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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 17/06/2026
Di Alex (pubblicato @ 09:00:00 in Intelligenza Artificiale, letto 45 volte)
Rete di miliardi incrociati tra Nvidia, OpenAI, CoreWeave e Microsoft
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La ragnatela dei chip e dei miliardi
Nel corso del 2025, il fatturato di Nvidia legato al segmento data center ha raggiunto i 47,5 miliardi di dollari, con oltre l'80 per cento delle GPU per intelligenza artificiale acquistate da un ristretto gruppo di hyperscaler tra cui Microsoft, Amazon, Google e le emergenti CoreWeave e Oracle. Ma il dato più sorprendente è che Nvidia non si limita a vendere hardware: ha progressivamente costruito un portafoglio di partecipazioni nei suoi stessi clienti, trasformando il mercato in un intreccio di interessi circolari. Attraverso il fondo NVentures, la società di Santa Clara ha investito fino a 100 miliardi di dollari in OpenAI, l'azienda che sviluppa GPT, diventandone al contempo fornitore esclusivo di GPU H100 e Blackwell. OpenAI, da parte sua, spende circa 300 miliardi in infrastrutture cloud, di cui una quota significativa è destinata a Oracle, che a sua volta utilizza server equipaggiati con chip Nvidia. Il quadro si complica con l'ingresso di CoreWeave, un fornitore di cloud specializzato in carichi di lavoro AI, di cui Nvidia possiede il 7 per cento. Nvidia acquista da CoreWeave 6 miliardi di capacità cloud, mentre CoreWeave spende 4 miliardi per comprare hardware da Nvidia e OpenAI paga a CoreWeave 22 miliardi per noleggiare i server. In pratica i fondi ruotano in un cerchio: il denaro che OpenAI versa a CoreWeave torna in parte a Nvidia sotto forma di ordini per GPU, mentre Nvidia stessa remunera CoreWeave per l'affitto del cloud, e la stessa OpenAI riceve investimenti da Nvidia. AMD, rivale diretto di Nvidia, ha siglato un accordo da decine di miliardi con United Pacific Investments (UPI), garantendo a OpenAI la possibilità di acquistare fino al 10 per cento delle azioni AMD, in modo da diversificare le forniture. XAI, la startup di Elon Musk, ha chiuso un contratto con Nvidia per 20 miliardi di chip, e Nvidia ha contestualmente reinvestito 2 miliardi in XAI, replicando lo schema. Microsoft, principale investitore di OpenAI, ospita GPT sulla propria piattaforma Azure e rivende la stessa tecnologia come Copilot nei prodotti Office e Windows, generando un flusso di cassa che alimenta nuovi acquisti di GPU Nvidia. Amazon e Google fanno lo stesso con Anthropic, il creatore di Claude: Amazon ha investito 8 miliardi, Google 3 miliardi, ed entrambi ospitano i modelli sui propri cloud, ancora basati su chip Nvidia. Meta, che costruisce modelli aperti come Llama, acquista comunque decine di miliardi in GPU Nvidia per l'addestramento. Questa interdipendenza ricorda l'era delle ferrovie ottocentesche, quando le compagnie ferroviarie investivano nelle acciaierie che a loro volta acquistavano carbone e rotaie, usando le stesse ferrovie per il trasporto, in un ciclo che consolidò l'infrastruttura industriale moderna. Alcuni analisti vedono in questa circolarità un motore di crescita che accelera lo sviluppo dell'IA, mentre altri temono l'insorgere di una bolla speculativa e rischi di concentrazione monopolistica, con Nvidia che di fatto controlla l'intera filiera a monte e a valle. La vera posta in gioco non è solo economica, ma riguarda chi deterrà il potere di decidere quali modelli verranno addestrati e con quali regole.
Di Alex (pubblicato @ 08:00:00 in Nuove Tecnologie, letto 63 volte)
Julian Brown e la Rolls-Royce Dawn alimentata a Plastolina, il carburante dalla plastica
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La rivoluzione della Plastolina
L'esperimento più recente, condotto davanti a centinaia di persone in un capannone industriale del North Carolina il 3 maggio 2026, ha visto il fondatore di JAB Innovation riempire il serbatoio della lussuosa cabriolet con un liquido ambrato prodotto interamente da bottiglie, imballaggi e sacchetti di plastica non riciclabile. La Rolls-Royce Dawn, con il suo motore V12 biturbo da 6.6 litri, ha rombato senza esitazioni, dimostrando che la Plastolina può alimentare anche i propulsori più esigenti. Julian Brown, ingegnere autodidatta di trentaquattro anni, aveva già stupito il mondo nel 2024 accendendo una muscle car e successivamente una moto BMW e un camion, ma l'accensione del V12 rappresenta un salto di credibilità perché molti critici sostenevano che un motore di tale cilindrata e complessità richiedesse un carburante con caratteristiche di detonazione impossibili da ottenere dalla pirolisi della plastica. La tecnologia brevettata si chiama depolimerizzazione a microonde in atmosfera controllata, un processo che non brucia i rifiuti bensì li riscalda in una camera sigillata priva di ossigeno a temperature comprese tra 400 e 600 gradi centigradi. Le microonde eccitano le molecole di carbonio e idrogeno, spezzando le lunghe catene polimeriche e ricombinandole in idrocarburi liquidi simili alla benzina convenzionale. Il risultato è un carburante trasparente con numero di ottano pari a 110, superiore alla benzina premium in commercio, con un contenuto di zolfo inferiore a 5 parti per milione e una combustione che produce fino al 70 per cento in meno di ossidi di azoto. Il reattore Mark IV attualmente in uso trasforma circa dieci chilogrammi di plastica mista all'ora, con un'efficienza di conversione che sfiora l'ottanta per cento: per ogni chilo di rifiuti si ottengono circa 0,8 litri di Plastolina, mentre il residuo è costituito da nerofumo riutilizzabile come pigmento industriale e da gas leggeri che alimentano il processo stesso. Brown sta ora completando il Mark V, un reattore mobile delle dimensioni di un container, pensato per essere trasportato ovunque e per produrre carburante direttamente nei centri di raccolta rifiuti o nei porti, dove la plastica abbonda. L'obiettivo a lungo termine è costruire stazioni di rifornimento al dettaglio, chiamate "Plastoline Station", dove gli automobilisti potranno fare il pieno con benzina ottenuta dalla plastica gettata via, a un prezzo stimato di 0,50 euro al litro, competitivo con i carburanti fossili e completamente indipendente dal petrolio. Il progetto ha attirato l'attenzione di venture capital e di municipalità interessate a smaltire i rifiuti in modo redditizio, ma deve ancora superare le omologazioni per la vendita al pubblico e le resistenze dell'industria petrolchimica. Brown ha dichiarato che la dimostrazione con la Rolls-Royce è stata organizzata proprio per zittire gli scettici e per dimostrare che anche un motore di lusso, simbolo di esclusività, può funzionare con un carburante ricavato dalla spazzatura, riducendo al contempo le emissioni di gas serra e il consumo di materie prime fossili. La Plastolina rappresenta una sfida concreta al paradigma dei combustibili tradizionali e dimostra che l'economia circolare può entrare nel serbatoio delle auto di tutti i giorni.
Fotografie del 17/06/2026
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