tecnologie, letto 13 volte)
Giappone tecnologia 2026 robotica Sony Toyota semiconduttori Rapidus
Il Giappone è stato per decenni il leader tecnologico mondiale. Dopo il declino degli anni Novanta, nel 2026 tenta la risalita con Rapidus, l'AI fisica e la robotica. Come se la cavano Sony, Toyota, Honda e Mitsubishi? LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Il contesto: la grande caduta e il tentativo di risalita
Dopo il decennio perduto degli anni Novanta, il Giappone ha perso la leadership in settori strategici: chip di memoria ai coreani, smartphone agli americani e poi ai cinesi, pannelli solari alla Cina. Oggi il governo ha lanciato una risposta aggressiva: un piano da quasi 7,9 miliardi di dollari per il 2026 dedicato a semiconduttori e intelligenza artificiale, con una prospettiva di 330 miliardi di investimento pubblico-privato entro il 2030.
Rapidus — la scommessa sui chip a 2 nanometri
Il progetto più ambizioso è Rapidus, joint venture sostenuta da Toyota, NTT, Sony Group e dal governo con 11,2 miliardi di dollari in sussidi. L'obiettivo è produrre chip a 2 nanometri entro il 2027, competendo con TSMC e Samsung nella fascia ultra-premium. La costruzione della fabbrica ad Hokkaido è iniziata e le prime attrezzature EUV sono state installate. Il Giappone controlla già l'88% del mercato globale dei coater/developer, strumenti fondamentali per qualsiasi produzione avanzata di chip.
Robotica — l'unico settore dove il Giappone non ha mai perso
La robotica è l'area dove il primato giapponese è rimasto intatto e si sta rafforzando. Il Giappone detiene la terza densità di robot industriali al mondo, e quasi la metà dei robot industriali installati globalmente è progettata o prodotta da aziende nipponiche: Fanuc, Yaskawa, Kawasaki, Denso. Con l'AI che migliora la destrezza e l'apprendimento per imitazione, le aziende giapponesi di robotica sono in posizione ottimale per dominare anche la prossima generazione.
Sony, Toyota, Honda e Mitsubishi nel 2026
Sony è il caso di successo più evidente: PlayStation 5 rimane leader mondiale e Sony Semiconductor Solutions detiene circa il 45% del mercato globale dei sensori di immagine per smartphone. Toyota, primo produttore per volumi, investe massicciamente nelle batterie allo stato solido — il primo modello di produzione è atteso entro il 2027-2028. Honda ha stretto l'alleanza con Nissan per piattaforme EV condivise. Mitsubishi Electric mantiene una posizione forte nell'automazione industriale mentre le divisioni difesa e spazio crescono con il budget militare giapponese in aumento.
Intelligenza artificiale e supercalcolo
Nel campo dell'AI generativa il Giappone è chiaramente in ritardo rispetto a USA e Cina, ma il governo ha stanziato 387 miliardi di yen per modelli fondazionali domestici e "physical AI" — sistemi dove l'AI controlla robot e macchinari, il terreno ideale per il know-how nipponico. In supercalcolo, Fugaku di Fujitsu e RIKEN è rimasto tra i più potenti al mondo per diversi anni. In campo spaziale, JAXA ha effettuato il primo atterraggio lunare giapponese con la sonda SLIM nel gennaio 2024.
Il Giappone del 2026 non è più il paese che avrebbe "sorpassato l'America" secondo le previsioni degli anni Novanta, ma è tutt'altro che fuori gioco. Controlla silenziosamente l'infrastruttura materiale che rende possibile la produzione mondiale di chip avanzati. È leader nella robotica industriale nel momento in cui l'AI sta per trasformare quella leadership in qualcosa di ancora più strategico. La partita è aperta.
