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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 27/02/2026
Di Alex (pubblicato @ 09:00:00 in Sci-Fi e Rigore Scientifico, letto 14 volte)
Film Contact 1997 radiotelescopi SETI Jodie Foster astronoma
Contact di Robert Zemeckis, basato sul romanzo di Carl Sagan, è il film di fantascienza più accurato scientificamente mai prodotto. La protagonista Ellie Arroway è ispirata alla ricercatrice reale Jill Tarter. Un'analisi di radioastronomia e cinema. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
La protagonista e il modello reale
Ellie Arroway, interpretata da Jodie Foster, è un personaggio che Carl Sagan costruì ispirandosi alla ricercatrice Jill Tarter, per decenni a capo del SETI Institute (Search for Extraterrestrial Intelligence). Tarter ha riconosciuto in Arroway le sfide reali della sua carriera: lo scetticismo dei colleghi, le difficoltà di finanziamento e il rapporto complicato con la comunità religiosa.
Cosa la radioastronomia del film rappresenta correttamente
Il Very Large Array (VLA) del New Mexico mostrato nel film è il radiotelescopo reale usato dal programma SETI. Il film descrive correttamente la ricerca sistematica di segnali su specifiche frequenze radio, in particolare attorno a 1420 MHz (la frequenza dell'idrogeno neutro, considerata una frequenza universale di comunicazione). Corretti anche il processo di verifica del segnale con stazioni indipendenti e il protocollo di dichiarazione di scoperta SETI.
Come i segnali radio viaggiano nello spazio
La celebre sequenza iniziale del film — un viaggio a ritroso dalla Terra attraverso il sistema solare e le galassie — in cui l'audio riflette le trasmissioni radio umane che si perdono nel passato man mano che ci si allontana, è una rappresentazione poeticamente accurata di un fenomeno fisico reale. I segnali radio viaggiano alla velocità della luce: le prime trasmissioni umane di potenza sufficiente a superare l'ionosfera risalgono agli anni Trenta. Oggi quella bolla di onde si estende a circa 90 anni-luce dalla Terra.
I VFX e la sequenza di apertura
Ken Ralston e il suo team utilizzarono la CGI in modo pionieristico per l'epoca. Il viaggio inizia con la Terra vista dallo spazio e si allontana attraverso il sistema solare, la Via Lattea e le strutture cosmologiche su larga scala, con la colonna sonora che scorre all'indietro tra le decadi delle trasmissioni radio terrestri. Le scale spaziali, il tempo di viaggio della luce e la struttura dell'universo su grande scala sono trattati con notevole precisione scientifica.
I limiti scientifici del film
Nonostante l'eccezionale accuratezza, il film si concede alcune licenze narrative: la sincronizzazione del segnale di 26 ore con una stella a 26 anni-luce è fisicamente impossibile ma necessaria per il plot. La macchina costruita in base alle istruzioni aliene funziona secondo principi fisici non specificati. La soglia di prova per una scoperta SETI nel mondo reale sarebbe molto più alta di quella mostrata.
Contact rimane a oggi il ritratto più sofisticato e rispettoso della metodologia scientifica nella storia del cinema di fantascienza. Jill Tarter ha raccontato di aver ricevuto molte più donazioni per la ricerca SETI dopo l'uscita del film: è la misura più concreta del suo impatto culturale duraturo.
Di Alex (pubblicato @ 08:00:00 in Patrimonio mondiale UNESCO, letto 55 volte)
Angkor Wat Cambogia tempio Khmer riflesso fossato alba
Angkor Wat è il più grande monumento religioso mai costruito dall'umanità: contiene più pietra della Grande Piramide di Giza, ma interamente lavorata. Costruito nel dodicesimo secolo dopo Cristo dai Khmer, nasconde segreti ingegneristici straordinari. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Le dimensioni: più pietra della Grande Piramide di Giza
Il complesso principale occupa circa 1,6 km quadrati, con un fossato perimetrale largo 190 metri e lungo quasi 6 km. Angkor Wat contiene più pietra arenaria della Grande Piramide di Giza, ma a differenza delle piramidi egizie — strutture essenzialmente solide — ogni blocco è stato lavorato con raffinata precisione architettonica. Le superfici sono coperte da bassorilievi che si estendono per oltre 800 metri lineari, narrando episodi del Mahabharata, del Ramayana e della cosmologia indù.
Il trasporto della pietra: le rivelazioni LiDAR
L'arenaria proviene dal Monte Kulen, a circa 50 km di distanza. Le recenti scansioni LiDAR — tecnologia laser applicata dall'aria che penetra la vegetazione rivelando strutture sepolte — hanno risolto in parte il mistero del trasporto. Hanno rivelato una rete di canali artificiali che permetteva di spostare i blocchi direttamente dalle cave al cantiere su zattere, ottimizzando la logistica. Le stesse scansioni hanno rivelato una città di Angkor di dimensioni molto superiori a quanto immaginato: con oltre un milione di abitanti nel dodicesimo secolo dopo Cristo, era probabilmente la città premoderna più grande del mondo.
