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Il meccanismo di Antikythera: il computer di 2000 anni fa
Di Alex (del 11/02/2026 @ 12:00:00, in Storia delle invenzioni , letto 73 volte)
Il meccanismo di Antikythera ricostruito
Ritrovato nel 1901 in un relitto al largo dell'isola greca di Antikythera, questo oggetto straordinario è considerato il primo computer analogico della storia, costruito oltre 2100 anni fa. La sua complessità riscrive tutto ciò che credevamo di sapere sulla tecnologia antica. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Un ritrovamento straordinario
Nel 1901, un gruppo di pescatori di spugne greci cercava riparo da una tempesta quando scoprì un antico relitto a 45 metri di profondità. Tra statue di bronzo, gioielli e vasellame, emerse un ammasso corroso di bronzo che sembrava insignificante. Solo mesi dopo, quando l'oggetto si frantumò durante la pulizia, gli archeologi notarono qualcosa di incredibile: ingranaggi. Ingranaggi precisi, finemente lavorati, in un oggetto risalente al primo secolo avanti Cristo.
Per decenni, il meccanismo rimase un mistero archeologico. Gli studiosi lo chiamavano semplicemente "il dispositivo", incapaci di comprenderne lo scopo. Non aveva senso: la tecnologia per costruire ingranaggi così sofisticati non sarebbe dovuta riapparire in Europa per altri 1300 anni, nei primi orologi meccanici del Medioevo.
Un orologio cosmico
Ricerche moderne, condotte con tomografie computerizzate e scansioni 3D ad alta risoluzione, hanno rivelato che il meccanismo conteneva almeno 30 ingranaggi di bronzo perfettamente calibrati, disposti in strati multipli. Il dispositivo era racchiuso in una scatola di legno delle dimensioni di una scatola da scarpe, con quadranti sulla parte anteriore e posteriore.
Il meccanismo poteva calcolare e visualizzare:
- La posizione del Sole e della Luna attraverso lo zodiaco
- Le fasi lunari con precisione di un giorno
- Le eclissi solari e lunari, inclusi colore e grandezza
- I cicli dei Giochi Olimpici e degli altri giochi panellenici
- Il calendario metonico di 19 anni, usato per sincronizzare i calendari lunare e solare
Per utilizzarlo, l'operatore girava una manovella laterale, e i quadranti mostravano le posizioni dei corpi celesti in qualsiasi data passata o futura. Era un planetario portatile, un calcolatore astronomico, e uno strumento di predizione, tutto in uno.
Chi lo ha costruito?
Le iscrizioni in greco antico incise sul meccanismo suggeriscono che fu costruito intorno al 150-100 avanti Cristo, probabilmente a Rodi, un importante centro di astronomia e ingegneria dell'antichità. Alcuni studiosi ipotizzano che il creatore potesse essere Ipparco di Nicea, il più grande astronomo greco, o qualcuno della sua scuola.
Il relitto trasportava anche statue e oggetti di lusso diretti probabilmente a Roma, forse come bottino di guerra o doni diplomatici. Il meccanismo potrebbe essere stato parte di un tesoro scientifico destinato a qualche ricco patrono romano affascinato dalla tecnologia greca.
La tecnologia perduta
Ciò che rende il meccanismo così sconcertante è che non abbiamo prove di nulla di simile per secoli prima o dopo. È come trovare un laptop funzionante negli scavi di Pompei. Gli ingranaggi differenziali usati nel meccanismo, progettati per sommare o sottrarre velocità rotazionali, non appariranno di nuovo nella tecnologia occidentale fino al 1800.
Questo solleva domande inquietanti: quante altre meraviglie tecnologiche sono andate perdute nell'antichità? Quanti dispositivi simili furono distrutti nelle biblioteche incendiate, nei saccheggi, nelle guerre? Il Meccanismo di Antikythera potrebbe essere l'unico sopravvissuto di una tradizione tecnologica molto più vasta di quanto immaginiamo.
Un messaggio dal passato
Oggi il meccanismo è conservato al Museo Archeologico Nazionale di Atene, dove continua a essere studiato. Ogni nuova analisi rivela dettagli sorprendenti: iscrizioni nascoste, funzioni aggiuntive, tecniche di fabbricazione straordinariamente avanzate. Sono state create diverse ricostruzioni funzionanti, che dimostrano l'incredibile genio dei suoi creatori.
Il Meccanismo di Antikythera ci ricorda con umiltà che il progresso tecnologico non è mai stato una linea retta ascendente. L'umanità a volte dimentica ciò che aveva già inventato, e la conoscenza può essere perduta per secoli prima di essere riscoperta.
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