Di Alex (pubblicato @ 11:00:00 in Salute e benessere, letto 48 volte)
Schema cervello con riorganizzazione emisferica nell’emiparesi perinatale
Lesione cerebrale perinatale e emiparesi adulta mostrano come il cervello riorganizzi linguaggio e movimento per decenni. Differenze tra emisfero sinistro e destro influenzano attenzione, destrezza e riabilitazione possibile anche dopo i sessant’anni. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Differenze emisferiche
La localizzazione della lesione perinatale determina la riorganizzazione dell’intero network cerebrale. L’emisfero sinistro è normalmente dominante per il linguaggio, mentre il destro per attenzione spaziale e integrazione visiva. La migrazione funzionale precoce può salvare competenze ma generare deficit sottili nell’età adulta.
Emiparesi destra
Quando la lesione interessa l’emisfero sinistro, il linguaggio migra verso aree omotopiche destre. Questo fenomeno riduce l’efficienza delle funzioni visuo-spaziali originarie dell’emisfero destro e può provocare affaticamento cognitivo, difficoltà nell’apprendimento motorio e minore coordinazione fine.
Emiparesi sinistra
Le lesioni dell’emisfero destro influenzano attenzione globale, percezione dello spazio ed emozioni. Il linguaggio resta nell’emisfero sinistro, ma il controllo dell’arto sinistro diventa meno preciso e può comparire neglect cronico con ridotta consapevolezza del lato paretico.
Cablaggio corticospinale
Nel danno perinatale l’emisfero sano mantiene proiezioni ipsilaterali che normalmente verrebbero eliminate nello sviluppo. Questo consente movimento minimo ma riduce il controllo distale e favorisce sincinesie e movimenti speculari.
Neuroplasticità nell’adulto
Studi di risonanza magnetica mostrano riorganizzazioni ipsilesionali, controlaterali o bilaterali. Anche dopo i sessant’anni restano attivi meccanismi di sprouting assonale, smascheramento sinaptico e sinaptogenesi hebbiana stimolati da allenamento intensivo e ripetitivo.
Strategie riabilitative
- Alta ripetizione di movimenti funzionali
- Feedback sensoriale immediato
- Riduzione del doppio compito cognitivo
- Terapia dello specchio e training visivo
- Progressione graduale della difficoltà
L’emiparesi perinatale nell’adulto è l’esito di una lunga competizione tra reti cerebrali. Comprendere le differenze emisferiche permette terapie mirate capaci di sfruttare la plasticità residua e migliorare autonomia, destrezza e qualità di vita anche in età avanzata.
Di Alex (pubblicato @ 10:00:00 in Intelligenza Artificiale, letto 76 volte)
ElevenLabs interfaccia text to speech voce AI clonazione
ElevenLabs è la piattaforma di sintesi vocale AI più avanzata disponibile oggi, con voci naturali, clonazione rapida e supporto all'italiano. Ma cosa offre il piano gratuito rispetto allo Starter da 5 euro? Tutorial completo. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Come funziona ElevenLabs
ElevenLabs è una piattaforma AI audio che offre text-to-speech, clonazione vocale, doppiaggio automatico e agenti conversazionali. Il sistema funziona tramite crediti: ogni carattere di testo convertito in audio ne consuma un certo numero. I modelli principali sono Multilingual v2 (alta qualità) e Flash (più veloce, mezzo credito per carattere nei piani a pagamento).
Piano gratuito — cosa ottieni
Il piano Free include 10.000 crediti al mese (circa 10 minuti di audio con Multilingual v2), accesso a tutte le voci predefinite, creazione di fino a 3 voci personalizzate, generazione in 29 lingue. Limiti fondamentali: uso esclusivamente non commerciale, attribuzione obbligatoria a ElevenLabs sui contenuti pubblicati, nessuna clonazione vocale.
Piano Starter (circa 5 euro al mese) — le differenze chiave
Il piano Starter offre 30.000 crediti mensili, diritti commerciali completi, Instant Voice Cloning (clonazione con pochi minuti di campione audio), fino a 10 voci personalizzate salvate, nessuna attribuzione obbligatoria e accesso API di base. I crediti non usati si trasferiscono al mese successivo per un massimo di 2 mesi.
