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Douyin: l'anti-TikTok cinese dove scienza, cultura e storia hanno più visualizzazioni dei balletti
Di Alex (del 21/02/2026 @ 10:00:00, in Curiosità dal Mondo, letto 55 volte)
Una persona che tiene in mano uno smartphone con l'app di Douyin aperta. Sullo schermo si alternano video di divulgazione scientifica, lezioni di storia e tutorial di finanza personale, a simboleggiare l'ecosistema di conoscenza della piattaforma.
Douyin, la versione cinese di TikTok, non è il regno dei balletti e delle challenge. Qui, un'innovativa legge del 2025 impone che solo esperti certificati possano parlare di scienza, medicina e finanza. L'algoritmo, lungi dall'essere un mostro, è progettato per premiare la conoscenza e combattere la disinformazione. Un modello che sfida l'Occidente a chiedersi: "Cosa preferiamo, la libertà di dire qualsiasi cosa o la responsabilità di dire cose vere?". LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Due piattaforme, due mondi: Douyin e TikTok, lo stesso codice, anime opposte
Douyin e TikTok condividono la stessa tecnologia e lo stesso proprietario, ma i loro ecosistemi sono profondamente diversi. In Occidente, TikTok è sinonimo di intrattenimento leggero, viralità immediata e trend musicali. In Cina, Douyin è diventato un motore di divulgazione culturale e scientifica. La differenza sostanziale non risiede nel codice, ma nelle regole del gioco imposte dalla società. L'algoritmo di Douyin, lungi dall'essere un "anello di fuori" incontrollabile, è stato progettato per premiare contenuti che la società considera di valore, come l'istruzione e la conoscenza.
La legge che ha cambiato tutto: addio ai falsi esperti
Dal 25 ottobre 2025, la Cina ha implementato una normativa storica per il mondo dei social media. La nuova legge stabilisce che chiunque voglia parlare di temi "specialistici" come medicina, diritto, educazione e finanza su piattaforme come Douyin, Weibo e Bilibili deve dimostrare di possedere le credenziali adeguate, come un titolo di studio universitario o una certificazione professionale riconosciuta. L'obiettivo, dichiarato dall'Amministrazione del Cyberspazio cinese (CAC), è "proteggere il pubblico da informazioni false o fuorvianti" che si sono moltiplicate in formato di video brevi e live streaming.
I numeri della conoscenza: 3,37 miliardi di video educativi
L'impatto di questa regolamentazione è stato immediato e visibile. I numeri raccontano di un ecosistema dove la conoscenza è diventata il vero traino. Si stima che gli utenti Douyin guardino miliardi di video educativi ogni mese. L'algoritmo, come spiegato dalla stessa azienda, si è evoluto da un semplice sistema di "taggatura" a un sofisticato modello a rete neurale che valuta il "valore" di un contenuto per l'utente. Vengono introdotti obiettivi multipli come il tasso di raccolta, che aiuta i contenuti di conoscenza a raggiungere il pubblico giusto, e metriche per esplorare interessi potenziali, combattendo così l'effetto "bolla".
L'esercito degli esperti: dai medici agli scienziati
Sulle piattaforme cinesi, la figura dell'influencer sta lasciando il posto a quella dell'esperto certificato. I creatori di contenuti su temi delicati sono ora tenuti a citare fonti verificabili e dichiarare se il materiale è stato generato o assistito dall'intelligenza artificiale. La promozione di prodotti medici, integratori o consulenze finanziarie camuffata da "contenuto educativo" è stata severamente bandita. In questo nuovo panorama, proliferano i canali di veri medici, ricercatori e professori universitari che spiegano la scienza, la storia e la tecnologia a milioni di persone.
"Sin título, no opines": controllo o responsabilità digitale?
La nuova regolamentazione cinese ha scatenato un dibattito globale. Da un lato, i critici parlano di un ulteriore giro di vite sulla libertà di espressione, dove lo Stato decide chi ha l'autorità di parlare. Dall'altro, molti analisti e accademici, come il Dr. Ricardo Ignacio Prado-Hurtado dell'Università Anáhuac México, vedono in questa misura una "vaccinazione preventiva" contro i cosiddetti "junk-fluencer", cioè influencer spazzatura che diffondono disinformazione e teorie pseudoscientifiche sotto la facciata di esperti. Il filosofo Jean Baudrillard parlerebbe di un tentativo di riportare il segno (l'esperto) alla sua competenza reale, in un'epoca di iperrealtà e simulacri.
Il futuro è degli esperti certificati?
L'esperimento cinese potrebbe anticipare un nuovo paradigma globale. In un mondo sempre più influenzato dagli algoritmi e dall'intelligenza artificiale, la credibilità dell'informazione potrebbe non dipendere più solo dal numero di follower, ma ancorarsi all'autorità del sapere comprovato. La domanda che la Cina sta ponendo al resto del mondo è provocatoria ma necessaria: in un'epoca di disinformazione dilagante, è meglio la libertà assoluta di dire qualsiasi cosa o la responsabilità collettiva di dire cose vere?
Douyin rappresenta una sfida culturale profonda per l'Occidente. Non è solo una piattaforma con regole diverse, ma un modello di come la tecnologia, se orientata a fini sociali, possa trasformarsi da strumento di intrattenimento passivo a veicolo di elevazione culturale. Mentre da noi si discute di limiti d'età e divieti, in Cina si è scelto di responsabilizzare i creatori e premiare la conoscenza, dimostrando che l'algoritmo non è un destino ineluttabile, ma può essere educato al bene comune.
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