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Isole Gough e Inaccessible: gli ecosistemi temperati più incontaminati del pianeta
Di Alex (del 08/02/2026 @ 10:00:00, in Curiosità dal Mondo, letto 25 volte)
Le scogliere verticali dell'isola Inaccessible che si innalzano dall'oceano Atlantico in un paesaggio di isolamento primordiale
Nel cuore del Sud Atlantico, due isole vulcaniche rappresentano l'ultimo rifugio incontaminato per milioni di uccelli marini. Le loro scogliere inaccessibili hanno protetto ecosistemi unici dall'intervento umano, rendendole laboratori viventi di evoluzione insulare. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Il luogo più remoto dell'Atlantico: l'arcipelago di Tristan da Cunha
L'arcipelago di Tristan da Cunha è probabilmente il gruppo di isole abitate più isolato del mondo. Tristan, l'isola principale, ospita circa duecentocinquanta persone in un unico villaggio, Edinburgh of the Seven Seas. Il continente più vicino, il Sudafrica, dista duemilaottocento chilometri. Non ci sono aeroporti: l'unico modo per raggiungerlo è via nave, un viaggio di cinque-sei giorni da Città del Capo che viene effettuato poche volte all'anno.
Ma Tristan è relativamente accessibile rispetto alle altre due isole dell'arcipelago: Gough, a quattrocento chilometri a sud-est, e Inaccessible, a quaranta chilometri a sud-ovest. Queste due isole sono disabitate, protette come riserve naturali integrali, e rappresentano alcuni degli ecosistemi insulari temperati meno perturbati del pianeta. La loro inaccessibilità fisica le ha salvate dall'impatto umano che ha devastato isole oceaniche comparabili in tutto il mondo.
Geologia vulcanica: fortezze di basalto nell'oceano
Sia Gough che Inaccessible sono isole vulcaniche, nate da hotspot mantellici che punteggiano il fondale dell'Atlantico meridionale. Gough, la più grande delle due (sessantacinque chilometri quadrati), è dominata da Edinburgh Peak, che si eleva a ottocentoquarantasette metri sul livello del mare. L'isola è un plateau vulcanico circondato da scogliere basaltiche che cadono a picco nell'oceano per centinaia di metri.
Inaccessible è più piccola (quattordici chilometri quadrati) ma altrettanto drammatica. Il suo nome non è casuale: l'isola è circondata da scogliere verticali di basalto nero, alte fino a duecento metri, che rendono l'approdo quasi impossibile. Esistono solo due o tre punti in tutta la costa dove, in condizioni meteorologiche perfettamente calme, è possibile tentare uno sbarco. Anche in questi punti, l'operazione è pericolosa: onde improvvise hanno già ucciso persone che tentavano di raggiungere l'isola.
La geologia delle due isole riflette la loro origine vulcanica. I flussi di lava basaltica, solidificati in colonne esagonali per contrazione termica, formano architetture naturali spettacolari. Grotte marine scavate dall'erosione delle onde penetrano nelle scogliere, creando labirinti sottomarini dove foche e pinguini trovano rifugio. La superficie delle isole è ricoperta da torbiere, felci giganti e praterie umide nutrite dalle piogge abbondanti e dalle nebbie persistenti.
La fauna aviaria: milioni di uccelli marini
Le isole Gough e Inaccessible ospitano alcune delle più grandi colonie di uccelli marini al mondo. Si stima che oltre dieci milioni di individui nidifichino su queste due isole ogni anno. L'assenza di mammiferi predatori terrestri (con l'eccezione problematica dei topi introdotti su Gough) ha permesso agli uccelli di evolversi senza pressioni selettive da parte di predatori terrestri, portando a comportamenti di nidificazione unici.
L'albatros di Tristan nidifica quasi esclusivamente su Gough. Con un'apertura alare di oltre due metri, questi uccelli maestosi trascorrono la maggior parte della vita planando sugli oceani australi, tornando a terra solo per riprodursi. Le loro colonie, sparse sulle scogliere battute dal vento, sono società complesse dove coppie monogame si ricongiungono ogni anno nello stesso nido, eseguendo elaborate danze di corteggiamento.
La gallinula di Gough, un rallide endemico, è uno degli uccelli più rari del pianeta. Incapace di volare, vive nelle torbiere dell'isola dove si nutre di invertebrati e semi. La sua popolazione totale è di poche centinaia di individui. Su Inaccessible vive una specie sorella, la gallinula di Inaccessible, anch'essa incapace di volare ed endemica di quell'unica isola. Questi uccelli rappresentano esempi classici di sindrome insulare: in assenza di predatori terrestri, molti uccelli insulari perdono la capacità di volare nel corso dell'evoluzione.
