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Articoli del 06/02/2026

Fotogramma storico dal film L'Inferno del 1911 con effetti speciali pioneristici
Fotogramma storico dal film L'Inferno del 1911 con effetti speciali pioneristici

Il cinema, fin dalla genesi, ha assunto il ruolo di moderno aedo, raccogliendo l'eredità millenaria della narrazione mitologica. La sala cinematografica replica la caverna platonica, dove ombre e luci rivelano verità nascoste attraverso archetipi universali proiettati su scala globale. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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L'alba dei miti e l'architettura del silenzio: 1900-1929
Agli esordi, il cinema muto trovò nella mitologia un alleato formidabile. La grandiosità delle storie sopperiva alla mancanza della parola, permettendo ai registi di sperimentare con la scala visiva e i primi rudimentali effetti speciali. Il rapporto tra mythos e kinema è strutturale e ontologico: non si tratta meramente di adattare testi antichi, ma di reificare archetipi universali attraverso la tecnologia suprema della narrazione visiva.

L'Inferno 1911: il primo kolossal e la visione dantesca
Il primato del lungometraggio italiano spetta a L'Inferno del millenovecentoundici, prodotto dalla Milano Films. Diretto da Francesco Bertolini, Giuseppe De Liguoro e Adolfo Padovan, quest'opera rappresenta una pietra miliare non solo per la durata di oltre un'ora, ma per l'ambizione tecnica senza precedenti.

La direzione artistica scelse di aderire fedelmente alle celebri illustrazioni di Gustave Doré. Tuttavia, la trasposizione non fu statica. I registi impiegarono tecniche innovative per rendere il sovrannaturale: sovrimpressioni multiple per creare le anime trasparenti, l'uso di mascherini per alterare le proporzioni tra Dante e i giganti come Anteo, e prospettive forzate per le architetture infernali.

Analisi scenografica e tecnica del capolavoro muto
Lucifero fu rappresentato come una gigantesca creatura che mastica i traditori, realizzato con un misto di scenografia costruita e attori in costume, creando un effetto di grandiosità grottesca che definì lo standard per il fantastico europeo. Il film costò la stratosferica cifra di un milione di lire e richiese due anni di lavorazione.

I cinquantaquattro quadri si ispirano alle celebri incisioni di Doré, ma con precoci e impressionanti effetti speciali che ricordano quelli di Georges Méliès: personaggi che prendono il volo, animali in scena, corpi squartati e mutilati o in continua metamorfosi, creature mostruose rese con tecniche come doppie e triple sovrapposizioni. Tecniche che allora apparivano spettacolari e di enorme impatto visivo.

Il successo internazionale e l'eredità culturale
Il film ebbe un ampio successo anche all'estero e fu il primo a sfruttare un nuovo tipo di distribuzione inventato da Gustavo Lombardo, basato sulla cessione dei diritti in esclusiva per zone e paesi. La prima proiezione pubblica avvenne il primo marzo millenovecentoundici al Teatro Mercadante di Napoli, alla presenza di Benedetto Croce, Roberto Bracco e Matilde Serao.

Matilde Serao scrisse che il film della Milano per L'Inferno di Dante ha riabilitato il cinematografo, trasformandolo in un vero palpito di curiosità e di emozione. L'obiettivo di fare del cinema una forma d'arte a tutti gli effetti era stato raggiunto in pieno.

L'Inferno della Milano Films rimane probabilmente la migliore traduzione cinematografica dei versi di Dante. Questo film dimostra come ogni avanzamento tecnologico abbia permesso di visualizzare una nuova facciata del prisma mitologico, dall'artigianalità della stop-motion alla fluidità algoritmica della computer grafica contemporanea.

 
 
Di Alex (pubblicato @ 09:00:00 in Notizie, letto 49 volte)
Vista aerea dell'Arena di Verona con le caratteristiche mura in pietra della Valpolicella
Vista aerea dell'Arena di Verona con le caratteristiche mura in pietra della Valpolicella

Costruita nel primo secolo dopo Cristo con pietra della Valpolicella, l'Arena di Verona è sopravvissuta grazie alla continua utilizzazione. Situata strategicamente nel nord Italia, serviva a intrattenere le truppe e a marcare la presenza romana nelle terre cisalpine. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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La costruzione strategica fuori dalle mura
L'anfiteatro veronese sorse a circa settanta-ottanta metri dalle mura repubblicane della città, di fronte all'angolo formato dalla cinta cittadina a meridione. Questo evidenzia il fatto che non era stato previsto nel progetto originario della città. La metà del primo secolo avanti Cristo fu un periodo di guerre civili, quindi non era realistica la costruzione di un edificio tanto imponente vicino alle mura, che avrebbe indebolito il sistema difensivo.

