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Siena: l'apoteosi del comune mercantile e la sua bellissima, fragile utopia
Di Alex (del 13/04/2026 @ 16:00:00, in Storia Medioevo, letto 48 volte)
Veduta aerea della meravigliosa Piazza del Campo e della Torre del Mangia a Siena
Nessuna città italiana incarna con altrettanta coerenza visiva e drammaticità storica il sogno, e il successivo crollo, del comune medievale. Siena è un autentico manifesto architettonico in calcare e travertino, sapientemente costruito intorno a una piazza a forma di conchiglia che rappresenta ancora oggi il più perfetto esempio di spazio pubblico europeo. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
La topografia come inesorabile destino: la pittoresca città sui tre colli
Per poter comprendere appieno l'anima inquieta e profonda della gloriosa Siena, risulta assolutamente e imprescindibilmente necessario analizzare preliminarmente e con grande meticolosità la sua peculiare e affascinante conformazione orografica di base. L'antico e nobile insediamento urbano è stato originariamente e caparbiamente costruito sulla sommità scoscesa di ben tre distinte e prominenti creste collinari convergenti tra di loro, tradizionalmente e orgogliosamente note ai residenti con il nome di antichi terzieri di Città, di Camollia e di San Martino. Questi tre imponenti e ramificati crinali di solida terra toscana si incontrano e declinano magicamente in un precisissimo punto naturalmente e dolcemente depresso del paesaggio: la vasta e concava conca argillosa su cui sorge, in tutta la sua abbagliante magnificenza, la celeberrima Piazza del Campo. Questa complessa topografia naturale non rappresenta per gli storici un banale o irrilevante dato squisitamente geografico, bensì costituisce la vera, tenace e invisibile struttura sociologica portante dell'intera, fiera e turbolenta identità civica senese. La saggia e ponderata scelta urbanistica di costruire l'imponente mole del Palazzo Pubblico e la vertiginosa altezza della Torre del Mangia esattamente in questo strategico punto di convergenza non fu per nulla dettata da una felice ma fortuita casualità estetica, bensì rappresentò un sublime e calcolato atto di pura e geniale ingegneria politica medievale.
Piazza del Campo e il grandioso Duomo: gotico italico e viva narrazione
Piazza del Campo è con ogni ragionevole probabilità il monumentale spazio pubblico civile maggiormente studiato, fotografato e appassionatamente analizzato da innumerevoli e illustri architetti in tutta l'Europa continentale. La sua particolarissima e inconfondibile sagoma a conchiglia a nove spicchi, che si configura tecnicamente come un preciso settore di cerchio inclinato con una studiata pendenza del cinque percento protesa ad abbracciare idealmente la superba facciata del Palazzo Pubblico, non scaturisce magicamente dal nulla a seguito di un'improvvisa illuminazione e progettazione unitaria. Al contrario, questa magnifica agorà rappresenta il formidabile esito artistico di un lunghissimo, travagliato e meticoloso processo di progressiva costruzione e stratificazione plurisecolare. Poco distante da questo gioiello laico, si erge il magnifico e controverso Duomo di Siena, senza dubbio alcuno uno dei monumenti religiosi più complessi, misteriosi e riccamente stratificati dell'intera e vasta storia dell'architettura gotica italiana. Purtroppo, si tratta anche di uno degli edifici sacri in assoluto meno compresi dai frettolosi turisti moderni, poiché la sua innegabile e vertiginosa complessità compositiva viene fin troppo spesso ed erroneamente scambiata per una banale incompiutezza dei lavori. La sua sfavillante facciata intarsiata di pregiatissimo marmo bianco, cupo verde serpentino e caldo rosso, splendidamente policroma, costituisce un immenso e sacro libro di pietra da decifrare attentamente.
- Fondazione Antica: Origini remote risalenti alla prospera colonia militare romana di Saena Julia nel primo secolo avanti Cristo.
- Apogeo Economico: Sfolgorante periodo d'oro a cavallo tra il Tredicesimo e il Quattordicesimo secolo durante l'illuminato governo dei Nove.