La minaccia dei topi: predatori introdotti dall'uomo
Nonostante l'isolamento, l'isola Gough non è sfuggita completamente all'impatto umano. Nel diciannovesimo secolo, i topi domestici arrivarono sull'isola probabilmente a bordo di navi di cacciatori di foche. In assenza di predatori naturali, i topi si sono moltiplicati in modo esplosivo, raggiungendo densità tra le più alte mai registrate: oltre duecento topi per ettaro in alcune aree.
Il problema è che questi topi hanno sviluppato un comportamento inusuale: attaccano e uccidono pulcini di uccelli marini di specie molto più grandi di loro, inclusi albatros e petrelli. Lavorando in gruppo, i topi rosicchiano i pulcini ancora vivi, causando ferite terribili. Si stima che ogni anno vengano uccisi oltre un milione di pulcini di uccelli marini su Gough. Diverse specie endemiche sono sull'orlo dell'estinzione a causa di questa predazione.
Per risolvere il problema, nel 2021 è stata lanciata un'operazione di eradicazione su scala massiccia: elicotteri hanno distribuito esche avvelenate su tutta la superficie dell'isola. L'operazione sembrava inizialmente riuscita, ma nel 2023 sono stati avvistati nuovamente topi, probabilmente sopravvissuti in cavità sotterranee. Una seconda operazione di eradicazione è in programma. Il caso dimostra quanto sia difficile ripristinare un ecosistema insulare una volta che è stato invaso da specie aliene.
Inaccessible, per fortuna, è rimasta libera da mammiferi introdotti. Questa differenza permette confronti scientifici preziosi: come si comportano gli stessi ecosistemi con e senza predatori invasivi? Quali sono le conseguenze evolutive ed ecologiche dell'introduzione di una singola specie aliena?
Protezione legale e accesso scientifico controllato
Entrambe le isole sono protette come riserve naturali integrali. Gough è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 1995, con Inaccessible aggiunta nel 2004. L'accesso è severamente limitato: solo spedizioni scientifiche con permessi speciali possono sbarcare, e anche in questi casi l'impatto umano deve essere minimizzato attraverso protocolli rigidi di biosicurezza.
Su Gough esiste una stazione meteorologica permanente gestita dal governo sudafricano, con un piccolo staff che viene ruotato ogni anno. La stazione fornisce dati meteorologici cruciali per le previsioni nell'Atlantico meridionale e monitora i parametri climatici a lungo termine. Ma anche il personale della stazione è soggetto a regole ferree: non può avventurarsi liberamente sull'isola, non può disturbare la fauna, deve seguire procedure di quarantena per evitare l'introduzione di semi o invertebrati alieni.
Inaccessible non ha insediamenti umani. Le spedizioni scientifiche che vi sbarcano, poche volte all'anno, devono portare tutto il necessario e rimuovere ogni traccia della loro presenza al momento della partenza. L'isola è probabilmente l'ecosistema insulare temperato meno disturbato dall'uomo rimasto al mondo, un riferimento prezioso per capire come funzionano gli ecosistemi in assenza di interferenze antropiche.
Laboratorio di evoluzione insulare
Dal punto di vista scientifico, Gough e Inaccessible sono laboratori naturali per studiare l'evoluzione insulare. La teoria biogeografica delle isole predice che isole piccole e remote ospiteranno meno specie che isole grandi e vicine a continenti, ma le specie presenti saranno spesso endemiche, evolute in isolamento. Queste isole confermano la teoria in modo spettacolare.
Oltre alle specie di uccelli già menzionate, entrambe le isole ospitano invertebrati endemici, piante uniche e comunità ecologiche che non esistono altrove. La mosca gigante di Gough, per esempio, è uno dei ditteri più grandi del mondo, evoluto in assenza di predatori che normalmente limiterebbero le dimensioni degli insetti. Studi genetici stanno rivelando come le popolazioni insulari si differenziano rapidamente da quelle continentali, accumulando mutazioni e adattamenti locali.
Un aspetto affascinante è la perdita della capacità di volo in diverse specie di uccelli e insetti. In assenza di predatori terrestri e con risorse concentrate in spazi ristretti, il volo diventa energeticamente dispendioso e poco vantaggioso. Nel corso di migliaia di generazioni, la selezione naturale favorisce individui con ali ridotte che investono meno energia nel mantenimento dei muscoli di volo. Questo processo, osservato anche su altre isole oceaniche come le Galapagos, dimostra quanto rapidamente possa agire l'evoluzione quando le pressioni selettive cambiano.
Le isole Gough e Inaccessible ci ricordano che esistono ancora angoli del pianeta dove la natura può seguire il proprio corso, libera dall'interferenza umana. Ma ci ricordano anche quanto sia fragile questo equilibrio: bastano pochi topi introdotti per devastare ecosistemi evolutisi in milioni di anni. Proteggere questi ultimi santuari non è solo un dovere etico, ma un investimento scientifico: sono finestre aperte su come funziona la vita quando l'uomo non interviene, riferimenti preziosi in un pianeta sempre più antropizzato.
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