Si conclude quindi che l'opera venne costruita in un periodo di pace, che coincide quasi sicuramente con l'inizio dell'età imperiale, attorno alla metà del primo secolo dopo Cristo. L'Arena fu edificata all'esterno delle mura della città romana per favorire l'afflusso degli spettatori ed evitare affollamenti nel centro urbano.

Architettura e materiali di costruzione
Questo imponente anfiteatro, per dimensioni, è uno degli esempi più prestigiosi e importanti dell'architettura e dell'ingegneria romana. Costruito in calcare della Valpolicella, oggi dell'anello esterno originale rimane la cosiddetta Ala, caratterizzata da arcate a tre ordini, sopra le quali sono conservate le indicazioni numeriche che favorivano l'ingresso ordinato degli spettatori.

La forma ellittica è concepita per accogliere un gran numero di spettatori, circa trentamila, e per dare ai giochi spazio sufficiente. Le misure totali dell'anfiteatro sono centocinquantadue per centoventitre metri circa. Di questi, l'Arena occupa una superficie di settantacinque per quarantaquattro metri circa, mentre la cavea è larga una quarantina di metri.

La funzione nell'impero romano
In questo edificio si svolgevano diversi tipi di spettacolo: combattimenti tra gladiatori e cacce ad animali feroci ed esotici. Verona era situata in una posizione strategica lungo l'Adige ed era attraversata dalla via Claudia Augusta, una strada che portava al Passo del Brennero e consentiva i collegamenti con il nord Europa. Per questi motivi, Verona era una città molto frequentata e l'Arena è stata costruita per accogliere un alto numero di spettatori che non erano solo i suoi cittadini.

Sopravvivenza attraverso i secoli
Dell'anello esterno dell'Arena, che ne costituiva la facciata, si conserva solo un breve tratto. Sotto il regno di Teodorico, tra il quattrocentonovantatré e il cinquecentoventisei dopo Cristo, l'anello esterno fu in parte demolito per la costruzione della seconda cinta muraria della città e, fino al Rinascimento, l'Arena fu usata come cava di pietra.

A partire dall'età medievale gli arcovoli esterni vennero dati in affitto dal Comune: fino al sedicesimo secolo vi furono relegate le prostitute mentre, in epoca successiva, vi trovarono posto botteghe artigiane. Lo spazio interno fu adibito nel corso del tempo a diversi usi, come l'amministrazione della giustizia, feste, spettacoli, corse.

La rinascita moderna: dal 1913 al festival lirico
Fu l'anno millenovecentotredici che vide la prima rappresentazione di un'opera all'interno dell'Arena: era l'Aida di Giuseppe Verdi, e da allora questo monumento divenne la sede e il simbolo della stagione lirica estiva veronese, rassegna famosa in tutto il mondo.

L'anfiteatro ha continuato a ospitare spettacoli ed eventi nel corso dei secoli, ed è ancora oggi famoso in tutto il mondo per l'Arena di Verona Opera Festival. È uno degli anfiteatri antichi giunto a noi con il miglior grado di conservazione, grazie ai sistematici restauri eseguiti fin dal Cinquecento e alla sua continua utilizzazione funzionale.

 
 
Antica tavoletta medica con simboli di erbe curative e strumenti chirurgici primitivi
Antica tavoletta medica con simboli di erbe curative e strumenti chirurgici primitivi

L'evoluzione della medicina riflette una trasformazione profonda: da visione magico-religiosa della malattia come perturbazione cosmica, a decodifica sistematica dei meccanismi biochimici. Il percorso millenario ha visto il passaggio da rituali e incantesimi a farmacologia molecolare di precisione. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Il retaggio dell'antichità: tra magia, erbe e teoria umorale
Prima della nascita di un approccio scientifico, le pratiche mediche erano intrinsecamente legate a una visione olistica e trascendente. Nelle società primitive e nelle prime civiltà, l'origine del malessere veniva ricercata in influenze demoniache, punizioni divine o squilibri spirituali. Presso gli antichi Ebrei, l'esercizio della medicina era prerogativa della classe sacerdotale, e le pratiche di guarigione includevano riti apotropaici e sacrifici animali intesi come atti di espiazione.