La stabilità idraulica: il tempio che galleggia sull'acqua
Il tempio letteralmente galleggia su una falda acquifera mantenuta stabile dalla pressione dell'acqua nei fossati circostanti. Se i fossati si seccassero completamente, la pressione idrostatica che sostiene le fondamenta verrebbe meno e i terreni sabbiosi sottostanti potrebbero cedere, portando al collasso strutturale di parti del complesso. Questa scoperta ha reso la gestione idrologica di Angkor una priorità assoluta per UNESCO e per il governo cambogiano.
L'orientamento astronomico
Angkor Wat è uno dei templi più precisamente orientati astronomicamente mai costruiti. Il suo asse principale è allineato verso ovest — insolito per un tempio indù, di solito orientati a est, e probabilmente collegato al culto della morte associato a Vishnu. Nei giorni degli equinozi, il sole sorge esattamente sull'asse del tempio visto dalla porta ovest.
I bassorilievi: il più lungo ciclo narrativo religioso del mondo
Le gallerie esterne ospitano 800 metri di bassorilievi in altorilievo alti circa 2 metri. Oltre 3.000 apsare (danzatrici celesti) sono scolpite sulle pareti, ognuna con un viso individuale leggermente diverso. La qualità scultorea mostra un realismo dinamico che anticipa molte conquiste dell'arte europea medievale contemporanea.
Angkor Wat è molto più di un monumento: è un sistema ingegneristico complesso, un testo religioso in pietra, un documento storico di una civiltà al suo apice. La sua sopravvivenza dipende oggi dalla gestione del sistema idrologico che i Khmer progettarono con straordinaria intelligenza quasi mille anni fa. Patrimonio UNESCO dal 1992, compare sulla bandiera nazionale della Cambogia.
Di Alex (pubblicato @ 07:00:00 in Impero Romano, letto 72 volte)
Timgad Algeria rovine romane deserto urbanistica perfetta
Le province africane e orientali dell'Impero Romano ospitano le rovine più spettacolari del mondo antico, preservate per secoli dall'abbandono in zone aride. Da Timgad nel deserto algerino a Gerasa in Giordania: un viaggio tra città perfette. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Timgad (Algeria) — l'urbanistica perfetta
Fondata da Traiano nel 100 dopo Cristo come colonia per la Legio III Augusta, Timgad è l'esempio platonico della città romana. La sua pianta a scacchiera castrense è rimasta intatta nel deserto algerino. L'arco di Traiano e la biblioteca pubblica, capace di contenere circa 3.000 rotoli di papiro, testimoniano come la civiltà romana venisse esportata fino ai confini del Sahara per sedentarizzare i nomadi berberi e integrarli nel sistema imperiale. Iscritta nell'elenco UNESCO nel 1982.
Le province africane — il granaio dell'Impero
Le province africane, principalmente l'Africa Proconsolare (odierna Tunisia settentrionale), la Numidia (Algeria) e la Tripolitania (Libia), erano tra le più ricche dell'Impero. Il grano africano sfamava Roma, l'olio tunisino riempiva le anfore esportate in tutta Europa e i marmi numidici decoravano gli edifici della capitale. Leptis Magna in Libia, patria natale dell'imperatore Settimio Severo, è forse il sito romano africano più spettacolare in assoluto.
Le province orientali — il cuore greco-romano
Le province orientali — Siria, Giudea, Arabia, Asia Minore — erano le più ricche culturalmente. Qui Roma si confrontò con civiltà millenarie, producendo un fruttuoso sincretismo stilistico. Palmira, la "città dei carri", era un nodo fondamentale delle rotte commerciali tra l'Impero Romano e Persia, India e Cina. La sua architettura ibrida riflette la posizione di cerniera culturale che la città occupò fino alla sconfitta della regina Zenobia per mano di Aureliano nel 273 dopo Cristo.
Gerasa (Jerash, Giordania) — la città romano-orientale meglio conservata
Gerasa è il più completo esempio di città romano-orientale: con il suo ovale colonnato di 90 colonne, gli archi trionfali, i templi e i teatri, il sito è uno spettacolo di conservazione. Il Cardo Maximus colonnato, lungo quasi un chilometro, permette ancora oggi di camminare nell'antichità con una fedeltà spaziale unica.
La funzione ideologica dell'urbanistica romana
Timgad rappresenta paradigmaticamente la funzione ideologica dell'urbanistica romana: costruire una città con Foro, terme, teatro e biblioteca significava proporre un modello di vita. Chi vi abitava, a prescindere dall'origine etnica, diventava "romano" attraverso le pratiche quotidiane della civitas. Le élite provinciali adottarono rapidamente la cultura romana: molti dei più grandi intellettuali dell'Impero, come Agostino d'Ippona, Tertulliano e Apuleio, provenivano dall'Africa.
Le province africane e orientali dell'Impero Romano non erano periferie marginali, ma cuori pulsanti di ricchezza e cultura. I loro siti archeologici, preservati spesso dall'isolamento geografico e dall'aridità del clima, offrono oggi la lettura più integra e commovente di cosa significasse vivere nella Roma imperiale.
Fotografie del 27/02/2026
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