\\ Home Page : Articolo
HANNO SUPPORTATO DIGITAL WORLDS INVIANDO PRODOTTI DA RECENSIRE
![]() |
![]() |
|
![]() |
|
Esopianeti e biosegnature atmosferiche: la caccia alla vita con il James Webb
Di Alex (del 24/02/2026 @ 11:00:00, in Scienza & Spazio, letto 54 volte)
Spettro atmosferico di un esopianeta orbitante attorno a una nana rossa analizzato dal JWST
Il James Webb Space Telescope sta rivoluzionando la ricerca di vita extraterrestre: attraverso la spettroscopia di transito, analizza le atmosfere di esopianeti in orbita attorno a nane rosse cercando biosegnature chimiche come ossigeno, metano e clorofilla in atmosfere lontane anni luce dalla Terra. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
La spettroscopia di transito: leggere l'atmosfera di un mondo lontano
Quando un esopianeta transita davanti alla propria stella — passando tra essa e il telescopio — la luce stellare filtra attraverso l'atmosfera planetaria. Ogni molecola atmosferica assorbe lunghezze d'onda specifiche della luce infrarossa, producendo un pattern di assorbimento caratteristico che si traduce in una "impronta digitale" chimica rilevabile dallo spettrografo del James Webb Space Telescope (JWST). Questo metodo, chiamato spettroscopia di trasmissione, permette di identificare la composizione chimica dell'atmosfera senza visitare fisicamente il pianeta.
Il JWST ha rivoluzionato questa tecnica grazie alla sua posizione nel punto di Lagrange L2 (1,5 milioni di km dalla Terra), alla sua superficie specchiante di 6,5 metri di diametro e agli strumenti NIRSpec e MIRI ottimizzati per l'infrarosso medio e vicino — la regione dello spettro in cui le molecole biologicamente rilevanti producono le loro segnature più forti. Con decine di ore di osservazione su un singolo sistema, il JWST può accumulare segnali atmosferici sufficienti per rilevare concentrazioni molecolari di parti per milione.
Le biosegnature chimiche: cosa cerchiamo e perché
Le biosegnature atmosferiche sono composti chimici la cui presenza in concentrazioni significative è difficilmente spiegabile con soli processi geologici, suggerendo quindi un'origine biologica. L'ossigeno molecolare (O2) è la biosegnatura più intuitiva: la fotosintesi ossigenica è il principale processo che ne produce in quantità significative su scala planetaria. Tuttavia, meccanismi abiotici come la fotolisi dell'acqua possono generare ossigeno anche senza vita, rendendo necessario considerare l'ossigeno sempre in combinazione con altri marcatori.
Il metano (CH4) in presenza di ossigeno costituisce una biosegnatura di grande rilevanza: le due molecole reagiscono chimicamente in tempi geologicamente brevi, quindi la loro coesistenza richiede una sorgente continua e biologicamente plausibile. La presenza di vapore acqueo, biossido di carbonio e ozono completa il quadro delle atmosfere potenzialmente abitabili. Il cosiddetto red-edge — un brusco aumento della riflettanza intorno a 700 nanometri causato dalla clorofilla — è considerato la biosegnatura vegetale per eccellenza, rilevabile in linea di principio anche su pianeti distanti.
Le sfide delle nane rosse: attività stellare e erosione atmosferica
Le nane rosse (stelle di tipo M) sono i bersagli preferiti per la ricerca di biosegnature perché la loro zona abitabile è molto vicina alla stella — rendendo i transiti frequenti e il segnale atmosferico più forte — e perché le nane rosse sono le stelle più comuni della galassia. Tuttavia, presentano sfide specifiche che complicano l'interpretazione dei dati spettroscopici.
Le nane rosse giovani sono molto attive e producono potenti brillamenti ultravioletti e raggi X che possono erodere le atmosfere dei pianeti in orbita ravvicinata, soprattutto se questi pianeti sono privi di un campo magnetico protettivo. Inoltre, i pianeti nella zona abitabile delle nane rosse sono probabilmente in rotazione sincrona (la stessa faccia sempre rivolta alla stella), creando gradienti termici estremi tra il lato diurno e notturno che complicano la modellistica climatica. Il JWST deve quindi interpretare ogni segnale atmosferico tenendo conto di questa complessità prima di trarre conclusioni sulla possibilità di vita.
La ricerca di biosegnature atmosferiche è ancora agli inizi, ma il JWST ha già dimostrato capacità tecniche superiori alle previsioni più ottimistiche. Nei prossimi anni, l'analisi sistematica di decine di pianeti in zona abitabile attorno a nane rosse vicine — come TRAPPIST-1e e Proxima Centauri b — ci darà la prima risposta statistica alla domanda più antica dell'umanità: siamo soli nell'universo?
Nessun commento trovato.
Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.











Microsmeta Podcast
Feed Atom 0.3



Articolo
Storico
Stampa