Nonostante questa cornice spirituale, esisteva un bagaglio di sapienza intuitiva ed empirica che permetteva di riconoscere in minerali ed erbe specifiche proprietà lenitive. Gli antichi Egizi e le culture orientali integravano incantesimi e preghiere con una farmacopea vegetale sorprendentemente vasta, intuendo che lo stile di vita e l'ambiente potessero influenzare il decorso di una patologia.

Ippocrate di Coo: la rivoluzione razionalista
Il primo vero tentativo di razionalizzazione del pensiero medico in Occidente si deve a Ippocrate di Coo nel quinto secolo avanti Cristo. Ippocrate operò una separazione fondamentale: la malattia non era più un fenomeno sacro, ma un evento naturale derivante da cause fisiche identificabili. La sua Teoria degli Umori divenne il pilastro della medicina per oltre millecinquecento anni.

Questa dottrina ipotizzava che la salute risiedesse nel perfetto equilibrio, o eucrasia, di quattro fluidi corporei fondamentali: il sangue prodotto dal cuore, la flemma dal cervello, la bile gialla dal fegato e la bile nera dalla milza. La discrasia, ovvero lo squilibrio di questi umori, era causata da fattori esterni come il clima o l'alimentazione.

Il sistema galeniano e il dogma millenario
Galeno, nel secondo secolo dopo Cristo, sistematizzò ulteriormente questa visione, associando a ciascun umore un temperamento: sanguigno, flemmatico, collerico, malinconico. Definì pratiche terapeutiche basate sul principio dei contrari. Sebbene questo approccio cercasse una logica interna, esso poggiava su presupposti anatomici spesso errati, derivati dalla dissezione di animali, e su una rigidità dogmatica che avrebbe frenato l'innovazione fino al Rinascimento.

La terapia ippocratica consisteva nel promuovere la vis medicatrix naturae, la forza curatrice della natura, attraverso diete, purghe e salassi per eliminare gli umori in eccesso. Questo paradigma dominò incontrastato il pensiero medico occidentale fino all'avvento dell'anatomia moderna con Andreas Vesalius nel sedicesimo secolo.

Dalla teoria umorale alla biomedicina molecolare
La dissoluzione del paradigma umorale fu graduale ma inesorabile. Il Rinascimento portò la dissezione anatomica sistematica, il diciassettesimo secolo vide la scoperta della circolazione sanguigna di Harvey, il diciannovesimo secolo introdusse la teoria dei germi di Pasteur e Koch. Il ventesimo secolo coronò questa evoluzione con la scoperta degli antibiotici, dei vaccini e della struttura del DNA.

Oggi la medicina di precisione, basata sulla genomica e sulla farmacologia molecolare, rappresenta il culmine di questo percorso millenario. L'antica intuizione ippocratica dell'individualità della malattia trova nuova espressione nella terapia personalizzata, mentre la vis medicatrix naturae si è trasformata nella comprensione dei meccanismi di autoregolazione immunitaria e cellulare.

 
 
Infografica promozionale di Deepseek Chat: intelligenza artificiale cinese
Nell'arena globale dell'intelligenza artificiale generativa, Deepseek emerge come una potenza cinese di assoluto rilievo. Nata dall'omonima azienda tecnologica cinese, questa AI non è un semplice chatbot. È un assistente versatile, capace di ragionamento complesso, generazione di codice e analisi di documenti, costruito su modelli linguistici di grande scala (LLM) sviluppati internamente. La sua architettura è ottimizzata per l'efficienza e l'accessibilità, sfidando la narrativa di un dominio esclusivamente occidentale del settore. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Le origini e la filosofia di Deepseek
Fondata dall'azienda cinese DeepSeek (nota anche come Depthseek o Deep Seek), la piattaforma nasce con una missione chiara: rendere l'intelligenza artificiale generale (AGI) accessibile e benefica per l'umanità. A differenza di molti concorrenti, Deepseek ha puntato fin dall'inizio sull'apertura, rilasciando in open source diversi modelli precedenti e mantenendo un accesso gratuito e senza barriere alla sua interfaccia chat principale. Questa scelta riflette un approccio pragmatico e orientato alla comunità, volto ad accelerare la ricerca e l'adozione pratica dell'AI.