- Esplosione Demografica: Una popolazione urbana fiorentissima che raggiunse gli ottantamila laboriosi abitanti poco prima del 1348.
- Il Crollo Demografico: Tragica e incolmabile perdita stimata oltre il sessanta percento dei residenti a causa del letale flagello della Peste Nera.
L'economia basata sulla pregiata lana e sull'efficiente sistema del credito
La struggente e ineffabile bellezza architettonica della Siena in epoca medievale non avrebbe mai e poi mai potuto magicamente esistere o sostenersi nel tempo senza il formidabile e vitale impulso del suo inarrestabile motore finanziario ed economico di base. Nel corso del florido e prosperoso Tredicesimo secolo, l'operosa e scaltra città toscana si era saldamente imposta come uno dei principali, ricchissimi e più influenti centri di altissima finanza su scala interamente europea, godendo di un incalcolabile prestigio presso tutte le principali e sfarzose corti reali. Le antiche, illustri e potentissime casate nobiliari e mercantili dei ricchi Salimbeni, dei fieri Tolomei e dei lungimiranti Buonsignori, conosciute e riverite da tutti con il rispettoso e altisonante appellativo di "Gran Tavola", gestivano abilmente vastissime e fittissime reti internazionali di credito commerciale e prestito di denaro che si estendevano audacemente dalla lontana regione della Catalogna fino alle fredde coste dell'Inghilterra, finanziando con immensi capitali spregiudicati papi, avidi sovrani e bellicosi imperatori del Sacro Romano Impero. Parte consistente dell'immensa ricchezza accumulata derivava anche dall'altissima qualità della candida e pregiatissima lana grezza proveniente dalle fertili greggi delle aspre Maremme e dell'intera Toscana meridionale, la quale veniva poi finemente lavorata e magistralmente tinta all'interno delle innumerevoli e fumanti botteghe artigiane senesi, prima di essere venduta a caro prezzo nelle fiere francesi.
La mortale Peste Nera e il successivo, lento ma inesorabile declino
Il tragico e funesto anno 1348 rappresenta nella memoria storica locale lo spartiacque definitivo, il cataclisma oscuro che spezza violentemente e irrevocabilmente l'incredibile e luminosa traiettoria di sviluppo senese. L'atroce epidemia di Peste Nera, causata letalmente dall'invisibile e letale batterio della Yersinia pestis, silenziosamente e mortalmente trasmesso dai morsi delle pulci infestate annidate nei peli dei comuni ratti, arriva inesorabile a colpire le affollate strade di Siena nella tiepida e ridente primavera di quel maledetto anno. In soli rarissimi e spaventosissimi mesi di contagio incontrollato, la pestilenza falcidia spietatamente un'immensa fetta della fiera popolazione cittadina. Uno dei testimoni oculari più strazianti e commoventi di quella terribile ecatombe umana è il cronista locale Agnolo di Tura, il quale, con la morte nel cuore, affida alle pagine della storia il macabro racconto di aver dovuto pietosamente seppellire con le sue stesse nude mani i corpi senza vita dei suoi cinque amati figlioli. La conseguenza urbanistica ed edilizia di questo spaventoso crollo demografico ed economico è crudelmente e perfettamente visibile ancora ai nostri giorni osservando i grandiosi ma fermi cantieri dell'epoca. Il favoloso e titanico Duomo Nuovo, l'ambiziosissimo e ineguagliabile progetto architettonico teso a espandere a dismisura le già enormi navate del Duomo per renderlo orgogliosamente il più immenso d'Europa, viene brutalmente interrotto, lasciando oggi come unico monito il titanico ma incompleto muro chiamato il "Facciatone".
Oggi percorrere gli stretti vicoli lastricati di Siena significa letteralmente passeggiare all'interno di un preziosissimo e congelato sogno medievale, un testamento di pietra alla fragilità inesauribile delle umane glorie.
Ricostruzione AI
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