Tutorial — generare il primo audio in 5 passi
1) Registrati su elevenlabs.io senza carta di credito per il piano free. 2) Nella sezione Text to Speech, scegli il modello: Multilingual v2 per l'italiano di alta qualità, Flash per velocità. 3) Seleziona una voce predefinita: ascolta il campione e usa il filtro per lingua. 4) Imposta stability (0,5-0,7 per podcast) e similarity boost (0,7-0,8). 5) Inserisci il testo, genera e scarica in formato MP3 o WAV.
Voice cloning — come funziona con il piano Starter
Con il piano Starter accedi all'Instant Voice Cloning: registra almeno 1-3 minuti di audio di qualità media in ambiente silenzioso, carica il file in "Voices > Add Voice > Instant Voice Clone", assegna un nome e salva. La voce clonata cattura timbro, accento e peculiarità del campione. Ideale per podcaster che vogliono mantenere la propria voce nei contenuti generati automaticamente.
Casi d'uso per creator tecnologici italiani
Versione audio degli articoli del blog per chi preferisce ascoltare, episodi podcast generati nelle giornate senza studio di registrazione, traduzioni multilingua mantenendo la propria voce clonata, intro e outro personalizzati, contenuti accessibili per persone con difficoltà di lettura.
ElevenLabs è lo strumento definitivo per elevare la produzione audio senza uno studio professionale. Il piano Starter a 5 euro al mese è la scelta ideale per iniziare: offre diritti commerciali e clonazione vocale che il gratuito non include. Si consiglia di provare prima il piano free per familiarizzare, poi valutare l'upgrade in base al volume mensile di contenuti prodotti.
Di Alex (pubblicato @ 09:00:00 in Sci-Fi e Rigore Scientifico, letto 62 volte)
Film Contact 1997 radiotelescopi SETI Jodie Foster astronoma
Contact di Robert Zemeckis, basato sul romanzo di Carl Sagan, è il film di fantascienza più accurato scientificamente mai prodotto. La protagonista Ellie Arroway è ispirata alla ricercatrice reale Jill Tarter. Un'analisi di radioastronomia e cinema. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
La protagonista e il modello reale
Ellie Arroway, interpretata da Jodie Foster, è un personaggio che Carl Sagan costruì ispirandosi alla ricercatrice Jill Tarter, per decenni a capo del SETI Institute (Search for Extraterrestrial Intelligence). Tarter ha riconosciuto in Arroway le sfide reali della sua carriera: lo scetticismo dei colleghi, le difficoltà di finanziamento e il rapporto complicato con la comunità religiosa.
Cosa la radioastronomia del film rappresenta correttamente
Il Very Large Array (VLA) del New Mexico mostrato nel film è il radiotelescopo reale usato dal programma SETI. Il film descrive correttamente la ricerca sistematica di segnali su specifiche frequenze radio, in particolare attorno a 1420 MHz (la frequenza dell'idrogeno neutro, considerata una frequenza universale di comunicazione). Corretti anche il processo di verifica del segnale con stazioni indipendenti e il protocollo di dichiarazione di scoperta SETI.
Come i segnali radio viaggiano nello spazio
La celebre sequenza iniziale del film — un viaggio a ritroso dalla Terra attraverso il sistema solare e le galassie — in cui l'audio riflette le trasmissioni radio umane che si perdono nel passato man mano che ci si allontana, è una rappresentazione poeticamente accurata di un fenomeno fisico reale. I segnali radio viaggiano alla velocità della luce: le prime trasmissioni umane di potenza sufficiente a superare l'ionosfera risalgono agli anni Trenta. Oggi quella bolla di onde si estende a circa 90 anni-luce dalla Terra.
I VFX e la sequenza di apertura
Ken Ralston e il suo team utilizzarono la CGI in modo pionieristico per l'epoca. Il viaggio inizia con la Terra vista dallo spazio e si allontana attraverso il sistema solare, la Via Lattea e le strutture cosmologiche su larga scala, con la colonna sonora che scorre all'indietro tra le decadi delle trasmissioni radio terrestri. Le scale spaziali, il tempo di viaggio della luce e la struttura dell'universo su grande scala sono trattati con notevole precisione scientifica.