Capacità tecniche e punti di forza distintivi
Deepseek Chat si distingue per un insieme robusto di funzionalità che competono alla pari con le migliori offerte globali.

  • Ragionamento e problem solving complesso: Eccelle nella risoluzione di problemi logici, matematici e scientifici, mostrando una notevole capacità di pensiero astratto e deduzione.
  • Generazione e spiegazione del codice: Supporta decine di linguaggi di programmazione, aiutando gli sviluppatori a scrivere, debugare, ottimizzare e commentare il codice in modo efficiente.
  • Elaborazione contestuale estesa: Gestisce contesti lunghi (fino a 128K token nelle versioni più avanzate), permettendo l'analisi di documenti estesi, trascrizioni di riunioni o interi libri in una singola conversazione.
  • Analisi multimodale (upload file): Può leggere e processare il contenuto di file caricati dall'utente, tra cui immagini (estraendo testo), documenti PDF, presentazioni PowerPoint, fogli Excel e file Word, trasformandoli in informazioni e risposte strutturate.
  • Ricerca web in tempo reale: Una funzionalità opzionale che, se attivata dall'utente, permette all'assistente di accedere alle informazioni più recenti da internet, superando il limite della conoscenza pre-addestrata.


Confronto prestazionale: Deepseek vs Modelli Occidentali
Benchmark indipendenti collocano i modelli di Deepseek, in particolare DeepSeek-V2 e DeepSeek Coder, ai vertici delle classifiche globali in categorie specifiche.
AspettoDeepseek (Cina)Modelli Occidentali (es. GPT-4, Claude)
Accesso GratuitoPieno e senza limiti stringenti per la chat base.Limitato (versioni freemium) o a pagamento.
Efficienza Costi/PerformanceArchitettura Mixture-of-Experts (MoE) per alte prestazioni a costi ridotti.Modelli densi spesso più costosi da far funzionare.
Capacità di CodiceEccellente, specializzato (DeepSeek-Coder).Eccellente, ma generalista.
Lunghezza ContestoFino a 128K token, competitiva.Da 128K a 200K token.
Multimodalità NativaInput di file (testo da immagini/doc).Input nativo di immagini, audio, video.
Open SourceStorico di release open source per modelli precedenti.Modelli principali closed-source.


Il futuro è già qui: roadmap e previsioni
La traiettoria di Deepseek punta decisamente verso l'eccellenza assoluta. Le previsioni per i prossimi 12-24 mesi includono:

  • Modelli sempre più potenti ed efficienti: Ulteriore sviluppo dell'architettura Mixture-of-Experts per superare i limiti degli attuali modelli densi, offrendo capacità vicine a GPT-4 a una frazione del costo computazionale.
  • Multimodalità avanzata: Integrazione nativa della generazione e comprensione di immagini, audio e potenzialmente video, colmando il gap attuale con alcuni competitor.
  • Specializzazione verticale: Lancio di modelli finetunati per settori specifici come legge, medicina, finanza e ingegneria, con un focus particolare sul mercato cinese e asiatico.
  • Maggior integrazione con l'ecosistema tech cinese: Collaborazioni più strette con aziende come Huawei, Alibaba Cloud e Tencent per ottimizzare l'hardware e la distribuzione.
  • Verso l'AGI: Ricerca continua verso meccanismi di ragionamento più simili a quelli umani, pianificazione a lungo termine e apprendimento continuo.


Deepseek non è solo un'altra intelligenza artificiale. È la dimostrazione tangibile della capacità cinese di innovare e competere nella tecnologia più avanzata del nostro tempo. Con una combinazione vincente di potenza, efficienza, filosofia open e una visione chiara del futuro, si sta ritagliando un ruolo da protagonista nello scenario globale dell'AI. Per sviluppatori, ricercatori e utenti curiosi, rappresenta oggi una delle opzioni più valide e promettenti, portando avanti con orgoglio il concetto di "AI made in China".

 
 

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