I limiti scientifici del film
Nonostante l'eccezionale accuratezza, il film si concede alcune licenze narrative: la sincronizzazione del segnale di 26 ore con una stella a 26 anni-luce è fisicamente impossibile ma necessaria per il plot. La macchina costruita in base alle istruzioni aliene funziona secondo principi fisici non specificati. La soglia di prova per una scoperta SETI nel mondo reale sarebbe molto più alta di quella mostrata.
Contact rimane a oggi il ritratto più sofisticato e rispettoso della metodologia scientifica nella storia del cinema di fantascienza. Jill Tarter ha raccontato di aver ricevuto molte più donazioni per la ricerca SETI dopo l'uscita del film: è la misura più concreta del suo impatto culturale duraturo.
Di Alex (pubblicato @ 08:00:00 in Patrimonio mondiale UNESCO, letto 73 volte)
Angkor Wat Cambogia tempio Khmer riflesso fossato alba
Angkor Wat è il più grande monumento religioso mai costruito dall'umanità: contiene più pietra della Grande Piramide di Giza, ma interamente lavorata. Costruito nel dodicesimo secolo dopo Cristo dai Khmer, nasconde segreti ingegneristici straordinari. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Le dimensioni: più pietra della Grande Piramide di Giza
Il complesso principale occupa circa 1,6 km quadrati, con un fossato perimetrale largo 190 metri e lungo quasi 6 km. Angkor Wat contiene più pietra arenaria della Grande Piramide di Giza, ma a differenza delle piramidi egizie — strutture essenzialmente solide — ogni blocco è stato lavorato con raffinata precisione architettonica. Le superfici sono coperte da bassorilievi che si estendono per oltre 800 metri lineari, narrando episodi del Mahabharata, del Ramayana e della cosmologia indù.
Il trasporto della pietra: le rivelazioni LiDAR
L'arenaria proviene dal Monte Kulen, a circa 50 km di distanza. Le recenti scansioni LiDAR — tecnologia laser applicata dall'aria che penetra la vegetazione rivelando strutture sepolte — hanno risolto in parte il mistero del trasporto. Hanno rivelato una rete di canali artificiali che permetteva di spostare i blocchi direttamente dalle cave al cantiere su zattere, ottimizzando la logistica. Le stesse scansioni hanno rivelato una città di Angkor di dimensioni molto superiori a quanto immaginato: con oltre un milione di abitanti nel dodicesimo secolo dopo Cristo, era probabilmente la città premoderna più grande del mondo.
La stabilità idraulica: il tempio che galleggia sull'acqua
Il tempio letteralmente galleggia su una falda acquifera mantenuta stabile dalla pressione dell'acqua nei fossati circostanti. Se i fossati si seccassero completamente, la pressione idrostatica che sostiene le fondamenta verrebbe meno e i terreni sabbiosi sottostanti potrebbero cedere, portando al collasso strutturale di parti del complesso. Questa scoperta ha reso la gestione idrologica di Angkor una priorità assoluta per UNESCO e per il governo cambogiano.
L'orientamento astronomico
Angkor Wat è uno dei templi più precisamente orientati astronomicamente mai costruiti. Il suo asse principale è allineato verso ovest — insolito per un tempio indù, di solito orientati a est, e probabilmente collegato al culto della morte associato a Vishnu. Nei giorni degli equinozi, il sole sorge esattamente sull'asse del tempio visto dalla porta ovest.
I bassorilievi: il più lungo ciclo narrativo religioso del mondo
Le gallerie esterne ospitano 800 metri di bassorilievi in altorilievo alti circa 2 metri. Oltre 3.000 apsare (danzatrici celesti) sono scolpite sulle pareti, ognuna con un viso individuale leggermente diverso. La qualità scultorea mostra un realismo dinamico che anticipa molte conquiste dell'arte europea medievale contemporanea.
Angkor Wat è molto più di un monumento: è un sistema ingegneristico complesso, un testo religioso in pietra, un documento storico di una civiltà al suo apice. La sua sopravvivenza dipende oggi dalla gestione del sistema idrologico che i Khmer progettarono con straordinaria intelligenza quasi mille anni fa. Patrimonio UNESCO dal 1992, compare sulla bandiera nazionale della Cambogia.
Di Alex (pubblicato @ 07:00:00 in Impero Romano, letto 76 volte)
Timgad Algeria rovine romane deserto urbanistica perfetta
Le province africane e orientali dell'Impero Romano ospitano le rovine più spettacolari del mondo antico, preservate per secoli dall'abbandono in zone aride. Da Timgad nel deserto algerino a Gerasa in Giordania: un viaggio tra città perfette. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Timgad (Algeria) — l'urbanistica perfetta
Fondata da Traiano nel 100 dopo Cristo come colonia per la Legio III Augusta, Timgad è l'esempio platonico della città romana. La sua pianta a scacchiera castrense è rimasta intatta nel deserto algerino. L'arco di Traiano e la biblioteca pubblica, capace di contenere circa 3.000 rotoli di papiro, testimoniano come la civiltà romana venisse esportata fino ai confini del Sahara per sedentarizzare i nomadi berberi e integrarli nel sistema imperiale. Iscritta nell'elenco UNESCO nel 1982.
Le province africane — il granaio dell'Impero
Le province africane, principalmente l'Africa Proconsolare (odierna Tunisia settentrionale), la Numidia (Algeria) e la Tripolitania (Libia), erano tra le più ricche dell'Impero. Il grano africano sfamava Roma, l'olio tunisino riempiva le anfore esportate in tutta Europa e i marmi numidici decoravano gli edifici della capitale. Leptis Magna in Libia, patria natale dell'imperatore Settimio Severo, è forse il sito romano africano più spettacolare in assoluto.
Le province orientali — il cuore greco-romano
Le province orientali — Siria, Giudea, Arabia, Asia Minore — erano le più ricche culturalmente. Qui Roma si confrontò con civiltà millenarie, producendo un fruttuoso sincretismo stilistico. Palmira, la "città dei carri", era un nodo fondamentale delle rotte commerciali tra l'Impero Romano e Persia, India e Cina. La sua architettura ibrida riflette la posizione di cerniera culturale che la città occupò fino alla sconfitta della regina Zenobia per mano di Aureliano nel 273 dopo Cristo.
Gerasa (Jerash, Giordania) — la città romano-orientale meglio conservata
Gerasa è il più completo esempio di città romano-orientale: con il suo ovale colonnato di 90 colonne, gli archi trionfali, i templi e i teatri, il sito è uno spettacolo di conservazione. Il Cardo Maximus colonnato, lungo quasi un chilometro, permette ancora oggi di camminare nell'antichità con una fedeltà spaziale unica.
La funzione ideologica dell'urbanistica romana
Timgad rappresenta paradigmaticamente la funzione ideologica dell'urbanistica romana: costruire una città con Foro, terme, teatro e biblioteca significava proporre un modello di vita. Chi vi abitava, a prescindere dall'origine etnica, diventava "romano" attraverso le pratiche quotidiane della civitas. Le élite provinciali adottarono rapidamente la cultura romana: molti dei più grandi intellettuali dell'Impero, come Agostino d'Ippona, Tertulliano e Apuleio, provenivano dall'Africa.
Le province africane e orientali dell'Impero Romano non erano periferie marginali, ma cuori pulsanti di ricchezza e cultura. I loro siti archeologici, preservati spesso dall'isolamento geografico e dall'aridità del clima, offrono oggi la lettura più integra e commovente di cosa significasse vivere nella Roma imperiale.
Fotografie del 27/02/2026
Nessuna fotografia trovata.











Microsmeta Podcast
Feed Atom 0.3
(p)Link
Commenti
Storico
Stampa